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Ambiente Uguaglianza Tempo

lunedì 7 marzo 2005

Lunedi' 7 Dicembre: come sono sopravvissuto a un altro Inverno

“At least I have this old guitar
to get me through December”
- LAURA VEIRS Through December

Questo e’ un parziale elenco di cose che mi hanno aiutato a sopravvivere all’Inverno:

1) “Faces in the crowd” Whitechapel Gallery. Centotrent’anni riassunti magnificamente. Evoluzione del concetto di modernita’. Una storia della societa’ letta attraverso lo sguardo degli artisti che quell’idea hanno contribuito a trasformarla

2) MARLENE DUMAS Frith Street Gallery. Una mostra piccola ma indimenticabile. Ritratti femminili intensissimi distribuiti sui due piani di questa quasi invisibile galleria di Soho

3) CURE Three imaginary boys (Fiction). Poco prima di Natale sono andato a riascoltare “10:15 Saturday night”, “Grinding halt” e tutti gli altri capolavori pop del primo album dei Cure e me ne sono inamorato ancora una volta

4) BRIGHT EYES I’m wide awake, it’s morning/ Digital ash in a digital urn (Saddle Creek). Due album diversissimi e complementari, da alternare a seconda dell’umore e del tempo

5) ALEXANDER PAYNE Sideways. Road movie imperdibile. Paul Giamatti eroe perdente, in un film che riprende lo spirito del miglior cinema indipendente americano

6) RILO KILEY More adventurous (Brute Beaute). Piccolo gioiello pop da parte di questo quartetto californiano, tra Belle & Sebastian e Bright Eyes. Passato inosservato, ed e’ un peccato

7) ANTOINE DE SAINT-EXUPERY Il piccolo principe (Bompiani). In Gennaio ho avuto un po’ di problemi di salute, prima l’influenza e poi le coliche. Avevo bisogno di un libro che mi distraesse, e rileggere “Il piccolo principe” mi ha commosso come la prima volta che lo lessi

8) MATT WARD Transistor radio (Matador). Dedicato alle ultime radio indipendenti. Con una cover di Brian Wilson e, in chiusura di “Here comes the Sun again”, un omaggio a George Harrison

9) LAURA VEIRS The triumphs and tribulations of orphan Mae (Raven Marching Band). Ristampa europea del suo secondo album. Tra Gillian Welch e la prima Suzanne Vega.