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Ambiente Uguaglianza Tempo

lunedì 19 settembre 2005

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GRAHAM SUTHERLAND Fallen tree against sunset, 1940


Lascio che a cullarmi siano le note miracolose di "Now that I know" e provo a scrivere qualcosa. Ma cosa? Ho la testa piena di domande, cosi' mie che non riesco ad articolarle in modo comprensibile. Perche' ho trasformato il tempo in un nemico? Perche' ho scelto di vivere in mezzo a tutti questi sconosciuti? Perche' non riesco piu' a dormire una notte intera? Perche' non pongo limiti di quelli visibili da lontano? Perche' spesso mi si stringe la gola prima di parlare? Perche' la mia pace interiore e' diventata cosi' fragile? Perche' ho paura? Perche' non sento piu' davvero i gusti dei cibi? Perche' sto ignorando tutte le occasioni di cambiamento? Perche' vivo di abitudini? Perche' non respiro piu' come ero capace? Perche' non smetto di torturarmi? Perche' non inizio a volermi un po' bene?

Il prossimo post prometto di cambiare musica, questo pero' me lo concedete? O e' meglio che lo cancelli?

[E soprattutto, e questa e' la domanda principale: perche' mi aggrappo a questo PC e non esco di qui?].

35 Comments:

Anonymous christelle said...

fabio, la tua mentalità in questo giorno mi fa pensare a una parola di serge gainsbourg (do you know him ?)he wrote:" fuir le bonheur de peur qu'il ne se sauve!) it means flee the bliss in paura che lui se ne va....(???)is my traduction right ?
is it your feeling ?????

lunedì, 19 settembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

...hai lasciato un post simile alle pagine che scrivo nel mio moleskine....la dice lunga sul tono dell'umore generale!(...sarà per l'imminente autunno che rende ogni cosa più grigia?!) Però verranno tempi migliori Fabio....si spera!Per il momento, ti abbraccio
Claudia

martedì, 20 settembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Un abbraccio, ti scrivo presto (un'email taumaturgica? ;-)

martedì, 20 settembre, 2005

 
Anonymous Antonio said...

In un blog musicale come questo vorrei citare il maestro Bruno Lauzi sperando di rendergli giustizia e non cadere nell'errore comune di abusare del suo pensiero, converrete con me mai fedelmente tradotto neppure nelle numerose biografie d'oltralpe. Ricordo davvero un intervista in cui gli chiesero "Maestro, come mai scrivi nelle tue canzoni di argomenti tristi, male di vivere, abbandoni, dolore?" - "Perchè, quando sono contento, esco."

martedì, 20 settembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

perchè il pc è il tuo scudo alla realtà..davanti al pc..sei di spalle alla realtà,ai suoi stimoli, alle sue domande,alle sue paure.
E' capitato anche a me..
Che sia il caso di girarsi almeno un pò.

non so neanche perchè sono finita qui da te...ma il post non cancellarlo..se ce l'avevi dentro...

martedì, 20 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Christelle -

Telepathy! I was out for dinner with a French friend of mine yesterday night and we did talk a lot about Serge Gainsbourg. If I understand correctly, your note means that we flee the bliss because we are afraid that it won't last, correct? This morning I re-read what I wrote yesterday night and I believe that the answer to all questions is easy and it is one, but, well, I might change my mind. Feel better though. I feel that way when I am tired and stressed, but then I shake up myself before things get too deep. "Kicking against the pricks" as one of your idols used to sing... Bisous!

Claudia -

Non so se sia l'autunno, qui il tempo continua a reggere abbastanza. Mi e' successa una cosa abbastanza traumatica in questi giorni, stavo comprando una casa qui a Londra (che significava per me un radicamento in questa citta', il cambiamento di prospettiva nei confronti del luogo nel quale vivo) e gli attuali proprietari hanno deciso di cambiare improvvisamente idea e di non venderla piu', a un giorno dal compromesso. Io avevo fatto un po' di progetti, mi vedevo nella nuova casa, nella nuova zona della citta' (che mi piace molto piu' di quella dove vivo adesso), avevo deciso che mobili avrei comprato e come li avrei disposti. Il loro cambiamento di idea (che non e' ancora del tutto definitivo mi pare di capire, ma ogni mezz'ora c'e' qualche novita'), mi ha spiazzato, anche perche' tra pochi giorni saro' homeless, dovendo lasciare la casa dove sto e senza una dove andare. Quello che non prevedevo e' il modo con il quale ho affrontato l'evento, che ha messo in luce una fragilita' interiore sulla quale, non ci posso girare tanto attorno, devo lavorare. Per questo mi sono fatto queste domande. Quindi anche tu ti poni gli stessi problemi? E che risposte ti dai? E' una o sono tante? E se sono tante sono collegate in qualche modo?

Kit -

Ma un po' tutto il nostro dialogo di queste settimane alla fine e' taumaturgico no? Almeno per me lo e'. E alla fine anche i commenti a questo post li sono. A proposito, avete notato (tu e tutti gli altri che stanno leggendo) che i post piu' personali sono quelli che ricevono piu' commenti? Quello su "Takk" e' rimasto a "0 comments". Secondo voi perche' succede?

martedì, 20 settembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Fabio nel mio caso non ho commentato su Takk perchè l'lp dei Sigur Ros non ce l'ho e i gruppo non lo riesco proprio ad ascoltare...m'addormento! :-)
(ah, a proposito x la tua insonnia consiglio le prime 50 pagine di "Dalla parte di Swann", con me sono infallibili ;-)

martedì, 20 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Antonio -

E' bello che lo chiami "blog musicale", anche se poi parlo di musica un post su 4 se va bene. Bello nel senso che hai ragione, c'e' un po' della musica che ascolto in ogni post che scrivo, come in ogni cosa che faccio o penso, anche se e' una cosa della quale non mi sono mai reso davvero conto. Mi ci hai fatto riflettere e ti ringrazio. Io non sono molto d'accordo con quello che dice Lauzi. Mi diceva Francesca che avete discusso del fatto che "si scrive quando si sta male", ma come dicevo anche a lei per me non e' tanto cosi'. Io scrivo (o fotografo, per dire) quando i miei stati d'animo sono un po' polarizzati, in una direzione o nell'altra. Per quanto mi riguarda potrei dire "Quando non sto ne' bene ne' male esco", ma se sto bene davvero, allora ho bisogno di esprimere questo stato d'animo scrivendo (magari con una mail a un amico o scrivendo per me sul mio moleskine, se il PC non e' a portata di mano). Pero' capisco quello che dice Lauzi, immagino che per qualcuno funzioni proprio cosi'.

Anonymous -

No infatti, meglio lasciarlo questo post, l'avrei cancellato solo se non avesse raccolto commenti. Bello che le persone che non conosco arrivino a London Calling per caso, che qualcuno veda galleggiare nel mare una bottiglia e decida di aprirla e leggere cosa c'e' scritto su quel foglio. Si ha bisogno pero' a volte di voltare le spalle alla realta', no? Di isolarsi dal mondo quanto meno (si vede che sono cresciuto in mezzo ai gatti vero?). Poi piano piano, con calma, magari ci si puo' voltare, ma quando siamo pronti, non prima. Per scoprire magari che qualla realta' che evitiamo contiene in se' la soluzione a molti problemi. Torna presto a trovarmi.

martedì, 20 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Kit -

Eh appunto, il bello e' che sono un po' ipnagogici i Sigur Ros, che poi e' come sto io in questi giorni, perche' se non dormi bene, ho scoperto (io che ho sempre dormito benissimo), poi di giorno sei un po' liquido, o forse volatile, non so bene come dire. Dimentichi le cose, devi fare sforzi mostruosi per ricordarti i nomi delle persone, galleggi senza direzione, scrivi post come quello di ieri sera.

martedì, 20 settembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Ok, "Ipnagogico" è la mia parola del giorno! :-D
(invece io trovo molto rilassanti Iron&Wine, Norah Jones e i Wax Poetic...ma non credo funzionino per tutti-tutti)

martedì, 20 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

E per domani suggerisco invece catatonico, che pero' andrebbe bene anche per oggi a pensarci. No anzi, perche' pensare a una parola per domani, la parola per domani arrivera' domani.

martedì, 20 settembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

tornerò a trovarti promesso (sono già di nuovo qui poi!!).
si voltare le spalle fa bene..non un girare le spalle codardo..ma proprio quello che dici tu. Mi volto, non guardo, prendo respiro e quando sono pronto..mi giro.

(bello TAKK!...è che non c'era altro da aggiungere al post)

martedì, 20 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Si' pero' scrivendoti prima mi sono reso conto che alla fine la soluzione e' la' fuori, e finche' non troviamo la forza di voltarci e affrontare "quel" mondo (invece di questo schermo) le risposte non penso le troveremo. Cioe' le risposte forse si', ma solo a livello teorico, senza avere poi la capacita' di realizzarle. Si capisce quello che ho scritto?

martedì, 20 settembre, 2005

 
Blogger ele said...

sono passata diverse volte da qui, ogni volta sentendo le tue parole davvero vicine a certi miei pensieri, certe mie emozioni: la strana, dolce esperienza del riconoscersi, dello specchiarsi nel vissuto di un'altra persona.
sono passata diverse volte, appunto; ma non riesco a lasciare parole mie senza sentirle un po' stupide, un po' inadeguate. perchè in verità non ti conosco, non so niente di te.
quindi, mi limito a dirti che in qualche modo ti sono vicina.. e ti lascio un abbraccio.

martedì, 20 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Hai detto molto e hai detto parole bellissime Ele. Se ci facciamo le stesse domande, se ci riconosciamo in quello che scriviamo (e io trovo tantissimo di me dentro "Un segno visibile e mio") siamo vicini, nonostante il caso non ci abbia ancora fatti incontrare di persona. Ma ci ha fatti incontrare qui, e questa e' la cosa piu' importante no? Un abbraccio stretto.

mercoledì, 21 settembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

...mi rispecchio molto nel messaggio che ha lasciato ele.Anch'io trovo"riposo" e pace fra le righe di questo blog pur non avendoti mai visto; mi sento vicina a te e alle cose che scrivi....beh...questa la dice lunga sui rapporti interpersonali.Magari si hanno 100 amici ma , fra quei 100, tu ne cerchi uno lontano senza sapere se mai lo incontrerai.Buffa la vita,no?
claudia

mercoledì, 21 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Un mio amico di Milano (e "cattivo maestro" -lo posso chiamare cosi' perche' lui sa che gli voglio troppo bene), Enrico, recentemente mi consigliava "ama chi ti ama", e voleva dire coltiva le relazioni che davvero contano, lascia stare tutte le altre. Io vivo una disgraziata situazione (se avete vissuto all'estero per un po' forse capite cosa intendo), nella quale le persone che mi vogliono bene (ampiamente ricambiate, perche' io di affetto credo di donarne davvero tanto) sono un po' tutte lontane e le vedo pochissimo. Forse e' per questo che ho aperto questo blog, potrebbe essere una spiegazione. La maggior parte delle persone alle quali voglio bene non scrivono qui e trovano il blog una cosa un po' strana (anche se poi mi dicono o mi scrivono che lo leggono sempre e commentano via mail o al telefono quello che scrivo). E pero', solo per fare riferimento a questo post, e in ordine di partecipazione: 1) Christelle e' una mia amica di Parigi che conobbi in Sardegna nel 1990 e non vedo da allora - per un po' ci siamo pure persi di vista 2) tu e io non ci siamo mai visti e ci scriviamo pochissimo ma sento che ci sei sempre 3) Kit l'ho conosciuta prima come blogger e poi come meravigliosa presenza nella mia vita, e anche Kit non l'ho mai vista 4) Antonio e' il fidanzato di una mia amica londinese, ma anche lui non l'ho mai visto, anche se spero di conoscerlo presto, credo tra un paio di fine-settimana 5) Anonymous e' anonymous per definizione, una presenza graditissima ma davvero invisibile 6) Ele e' Ele per definizione, l'autrice di uno dei migliori blog della rete, che non smettero' mai di consigliare, "Un segno visibile e mio", il link lo trovate qui di fianco. Anche Ele non l'ho mai incontrata anche se mi sembra di conoscerla da sempre. Alla fine, che importanza ha esserci incontrati, siete persone che state condividendo queste parole, che mi tenete compagnia e un po' anch la manina in questi momenti non proprio facili. Come dici tu, cerchiamo persone lontane senza sapere se le incontreremo mai, e questo (non ridere) immateriale incontro di anime io lo trovo bello e affascinante e speciale e mi scalda il cuore.

mercoledì, 21 settembre, 2005

 
Blogger BloggoIntestinale said...

Fabio non vorrei sembrarti noioso, ma anch'io sono sulla stessa lunghezza d'onda di Claudia e di Ele. Pensa che quando ho letto il tuo posto mi sono guardato in giro un po' impaurito e mi son detto: "C'è qualcuno che mi spia..". Più semplicemente vivo molte delle tue sensazioni. Tieni botta!

mercoledì, 21 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Perche' noioso? Ma non e' che sbagliamo musica Matteo? Beh intanto buon compleanno (auguri lasciati anche dalle tue parti)!

mercoledì, 21 settembre, 2005

 
Blogger ele said...

uhm. credo di capire quello che vuoi dire. ma sentire una persona vicina a sè per quel che scrive è una cosa.. riuscire a dire cose davvero significative in calce a questo post (ad esempio) è un'altra. voglio dire, contestualizzando: io non so nemmeno che lavoro fai e perchè sei a londra..
mi riesce difficile pensare che, non conoscendoti realmente, mie eventuali parole potrebbero essere altro che sciocche.. magari banali.
ma, sia chiaro, è una cosa che vivo io rispetto a me stessa. niente di generale :)

giovedì, 22 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Pero' pensaci, che importanza ha che lavoro faccio e perche' sono a Londra? Il lavoro e' un modo per sostentarsi materialmente, poi pero' molti di noi esprimono se stessi proprio quando escono da quel meccanismo necessario. Mi occupo di ricerche sulla pubblicita', ma pensa che non ho neanche una televisione e una delle mie riviste preferite e' Adbusters (http://www.adbusters.org/home/). E sono a Londra perche' volevo imparare bene l'inglese e stare un po' lontano dall'Italia, fare un'esperienza di vita all'estero (e in tutta sincerita' adesso mi piacerebbe essere a Parigi). Ma non credi che dicano piu' cose di me i miei ascolti, quello che scrivo qui, il fatto di essere vegetariano, le mie foto, ecc.?

Le tue parole non sono mai banali Ele, non pensarlo neanche. Ogni tua osservazione e' per me preziosa, e come vedi dai commenti precedenti non solo per me. E ti sento molto molto piu' vicina di tante persone che mi circondano anche in questo momento.

giovedì, 22 settembre, 2005

 
Anonymous antonio said...

Il tuo è sicuramente un blog musicale: ti ringrazio del hint su Devendra - now that i know, l'ho ascoltata e l'ho trovata piccola e bella.
Visto che in questo post fai una recensione dei tuoi 10 lettori, perchè non provi come funziona l'ultima estensione di google maps, ti fa vedere la città da cui ti arriva il contatto. Manzoni ci si sarebbe perduto.

http://blog.outer-court.com/archive/2005-09-20.html#n45

giovedì, 22 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Eh Devendra. Ascolta tutto, ma soprattutto "Chinese children", la mia ossessione del momento, una traccia troppo uplifting dal suo ultimo album. E lui e' una persona troppo divertente e alla mano, lo conobbi un anno fa e mi fece un bel po' di disegni sul moleskine (disegna benissimo come puoi notare dalle copertine dei suoi dischi). Uno lo regalai a Bianca Casady, era una condizione che Devendra mi aveva posto, gli altri li conservo e ogni tanto li vado a guardare.

Ho inserito la mappa in fondo alla pagina, grazie.

giovedì, 22 settembre, 2005

 
Blogger BloggoIntestinale said...

Fabio la musica non è quella sbagliata è che forse non dovremmo crederci così tanto.

venerdì, 23 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Ma se non crediamo nella musica, in cosa possiamo credere?

venerdì, 23 settembre, 2005

 
Anonymous Maya said...

In noi stessi??
(principalmente, almeno)

Maya

venerdì, 23 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Solo? E poi? Cioe', quello e' un punto di arrivo no? O un punto di partenza invece? Sai Maya che hai incasinato tutto di nuovo?

venerdì, 23 settembre, 2005

 
Anonymous Maya said...

Be' credo debba essere un punto di partenza, se crediamo in noi stessi lo facciamo anche credendo nelle cose che ci circondano e che fanno parte in qualche modo di noi.
Credere "solo" in noi stessi non andrebbe bene ... saremmo degli egocentrici !
;-)
Maya

venerdì, 23 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

O forse per qualcuno e' un punto di partenza per altri un traguardo. Comunque e' indispensabile, su questo siamo d'accordo.

venerdì, 23 settembre, 2005

 
Anonymous maya said...

meglio di una torta eh ?!

puoi stappare lo champagne!
yehaaaaaaaa!
Ecco il commento numero 30!
Vedi che ci vuole poco ?
Non ho ben capito la tua risposta all'altro commento che ho lasciato a dire il vero.. ma ci penserò!
Ciao!
Maya

venerdì, 23 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Non c'era quel detto una volta "Abbiamo fatto 30 facciamo 31"?

venerdì, 23 settembre, 2005

 
Blogger ele said...

.. mi sa che non mi sono spiegata bene :) il punto non era tanto il sapere che lavoro fai, quello era un esempio piccolo per dire che se anche posso avere un'idea di che persona sei, non conosco nemmeno cose molto molto minime di te, della tua vita. e non conoscendo *davvero* una persona - il suo quotidiano, le esperienze piccole e grandi che ha vissuto, i suoi dolori e le sue gioie e così via - è molto facile crearsene un'immagine che non corrisponde affatto (o almeno, non del tutto) a ciò che è realmente.
le parole di un post, le foto, la musica che si ascolta, sono tutti elementi molto importanti; su questo sono più che d'accordo.
ma boh, a me sembra che una cosa senza l'altra restituisca un'immagine monca, a volte distorta, di una persona.
la mia voleva essere un'osservazione - relativamente marginale, eh - su quanto sia difficile (per me e forse anche per altri) trovare parole che si sentano vere e 'giuste', soprattutto quando si leggono post che ci toccano nel profondo, e che si sentono molto 'propri'. voglio dire: c'è sempre il rischio di proiettare se stessi su ciò che un'altra persona ha scritto, no? e uscirsene con considerazioni che per questo motivo risultano del tutto fuori luogo.
non so, forse la sto tirando troppo in lungo (io ho la tendenza a partire per la tangente.. :P), quando in fondo esiste una parola sola per riassumere il timore che provo spesso: *fraintendimento*.. assenza di comprensione autentica, empatia.
è una cosa per cui io soffro molto quando mi capita - l'essere fraintesa, il non essere capita; e ho paura di non capire a mia volta gli altri. ne ho sofferto anche 'via blog': mi è capitato di scrivere post molto personali e anche abbastanza sofferti, e trovare commenti che mi hanno fatta pentire di aver condiviso certe emozioni così 'mie': perchè erano superficiali, perchè sembravano cose dette tanto per dire; cose che se qualcuno mi avesse conosciuta *davvero*, appunto, non avrebbe scritto.

ma, ehm, questo commento sta diventando lungo in maniera vergognosa :P tanto più che non sono affatto convinta di aver detto tutto ciò che volevo dire, e di essermi spiegata per bene :)
in ogni caso, tutte le mie considerazioni trascendono il post in sè.. sono solo riflessioni che una mia reazione emotiva mi ha scatenato.
e magari prima o poi continueremo sto discorso via mail, che forse è meglio.. o anche davanti a una tazza di tè lì a londra :) io non ci sono mai stata, e con degli amici stavamo parlando di fare una fuga per un paio di giorni, quando magari c'è un concerto interessante di qualche artista svedese&sconosciuto che qui in italia non vedremo prima di chissà quando :) nel caso ti faccio sapere. anche se l'idea di un autoinvito collettivo in svizzera da matteo per gustare le lasagne di sua mamma non mi dispiacerebbe affatto :D
ecco, con ciò direi che è meglio chiudere.. :P
buon fine settimana, un abbraccio.

sabato, 24 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Tazza di te' qui a Londra quando vuoi perche' qui ci sono sempre, tutte le sere, artisti svedesi & sconosciuti. Tra l'altro io sono in un periodo di "interim" dato che la mia passata concerts buddy (Myriam) si e' trasferita a Canterbury e il prossimo (Marco) verra' a vivere qui solo dal I Dicembre. E quindi non vado a concerti da direi un paio di mesi.

Ci sto naturalmente anche per l'auto-invito da Matteo, che vive in una zona bellissima con le montagne a due passi (tra l'altro in questo periodo mi sa che da quelle parti ci sono gia' le castagne - o e' ancora un po' presto?).

Io non ho tantissima paura dei fraintendimenti alla fine sai? Continuo a pensare che chi lascia un segno del suo passaggio qui alla fine un pochino capisca quello che un po' confusamente cerco di comunicare, e addirittura alcune cose delle quali non sono tanto consapevole neanch'io. Comunque perche' non provare a mettere in comune le proprie idee? Lo spirito del blog e' comunque questo no?

Se vuoi continuare via e-mail: fabiobarbieri@radiopopolare.it.

lunedì, 26 settembre, 2005

 
Blogger Clickbank Mall said...

Riservare adesso i suoi biglietti per i musei di Roma!
autotrasporti

mercoledì, 05 ottobre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

oh Fabio..non so ..c'e' anche da chiedersi come mai ti concentri a volte su delle persone che non ti portano altro che tristezza e che ti dimentichi degli amici che veramente ti vogliono bene..sai che e' da 8 mesi che non ci vediamo e che abitiamo ad un'ora e mezza di distanza.Penso che la situazione sia un po' assurda. Penso che il tuo amico Enrico sia un genio e che abbia trovato il segreto della felicita' " ama chi ti ama" ... poi sai per le case anche se in affitto mi e' sempre andata cosi': al momento di firmare ...c'e' un problema e la seconda scelta si rivela meglio della prima. Christelle, anche tu vienimi a trovare..???!??? Siete incorregibili!!!!!!!!!

venerdì, 07 ottobre, 2005

 

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