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Ambiente Uguaglianza Tempo

giovedì 8 dicembre 2005


Alla fine sapevo che sarebbe successo. Mi sono nascosto, in una sala riunione inospitale, senza finestre, per evitare saluti e baci. Perche' saluti e baci sono importanti e non si possono distribuire cosi', senza un momento di riflessione, a pioggia.

Io non sono fatto per queste cose. Le soffro proprio. I discorsi di circostanza, le interazioni sociali necessarie, le banalita' a cena con sconosciuti, i sorrisi tirati e vuoti.

Pagatemi per quello che faccio, ma poi lasciatemi libero. Libero di ignorarvi, di essere altro da voi. Io vi vendo la mia forza lavoro, otto ore al giorno, otto lunghe ore, in cambio di un salario. Ma voi siete i padroni, e io voglio essere libero di odiarvi, di non condividere nulla con voi.

Dopo queste otto ore statemi alla larga, non sorridetemi, non fingete un'amicizia che non esiste. Siate onesti: mi sfruttate per i vostri luridi commerci, di me non vi frega nulla, per voi sono un cespite da usare. Ditemele in faccia queste cose, perche' solo in quel momento iniziero' a considerarvi esseri umani e solo allora meriterete i miei saluti.

E a me stesso, alla mia capacita' di sopportazione messa cosi' duramente alla prova in questi giorni, dedico queste immortali parole di Kavafis, prima di scappare all'aeroporto, via di qui, libero finalmente.

"E se non puoi la vita che desideri cerca almeno questo per quanto sta in te non sciuparla nel troppo commercio con la gente con troppe parole in un viavai frenetico Non sciuparla portandola in giro in balìa del quotidiano gioco balordo degli incontri e degli inviti fino a farne una stucchevole estranea".

32 Comments:

Blogger Henry said...

come ti capiscoooo!!!

giovedì, 08 dicembre, 2005

 
Blogger PiB said...

Fabio non aggiungo altro...hai già detto tutto tu.

giovedì, 08 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

d'accordo al 100%...come far finta che t'interessano discorsi su Eastender, celibrity get me out from here, i loro figli, i loro flirt..le loro storie di sesso...tutti sorrisini e poi quando ti possono fare una bastardata sono i primi a farla..e ci tocca la cena di Natale, vederli ubriachi, fare i simpatici....poi sopportare in particolare quella persona che pensa di essere il piu' cool ..perche' ha l'ultimo disco dei Kaser Chief ..che si vanta di tutto e di piu'......nnnnnnnnnnaaaaaaaaaaaaaa...non si puo'..sto cercando di cambiare lavoro..non ne posso piu'..sto esplodendo!

venerdì, 09 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Eh sono d'accordissimo Fabio. Ma come ti dicevo ieri andare a una convention aziendale è come lavorare per 24 ore al giorno. E' come stare in ufficio e invece sei a cena fuori. Bisognerebbe socializzare/fare networking, secondo loro.
Il punto (dolente anche per me) è che gli amici li puoi scegliere, i colleghi no. Ci tocca sopportarli e fare faccetta, dovendoci lavorare insieme.

venerdì, 09 dicembre, 2005

 
Blogger andrea said...

che bellissimo post...

venerdì, 09 dicembre, 2005

 
Blogger Cromwell said...

una bella e giusta invettiva, my boy; e che bello Kavafis…
Citando Bill (of Stratford):
" I have no words, my voice is in my sword…" (Macbeth)

venerdì, 09 dicembre, 2005

 
Anonymous claudia said...

....bellissimo post.D'accordo su tutto soprattutto oggi che amici che credevo tali si sono rivelati dei bastardi!Quelli non erano tuoi amici ma il concetto è che l'ipocrisia è il sentimento più schifoso che esista.

venerdì, 09 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Grazie a tutti per avere scritto. Mi ha fatto troppo piacere leggere i vostri commenti, appena tornato a casa.

Henry -

Eh gia', credo tu ne sappia qualcosa :-)

Pib -

Un giorno ci racconterai l'America dal tuo punto di vista. Come ti trovi? Che ci fai di bello?

Myriam -

Ti auguro di cuore di trovare un altro lavoro, ma l'impressione e' che quello che dici lo ritroverai un po' ovunque. E l'Inghilterra e' meglio dell'Italia, in generale. Mi sembra di poter dire che c'e' piu' privacy e meno maldicenza qui.

Kit -

Ma non ti sembra che la vita sia troppo breve per fare "networking"? Creare reti. Mah. Le reti si creano da sole, per affinita', senza il minimo "working" secondo me. Se devi lavorare, sforzarti, per crearle, forse e' meglio che le reti non si creino proprio (a che pro?). Insomma, non ho tempo per leggere, per ascoltare musica, per stare con le persone con le quali le affinita' sono naturali, alle quali voglio bene, figurati che voglia posso avere di passare una sera con uno sconosciuto di Dallas che mi parla dei suoi figli di 13 e 9 anni.

Andrea -

Beh pero' tu vivi una situazione molto diversa, almeno credo. No?

Enrico (Cromwell) -

Come sempre: mi inchino alla tua cultura.

Claudia -

Mi spiace per quello che ti e' successo. Le delusioni sono difficili da digerire, ma non perderti d'animo. Se non altro ora sai. Non e' una grande consolazione, ma magari in questo modo "liberi tempo" per amici veri. Che poi e' proprio il senso del post.

venerdì, 09 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Certo che la vita è troppo breve per fare 'networking'. Infatti il mio commento diceva "Bisognerebbe socializzare/fare networking, secondo LORO". E' una cosa utile solo in un caso: se si vuole cambiare lavoro.

venerdì, 09 dicembre, 2005

 
Blogger andrea said...

una delle mie piu' grandi conquiste da adulto e' non avere cravatte nel mio armadio, o giacche o pantaloni con la riga... il brutto e' essere considerato uno straccione quando entro nelle agenzie immobiliari intorno a holborn, dove ultimamente entra solo ilaria...

domenica, 11 dicembre, 2005

 
Blogger rodocrosite said...

Spero almeno che ti piaccia il lavoro...
Altrimenti scappa.

domenica, 11 dicembre, 2005

 
Blogger cassandra said...

...ogni tanto lo penso anch'io, quando devo confezionare l'ennesimo centrotavola perfetto, di sbottare e dire a tutti che io sarei altro, per favore. Poi penso a che bellezza potersi permettere l'appartamento, (più o meno) e mi distendo. Il mondo può essere un posto inospitale. Bisogna trovare delle chiavi comode per leggerlo... però, hai ragione, che fatica... ;-)

domenica, 11 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Kit -

Quello che e' giusto secondo loro e' sempre sbagliato secondo me. Sempre. Il loro cervello funziona come una calcolatrice, senza spazio per la fantasia, l'immaginazione, l'amore. Ti ho gia' mandato questa citazione di Keith Haring, ricevuta oggi dal mio migliore amico. La annoto anche qui:

"Le persone più cattive sono quelle che fanno finta di
avere le risposte. I fondamentalisti cristiani, tutte
le religioni dogmatiche che esercitano un controllo
sono cattive...
La maggior parte del male nel mondo è fatto in nome
del bene. Religioni, falsi profeti, cazzate di
artisti, politici, uomini d'affari, l'intero concetto
di business è malvagio. Comunque non c'è modo di
fermarli sono sicuro che il nostro destino sia il
fallimento.
La fine è inevitabile.
Così a chi importa se questi maiali mi uccidono con la
loro malattia, hanno ucciso e continueranno a uccidere
fino a quando non saranno risucchiati nelle loro tombe
malvagie e moriranno e puzzeranno ed esploderanno
nell'oblio".

Andrea -

Ma quindi stai cercando di trasferirti nella mia zona? Fantastico, cosi' ci si vede piu' spesso. Beh, gli agenti immobiliari sono una categoria a parte. Spero di non averne tra i miei lettori, per dire. Sono persone con capacita' intellettuali molto molto limitate, che hanno scelto di mentire, dei truffatori legalizzati, oltre che individui spregevoli, come le macchine che guidano e i vestiti che indossano. Essere considerati straccioni da loro e' una cosa della quale andare fieri. Straccioni ma sinceri e liberi.

Rodocrosite -

Il lavoro e' una necessita', almeno lo e' per la maggior parte di noi. Ti fa entrare in meccanismi sociali perversi. Il contenuto del lavoro puo' piacere, ma i rapporti che devi vivere sono spesso malati, e comunque non scelti. Scappare si', lo farei, ma non so bene dove. Come ho scritto un po' sopra a Myriam, l'impressione e' che sia un problema un po' strutturale, non legato a situazioni particolari. Sei d'accordo?

Cassandra -

Bellissimo il tuo commento. Ieri parlavo con una designer di scarpe, americana. Mi ha fatto paura. Mi ha detto che a lei piace non poter essere creativa, perche' crede nel business e che la creativita' dev'essere legata a quello, ecc. ecc. Paura appunto. Come dici tu, il lavoro e' una necessita', permette di vivere in case che ci piacciono, di ascoltare la musica che ci piace, di viaggiare. E' funzionale. Se sei libero dentro, ti possono piacere i contenuti del tuo lavoro, ma -parere personale- non le relazioni che si vengono a creare, o almeno non sempre. Forse pero' sono io ad essere un po' orso. Mah, piu' scrivo piu' cerco risposte invece di trovarne.

Myriam -

I miei vicini di sotto sicuramente sanno tutto della musica che ascolto probabilmente ;-) La sensazione e' che qui a Londra puoi farti piu' facilmente i tuoi affari comunque. Poi Canterbury/ Margate non so bene come siano.

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

beh si come nelle grandi citta'..parlavo solo della differenza culturale tra inglesi ed italiani almeno quella che ho visto in questi anni..i rapporti con gli italiani sono chiari..quelli con gli inglesi sono sempre sommersi..non sai mai quello che pensano e non ti fidare quando ti chiamano : dear,darling, mate e ti fanno continuamente i sorrisini.. sono quelli piu' falsi appena giri le spalle.. la mia ripeto e' una sensazione..

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

La differenza principale che ho notato con gli inglesi e' il loro limitato vocabolario emozionale. Non cono stati abituati ad esprimere le proprie emozioni. Ci sono molte eccezioni ovviamente, altrimenti non avremmo avuto i Beatles, gli Smiths, ecc. Ma in generale, tengono le emozioni dentro di se'. E "provano" anche meno secondo me (e' un discorso generale, ripeto). Darling, mate, ecc. sono etichette vuote, non hanno lo stesso significato di caro o amico in effetti. Dette tutte queste cose, dai tuoi ultimi commenti emerge un certo disagio, e ti sono molto vicino per questo. Sappi che quando vuoi puoi sempre tornare a Londra, o in Italia, non sentirti intrappolata, non avrebbe senso.

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Anonymous MoMo said...

"
Potente è la loro influenza
basta un attimo di depressione
e la porta del cuore umano è già aperta alla loro nera presenza
"

Nella vita
è necessario
mantenere interessi,
amici, amori,
per continuare a vivere attivamente e per non ridursi a consumare meccanicamente e aridamente i giorni della nostra esistenza, trascinati ed affogati nei gorghi dei ritmi di una società insensibile e fredda.


Come sempre ... da MoMo.

Un inchino,
Simo

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Uhm sugli inglesi mi sa che hai un pò ragione...ma credo dipenda anche dall'ambiente/ambito lavorativo/età anagrafica che si frequenta in quel paese (per dire, l'impressione dell'Irene credo sia un pochino diversa dalla tua).

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Simo -

Hai gia' scritto tutto tu. E' proprio cosi'. Resistere resistere resistere. Piu' che interessi pero' direi passioni, e la piu' grande di tutte, la passione per la vita.

Kit -

Credo tu abbia ragione. Irene conosce persone davvero speciali. Ieri sera mi ha presentato una cantautrice e un fotografo, per dire. Poi va beh, Irene e' speciale lei, devi sentire come imita Antony!

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

erhm..anche fatta esperienza di persone speciali..si sono molto piu' emotive..e vere, e sincere. Penso dipenda dal posto di lavoro..per esempio Olivier all'Universita' si trova stupendamente bene e Stefano che fa il ricercatore ha degli amici stupendi(!), Ilaria che insegna musica a dei ragazzi autistici....ho sbagliato professione..ma che cosa potevo aspettarmi da una compagnia che fa i premium per la Pepsi ? Anch'io sono cretina ..!

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

anch'io voglio sentire l'imitazione di Anthony......ohhhhhhhh..:)

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Blogger kit said...

Dell'imitazione di Antony a questo punto devi fare perlomeno l'mp3 e sonorizzare Byronic, eddai :-)
Accidenti la foto nuova...posso essere la prima a citare Shining??

lunedì, 12 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Eh, e' un po' la cosa che ci stavamo dicendo Marco e io al telefono un paio d'ore fa.

Kit -

Ho fatto tutta una serie di foto alle sale conferenze vuote, in piena notte. Non-luoghi angoscianti, spesso con inservienti sottopagati a pulire, stuccare, dipingere, spostare tavoli. E poi silenzio, morte, vuoto. Tutto ovattato, spazi sprecati, un insulto a chi a pochi passi da li' dormiva in strada. Non e' Shining, e' peggio, e' il sistema nel quale ci siamo abituati a vivere.

martedì, 13 dicembre, 2005

 
Anonymous MoMo said...

"abitudine": brutta parola.
"Cambiamento": ottima alternativa..


Un inchino,
Simo

mercoledì, 14 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

E' un discorso complesso e molto interessante. Le abitudini sono necessarie a volte, ma possono soffocare.

Quando arrivai a Londra, 4 anni fa, mi resi conto di averne cercate tante di abitudini: percorsi abituali, punti di riferimento costanti, orari. Ne parlai con un'"omeopata-un-po'-psicologa" (ex migliore amica di Nick Cave tra l'altro: arrivarono a Londra insieme da Melbourne) e mi convinsi che si trattava di difese che avevo messo in atto inconsciamente, per far fronte al grande cambiamento che stavo affrontando.

Non sono sicurissimo che abitudine sia una brutta parola. Credo che si tratti di trovare un punto di equilibrio tra cambiamento ed abitudini (cambiare sempre tutto puo' essere molto faticoso e soprattutto ansiogeno). Questione di consapevolezza, come sempre.

mercoledì, 14 dicembre, 2005

 
Anonymous MoMo said...

forse mi hai frainteso ..
io mi riferivo alla tua frase :

"Non e' Shining, e' peggio, e' il sistema nel quale ci siamo abituati a vivere."


E' quel "ci siamo abituati" .. che stona secondo me.

s.

mercoledì, 14 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Ma e' cosi'. Ci siamo abituati a vivere in questo sistema, ne accettiamo tante contraddizioni, troppe. Se non fosse cosi' non potremmo farne parte, entreremmo in uno sciopero permanente, faremmo scelte antagoniste radicali. E invece no. Io non sono andato dal direttore del centro congressi con in mano una roncola a dirgli "Adesso pezzo di merda da bravo scendi con me e ti metti tu a stuccare il muro invece di dare ordini" (anche se l'ho pensato).

mercoledì, 14 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Ma sì alcune abitudini sono meccanismi di difesa, piccoli modi per controllare la realtà, avere qualche minima sicurezza. Il problema è se abbandonandole si genera troppa ansia.

(io con una roncola a minacciare quel tipo del centro congressi avrei voluto vederti però...sei una delle persone meno aggressive che conosca :-)

mercoledì, 14 dicembre, 2005

 
Anonymous MoMo said...

credo tu sappia bene come la penso ...
nemmeno io mi sarei armata di roncola e avrei minacciato il direttore generale...
semplicemente mi sarei messa io a stuccare il muro o a pulire le sale.

s

mercoledì, 14 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Kit -

Sono una persona poco aggressiva, ma per i businessmen americani posso fare eccezione, credimi.

Simo -

Molto bello quello che dici e sarebbe stato ancora piu' rivoluzionario in effetti. Dimostrare invece di affermare. Combattere l'arroganza con la disponibilita' e il buon esempio. Non capirebbero (continuo a pensare che la roncola sia piu' efficace con certa gente), ma come sempre hai ragione tu.

mercoledì, 14 dicembre, 2005

 
Anonymous MoMo said...

già ... "loro" non capirebbero..
ma ha poca importanza.
L'importante, come dico sempre, è che non si stia "solo a parlare" .. ma per quel che si può .. bisognerebbe anche "agire" .. con piccole cose.. non serve sempre strafare. Serve "fare".

s.

mercoledì, 14 dicembre, 2005

 
Blogger Alex said...

Dove si firma ? Quoto tutto.

giovedì, 15 dicembre, 2005

 
Anonymous marco said...

Fabio curiosità, ma che lavoro fai tu??

lunedì, 19 dicembre, 2005

 

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