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lunedì 13 dicembre 2004

Domenica 12 Dicembre 2004: Whitechapel

Domenica mattina. Fatti i miei esercizi yoga del mattino, fatta colazione (spremuta d’arance, pane alla soia tostato con burro e marmellata, biscotti ai cereali, te’ alla mela cannella e zenzero), steso il bucato. Dedico qualche minuto al mio blog (ascoltando Nick Cave), prima di fare l’elenco dei regali di Natale che usciro’ a comprare.

Qualche tempo fa pranzando insieme, Andrea Tarsia, il curatore della Whitechapel, mi faceva notare come quella galleria e’ probabilmente il miglior spazio espositivo di Londra (dimensione, organizzazione degli spazi). Molto vero. La storia non la racconto perche’ l’ho gia’ fatto a Radio Popolare (e’ quella galleria aperta oltre un secolo fa da un parroco che intendeva combattere la criminalita’ di East London portando in quella zona la bellezza dell’arte).

Ho visto cosi’ tante mostre belle alla Whitechapel in questi tre anni a Londra, che ormai appena apre qualcosa di nuovo non aspetto neanche di leggere le recensioni e mi precipito. La mostra che ha aperto settimana scorsa e’ proprio bellissima. Si intitola “Faces in the crowd” e il sottotitolo e’ “Picturing modern life from Manet to today”. E’ un viaggio nel tempo, organizzato cronologicamente, dove tutte le forme artistiche sono rappresentate, dalla pittura alla videoarte, passando attraverso scultura, fotografia, installazioni. Anche il cinema, dato che al piano inferiore viene proiettato “L’uomo con la macchina da presa” di Vertov.

Allo stesso piano, da non perdere, “The day after” di Munch, un’immagine classica eppure modernissima di una giovane donna abbandonata su un letto, con accanto due bottiglie e due bicchieri. E poi tre ritratti di Bacon: il migliore mi e’ sembrato “Crouching nude”, grigio, rosso e nero a dominare, un uomo inscritto dentro una forma geometrica. E naturalmente “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, la celebre serie di ritratti di preti che giocano nella neve, firmata da Mario Giacomelli nel 1963. Mi emoziona sempre, ogni volta che la incontro.

Il meglio arriva al piano superiore, largamente dedicato a fotografia, video-arte e alle installazioni. Nomi notissimi, da Nan Goldin a Chris Ofili. Opere gia’ viste, ma che non mi stancherei mai di rivedere. E poi forse il lavoro migliore di tutta la mostra (anche se e’ difficile scegliere), “Dancing in Peckham” di Gillian Wearing. Un video che rappresenta in modo straordinario di questa citta’. Gillian Wearing che danza all’interno di un centro commerciale, nell’indifferenza generale.

La mostra resta aperta fino al 6 Marzo ed e’ stata organizzata insieme al Museo d’arte contemporanea del castello di Rivoli, quindi immagino che se non c’e’ gia’ stata sara’ possibile visitarla anche a Torino. Segnalo anche che dal 17 Gennaio al 3 Aprile a Venezia, Fondazione Bevilaqua La Masa, sara’ possibile visitare la mostra di Philip Lorca di Corcia che ho visto l’anno scorso qui alla Whitechapel.

http://www.whitechapel.org/content1018.html

4 Comments:

Blogger MoMo said...

Non sono mai stata a Londra, eppure grazie ai tuoi racconti riesco davvero a viverla.
Era meraviglioso ascoltarti durante London Calling, sentire raccontare una mostra da te è una cosa davvero unica.
E ora è bellissimo continuare a leggere i tuoi post, e vivere con te questa meravigliosa città.
un abbraccio.

martedì, 14 dicembre, 2004

 
Blogger Fabio said...

Anche a me manca quell'esperienza... ma non e' detto che un giorno... chissa'!
Grazie e baci!
Fabio

martedì, 14 dicembre, 2004

 
Blogger Myriamba said...

Ora che non sono piu' a Londra e' un po' come leggere il Time Out anche se molto piu' personale. Grazie per la dritta, penso che la prossima mostra sara' alla Whitechapel!!! In Gennaio....

mercoledì, 15 dicembre, 2004

 
Blogger Fabio said...

Ciao Myriam, piu' ci penso e piu' credo che sia una delle mostre dell'anno, con tanti periodi e media diversi riuniti nello stesso spazio.

Ma non passi piu' da Londra? Vieni al compleanno di Stefano Sabato?

giovedì, 16 dicembre, 2004

 

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