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mercoledì 27 luglio 2005

London Calling tune # 3


[Da due giorni non riesco ad accedere a Blogger... Non so di cosa si tratti, so che altre persone pubblicano senza problemi, forse e' solo il mio computer... Se scrivo meno sapete perche'... Questo post l'ho scritto ieri ma riesco a pubblicarlo solo ora].

Ieri e’ stata una giornata fatta di piccoli magici dettagli.

Alla lezione di meditazione eravamo solo in due. E sono riuscito a stare in contatto con me stesso tutto il tempo, ascoltando il mio respiro senza distrazioni, sentendo tutte le mie funzioni vitali rilassarsi, distendersi, in quell’atmosfera sospesa da qualche parte nel tempo e nello spazio.

Al lavoro il telefono e’ suonato pochissimo, e cosi' sono riuscito a scrivere quel rapporto di ricerca sul quale stavo cercando di lavorare da almeno una settimana, e che avevo sempre dovuto rimandare a causa di urgenze dell’ultimo minuto.

Poi sono andato a vedere una casa e mi e’ proprio piaciuta, con il suo terrazzo sul tetto pieno di piante, un bello spazio per pensare. Se diventera’ la mia casa e’ presto per saperlo, ma a un certo punto, mentre guardavo l’esterno, mi si e’ avvicinato uno scoiattolo, ci siamo sorrisi e mi ha dato il benvenuto nella zona (sono sicuro che e’ cosi’).

Verso sera sono andato a nuotare, e miracolosamente ho avuto una corsia tutta per me per tutto il tempo. Non succede mai. Ho potuto davvero sentire l’acqua, il suo suono, la sua trasparenza, il suo contatto. Seguire i miei ritmi, i miei tempi.

Arrivato a casa, mentre stavo cucinando, ho messo nel lettore “
The music from drawing restraint 9”, colonna sonora dei preziosi tableaux vivants di Matthew Barney.

“After doing the research with all the vocals on Medúlla, I was very curious to take that further to a place that was not narrative. Then, when Matthew explained that the film happens on the ocean, I was curious to make vocal patterns that were sort of oceanic”.


C’e’ a un certo punto questa traccia che si intitola “Ambergris march”, sospesa tra una composizione per sho e throat singing e un’acrobazia vocale che sembra uscire da Medulla, o forse dai dischi di
Cathy Berberian e Joan La Barbara.

E’ fatta di nulla, clavicembalo che dialoga con campanelli e glockenspiel. Accarezza, addolcisce, ammorbidisce i pensieri. E’ risuonata nella mia mente e nel mio cuore ben oltre la fine del disco. Ha accompagnato il mio sonno, mi ha dato il buongiorno stamattina quando ho aperto gli occhi.

2 Comments:

Blogger Myriamba said...

Oh quando vieni a Canterbury a trovarmi ?

venerdì, 29 luglio, 2005

 
Blogger Fabio said...

Il quale commento e' molto piu' in tema di quanto sembri, perche' ascoltare Bjork nella catterale di Canterbury... Ecco Myriam vedi abbiamo sbagliato mestiere, dovevamo fare i promoter. Per Canterbury direi appena dopo le vacanze, tipo Settembre, quando il parco vicino alla cattedrale sara' bellissimo (e il tuo giardino un quadro impressionista)...

lunedì, 01 agosto, 2005

 

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