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martedì 6 settembre 2005

I'll never get out of this world alive

MIRANDA JULY Me and you and everyone we know, 2005

Da un po' sto cercando di scrivere questo post. Ce l'ho in testa dalla prima volta che sono entrato nella casa dove andro' a vivere a fine mese, poi mi e' venuto in mente il titolo (e se ricordate chi ha scritto un brano intitolato proprio cosi' - ironia della sorte appena prima di andarsene - siete proprio bravi), ma il post non sono mai riuscito ad articolarlo in maniera comprensibile.

Gli attuali proprietari della casa dove mi trasferiro' a fine mese (una coppia di avvocati, simpatici, sulla trentina), hanno messo in un angolo del soggiorno un'enorme riproduzione di un personaggio di Guerre Stellari, che domina la sala. Essendo loro appassionati di fantascienza, fanno parte di una categoria di persone che invidio molto. Come invidio chi ama l'opera lirica, le tragedie di Shakespeare, i film sull'antica Roma, l'Eneide.

Tutte queste persone hanno in comune la capacita' di vivere in mondi altri. Sanno scappare da qui, hanno delle loro porte segrete su un'altra realta', ogni tanto, alla fine di una giornata, dicono "beh e' stato bello" e via! se ne venno nel loro mondo di battaglie galattiche, desdemone rapite, eroi che volano nel cielo sotto forma di palle di fuoco.

Li invidio perche' io, per quanto abbia provato, non riesco a scappare. Quello che mi piace ha sempre un collegamento molto forte con questa realta'. Nei film di Rohmer e di Altman, nei testi di Will Oldham e dei Sonic Youth, nei libri di Carver e di Coe (per fare esempi di cose che amo), la realta' e' terribilmente presente. Trasformata, resa un po' piu' poetica, approfondita. Ma il mondo del quale parlano e' questo, i sentimenti sono quelli che proviamo tutti i giorni, i protagonisti siamo noi, le situazioni quelle del nostro quotidiano.

E allora mi domando: perche' non riesco a scappare di qui, anche quando e' tutto cio' che vorrei?

11 Comments:

Anonymous Anonimo said...

ciao!
mi sorprende molto sapere che esistono avvocati simpatici, inglesi perdipiù!
finalmente compri casa, così puoi affittarla e trasferirti a S. Niccolò!

in realtà evadere dalla realtà ti riesce benissimo con la musica, forse meno con i libri ed i film
puoi cominciare con The Hobbit (versione originale) da leggersi di notte invece, e non dopo, concerti, conferenze, mostre ecc.
senza musica, please
lascia perdere la fantascienza più classica, che non è minimamente credibile, però potresti leggere Jurassic Park (solo se NON hai visto il film, che è una cagata)o rivedere Blade Runner, o leggere un qualsiasi libro di P.K. Dick
Auro

martedì, 06 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Ah gia' Auro, mi stavo gia' dimenticando del progetto di andare a fare il custode della chiesetta di San Niccolo'. Ormai avranno gia' trovato! E comunque le mie richieste base sarebbero state: broadband e un nuovo impianto stereo per la chiesa, qualcosa dei Sonic Youth suonato prima e dopo ogni funzione, studio collegato via ISDN con Radio Pop (con vista sul mare) al posto dell'attuale sacrestia.

Ho provato in passato un po' tutte le cure che suggerisci, ma su di me non funzionano, sono un paziente troppo difficile! Meglio San Niccolo' a questo punto, non vedo l'ora di tornarci.

martedì, 06 settembre, 2005

 
Blogger MoMo said...

Di solito si scappa da qualcosa che non ci piace, da una situazione che ci tormenta, da qualcosa che comunque non ci appartiene...
Forse dovresti chiederti : "perchè" vuoi scappare?
Rifugiarsi nelle note di una canzone, nelle parole di un libro o nelle immagini di un film è sempre piacevole e sa essere molto emozionante .. ma alla fine gli occhi si devono aprire ...
L'importante, è che quando si riaprono sappiamo apprezzare quello che vediamo .. senza il desiderio di volerli richiudere ..

Non più tardi di stamattina mi dicevi: "Abbiamo tutto" ... "un universo di cose che abbiamo e che a volte non vediamo neanche piu'".

Un inchino,
Simo

martedì, 06 settembre, 2005

 
Anonymous ele said...

non so.
non è facile parlare di queste cose, anche perchè ognuno ha in testa i propri significati e i propri contesti.
ad ogni modo.
secondo me ci sono molti modi per scappare; e non tutti sono salutari. per dire, io credo di essere una vera specialista in materia, ma le mie "fughe" spesso mi hanno fatto del male..
più generale, direi che sono molto d'accordo con quello che ha scritto momo.

martedì, 06 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Beh pero' non solo Simo. A volte si desidera lasciarsi alle spalle una giornata faticosa o una situazione semplicemente noiosa. La fuga non implica per forza di cose che a provocarla sia stato un disagio grave, non credi?

E comunque il mio post si riferiva a situazioni come quelle che ho elencato, oppure emotivamente poco piacevoli, non al desiderio di cambiare vita radicalmente.

martedì, 06 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Eh infatti Ele. Io credo che Star Trek e i Fantastici Quattro siano modi molto indolori di fuggire dalla realta', molto addomesticati, dai quali puoi tornare quando vuoi. Diversi sono altri modi, con i quali ci si fa infatti spesso male. Comunque ci si puo' far del male (e tanto) anche guardando la realta' da una prospettiva non reale, come capita spesso a me. Hai ragione, e' un discorso di una complessita' difficile da dominare (ecco anche perche' il post l'ho tenuto per un po' a scalciare nella mia testa).

martedì, 06 settembre, 2005

 
Blogger melian said...

Hai mai pensato che avere una passione per la fantascienza o il fantasy o per qualsiasi cosa non significhi fuggire dalla realtà? E' uno stereotipo molto usato quello di credere che chi legge/scrive di fantasia sia persona incline a fuggire, in realtà molto spesso sono persone molto "presenti". Anche perchè cosa si mette sempre in scena in un modo o nell'altro se non la nostra realtà? Quello che cambia è solo in linguaggio, ma d'altra parte non tutti sappiamo l'inglese! :)

Non scappare, non serve, i propri demoni sono sempre lì che ci aspettano, l'unica è affrontarli, magari con un sorrisetto di sfida.

Melian

martedì, 06 settembre, 2005

 
Blogger Henry said...

mmm...ma siamo poi sicuri che Shakespeare o la lirica o, con una punta di provocazione, guerre stellari, ti permettano di scappare dalla realta?
credo che non si scappi mai dalla realta', credo che alla fine ognuno ritrovi la realta' che lo tormenta ovunque guardi, anche in una battaglia galattica; a me succede cosi' e col tempo mi sono convinto che in fondo e' la mia sensibilita' che mi impedisce fino in fondo di scappare.
Ma se e' cosi' allora perche' scappare quando invece "il naufragar m'e' dolce in questo mare"?
Ho scoperto Coe da poco: ed e' stato amore a prima lettura!

martedì, 06 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Ma vi siete messi d'accordo? Due commenti arrivati a 2 minuti esatti di distanza che mi fanno riflettere sulla stessa cosa...

Melian -

Sulle persone appassionate di fantasy hai ragione... Ma non e' che saranno cosi' presenti proprio perche' hanno la capacita' di allontanarsi ogni tanto? Tipo che quando faccio una bella vacanza poi ho piu' energia per affrontare la quotidianita'?

Io credo che si metta in scena la realta' in qualche modo anche in Harry Potter e Guerre Stellari, spesso i metodi con i quali si affrontano e risolvono i problemi (pozioni magiche, alabarde spaziali, ecc.) li trovo un po' escapistici, un po' semplicistici se vuoi, non ne trovo poi traccia nel mio quotidiano (anche prendendo le dovute distanze dalle metafore). Adesso ho fatto un esempio un po' estremo (la fantascienza di Philip K. Dick e' ben piu' complessa), ma era per spiegarmi.

Sul fatto di affrontare i miei demoni con un sorrisetto di sfida, beh di strada devo proprio farne ancora tanta, ma tanta tanta :-)

Henry -

Non intendevo scappare per sempre, ma evadere temporaneamente. Io credo di si', credo che chi si immerge in 3 ore di "Il signore degli anelli" in quelle 3 ore non ha affrontato i suoi problemi di tutti i giorni (di relazioni personali, di lavoro, ecc.). Credo che sia entrato in un mondo altro e che se ne sia fatto coinvolgere. Un po' come molti inglesi, tipo, che il Venerdi' sera vanno al pub, si ubriacano e, per un po', dimenticano la settimana lavorativa e i suoi problemi. I problemi sono ancora li', certo, ma per un po' li hanno rimossi, ne hanno perso la consapevolezza.

Condivido quello che dici, in fondo perdersi nei feedback dei Sonic Youth puo' essere un po' naufragare dolcemente :-)

La mia spacciatrice di Coe e' la Simo (commento # 3 di questo post), che mi ha regalato il suo ultimo libro dicendomi che uno dei personaggi le ricorda troppo me (libro che non ho ancora letto quindi non so dirti altro). Ho pero' letto tutti gli altri suoi romanzi e devo dire che il mio preferito resta "La famiglia Winshaw", strepitoso.

Ho visto la tua mail, grazie!, ti rispondo prima di uscire.

martedì, 06 settembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

concordo pienamente riguardo "La famiglia Winshaw", ma non avevamo iniziato parlando di fuga dalla realtà?
Auro

martedì, 06 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Si' ma poi ci si ritorna sempre alla realta' come diceva ieri qualcuno...

A proposito, "La famiglia Winshaw" me lo regalasti proprio tu, ricordi?

mercoledì, 07 settembre, 2005

 

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