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martedì 20 dicembre 2005

A Natale siamo quasi tutti piu' buoni

Come potete immaginare, sto raccogliendo e spulciando pacchi di riviste per preparare lo speciale in network sui dischi preferiti dalla stampa britannica nel 2005. Loro non sono messi male, piu' o meno tutte le pubblicazioni (a parte questa, ovvio) includono Employment tra i primi 50.

Carina l'intervista rilasciata da Ricky Wilson a Time Out, quasi tutta sul Natale, dove dice tra l'altro:

I love Christmas. I'm especially looking forward to Christmas parties this year. 'Cos usually, if you are in a band, family friends and distant relatives will go, "So you're ina band are you? When are you gonna be on 'Top of the pops'?" and this year I can say, "Christmas day, one o'clock, now fuck off".

24 Comments:

Blogger PiB said...

non so perchè ma leggendo questo post mi è venuto in mente il Billy Mack di Love Actually con la sua canzone :

I feel it in my fingers,
I feel it in my toes,
Christmas is all around me,
and so the feeling grows

martedì, 20 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Parafrasando un famoso giornalista musicale di mia conoscenza, i Kaiser Chiefs sono un pò ragazzi di borgata diventati famosi all'improvviso, la versione di Leeds dei Lunapòp in pratica :-D
(e mi piacerebbe sentire l'imitazione di Irene del cantante lì che mastica le vocali :-)

martedì, 20 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

(QUI un'altra intervista carina ai Kaiser Chiefs per chi fosse interessato. E sì il titolo è preso da una vecchia canzone di Tori Amos)

martedì, 20 dicembre, 2005

 
Anonymous claudia said...

...a me (lo giuro)era venuta in mente la stessa cosa di Pib!!!!....

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Pib e Claudia -

Non ho visto il film purtroppo, quindi non so a cosa facciate riferimento, mi spiegate? Un gruppo come i Kaiser Chiefs (potremmo dire la stessa cosa degli Streets o se fossimo negli anni '90 degli Oasis e dei Blur) rappresenta in modo iper-realista quell'inglesita' che detesto ma con la quale, vivendo qui, devo fare i conti: il binge drinking, la caciara del Sabato sera, il laddism, il tifo calcistico. Pero', i Kaiser Chiefs (e gli Streets, ecc. ecc.) ce l'hanno fatta, sono riusciti a diventare un simbolo nel quale i propri coetanei si riconoscono. Il loro successo parte (relativamente) dal basso, e per questo alla fine non riesco a detestarli. La scena di Ricky Wilson che improvvisamente, tutto nel corso di 12 mesi, diventa famoso (piu' ancora rispetto alle proprie aspettative secondo me) e rinfaccia la cosa al parentato che l'ha sempre trattato da loser la trovo fantastica.

Kit -

Grazie per la segnalazione e ottimo il sito nel quale hai trovato l'intervista.

Ecco adesso mi stampo il post e poi lo passo all'Irene, perche' anche a me e' venuta in mente la sua imitazione di "quell'accento" inglese. So gia' che ridero' per ore. E si', certo, l'ho detto e lo ripeto, i Kaiser Chiefs sono i Lunapop di Glasgow, cosi' come i Franz Ferdinand lo sono di Glasgow, gli Streets di South London, ecc. ecc. Musica nella quale gli adolescenti comuni si riconoscono naturalmente. In un certo senso, lo spirito del punk e' abbastanza presente on tutto questo. L'artista e' qualcuno come noi che sa interpretare in musica quello che noi viviamo. Non c'e' aspirazione (al cambiamento? Che cambiamento quando il Sabato sera mi diverto cosi' tanto con i miei mates?) in questa musica, c'e' soltanto pura rappresentazione dell'esistente. A me fa capire tante cose.

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Blogger Byron said...

In mancanza di quella di Anthony, che rimarrà strettamente privata a meno che non cominci a circolare un mp3 illegale, ecco a voi l'imitazione di Tscésare Crémonini che canta:

"èvvri déi ai loviu lesshandlessh, its gud tu si det iuv bicom obshesshed, mo perchè tsc'è qualcòsa di grande tra di noi, che non potrai cambiare mai-ahi, e se ci provi I predict a raiot, mica pugnétte!"

(Abbiamo in repertorio anche i Franz Ferdinand Romanacci, visto quanto son tamarri dal vivo:
"Io nun ce lo so/te nun ce lo sai/te sto addì, daje 'nnamo")

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Irene, mica puoi farmi ridere come uno scemo al lavoro davanti al computer cosi'! Ancora sotto choc: tu quoque al concerto dei Franz Ferdinand! Ma come sono stati?

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Irene che canta come i Kaiser Chiefs incrociati con Cremonini! Hahahahaha :-D Bisogna procurarti al più presto un microfono per il pc direi :-)

Posso dire una cosa seria invece? M'ha fatto specie come i Kaiser Chiefs fotografino la realtà dei ragazzi disoccupati come dediti al bere e fare casino al pub.
Voglio dire io penso ai Deacon Blue che a metà anni 80 parlavano di disoccupazione e Glasgow e degrado sociale e tasse, ma c'era sempre una mezza speranza di cambiamento. E l'amore (seppur tra poveracci, come in "Love of the Common People" di Paul Young) a tenere caldi e non disperare.
Questi qua mi sembrano post punk e nichilisti. Tipo "E' così e basta ragazzi, beviamoci sopra fino a stare male (e intanto noi ci facciamo quattro soldi e ce ne bulliamo con le nostre famiglie)"

Detto questo "Oh My God" e le altre son belle canzoni, molto Madness.

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Blogger PiB said...

Facciamo riferimento ad uno dei protagonisti del film (Billy Mack), interpretato tra l'altro da un ottimo Bill Nighy, cantante rock classica-MENTE sopra le righe che nel disperato tentativo di tornare ad avere i favori del pubblico registra una versione natalizia di Love is All Around che alla fine del film arriva al numero uno della Xmas Number one single. Il personaggio si trova poi a passare il Natale con il suo manager ...che rappresenta di fatto tutta la sua famiglia...

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

E' un discorso davvero interessante secondo me il tuo. I ragazzi (disoccupati e non solo) inglesi SONO come li descrivono i Kaiser Chiefs (tipo "Girls run around with no clothes on/ To borrow a pound for a condom/ If it wasn't for chip fat, they'd be frozen" ecc. ecc. da "I predict a riot"). La loro (dei KC) grandezza (diciamo cosi') sta nella capacita' di fotografare dall'interno questa realta' e di trasformarla in canzoni spesso musicalmente interessanti (ho detto interessanti eh, non originali). Non so se ci sia neanche nichilismo, nichilismo e' una parola grossa. C'e' accettazione passiva, che pero' e' quella che si respira attorno no? Mica solo dalle parti dei giovani disoccupati di Leeds, no no. Poi i KC a me musicalmente ricordano i primi XTC (che certo, avevano peraltro testi molto poetici o molto divertenti, a differenza dei KC) e questo gioca davvero a loro favore.

PS: "Love of the common people" era degli Stiff Little Fingers pero'.

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Pib -

Grazie per la spiegazione. Il film ebbe un certo successo qui a Londra uno o due anni fa, ora che ricordo.

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Ah ok. Io "Love of the common people" l'ho sempre e solo sentita cantare da Paul Young, ma ovvio che non l'avesse scritta lui, figuriamoci (eighties child qua :-)

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Blogger Byron said...

Mah, Fabio, diciamo che sono sopravvivo - anche perchè a un concerto così agitato non andavo dai tempi degli Smashing Pumpkins di Mellon Collie, bambini che pogavano, gente svenuta, fighette che hanno perso le scarpine coi tacchi in mezzo alla folla (!). Recensione breve su Byronic, ma poi aggiungerò dettagli in privato.

Invece sui Kaiser Chiefs, devo dire che sono d'accordo sia con te che con la Kit: molto ascoltabili e anche la somiglianza con gli XTC mi piace. Poi secondo me non sono interamente senza ironia.

Il problema è che, per esempio, con il loro punto di vista *nichilista* o passive-aggressive, una canzone come I Predict A Riot diventa una presa per i fondelli politica: i riots che loro predicono non avverranno mai in UK. Ci sono già stati 1977-83, e ora la gente mi sembra molto più intontita dai comfort moderni (e dall'alcool) sebbene incazzata.

Cioè, è un po' un post-modern punk questo qui dei Kaiser Chiefs, mi sa di nostalgia più che di una vera rabbia che porti o sia portavoce di cambiamenti sociali, a differenza per esempio dei Clash e dei Jam (che ahò, senza sti due gruppi non solo addio a KC, Franz Ferdinand, vari gruppi che iniziano con "The", ma anche niente Blur, Oasis, Suede, Pulp - che pure in politica ci stavano eccome, e abbiamo visto come si va a finire...)

D'altronde con tutta sta musica prefabbricata è dura crederci veramente, specie se si finisce come Chris Martin ; )

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Blogger Byron said...

Comunque i veri cantautori pop de noartri che affrontano i problemi delle periferie (di Pavia = Leeds), e quindi i KC Italiani, erano gli 883. Grandi temi sociali tipo fi**e di legno che a Max Pezzali non la davano ("Te La Tiri"), crollo del sogno Italo-Americano ("Hanno Ucciso l'Uomo Ragno"), droga ("Cumuli") e, soprattutto, chiusura delle sale giochi ("Jolly Blu"), voglio dire, pensate se c'era la Thatcher in Italia, che capolavori uscivano da Pezzali & Repetto!

(Mi correggo, Repetto probabilmente sarebbe stato comunque l'essere inutile che ballava in secondo piano).

mercoledì, 21 dicembre, 2005

 
Anonymous Marco said...

Sempre interessante leggere un commento che cita il mio concittadino Max Pezzali! Fabio, il tuo blog porta aria di casa a noi londinesi della pianura padana!
Tanti auguri a tutti.

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

No gli 883 quassopra no! No comment:-/
("E' dura crederci veramente, specie se si finisce come Chris Martin", hehehe )

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

si ecco per me i Kaiser Chief hanno all'Inghilterra lo stesso valore aggiunto che gli 883 l'avevano per la Lombardia. E poi, come paragonare il genio creativo degli XTC ai Kaiser Chief???????? A questo punto meglio i Franz Ferdinand! Ma siamo messi cosi' male musicalmente in Inghilterra che dobbiamo ridurci a parlare dei Kaiser Chief? Boh..stamattina in macchina ascoltavo i " Free" ( si..si americani) che non avranno inventato nulla ma almeno erano molto rock and roll non come questi cazzoni ( pardon me) che pensano di essere originali, geni ecct...si prendono troppo sul serio e che palle..allora meglio James Blunt o David Gray ..

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

erhm...The Streets aka Mike Skinner e' nato a Birmingham ed e' cresciuto tra Birmingham ed il nord di Londra... non il sud :)

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

Franz Ferdinand dal vivo...ho avuto le stesse impressioni di Donna Byron ..un sacco di ormoni femminili in circolazione! Ma..sara' stata l'acustica del locale ( Electrowerkz) o la loro poca esperienza ( li vidi in Dicembre 2003) ma dal vivo facevano pena..ma tutte le donnine esaltate cosi' non le avevo mai viste.. ( a parte le mie amiche davanti a Jason Noble..ma li si capisce! :) )

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Kit -

Penso addirittura che nemmeno quella degli Stiff Little Fingers fosse la versione originale. Credo che la primissima versione fosse di Nicky Thomas, un artista reggae che incideva per l'etichetta di Joe Gibbs. Quando passi di qui andiamo a "Sounds of the Universe" e chiediamo a loro.

Irene -

Si' beh se avessimo avuto la Thatcher, Pezzali e Rapetto sarebbero stati i nostri Crass. Avrebbero occupato una cascina nella Lomellina e nei loro dischi/ proclami avrebbero attribuito la responsabilita' per la chiusura delle sale giochi alla poll tax. Per la 883 records sarebbero usciti capolavori come "Capitalism is bullshit" di Gianni Bella e "Eject refuse, reject abuse" uno split single tra Santino Rocchetti e il Giardino dei Semplici. Meno male che non abbiamo avuto la Thatcher.

Marco -

Che vergogna, avevo aperto questo blog parlando dei Giant Sand e siamo agli 883.

Kit -

Si puo' scendere ancora piu' in basso e l'Irene e io te lo dimostreremo.

Myriam -

Si', siamo messi malissimo. Ieri sera mi e' arrivato "Rip it up and start again" di Simon Reynolds e ho passato la notte a leggerlo e a sognare cosa doveva essere vivere a Londra negli anni dei quali parla il libro, 1978 - 84. Niente a che vedere con la citta' che conosciamo, e non solo dal punto di vista musicale.

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

ed i piccoli Crass...ohhhhh..andiamo alla Dial House questa primavera?

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

Per la serie "Il bipolarismo di London Calling: so intellectual and so nazional popolare" ;-)

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Blogger Myriamba said...

La versione originale di "Love of the common people" e' di John Hurley..registrata per la prima volta nel 1967 da Jim Ed Brown, Sandy Posey, Waylon Jennings..Nicky thomas la registro' nel 1976... :)

giovedì, 22 dicembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Grazie per la precisazione (non vuoi farmi andare da "Sounds of the Universe"?).

Kit -

Con il nazional popolare non si sbaglia mai.

giovedì, 22 dicembre, 2005

 

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