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Ambiente Uguaglianza Tempo

martedì 8 novembre 2005

La primavera comincia verso fine Ottobre

KEITH HARING Untitled, 1988

In questo periodo ho tutta questa energia che non riesco a controllare. Mi sento come un bambino di prima elementare che vorrebbe correre e saltare e invece deve stare seduto al proprio banco. Per quanto provi a convincermi che devo lavorare, che e' la cosa giusta da fare, proprio non riesco. Vorrei scrivere, fotografare, perdermi guardando nel vuoto. E invece non posso, ci sono attorno a me tutte queste Persone ad Energia Controllata che richiedono la mia attenzione, un'attenzione che posso dare loro solo cercando di controllare la mia energia fuori controllo.

Ma e' una tortura. Da quando sono tornato a Londra non ho ancora avuto un secondo per me, per scrivere una riga di idee, per incanalare questa energia che mi rende leggero, volatile e felice. Potreste leggere finalmente cose bellissime in questo spazio, ma non ho un istante per scriverle. Capite come mi sento?

[Siete anche voi circondati da Persone ad Energia Controllata, di quelle "Voi siete tutti morti e non ve ne siete neanche accorti", come cantava un cantautore degli anni '70 del quale ho scordato il nome? Come possiamo far loro capire che si' va bene un giorno forse diventeremo come loro, o forse per brevi periodi un po' come loro li siamo anche stati, ma adesso no, adesso e' troppo presto o troppo tardi insomma non e' proprio il momento?].

28 Comments:

Blogger Henry said...

beh credo che forse io piu' di tutti i tuoi lettori riesco a capirti non credi ;)

per fortuna io ho l'autobus che mi aiuta a staccare per 30 minuti in cui ci sono solo io, il mio moleskine e il mio stream of consciousness

e a proposito della tua domanda: io non diventero' mai come questi qui! il mio blog e' una delle prove.

grazie per la foto del murale di haring; pensa che io ho avuto la fortuna di vederlo all'opera a pisa e e' un'esperienza che ancora ricordo come elettrizante!

martedì, 08 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Risposta: si'. Facciamoci forza Henry! Stessa cosa qui. Gli autobus che prendo io, il 4 e il 56 (dipende quale arriva prima) sono sempre ben popolati e li amo. Me ne sto di sopra con il mio iPod a guardare la citta' che passa e vorrei che il viaggio non finisse mai (a volte lo prolungo di proposito, passando tra St. Paul's e il Millennium Bridge, contemplando la Tate Modern).

A proposito della mia domanda: hai ragione, tu e io siamo ormai vaccinati ;-)

Se ti va di raccontare l'esperienza di vedere Haring al lavoro (che noi abbiamo visto solo in video), sei benvenuto, sono sicuro che interessa un po' tutti quelli che passeranno di qui.

martedì, 08 novembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Sì Henry racconta di Haring!
Ma chi era quello de "Voi siete tutti morti e non ve ne siete neanche accorti"...non l'ho mai saputo di chi era quella frase.

martedì, 08 novembre, 2005

 
Blogger ele said...

beh. magari dover tenere a bada tutto questo entusiasmo ed energia e gioia di vivere è faticoso. ma è una gran bella fortuna, direi.. in fondo, se davvero è energia bella, sono sicura che troverai presto il modo di darle forma e armonia. altrimenti sarebbe inquietudine e basta (tipo l'iperattività dei bimbi di prima elementare che a volte nasconde qualche problemuccio).

e, sono felice per la tua (vostra..? ;) primavera che inizia in pieno autunno. spero che duri a lungo.. :)

martedì, 08 novembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

evviva!!
son felice anch'io! e non vedo l'ora di leggere come questo vento primaverile che ha iniziato a soffiare dolcemente, porterà scompiglio anche qua dentro.


raffaella

mercoledì, 09 novembre, 2005

 
Anonymous claudia said...

sono assolutamente d'accordo con Ele( ...complimenti per il tuo blog che trovo bellissimo e spesso mi sento molto vicina a te e alle emozioni che descrivi>)....Fabio troverai il modo di incanalare tutta questa energia e lascia stare tutti quelli che " sono morti e non se ne sono accorti"!

mercoledì, 09 novembre, 2005

 
Blogger MoMo said...

"

Non smetterò mai di stupirmi

dello spreco del tempo

buttato via al solo scopo di

riempirlo,

ingannarlo,

ammazzarlo

e invece il tempo servirebbe vivo!!


Chi ha tempo non perda tempo...
direbbero gli Uomini Grigi, subdole presenze
senza identità
e quasi invisibili,
che complottano
per derubare le persone
del loro tempo, il capitale più prezioso di ogni essere umano!
"


Leggendo ..
MoMo alla conquista del tempo
Michael Ende

mercoledì, 09 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Kit -

Claudio Lolli? Claudio Rocchi? Uno di quelli comunque, i cantautori che trasmetteva Popoff attorno alla meta' degli anni '70. Google non aiuta, il che e' strano. Ricordo che la mugugnava sempre il mio amico Paolo quando lavoravamo insieme, dopo una riunione particolarmente noiosa. Potrebbe al limite essere un suo originale, ma ne dubito fortemente.

Ele -

Il fatto e' che prima degli Wire e degli XTC c'e' stato il punk no? Ed e' servito anche quello, anzi e' servito molto, ha smosso delle cose che poi sono state rimontate in modo nuovo. Diciamo che se fossi un disco in questo periodo sarei il primo album dei Clash :-)

Raffaella -

Siamo in situazione lavorativamente molto molto simile, con il nostro tempo che si riduce sempre piu', per cui aspetta piccoli tornadi anziche' un vero vento primaverile a forza costante ;-)

Claudia -

Stessa cosa qui a proposito del blog della Ele, sempre una lettura meravigliosa. [Colgo l'occasione per dirti che stamattina mi hanno praticamente dissanguato: 4 diverse provette, non finivano piu'! E la colazione che mi hanno offerto dopo non era quel gran che, un sandwich con uova e maionese :-(

Simo -

Ero certo che sarebbe arrivata questa citazione. Non stancarti mai di ricordarmela. Riprendiamoci cio' che e' nostro!

mercoledì, 09 novembre, 2005

 
Blogger ele said...

sì beh ma infatti. quel che volevo dire è che anche se in certe situazioni è difficile da gestire, questa energia non può che essere una cosa buona. voglia di (ri)costruire, scoprire, creare.. non certo di distruggere - niente rabbia, neinte inquietudine.

e grazie per le cose belle che dite del mio blog. troppo buoni..

mercoledì, 09 novembre, 2005

 
Blogger Henry said...

Hering.
devo ammettere che quando lp vidi non sapevo ancora chi fosse. Studiavo a Pisa allora, si parla del 1989.
Gli avevano commissionato un
murale
enorme in Piazza sant'Antonio.
Io passavo di li per andare a casa e venni attratto dalla musica che usciva da uno di quegli stereo argentati enormi che si usavano allora.
Lui era li, in cima a a un'impalcatura, con una tuta da lavoro bianca sembrava una farfalla. Si muoveva da un angolo all'altro dela parete tracciando sul fondo bianco segni nettissimi e precisi col pennello intinto nel nero.
E mentre osservavo quei segni diventavano, mamme con bambini in braccio, uomini pesce, uomini forbice, uomini col volto di cane, perfino uomini televisore. E la cosa che mi colpi' era che tutti quegli esseri misteriosi erano animati della stessa energia, della stessa grazia della farfalla che li stava creando.

Qualche mese dopo seppi che Haring se ne era andato, ucciso dall'AIDS. Mi piace immaginare che ora stia ballando in un paradiso movimentato e colorato come i suoi quadri.

giovedì, 10 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Ele -

C'e' che e' un po' come dover sentire il primo disco dei Clash a basso volume per non disturbare i vicini, ecco, mi capisci? C'e' tutto questo porco lavoro che tinge di grigio una tela che di suo avrebbe colori proprio belli. Pero' si', la primavera e' sempre la primavera.

Henry -

Quello che si dice essere nel posto giusto al momento giusto proprio. Un pezzo di storia dell'arte che ti si dispiega davanti agli occhi. Poesia concretizzata in una scheggia di colore conficcata nel grigio quotidiano. Molta invidia (positiva ovvio) da queste parti. Molta nostalgia per i ghetto blasters argentati enormi anche. Comincio ad avere nostalgia degli anni ottanta, ti pare possibile?

giovedì, 10 novembre, 2005

 
Blogger Henry said...

nooo i bui anni ottanta no...!!!

giovedì, 10 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Ok ok

giovedì, 10 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Paolo -

Ecco il tuo messaggio, ricopiato dalla tua mail. Grazie per aver fatto luce sul nostro mistero! Un abbraccio e ti sono grato per aver scritto. L'ho sempre detto io che questo blog e' davvero ben frequentato. Grazie grazie!

"Ho cercato di lasciarti un messaggio sul blog ma non ci sono riuscito perché rifiutava tutti i nomi con cui cercavo di registrarmi.
Te lo ricopio qui di seguito. Se vuoi puoi renderlo pubblico oppure spiegarmi come fare a pubblicarlo...

Beh visto che mi hai citato come fonte del "siete tutti morti e non ve ne siete neanche accorti" debutto sul tuo blog confermandoti che è il verso di una canzone di Claudio Lolli dei primi anni '70. Ancora oggi mi viene in mente quando vedo le facce spente e ascolto le voci prive di energia di alcune delle persone con cui lavoro. Fa il paio - ed anche rima - con quel verso di De André che dice "Anche se non ve ne siete accorti, siete lo stesso tutti coinvolti...". Claudio Rocchi era diverso. Prima cantante degli Stormy Six (gruppo della Milano bene che suonava alle nostre festine del sabato sera) e poi - quando gli Stormy Six sotto la guida di Franco Fabbri divennero uno dei gruppi migliori del "movimento" milanese autore di canzoni d'amore come "Occhi di foglia" ("Tu che mi parli con la voce più bella delle piccole cose che non contano niente...") ed anche di una bella canzone che raccontava di una fuga da casa ("La tua prima luna"): "In quella prigione dove ti hanno insegnato ad amare poche persone per volta non vuoi ritornare, vuoi amare più gente, vuoi vivere in mezzo alla gente..." . Adesso - dopo molti anni passati negli Hare Krishna - dirige una radio libera a Kathmandu...".

giovedì, 10 novembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

Uffa', non sei mai contento, pasci un po' in questa primavera, inaspettata anche se molto attesa...un lungo respiro, e lasciata ossigenare da tutto il positivo che hai intorno...

ti abbraccio

giovedì, 10 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Ti ho risposto con il prossimo post, che stavo scrivendo mentre tu hai commentato questo. Si' certo sono felice, e' che io sono felice a modo mio, inquieto come sempre io sono. Anch'io ti abbraccio (senza sapere chi sei, ma in fondo non ha importanza).

giovedì, 10 novembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

oh ma che belle persone che frequentano il tuo blog....e poi si parla di Claudio Lolli di Keith Harring...sono un po' stanca per scrivere di piu'...beh..Fabio si ..il tuo lavoro hai dei lati negativi..ma a volte ti piace un po' no..altrimenti non penso lo sopporteresti da tutti questi anni. Penso che di soddisfazioni finora te ne abbia tante e sono piu' le soddisfazioni che le frustrazioni..per cui vedi il lato bello della cosa. ..anch'io metto 30 minuti per arrivare al lavoro..ed in questo giorno ho a tutto voume in macchina "Anouka" di Talvin Sigh/ l'ultimo dei Silver Mount Zion ed una raccolta dei Public Enemy..la cosa bellissima della macchina e' che non hai vicino nessuno, hai sempre un posto per sedere e fa caldo secondo le tue esigenze. Lo so ..lo so..dovrei pensare al problema energetico..ma... beh.. con l'autobus ci metteri 30 minuti in piu'..dai..dai e' solo un momentaccio..poi di colleghi interessanti ne hai qualche d'uno..non possono essere tutti marci come i miei :)

giovedì, 10 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Il mio lavoro non mi dispiace, ma continuo a credere nella concezione marxista dei rapporti di produzione: vendo il mio tempo in cambio di un salario. E' un modo sano di interpretare il rapporto di lavoro salariato (come il tuo o il mio) secondo me, perche' tiene a una distanza di sicurezza ogni coinvolgimento emotivo. E alla fine non ha cosi' importanza se i contenuti del lavoro o i colleghi sono interessanti, perche' si tratta di tempo consapevolmente alienato. Ecco, detto tutto questo, in questo periodo il tempo consapevolmente alienato e' troppo, fossero anche pochi secondi al giorno, perche' il tempo non consapevolmente alienato e' cosi' bello che chiede di essere vissuto appieno. Mi sono spiegato?

venerdì, 11 novembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

ermh...si ..ma credi anche alla concezione della remunerazione marxista..? Mi sa che a conti fatti..ti verrebbe un decimo del tuo stipendio :) ..non so se e' molto conveniente..

venerdì, 11 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Io ho sempre creduto che il salario dovrebbe essere uguale per tutti. Un medico non potrebbe operare senza le infermiere, chi pulisce la sala operatoria, ecc. Sono cose che ho sempre detto e credo tu le abbia gia' sentite, no?

venerdì, 11 novembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

Caro Fabio,
cosa fai per realizzare questo "sogno" nascosto ? .. devolvi parte del tuo stipendio a chi un lavoro non ce l'ha?
Le parole sono davvero sempre molto belle ... ma a conti fatti, guadagnare fa comodo a tutti.. e chi guadagna davvero bene, fa sempre tanti bei discorsi ...

Scusa lo sfogo... ma il mio tempo purtroppo lo vendo in cambio di un miserissimo salario.. che difficiilmente mi permette di arrivare a fine mese..

senza rancori, sia chiaro .. il mio è solo un commento ..

M.

venerdì, 11 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Mah. Intanto non e' un sogno nascosto. Io credo di vivere coerentemente con i miei principi e valori, compatibilmente con il fatto che il potere di cambiare questo stato di cose non l'ho. Guadagno uno stipendio di mercato che mi permette di vivere senza eccessive preoccupazioni economiche, senza fare troppe rinuncie, ma non nuoto nell'oro. Mi sembra di essere abbastanza responsabile (eticamente, ecologicamente) nel mio modello di consumo e supporto mensilmente le charities che preferisco con direct debit nel momento in cui mi viene versato lo stipendio. Se pero' credi che ci sia qualcos'altro che posso fare suggerisci e prendero' in considerazione il tuo consiglio. Pero' certi discorsi non dovresti farli a me Myriam, ci sono molte persone che meritano le tue critiche ben piu' di me credo, no? Io sono vittima di questo ingranaggio disumanizzato e disumanizzante quanto lo sei tu.

venerdì, 11 novembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

Caro Fabio,
mi scuso innanzitutto per non essermi firmata, se non solo con l’iniziale .. il che ha portato all’equivoco.. non sono Miriam ma Mara.

Tornando al discorso sul cosa si potrebbe fare … be’ non ho nemmeno io “da sola “ il potere di cambiare questa situazione.

Ma nel mio piccolo qualcosa faccio. Conosco molte persone, senza andare troppo lontano, che frequento quotidianamente, che vivono situazione ben peggiori della mia.
E il mio “misero stipendio” lo uso anche per loro . Come?
Ti potrei fare l’esempio di una mia cugina, con tre figli piccoli, abbandonata dal marito semplicemente perché non ha voglia di prendersi responsabilita, che preferisce una ventenne alla vita famigliare..
Lei lavora come donna delle pulizie nelle case di chi si può permettere anche questo lusso. A volte vado a casa sua per aiutarla e invece del solito “gelato” o “mazzo di fiori”, mi presento con la spesa fatta. Beni di assoluta necessità per lei e per i piccoli.

O un altro esempio.. potrebbe essere quello di una famiglia alla quale sono molto legata, lui ha sempre fatto il venditore ambulante, ha sempre dato alla sua famiglia una vita dignitosa, ha moglie e tre figli. Quando è stato il momento di andare in pensione si è ritrovato a fare dentro e fuori dall’ospedale per trattamenti di chemioterapia, un tumore ai polmoni non gli permette di vivere sereno dopo anni di lavoro.
I figli, ormai abbastanza grandi, studiano all’università, e per riuscire a mantenersi gli studi lavorano qua e là, .. cercando di non pesare troppo sui genitori.
Anche la moglie ha dovuto cercarsi un lavoro e all’età di 55 anni si ritrova a pulire gli uffici dalle otto alle dieci di sera.
Sono persone meravigliose che si imbarazzano quando mi presento a casa loro con la spesa. La sig.ra Anna piange e si vergona di questa situazione.. ma non può fare a meno di accettare i miei doni.

Di casi come questi purtroppo ce ne sono moltissimi.. pure io dono dei soldi alle caritas, a fondazioni che lavorano per salvare bambini dalle malattie, dalla morte.. ma esiste anche una realtà quotidiana che non sta troppo lontana da noi .
Non voglio sembrare la samaritana di turno, ma credo sinceramente che se ognuno di noi Volesse solo guardarsi intorno, ci si accorgerebbe che non basta donare soldi per sentirsi meglio o “responsabili”.

Questa, Fabio, non vuole essere assolutamente una critica al tuo modello di vita, non conosco nulla di te e non mi permetterei di giudicare.. il mio è un commento alle situazioni che si vivono ogni giorno.. e sono convinta pure io che se un medico guadagnasse quanto un’infermiera probabilmente vivremmo tutti più sereni. …

Scusate per lo spazio rubato in questo Blog, mi sono dilungata anche troppo e chiedo scusa.

Ciao,
Mara

lunedì, 14 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Ciao Mara e scusa per la confusione. Il tuo commento e' davvero molto bello e fa riflettere. Personalmente vivo in una realta' nella quale ho poche radici, per cui mi risulta piu' semplice aiutare organizzazioni piuttosto che singoli individui. [E il tempo e' un altro problema, pensa che non faccio la spesa da due settimane e sto mangiando avanzi e cose aperte da secoli e probabilmente gia' scadute]. Pero' mi guardero' intorno con piu' attenzione.

lunedì, 14 novembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

....complimenti Mara..ogni tanto tiro anch'io le orecchie a Fabio perche' mi piace stuzzicarlo..ma non di certo faccio di meglio..dovremo prendere tutti esempio da te :) Myriam

martedì, 15 novembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

Grazie Myriam.. non credo sia una questione di dover prendere esempio da me .. io sono una persona, fondamentalmente semplice e amo aiutare il prossimo per come posso..
ma come ho già detto, credo sia piuttosto una questione di Volersi guardare davvero attorno.


Per Fabio: ma non è che la mancanza di tempo sia un po' una scusa? ... il tempo se si vuole lo si trova per fare tutto, o no ?

ciao,
Mara

mercoledì, 16 novembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Myriam e Mara -

Intanto scusate ancora per la confusione che ho fatto. I miei grilli parlanti sull'argomento di solito sono Myriam e Simo, il fatto che adesso siate in tre mi dice qualcosa. Per Mara: non ho una risposta alla tua domanda, ma il fatto stesso che tu abbia scritto quello che hai scritto mi fa riflettere. Lavoro dalle 9 alle 20, ma il tempo per la piscina, i concerti, i film, ecc. lo trovo (a scapito di spesa, pulizie, ecc.). Forse dovrei organizzarmi meglio. Il discorso comunque e' complesso. Si scontrano l'ambizione di aiutare gli altri e la necessita' di stare a galla, sopravvivere, non abbruttirsi di lavoro. Henry, che fa qualcosa di molto simile a quello che faccio io, ti puo' confermare tutto questo. Finisci per maturare un grande bisogno di poesia/ arte/ filosofia/ pensiero/ profondita' stando qui dentro. Una domanda forte anche quella. Forse dovremmo fare scelte piu' radicali di quelle che siamo capaci di affrontare. Ci penso spesso, credimi. L'incontro con te, le tue parole, sono molto importanti per me. Tienimi sotto pressione ogni tanto. Aiutami a ritrovare quel senso di "give something back" che a volte rimuovo.

mercoledì, 16 novembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

"Si scontrano l'ambizione di aiutare gli altri e la necessita' di stare a galla, sopravvivere, non abbruttirsi di lavoro"


E se fosse invece una necessità quella di aiutare gli altri(per noi e per gli altri) .. e un'ambizione quella di stare a galla?
Tutti possiamo apprezzare o meno il nostro lavoro..sta a noi poi ricordarsi che si lavora per vivere e non si vive per lavorare.

Ma l'aiutare gli altri, secondo me, resta comunque una VOLONTA' non un'ambizione.

Sono contenta di leggere che anche altre persone possano farti notare queste cose.. e lo dico per te.

Personalmente non credo stia a me (ma nemmeno forse a Myriam o Simo) tenerti sotto pressione e farti riflettere su questi temi... dovresti farlo tu principalmente, visto che (come hai detto)credi nella concezione marxista nei rapporti di produzione e probabilmente in tantissime altre cose.

Vedi Fabio, sono sempre convinta che quando una cosa non ci "tocca" personalmente ... si fa fatica un po' a rendersi conto delle cose .. si usano tante belle parole.. ma si continua a voler sopravvivere o voler rimanere a galla prima di tutto. E non a discapito "della spesa" ... ma a discapito (purtroppo) di altre Persone.

Il "ci penso spesso, credimi" .. forse non basta.



Ciao,
Mara

mercoledì, 16 novembre, 2005

 

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