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giovedì 26 maggio 2005

2 concerti


Posted by Hello
Ho provato in questi giorni a spiegare cos'e' stato il concerto degli Eels alla Royal Festival Hall.

A Francesca appena prima del concerto ho scritto: "Stasera vedo gia’ pezzi del mio cuore rimbalzare impazziti sulle pareti della Royal Festival Hall e la mia anima che si scioglie sul pavimento, al cospetto dei meravigliosi Eels, non vedo l’ora di uscire di qui!!".

E dopo il concerto: "Ancora a pezzi dopo ieri sera: quartetto d’archi e tre musicisti che si alternavano agli altri strumenti (tutti acustici: piano, contrabbasso, glockenspiel, chitarre, batteria fatta di valigie trovate in qualche mercatino). Luce fioca, livello di decibel che accarezzava dolcemente i timpani. E quella voce che arrivava direttamente dentro il cuore a scardinarne gli equilibri con le sue parole ispirate. Il mondo non e’ piu’ lo stesso, lavorare oggi e’ impossibile".

E ieri le stavo raccontando di questa canzone meravigliosa, "In the yard, behind the church" e lei ha indicato il giardino dietro la chiesa dove eravamo appena stati, e io per un istante, un solo istante, sono stato felice perche' mi sono reso conto di avere vissuto in una canzone degli Eels.

Come faccio a parlare di un concerto come quello? Forse ci riusciro' tra settimane, mesi, anni. Quando avro' preso le distanze giuste da un evento di quelli che toccano le corde dell'emotivita' per due ore, facendoci gioire immensamente, soffrire immensamente, evocare immensamente, amare immensamente, vivere immensamente.

Adesso posso solo ricordare quelle due ore magiche, nelle quali ho perso e ritrovato me stesso innumerevoli volte nelle parole ispirate di Mark Everett.

Alla fine del concerto attraverso Hungerford Bridge, salgo sulla District Line che mi portera' a casa, e mi accorgo di sorridere, felice.


Posted by Hello
Come sempre Teo mi consiglia concerti straordinari. A lui devo la scoperta di Ray Lamontagne, per la quale gli sono eternamente grato, e ora lo devo ringraziare per avermi fatto conoscere questi Editors.

E' Martedi' ci sono gia' tante cose da fare, la graduation di Aurelia, il compleanno di Antonio. Aspetto la Northern Line a Tottenham Court Road e non passa mai Anzi ne passano un bel po' ma tutte per High Barnett, mentre io devo prendere quella per Edgware, che si fa aspettare qualcosa come 20 minuti. Chalk Farm e' sempre un'esperienza, con le file di spacciatori neri mimetizzati sotto i loro cappucci. Cammino a passi veloci fino al Barfly. All'ingresso c'e' una ragazza bellissima con un cucciolo ancora piu' bello e mi fermo a fare giocare lui e a conoscere lei. Poi entro, ccompagnato dalle note sparate a palla di "House of jealous lovers" dei Rapture e mi avvio al piano superiore, salendo la malandata scala di legno. Il Barfly e' la quintessenza dello spirito punk rock a Londra. Sudore, pubblico sulla ventina che sembra uscire da "Il Budda delle periferie", bassi che fanno vibrare lo stomaco.

Gli Editors hanno appena finito di montare i loro strumenti quando accolto da grida di giubilo sale sul palco John Kennedy di X-FM, il new music guru del momento, adorato dal pubblico londinese che segue con crescente attenzione il suo X-posure, programma che ha sostituito nel cuore di tanti il compianto John Peel Show.

Gli Editors sono l'equivalente contemporaneo del suono Factory. Un incrocio tra Joy Division e A Certain Ratio. Il cantante si muove a tratti come Ian e il bassista richiama parecchio le traiettorie di Peter Hook. Ma sanno anche essere contemporanei, con un piglio funky degno dei Rapture. A me sono piaciuti molto, e aspetto con trepidazione il loro album di esordio che dovrebbe uscire a Giugno su PIAS (o su un'etichetta distribuita da PIAS) se ho capito bene.

Sono passate da poco le 11. Esco dal Barfly. La folla di spacciatori e' ancora li'. Passa un'auto e uno di loro per fermarla ci finisce quasi sotto. Sale e l'auto riparte sgommando. Chalk Farm, Londra, una tiepida notte di primavera, di che anno non ha importanza.

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ciao Fabio,
come sempre le tue descrizioni mi lasciano intravvedere questo mondo così diverso dalla realtà milanese e così affascinante...
Sono in ufficio in un caldo estivo venerdì cittadino, oggi proprio l'atmosfera è quasi di vacanza... solo un saluto ed un augurio di buon weekend. A lunedì per le tue news.... Cristina Salvucci

venerdì, 27 maggio, 2005

 
Blogger Fabio said...

Grazie Cristina! Qui pero' ci manca il caldo estivo e in questo momento ne avrei proprio bisogno. Spero che tu stia passando un buon fine settimana, magari al mare (che a me manca tantissimo). Un abbraccio!

domenica, 29 maggio, 2005

 
Blogger Myriamba said...

A Francesca appena prima del concerto ho scritto: "Stasera vedo gia’ pezzi del mio cuore rimbalzare impazziti sulle pareti della Royal Festival Hall e la mia anima che si scioglie sul pavimento, al cospetto dei meravigliosi Eels, non vedo l’ora di uscire di qui!!"...erhm..non mi hai mai scritto frasi cosi' quando siamo andati circ 10 anni fa a vederli a Milano ai Magazzini Generali.... 10 anni fa..........si si l'eta' fa brutti scherzi :)

martedì, 21 giugno, 2005

 
Blogger Myriamba said...

naaaaaa gli Editors..uff..sentiti alla radio come la next new big thing..e copiano i Joy Division. Secondo te, la musica non ha piu' niente da raccontare?
E.dai Fabio...ci sono posti molto piu' punk rock che il Barfly a Londra..che gia' l'anno scorso era sponsorizzato mi sa dalla Carling!
E Jon Kennedy c'e' da migliaia di anni...tra l'altro anni fa e' stato uno dei primi ad esultare per Godspeed e si si anche Coldplay quando ancora non li conosceva nessuno..oh a me piaccion. Jon Kennedy e' un bravo ometto..uno in gamba..XPosure c'e da un sacco di anni..su XFM. Poi che sia il nuovo John Peel..beh..boh..ho dei dubbi..troppo un bravo ragazzo :)

martedì, 21 giugno, 2005

 

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