Post Statistiche Commenti Profitti Campagne Pagine Tema Impostazioni Elenco lettura Guida

Ambiente Uguaglianza Tempo

venerdì 29 ottobre 2004

Venerdi' 29 Ottobre 2004: Untitled

"Ci sono scene da rifare
ci sono posti da lasciare
ci sono sbagli da tenere
davanti agli occhi per capire".

Non so di chi siano queste parole, le ho colte da una canzone ascoltata alla radio settimana scorsa mentre ero in Italia, e le ho ricopiate nel mio moleskine.

Mi piacciono soprattutto gli ultimi 2 versi. Ci vuole una forza immensa per guardare negli occhi i nostri errori. Ma e' indispensabile per capire. E, possibilmente, non ripeterli.

Venerdi' 29 Ottobre 2004: State River Widening

COTTONHEAD (Vertical Form)

Si apre con una traccia di meravigliosa contemplazione il nuovo disco di State River Widening. “Crown”, violino, glockenspiel e chitarra arpeggiata, evoca colori autunnali nella campagna inglese, come se fosse uno strumentale firmato da Nick Drake. “Cottonhead”, il terzo disco di questo trio londinese, prosegue sugli stessi toni, cromaticamente sfumati, come se Alasdair Roberts e Aphex Twin avessero deciso di incidere una session insieme. C’e’ silenzio, respiro, spazio per pensare in questo disco. I tre polistrumentisti invitano gli ascoltatori a connettersi con loro a un livello di intimita’ speciale e prezioso. Lo fanno con una musica cinematica, che evoca i film non narrativi di Nathaniel Dorsky. Come i cortometraggi del regista americano, questo disco attrae la nostra attenzione sui momenti di meraviglia che spesso passano inosservati nelle nostre frenetiche vite.

4 Mark McGowan.

giovedì 28 ottobre 2004

Giovedi' 28 Ottobre 2004: Greg Shaw

Ci ha lasciati anche Greg Shaw, un altro eterno teenager. Purtroppo tutti i miei dischi Voxx e Bomp sono in Italia. Vorrei troppo ascoltare le mie copie in vinile dei Gravedigger V e dei Tell Tale Hearts, le raccolte di Peebles.

Abbiamo brevemente corrisposto, circa 20 anni fa, ben prima che le e-mail e i siti internet rendessero la comunicazione molto piu' semplice e veloce. Ricordo le sue lettere gentili, piene di passione per la musica che amavamo.

Ecco il ricordo pubblicato oggi dall'Independent: http://news.independent.co.uk/people/obituaries/story.jsp?story=576710.

Peccato non possiate vedere la bellissima foto pubblicata sulla copia cartacea del giornale.

A Greg Shaw, alla Voxx, alla Bomp e soprattutto a quello che hanno significato per me una ventina di anni fa, 5 Mark McGowan e un gigantesco grazie.

Giovedi' 28 Ottobre 2004: Hunter S. Thompson

Oggi l'Independent pubblica uno speciale sulle elezioni americane. Mi ha colpito questa frase di Hunter S. Thompson:

"Avete visto Bush alla TV mentre cercava di dibattere? E' stato uno spettacolo penoso... Mi sono quasi sentito male per lui, fino a quando ho sentito qualcuno che lo chiamava 'Signor Presidente'. A quel punto mi sono vergognato"

5 Mark McGowan.

Giovedi' 28 Ottobre: Zenzero

Ieri ero a cena da Wagamama con la mia amica Sarah ed avevo un gran mal di testa da stanchezza. Sarah mi ha consigliato di bere succo di carota e zenzero e dopo mezz'ora stavo proprio benissimo. Quella spezia sta superando nella mia classifica personale la cannella, da sempre la numero uno (almeno da quando andai in Sardegna con la Simo che metteva la cannella ovunque, forse anche nella pasta). Menzione speciale nel post dedicato allo zenzero per la mia amica Sissi, che quando venne a trovarmi a Londra compro' in un'erboristeria di Chelsea una tisana alla mela e zenzero che continuo a bere tutte le mattine per svegliarmi, al posto del te'.

Allo zenzero 5 meritati Mark McGowan.

http://www.holistickids.org/herb_site/ginger_properties.htm


martedì 26 ottobre 2004

Martedi' 26 Ottobre: John Peel

Sono sceso giu' al negozietto a prendere uno yogurt. Hanno un maxi schermo sempre sintonizzato sulla BBC. Appena entrato ho letto una grande scritta in sovraimpressione, alla quale non volevo credere: "Legendary DJ John Peel is dead". Mi sono venute le lacrime agli occhi. Il suo programma era l'accompagnamento delle mie serate domestiche. La sua voce e il suo stile rimarranno nella leggenda. Sono molto molto triste e mi viene in mente solo un commento: grazie John. So che dovunque tu sei in questo momento starai suonando ottima musica. E la musica e' piu' forte di tutto, anche della morte.

Martedi' 26 Ottobre: Dusted

"Dusted fu buttato fuori da cio' che credeva di conoscere.
Ora e' esausto, e' seduto e non sa che fare.
Dusted ha perso una tranquillita' importante.
Ora se ne sta seduto, completamente incompleto.
Da solo. Da solo.

La casa di Dusted e' una strada sporca.
Il suo tempo quaggiu' e' quasi terminato.
Dusted fa affidamento su persone che sanno
che Gesu' se ritornasse sarebbe come lui.
Da solo. Da solo.

La casa di Dusted e' una ruota per criceti.
Un suono continuo gli dice come si deve sentire.
Dusted fa affidamento su persone che sanno
che Gesu' potrebbe tornare,
Gesu' potrebbe tornare e sarebbe come lui.
Anche se fosse un breve ritorno."

- Giant Sand, "(Well) Dusted (for the millennium)", da "Chore of enchantment", Thrill Jockey 2000.

"La sua mente prese un treno,
quello stesso treno che lascio' il suo cuore la' fuori, sotto la pioggia.
Lui non da' abbastanza importanza alle sue maniere,
vede con sospetto chi cerca di aiutarlo.
La sua memoria e' bloccata in un ricordo rallentato di come gli occhi di lei erano capaci di brillare"

- Howe Gelb, "Saint Conformity", da "Confluence", Thrill Jockey 2001.

C'e' il Sole qui a Londra, ma non so perche' mi sento come un personaggio uscito dalla penna di Howe Gelb. Sara' l'Autunno. Passera'.

domenica 24 ottobre 2004

Domenica 24 Ottobre: i dischi di stasera

Arrivato tardissimo in radio oggi, poi ho chiamato Danilo che mi doveva parlare, poi si è fermato Scheller a chiacchierare, poi ho risposto a una valanga di mail, poi ho risposto ai commenti dello scorso blog... ed è già ora di andare in onda.

Resta solo il tempo di ricopiare la scaletta di stasera:

1) GIANT SAND Is all over the map (Thrill Jockey 2004) (http://www.giantsand.com/)
2) GIANT SAND Chore of enchantment (Thrill Jockey 2000) (http://www.giantsand.com/)
3) HOWE Confluence (Thrill Jockey 2001) (http://www.giantsand.com/)
4) CALEXICO Stray (City Slang 1998) (http://www.casadecalexico.com/)
5) CALEXICO The ride (pt. 2) (City Slang 1998) (http://www.casadecalexico.com/)
6) ALEJANDRO ESCOVEDO Por vida (Cooking Vinyl 2004) (http://www.alejandroescovedo.com/main.html).

Su Giant Sand e su Howe trovate qualche commento in questo post: http://fabiocalling.blogspot.com/2004/10/giant-sand.html.

Scappo nello studio. Domani torno a Londra.

lunedì 18 ottobre 2004

Domenica 17 Ottobre 2004 - I dischi di stasera

Sono arrivato in radio un po' in anticipo stasera. Saranno state le 8 e mezza. Lo studio e la redazione erano straripanti di ospiti di Nostrini. Uno di loro stava stampando delle foto da questo computer e per ogni foto stampata lasciava una monetina vicino alla stampante. Ci sono persone troppo tenere e oneste a questo mondo. Gli ho parlato e ho scoperto che è un ingegnere con la passione di nuotare in acque freddissime. Mi ha raccontato il suo prossimo progetto, quello di nuotare in un lago della Valcamonica il 31 Dicembre. Io gli ho raccontato di un mio bagno in un fiordo norvegese, parecchi anni fa, con la neve che si scioglieva nello sfondo. Tra matti ci capiamo.

Ora se ne sono andati tutti. Nello studio c'è Caselli che trasmette i Fletwood Mac (che, credeteci o no, ho ascoltato quest'anno a Earl's Court: vi confesso che a me Rumours e Tusk non dispiacciono, mi ricordo che li ascoltava mio cugino Mario quando ero un bambino, d'Estate, a Gressoney) e in redazione giornalistica c'è Ivan, lo stakanovista del GR della notte. Noi 3 e la radio tutta per noi.

Ho portato questi dischi stanotte:

1) SUFJAN STEVENS Greetings from Michigan the great lake state (Ashtmatic Kitty 2003, Rough Trade 2004) (http://www.sufjan.com/). L'America dei perdenti, senza protezione sanitaria e con un lavoro precario. E soprattutto senza un'amore. Quella cantata da Springsteen in "Nebraska" e "The ghost of Tom Joad".

2) ADEM These are your friends (Domino 2004) (http://www.adem.tv/). Un poeta. E questo è il mio singolo preferito dell'anno. "Tutti hanno bisogno di qualcuno qualche volta". Già. Lo dedico a Giovanna, Rita, Rocco e Simo, che quest'anno quando tutto mi stava crollando addosso mi hanno savato dalle macerie. Come fanno sempre.

3) ADEM Homesongs (Domino 2004) (http://www.adem.tv/). E Adem l'ho visto un paio di volte quest'anno, con formazioni acustiche. La seconda volta ero con Lula e Giovanna di Roma, che non lo conoscevano. Entrambe hanno comprato "Homesongs" dopo il concerto.

4) JOANNA NEWSOM The milk-eyed mender (Drag City 2004) (http://www.walnutwhales.com/). Ho scritto al mio amico Sandro di Promorama quando mi ha mandato questo disco, mosso dall'entusiasmo, dicendogli che Joanna Newsom sarebbe potuta diventare la nuova Bjork. Quando l'ho vista dal vivo con la sua arpa, nell'atmosfera silenziosa della Conway Hall, mi ha stregato. Se arriva da queste parti annullate qualsiasi impegno.

5) DEVENDRA BANHART Rejoicing in the hands (Young God 2004) (http://www.younggodrecords.com/Artists/DevendraBanhart/). Lo so, a Devendra ho già dedicato una puntata quest'Estate, ma "Rejoicing in the hands" continua a girare nel mio lettore. E di solito questo significa finire nelle scalette di Prospettive Musicali. E' più surreale di Sufjan Stevens, ma l'America che cantano è la stessa: sognante e perdente.

6) SMOG Knock knock (Domino 1999) (http://pry.com/smog/). L'ho visto alla Conway Hall la stessa sera di Joanna Newsom e Adem. Loro lo considerano un maestro, credo quanto lui riconosce come guida spirituale Leonhard Cohen. Niente si crea, niente si distrugge. Per fortuna.

Caselli ha appena trasmesso Sarah e adesso sta passando Gipsy. Mi rilasso un attimo prima di entrare in studio. Ci sentiamo tra poco, 107.6, Radio Popolare, Prospettive Musicali.

venerdì 15 ottobre 2004

Prospettive Musicali

"Ti ho sempre conosciuta.
Fino da quando eri in braccio a tua madre,
ho chiamato il tuo nome.
Ho un'idea nella mente,
quella di essere un uomo migliore.
Ho fatto una corona per te,
l'ho messa nella tua camera.
Quando lo sposo arriverà,
ci sarà rumore, ci sarà gioia,
e un letto perfetto.

E quando scrivi una poesia,
conosco le parole, ne conosco il suono
prima che tu le scriva.
Quando indossi i tuoi vestiti,
li indosso anch'io, porto le tue scarpe,
e anche la tua giacca.
Ti ho sempre conosciuta.
Riposa tra le mie braccia. Dormi nel mio letto.
C'è un disegno per quello che ho fatto e detto"

- Sufjan Stevens, "Vito's ordination song", da "Presents greetings from Michigan the great lake state", Sounds Familyre/ Automatic Kitty 2003, Rough Trade 2004

Ieri era il terzo compleanno di Prospettive Musicali. L'ultima rilevazione Audiradio della quale sono a conoscenza attribuiva al nostro programma 23 mila ascoltatori. Tanti. Non ci devo pesare quando sono in studio.

Sono soprattutto felice di collaborare con Alessandro Achilli e Gigi Longo, due amici che stimo tantissimo e non certo solo per i loro gusti musicali. Arriviamo da mondi distanti: Alessandro dal jazz progressivo e dalla scuola di Canterbury, Gigi dal jazz e dalla world music, io dal punk e dalle etichette indipendenti. Ci siamo trovati in quel territorio senza definizioni, che esploriamo settimana dopo settimana.

Le prossime due settimane tocca a me condurre Prospettive Musicali.

Domenica 17 Ottobre dedichero' il programma a un cantautore che amo, Sufjan Stevens, nato 29 anni fa a Detroit. Le imprevedibili, soffici ballate di Sufjan appartengono proprio a quel territorio senza definizioni del quale parlavo. Si ispirano a Barrett, a Wyatt, al folk degli Appalachi in uguale misura.

Domenica 24 Ottobre invece ascolteremo insieme un gruppo molto amato dagli ascoltatori, i Giant Sand.

Come sempre, testi, interviste, articoli tradotti dalla stampa inglese.

L'appuntamento e' alle 22.35 sui 107.6 di Radio Popolare oppure, per chi volesse ascoltare in rete, trovate tutte le istruzioni su www.radiopopolare.it.

Questo blog potrebbe essere aggiornato con un po' meno frequenza nei prossimi giorni, ma continuate a venirmi a trovare e se avete voglia e ispirazione lasciatemi un messaggio.

giovedì 14 ottobre 2004

La mamma ha sempre ragione

Mia madre mi regala sempre libri interessanti, che regolarmente metto da parte e riscopro dopo mesi. A Natale dell'anno scorso, per esempio, mi ha regalato una raccolta dei corsivi scritti per l'Unita' da Marco Travaglio. Ieri sera ho trovato quel libro in una pila di volumi ancora da leggere e mi ha davvero catturato. Non so se si trovi ancora, ma spero di si'. Si intitola "Bananas", usciva per Garzanti e il prezzo non lo so perche' mia madre l'ha cancellato. Straordinaria la serie di corsivi intitolata "Hanno la faccia come il Polo".

Qui a Londra sta avendo molto successo un libro intitolato "Change the world for a fiver". Lo hanno scritto i ragazzi di "We are what we do", una charity che invece di raccogliere fondi a scopi benefici (come fanno tutte le charities), si propone di cambiare il mondo partendo da piccole azioni quotidiane, piccoli cambiamenti di abitudini che, se adottati collettivamente, possono generare cambiamenti radicali: risparmio di risorse naturali, un migliore equilibrio personale, migliori relazioni interpersonali.

Alcuni esempi:

Action 5: "Smile and smile back"
Action 6: "Take public transport when you can"
Action 11: "Walk more"
Action 17: "Try watching less TV"
Action 25: "Use a mug not a plastic cup"
Action 28: "Be the change you want to see in the world" (citazione dal Mahatma Gandhi)
Action 31: "Turn off the tap whilst brushing your teeth"
Action 38: "Don't overfill your kettle"
Action 41: "Hug someone"
Action 46: "Use both sides of every piece of paper".

Sono un po' tutte cosi', facili facili. Niente di nuovo lo so, ma il libro illustra bene gli effetti positivi del nuovo paradigma che propone. E poi e' graficamente interessante. Puo' ricordare un po' il linguaggio di Adbusters, solo meno aggressivo, piu' amichevole e sorridente.

We Are What We Do ha un sito che vi invito a visitare: http://www.wearewhatwedo.org.

Non c'entra niente ma oggi sono stato a pranzo con un mio collega il cui fratello era compagno di scuola di Ian Curtis. Il piccolo Ian giocava sempre col mio collega. Il mondo e' piccolo.

Lo-tech

Il mio, l'avrete capito, e' un blog volutamente molto lo-tech, senza flashing lights ed effetti speciali. E' un blog di parole e idee, la versione elettronica di un moleskine. Anche i link all'interno del testo sono davvero ridotti al minimo. Del resto, per scelta, vivo senza televisione, videoregistratore, DVD, automobile. Pensate che registro ancora le cassette, la qual cosa, lo so, fa un po' ridere.

In questi giorni ho visitato un po' di blog di amici che hanno linkato London Calling e mi sono reso conto delle infinite possibilita' che non sto usando (tipo quella di avere colonne di link). Forse provvedero' in futuro (o preferite la versione piu' "libresca" e minimale di London Calling? Fatemi sapere).

Vi rimando, anche per ricchezza di link, a questi blog che mi piacciono molto:

http://goodmorningcaptain.blog.tiscali.it/: e' il blog di Giuseppe e Marcello che conducono l'eccellente programma di musica indipendente "Good Morning Captain" su Radio Lupo Solitario. Se state dalle parti di Varese ascoltate assolutamente. Va in onda ogni giovedì dalle 21:00 alle 22:40. Quindi stasera. Buon programma Giuseppe e Marcello!

http://carloemilio.splinder.com/post: e' il blog di un professore che racconta cosa gli accade a scuola e poi fatti della vita di ogni giorno. Ascoltava London Calling e ieri, quando a Patchanka hanno annunciato la nascita del mio blog, mi ha subito linkato augurandomi buona fortuna. Grazie Carlo Emilio!

Mille grazie anche a Marcello che mi ha mandato una bozza della nuova homepage del suo sito (che andra' on line oggi pomeriggio) con un articolo sulla nascita di London Calling versione blog. Il sito di Marcello, ve lo ricordo, e' http://www.copycat.it.




mercoledì 13 ottobre 2004

Ambiente e pace

Il Manifesto qui a Londra mi arriva con qualche giorno di ritardo. Ieri ho trovato nella posta quello di Sabato per esempio. L'avete letto? Bellissima la prima pagina con una foto di Wangari Maathai e il titolo "Nobel preventivo".

Trascrivo: "E' verde il premio 2004 per l'impegno pacifista. E' Wangari Maathai, una donna del Kenia che ha guidato il movimento ecologista "Green Belt". L'accademia di Oslo per la prima volta riconosce nella capacita' di proteggere l'ambiente naturale il presupposto della pace. La nuova Nobel e' una femminista piu' volte arrestata dal regime keniano. Il premio per 'il suo contributo allo sviluppo sostenibile e alla democrazia'. Per festeggiare ha piantato un albero".

Questo post puo' sembrare off topic. Ma parole come ambiente, pace, sviluppo sostenibile sono le piu' belle che conosco. E voglio tenere traccia nel mio blog di questo premio, nobile e meritato da una donna coraggiosa.

Un film e un sito

Andare al cinema nel West End costa davvero caro. I prezzi sono aumentati ancora e adesso un film costa quasi ovunque 9 sterline, quasi quanto un disco.

Ieri sera finalmente sono andato a vedere "Dead man's shoes" di Shane Meadows, con Paddy Considine, che considero il migliore attore inglese dell'ultima generazione (soprattutto per il suo indimenticabile ruolo in "Last Resort" di Pawlikowski). E' un film cupo e malato, con uno spargimento di sangue paragonabile agli extreme movies asiatici e una tensione che non ti lascia dal primo momento all'ultimo. Ma e' anche un film che sa essere molto europeo. La tematica (il passato che ritorna, il giorno del giudizio) e' quasi biblica e mi ha ricordato le prime cose di Lars Von Trier. Stessa atmosfera. La colonna sonora e' pubblicata da Warp e include brani di Will Oldham, Calexico, Adem, Smog, Aphex Twin. Not for the squeamish, come direbbero qui, ma lo consiglio quando arrivera' in Italia.

Elisa di Patchanka mi ha segnalato questo sito: http://www.copycat.it. E' un tributo al loro programma e ieri includeva anche un riferimento a Prospettive Musicali (che oggi e' sparito, why?). Ringrazio per aver citato il programma che condivido con Alessandro e Gigi.


martedì 12 ottobre 2004

Overwhelmed!

Ieri sera ho mandato in giro una mail che annunciava questo blog e stamattina ho trovato tantissimi messaggi di auguri. Grazie di cuore a tutti quanti, un particolare ringraziamento agli amici (colleghi? compagni? :-) di Radio Popolare e di Ultrasuoni e agli amici che non sentivo da tanto tempo e che mi hanno voluto mandare qualche notizia. Rispondero' a tutti, prometto! Fare questo blog mi piace gia'. Vi ricordo che se volete potete aggiungere commenti, cosi' anche gli altri vi leggono.

Adesso impegnamoci pero' a scriverci e leggerci anche dopo che sara' passato l'entusiasmo iniziale...

Grazie davvero.

Ultrasuoni

Stamattina mi sono svegliato all'alba (cioe' non prestissimo qui in Nord Europa in questa stagione) e in quella quiete mi e' venuta voglia di scrivere un paio di recensioni per Ultrasuoni del Manifesto. Un giorno vi raccontero' di come e' capitato che scrivessi di musica, e proprio per il Manifesto, perche' e' una storia che ha risvolti davvero divertenti (visti a molti anni di distanza, allora vedevo le cose diversamente).

Ho scelto i dischi da recensire con cura tra quelli che mi sono arrivati in queste settimane. Musica che si armonizzasse bene con l'atmosfera silenziosa dell'inizio di un nuovo giorno. Mara Carlyle e Radian.

Suggerisco di cercare questi dischi perche' vale la pena guardare oltre la superficie, come sempre. Nella musica e non solo.

MARA CARLYLE
THE LOVELY (Accidental/ Wide)

I confini dei generi musicali, di tutti i generi musicali, stanno stretti a Matthew Herbert. Alcuni giorni fa ha organizzato un concerto alla Union Chapel (chiesa gotica di Islington, Londra) intitolato “The Accidental powercut”, giocando col nome della sua etichetta. “L’accidentale mancanza di elettricita’” e’ stata una serata di unplugged electronica, il che, almeno sulla carta, e’ un po’ un controsenso. Solo sulla carta pero’. Perche’ l’idea di trasformare acusticamente i parametri sonori della musica elettronica, nella pratica diventa un’esperienza interessante. Protagonista della serata e’ stata l’affascinante chanteuse, gia’ collaboratrice della Matthew Herbert Big Band, Mara Carlyle. Che ha appena pubblicato il suo esordio solista: immaginate un incontro tra Everything But The Girl e To Rococo Rot, ma trattati acusticamente, e avrete un’idea. Un disco magico.

RADIAN
JUXTAPOSITION (Thrill Jockey/ Wide)

E’ uno che non si arrende facilmente John McEntire. Incurante del disinteresse calato sul cosiddetto (etichetta pessima) post rock, continua a ospitare nei suoi Soma Studios di North Chicago artisti che, da ogni parte del mondo si ispirano ai primi Tortoise. I Radian arrivano da Vienna e sono al centro di una scena musicale molto pompata da Wire in questi giorni. Tra le loro esperienze precedenti citiamo collaborazioni con John Butcher, Christian Fennesz, Otomo Yoshihide e Pan American. Non propriamente easy listening! La musica dei Radian e’ un suono profondo nel quale l’elettronica si combina con strumenti analogici. E’ musica per nulla convenzionale che i primi Tortoise (o ancora di piu’ le produzioni Hefty) li ricorda soprattutto come attitudine. Il titolo e’ appropriato: i Radian sovrappongono, contrappongono, mischiano. In chiave radicale e minimalista.

lunedì 11 ottobre 2004

Giant Sand

Oggi fa davvero freddo qui a Londra. Ho provato a leggere il giornale su una panchina ma mi gelavano le mani e il vento ha disintegrato la mia copia dell'Independent. Stamattina, sotto questo cielo autunnale, ho riascoltato "Is all over the map" dei Giant Sand. Non e' un capolavoro, e' meno sorprendente di "Chore of enchantment" e soprattutto del lontano "Valley of Rain", che continuo a considerare il loro capolavoro. Ma e' un disco che si ascolta volentieri in giornate come oggi. E' musica piovosa, molto meditativa, inascoltabile in piena Estate.

Ricordo che quando usci' "Chore of enchantment" il mio amico Pigi mi chiese se avessi voluto ospitare a "Tropici e Meridiani" Howe Gelb, all'epoca in Europa per promuovere il disco. Non ricordo perche' ma ebbi il coraggio di dirgli che non ero particolarmente interessato. Un anno dopo andai a sentire i Giant Sand dal vivo all'Ocean di Hackney (ricordo che ero con la mia amica fotografa Patricia, all'epoca la fidanzata di Carl Barat che aveva appena formato i Libertines). Da quella sera mi resta il rimpianto di non avere ospitato e conosciuto Howe. Nella vita per superficialita' e fretta si commettono sciocchezze inspiegabili.

Fine settimana

Il fine settimana non e’ stato male. Ventoso, ma non e’ mai piovuto, che per un fine settimana di Ottobre a Londra e’ quasi un evento. Ho fatto un bel po’ di cose.

Sabato mattina ho pulito casa.

Sabato pomeriggio ho ricevuto un messaggio di Marco (Reina, ex Rockerilla) e ci siamo trovati alle 4 in Endell Street per vedere insieme la mostra sul punk che ha aperto Venerdi’ all’Hospital. Non male, ma molto piccola, e per 6 sterline un po’ un furto. Poster e vestiario, ma nessuna foto, il che e’ un po’ un peccato. E la musica di sottofondo non era niente di che. A questo punto consiglio di risparmiare le 6 sterline e comprare il catalogo della mostra dedicata a Vivien Westwood questa Primavera dal Victoria & Albert Museum. Quella si’ che e’ stata emozionante: grande, piena di memorabilia esposte molto bene e con una grande colonna sonora. Ricordo ancora “Bondage up yours” degli X-Ray Spex quando entrai, indimenticabile manifesto di un’epoca. A quella mostra 4 Mark McGowan (*), a questa solo 2.

Sabato sera sono uscito con un po’ di amici, direzione Old Street. Consiglio spassionatamente un nuovo DJ bar, che ha aperto da quelle parti (come se non ce ne fossero gia’ abbastanza direte, ma questo e’ davvero ottimo). Si chiama Legion, l’indirizzo e’ 348 Old Street (resta dalla parte opposta di Hoxton Square piu’ o meno). Servono anche cibo, io ho preso un all day vegetarian breakfast che non era male ed era abbondantissimo. Il meglio e’ la musica, tutta circa ’79-’82 (Clash, Swell Maps, Cabaret Voltaire, Magazine...). Sparata a un volume che impedisce ogni conversazione, ma va bene cosi’. Bella l’atmosfera, molto migliore di quella dei locali di Hoxton Square, meno trendy e pretenziosa. Poi siamo stati al Foundry, sempre uno dei miei DJ bar preferiti (soprattutto i sotterranei stile centro sociale italiano). Il Foundry e’ all’incrocio tra Old Street e Great Eastern Road (la via che porta a Shoreditch). Infine siamo stati allo Zigfrid, che pero’ e’ solo l’ombra del locale che era quando ha aperto. La musica in particolare e’ molto peggiorata, e con la musica piu’ commerciale e’ arrivata anche una fiumana di persone. L’atmosfera e’ da Sabato sui Navigli, piu’ che da Hoxton. Il locale e’ nell’angolo in alto a sinistra di Hoxton Square. 4 Mark McGowan al Legion, 3 al Foundry, 2 allo Zigfrid (era partito da 4 quando ha aperto).

Domenica mattina sono arrivato alla Tate Britain all’ora di apertura. Se volete visitare le Tate, Modern o Britain, andateci a quell’ora, quando e’ ancora tutto tranquillo, prima che i gruppi di turisti se ne approprino. Ho visto la mostra di Gwen e Augustus John, due fratelli vissuti tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. I lavori di Augustus non mi hanno molto impressionato, mentre quelli di Gwen mi sono piaciuti moltissimo. Sono la rappresentazione pittorica delle poesie di Emily Dickinson, e le vite di Gwen e Emily in effetti hanno molto in comune. Entrambi personaggi reclusi e solitari, meditativi. Ci sono 2 ritratti, nelle sale 4 (“The pilgrim” del 1920) e 5 (“Girl in profile” del 1918) che da soli valgono la visita. Gwen usava colori ad olio mischiati al gesso, che imprimono sulla tela colori naturali e un po’ sbiaditi. Se fossero fotografie, sarebbero ritratti sfocati. Ma che emozioni danno quei visi pensosi. 2 Mark McGowan a Augustus e ben 4 a Gwen.

Domenica ho pranzato con Aurelia e Alex allo Story Deli di Dray Walk. Abbiamo preso pizza, che non era male, servita su taglieri. Il posto e’ straconsigliato se siete dalle parti di Brick Lane. Noi abbiamo mangiato fuori, sfidando il vento che portava via anche le pizze, ma e’ molto bello anche il piccolo spazio interno, con un grande tavolo comune e scatoloni usati come sgabelli. Allo Story Deli 4 Mark McGowan.

Poi siamo stati al mercato dei fiori. Ne ho parlato a “Tre uomini in barca” e non mi ripeto, comunque e’ da non perdere se siete a Londra. Se arrivate attorno alle 2.30 i prezzi di piante e fiori crollano. 4 Mark McGowan.

Poi ci siamo mangiati qualche dolcino alla 24 Hours Bagel Bake di Brick Lane. Consiglio la cheesecake. A quella storica panetteria 4 Mark McGowan.

Passando davanti alla Whitechapel Gallery per andare alla metro siamo entrati. Ci sono 2 mostre, Tobias Rehberger e Paul Noble. Nessuna mi ha davvero impressionato. 2 Mark McGowan.

Poi siamo stati a sorseggiare un te’ nella members room della Tate Modern, arrivandoci dal Millennium Bridge, sempre il mio modo preferito di oltrepassare il Tamigi (specie di sera). Al Millennium Bridge e alla terrazza esterna della members room della Tate 5 Mark McGowan. A Londra servono certezze, luoghi che sono costantemente belli e rilassanti.

Cena alla cafeteria del National Film Theatre, sotto il ponte di Waterloo, dopo che abbiamo trovato chiuso Wagamama di Fleet Street (che adesso resta aperto solo dal Lunedi’ al Venerdi’). L’hanno rimodernata dall’ultima volta che ci sono stato e il cibo non e’ troppo male. Ho preso un curry vegetariano con riso, che consiglio. 4 Mark McGowan alla cafeteria (per l’atmosfera) e naturalmente 5 al National Film Theatre (per esistere).

Infine concerto dei Magnetic Fields alla Royal Festival Hall. Sono meglio dal vivo che su disco, ma non so, forse non ero troppo in serata e non mi hanno preso completamente. Hanno suonato prevalentemente brani da “I” e “69 love songs”, in versione acustica. Rilassanti, forse troppo. 3 Mark McGowan oggettivamente, ma a me sono sembrati 2.

(*) Non ho molta voglia di spiegare adesso cosa sono i Mark McGowan per coloro che non hanno mai ascoltato London Calling. Per tutti gli altri sara’ probailmente come ri-incontrare un amico (come accade a me). Comunque, per semplificare molto, il sistema decimale dei Mark McGowan va da 1 (scarso, da dimenticare) a 5 (strepitoso, emozionante!). Aggiornamenti su Mark McGowan a breve qui a London Calling versione blog.

sabato 9 ottobre 2004

Intro

“Do… the metropolitan glide
do… the metropolitan glide”
-Tom Waits, “Metropolitan glide”, da “Real gone”, Anti, 2004

“Ora stare fermo mi costava tanto piu’ dolore; i pensieri, la paura, la nostalgia, l’ansia, l’immaginazione mi tiravano da ogni lato, e spesso si riunivano per rimproverarmi – dicevano: la tua vita cosi’ non ha senso, muoviti, Tito, inventa, vai, vieni”
- Marco Lodoli, “I fiori”, Einaudi, 2003

Vivo a Londra, citta’ che amo, dal Febbraio del 2001. Uno strano allineamento planetario, altrimenti detto colpo di fortuna, mi ha portato qui. Nel 2003 mi e’ stato offerta la possibilita’ di raccontare questa citta’ alla radio. Per quasi un anno, tutti i Venerdi’ alle 13.35 ora di Londra il mio telefono suonava. A chiamarmi erano Marina Petrillo e Elisa Graci, da Popolare Network. Quell’esperienza, per la quale saro’ loro per sempre grato, mi ha fatto scoprire il piacere di descrivere quello che mi circonda. Quest’anno “Patchanka” e’ stata accorciata di mezz’ora e “London Calling”, la mia rubrica, e’ stata sacrificata. Con questo blog vorrei continuare quell’avventura. Raccontare Londra e, attraverso questa citta’, le grandi emozioni e le piccole cose di ogni giorno. Quella cosa bellissima e crudele che chiamiamo vita e che non finisce mai di stupirci. Proprio come Londra.