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Osservazioni e ascolti

mercoledì 30 marzo 2005

Mercoledi' 30 Marzo 2005: sbagli

Stamattina stavo leggendo un’intervista a Gaetano Pesce e mi sono accorto che a un certo punto leggevo e rileggevo la stessa riga: “... faccio sbagli che mi consentono di scoprire cose...”. Proprio come un disco incantato.

Ho scritto questa cosa a Raffaella e lei mi ha risposto con il testo, bellissimo, di una traccia dei Poi Dog Pondering da "Wishing like a mountain and thinking like the sea" del 1989 (Columbia). Eccolo:

Thanksgiving(music and lyrics by Adam Sultan)

Somehow I find myself far out of line
from the ones I had drawn
Wasn't the best of paths, you could attest to that,
but I'm keeping on.
Would our paths cross if every great loss
had turned out our gain?
Would our paths cross if the pain it had cost us
was paid in vain?

There was no pot of gold, hardly a rainbow
lighting my way
But I will be true to the red, black and blues
that colored those days.

I owe my soul to each fork in the road,
each misleading sign.
'Cause even in solitude, no bitter attitude
can dissolve my sweetest find

Thanksgiving for every wrong move that made it right.

http://www.poidogpondering.com

Mercoledi' 30 Marzo 2005: Prospettive Musicali

E' inutile, devo proprio ammettere che Gnop e' piu' veloce di me. La scaletta di Domenica scorsa e' gia' nel sito della radio da Lunedi'.

Eccola:


BECK Girl (da Guero, Geffen 2005)
BECK Guess I'm doing fine (da Sea change, Geffen 2002)
BECK Pay no mind (da Mellow gold, Geffen 1994)
BECK Missing (da Guero, Geffen 2005)
MATT WARD You still believe in me (da Transistor radio, Matador 2005)
HOWE GELB Saint conformity (da Confluence, Thrill Jockey 2001)
GIANT SAND Classico (da Is all over the map, Thrill Jockey 2004)
MATT WARD Fuel for fire (da Transistor radio, Matador 2005)
LOW Everybody's song (da The great destroyer, Rough Trade 2004)
LOW (That's how you sing) amazing grace (da Trust, Rough Trade 2002).

La trovate anche qui: http://www.radiopopolare.it/html/trasmiss/prospettive/2005/20050327.htm.

domenica 27 marzo 2005

Domenica 27 Marzo 2005: vacanze!

Le mie vacanze italiane si stanno concludendo.

Ringrazio, in ordine di apparizione, i protagonisti:

Umberto che ogni volta che torno è il primo a telefonare e mi costringe immediatamente a gonfiare la bici e a qualche salita che regolarmente mi rifiuto di terminare

Simo per esserci sempre, per farmi sempre domande difficili che mi portano ogni volta a parlare soprattutto di quello che non va, e per avere la pazienza di ascoltarmi

Raffaella che finalmente ho conosciuto dopo una pila di mail, e vorrei che tutti i miei ascoltatori fossero così sensibili, intelligenti e con uno sguardo proprio come il suo

Enrico per esistere, per essere incasinato come è lui, per le sue idee coerenti e sempre nuove, per come scrive, pensa e parla, per essere sempre una fonte di ispirazione, per la sua amicizia

Paolo perchè è Paolo, perchè si arrabbia quando lo chiamo "il mio maestro", perchè si è trasformato dal miglior direttore del mondo al miglior amico che si possa desiderare avere

Danilo per la sua gentilezza (anche se durante i Micap sembra un po' scontroso!), per essere così simile a me e allo stesso tempo così "avanti" e capace di ispirarmi sempre

Roberta e Augusto perchè tutte le volte che li vedo evocano ricordi divertenti e perchè dopo tutti questi anni ci sono sempre

Rocco perchè è il miglior amico dell'universo, per condividere sempre, da anni, risate e lacrime, per la sua pazienza, per la strada fatta e che faremo insieme.

Siete stati i protagonisti di questa settimana, ho passato tempo bellissimo con voi, e per questo vi ringrazio.

Domenica 27 Marzo 2005: Missing



Il nuovo disco di Beck, Guero (Geffen), ci ho messo un po' per capire se mi piace. Non è un brutto disco, ma molto "già sentito". Contiene però una traccia bellissima, costruita attorno a un campionamento di un brano scritto da Vinicius De Moraes e Carlos Eduardo Lyra. Si intitola Missing e dice tra l'altro:

"I prayed Heaven today
would bring its hammer down on me
and pound you out of my head
I can't think with you in it

something always takes the place
of missing pieces
you can take and put together even though
you know there's always something missing

I'm walking along with my boots full of rocks
I can't believe these tears were mine
I'll give them to you to put away in a box

something always takes the place of
missing pieces you can take and put
together even though
you know there's something missing

something always missing always
someone missing something".

http://www.beck.com/

Domenica 27 Marzo 2005: Prospettive Musicali

Ancora una volta Gnop è stato più veloce di me! Ecco comunque la scaletta di Prospettive Musicali di Domenica scorsa, che era il 20 Marzo 2005:

  1. ANTONY & THE JOHNSONS Hope there's someone (da I am a bird now, Secretly Canadian 2005)
  2. KAISER CHIEFS Everyday I love you less and less (da Employment, B-Unique 2005)
  3. KAISER CHIEFS I predict a riot (da Employment, B-Unique 2005)
  4. BRIGHT EYES Arc of time (da Digital ash in a digital urn, Saddle Creek 2005)
  5. BRIGHT EYES Old soul song (da I'm awake, it's morning, Saddle Creek 2005)
  6. AZURE RAY The Devil's feet (da Hold on love, Saddle Creek 2003)
  7. BRIGHT EYES Down in a rabbit hole (da Digital ash in a digital urn, Saddle Creek 2005)
  8. LAURA VEIRS Up the river (da The triumphs and travails of orphan Mae, Raven Marching Band 2001)
  9. EYVIND KANG I am the dead (da Virginal coordinates, Ipecac 2004)
  10. FANTOMAS Experiment in terror (da The director's cut, Ipecac 2001)
  11. LAURA VEIRS Blue ink (da The triumphs and travails of orphan Mae, Raven Marching Band 2001)
Tutti i link sono accessibili dalla pagina web di Prospettive Musicali: http://www.radiopopolare.it/html/trasmiss/prospettive/2005/20050320.htm.

giovedì 17 marzo 2005

Giovedi' 17 Marzo 2005: la stagione delle anatre

Un paio di sere fa sono stato a vedere "Duck season", opera prima di un regista messicano che si chiama Fernando Eimbcke. Non e' un capolavoro, ma e' una storia molto divertente, che fa sorridere e pensare. Tutto molto minimalista, in bianco e nero, a bassissimo budget, come piace a me.

Giovedi' 17 Marzo 2005: catene

Qualche mattina fa passando da Brixton sono stato a Photofusion. Ha appena aperto una mostra di Chien Chi Chang, un fotografo taiwanese dell'agenzia Magnum.

Il tema della mostra sono i legami. Che a volte possono trasformarsi in catene. Si vedono dei prigionieri, come rappresentazione di ben altre relazioni: coppie, madre-figlio, rapporto con il lavoro, legami con le proprie abitudini.

E' una mostra davvero impressionante.

La trovate qui: http://www.photofusion.org/home/home_redirect.html.

Giovedi' 17 Marzo 2005: aggiornamenti

Nei prossimi giorni aggiornero' il blog, ma con meno frequenza del solito.

Giovedi' 17 Marzo 2005: misteri

All'aspetto misterioso dell'amore sono state dedicate canzoni bellissime. Eccone due (grazie di cuore a chi mi ha mandato uno dei testi e mi ha dato l'idea per questo post).

MYSTERIES OF LOVE - Julee Cruise Composed by David Lynch and Angelo Badalamenti

Sometimes a wind blows
and you and I float in love
and kiss forever
in a darkness

and the mysteries of love
come clear
and dance in light
in you in me
and show that we are Love

Sometimes a wind blows
and the mysteries of Love come clear.

MYSTERIES - Beth Gibbons & Rustin' Man from the album 'Out Of Season'

God knows how I adore life
When the wind turns on the shores lies another day
I cannot ask for more

And when the time bell blows my heart
and I have scored a better day
Well nobody made this war of mine

And the moments that I enjoy
A place of love and mystery
I'll be there anytime

Oh mysteries of love where war is no more
I'll be there anytime

And when the time bell blows my heart
and I have scored a better day
Well nobody made this war of mine

And the moments that I enjoy
A place of love and mystery
I'll be there anytime

Mysteries of love where war is no more
I'll be there anytime.

mercoledì 16 marzo 2005

Giovedi' 17 Marzo 2005: Ray Lamontagne


RayLamontagne Posted by Hello

Non so quando Ray Lamontagne suonera' in Italia, ma non perdetelo assolutamente se potete. Ray ha un carisma stratosferico e qui a Londra ha suonato allo Scala di King's Cross, per l'occasione silenziosissimo. Era accompagnato da un sestetto d'archi e da una batteria spesso suonata con le spazzole.

E se proprio non riuscite a vederlo dal vivo, cercate il suo capolavoro Trouble (Echo, 2004).

Nel sito di Ray trovate alcune tracce dal disco. Ascoltate Shelter, nella versione del disco: http://www.raylamontagne.com/.

Buon ascolto!

lunedì 14 marzo 2005

Lunedi' 14 Marzo 2005: Prospettive Musicali



Domenica prossima tocca a me.

Non so ancora cosa trasmettero'. Immagino qualcosa di Antony and the Johnsons, di Bright Eyes, di Laura Veirs. A volte penso che siano i dischi a scegliersi da soli per Prospettive Musicali.

Un album che non so se passare e' l'esordio dei Kaiser Chiefs. L'ho ascoltato parecchio, ma forse non e' molto da Prospettive Musicali. Li conoscete? L'album si intitola "Employment" e l'etichetta e' la B-Unique. Loro ricordano parecchio gli XTC e i primi Blur. Sono molto "festival friendly" e immagino che quest'Estate non si ascoltera' altro qui a Londra.

Eppure, per usare un'espressione non mia, "in questo periodo sono sintonizzato su un'altra radio".

Mi piacciono la lacerante emotivita' di Antony, la nostalgia malinconica di Matt Ward, le piccole cose di ogni giorno cantate con semplicita' da Laura Veirs.

I Kaiser Chiefs sono bravi, ma hanno davvero poco a che fare con queste giornate, con queste atmosfere, con questi colori.

http://www.kaiserchiefs.co.uk/

Lunedi' 14 Marzo 2005: contemplazioni

Mi e' capitato due volte in una settimana.

La prima volta Domenica scorsa, verso la fine del pomeriggio, mezz'ora prima della chiusura della National Gallery. Mi sono trovato da solo, in sale deserte, davanti a due capolavori di Caravaggio, "La cena di Emmaus" (proprio quella che di solito e' a Brera) e "L'adorazione dei pastori". Nel silenzio, davanti a quei volti scavati dal tempo, ospitati in sale buie. Un'esperienza emotivamente fortissima.

E poi Venerdi' sera, a una private view alla Tate Britain. In questo caso i quadri erano di Monet, un "Tramonto sulla Senna" e tre "Mattina sulla Senna vicino a Giverny". Mi avvicinavo a studiare le pennellate, poi mi allontanavo a guardare la composizione, poi ancora di piu' a contemplare i quadri presi nel loro insieme.

E attorno a me c'era solo silenzio, forse un altro visitatore che passava senza provocare distrazione.

All'uscita un ragazzo orientale mi si e' avvicinato e ha detto: "Ti ho visto molto assorto davanti a quei Monet. Spero che tu ti renda conto della fortuna che abbiamo avuto a contemplare quei capolavori nel silenzio di quelle sale: quante volte puo' capitare una fortuna simile?".

Lunedi' 14 Marzo 2005: un po' di film che ho visto recentemente

Ho amato molto "Tropical malady" di Apichatpong Weerasethakul, l'enigma che il film contiene, la possibilita' di leggerlo in molti modi. Tutto quel silenzio, l'atmosfera sospesa della foresta.

Mi e' piaciuto "Life is a miracle" di Emir Kusturica. La storia d'amore, il baccano continuo, quel villaggio fuori dal tempo, lacerato dalla guerra. Il linguaggio sempre sopra le righe. Quel finale che e' un'affermazione di vita.

Non mi e' piaciuto affatto "Nine songs" di Michael Winterbottom. Confuso, gelido, slegato, come ha detto Marco "pointless". Dopo "In this world", cosi' commovente e intenso, una grossa delusione.

venerdì 11 marzo 2005

Venerdi' 11 Marzo 2005: Antony

Ecco cosa dice il Guardian di "I am a bird now" di Antony & the Johnsons, che qui esce oggi:

It sounds like hard work: an album by a man who sings like a woman, which deconstructs gender and jumps back and forth over the fault-line between performance art and commercial music. But the truth lies in the title. Along with the broad themes of transformation and freedom comes a knowing wink.

Antony, a UK-born, US-raised cabaret artist, is gifted with a vibrato voice - think Nina Simone, Billie Holiday - that sighs with sincerity and the lyrical prowess to make the profoundly personal both accessible and ambiguous. The haunting My Lady Story could be about spirituality, femininity or identity; Spiralling might be a delicious sensation or a dreaded malaise.

Famous friends put in appearances - Lou Reed on guitar, Rufus Wainwright on vocals - but this is Antony's show. Majestic while confronting his mortal fears on the gospel-hued Hope There's Someone, childlike and life-affirming on For Today I Am a Boy, he is never less than a class act.

Venerdi' 11 Marzo 2005: Gabriel

Mi fa troppo piacere quando posso pubblicare nel blog qualcosa di prezioso che ho ricevuto in un'e-mail. Come in questo caso. Un grazie di cuore a chi mi ha mandato questo regalo.

"C'era una stella sola e limpida nel cielo colore di rose, un battello lanciò un addio sconsolato, e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati".
- GABRIEL GARCIA MARQUEZ

Venerdi' 11 Marzo 2005: Eric

"La natura anodina di un personaggio, che e' anche una forma di seduzione, rimanda ai miei gusti. Amo figure che siano fragili, e per questo anche pericolose".
- ERIC ROHMER

mercoledì 9 marzo 2005

Mercoledi' 9 Marzo 2005: due brani

Da stamattina sto ascoltando due brani: "Hope there's someone" di Antony & the Johnsons e "Shelter" di Ray Lamontagne. Mi bastano per attraversare senza troppi danni questa grigia giornata londinese.

martedì 8 marzo 2005

Martedi' 8 Marzo 2005: autoguarigione

"Tolstoj, da vecchio, credeva di dovere risolvere tutti i problemi dell'esistenza. Cechov credeva che questi problemi potessero solo essere sollevati, non risolti, almeno se ti muovi da artista. Forse come uomo puoi agire fattivamente nel mondo; e Cechov lo faceva. Come scrittore, pero', lo scetticismo e' preferibile a posizioni didattiche o avvocatesche che apparentemente ordinano tutto, ma che in realta' servono solo a creare isolamento. Soluzioni politiche o spirituali restituiscono un mondo meno interessante. Piuttosto che ricordarti della sua stupefacente stranezza, lo appiattiscono.

Alla fine c'e' un solo soggetto per un artista. Qual e' la natura dell'esperienza umana? Cosa significa essere vivi, soffrire, provare sentimenti? Cosa significa amare o avere bisogno di un'altra persona? Fino a che punto possiamo conoscere gli altri? O noi stessi? In altre parole, cosa significa essere un essere umano? Sono domande a cui non si puo' dare una risposta soddisfacente, ma devono essere poste in continuazione da ciascuna generazione e da ciascuna persona.

[...]

Scrivere significa farsi trascinare una seconda volta dall'esperienza; significa anche assaporarla. In una ripetizione di questo tipo c'e' il tempo di gustare la vita in tutta la sua complessita' e impegnarsi in essa.

L'esperienza non si ferma. Se l'io viene formato in parte dai colpi, dalle ferite e dai segni inferti dal mondo, allora la scrittura e' una sorta di auto-guarigione".

- HANIF KUREISHI Da dove vengono le storie?

lunedì 7 marzo 2005

Lunedi' 7 Marzo 2005: Somersault

Heidi ha sedici anni. Fugge da casa per un dissidio con la madre e cerca rifugio in una localita' sciistica del New South Wales. Riceve ospitalita' in un motel, trova un lavoro in una stazione di servizio. Si innamora, contraccambiata, di Joe.

Sono stati fatti paragoni con le fotografie di Nan Goldin per questo film australiano, opera prima di una regista che si chiama Cate Shortland. E' stato presentato all'Australian Film Festival, al Barbican, nel fine settimana. I guanti rossi di Heidi non si possono dimenticare facilmente. E cosi' la musica dei Decoder Ring, che ricorda Sigur Ros e Mum. Se vi capita di incrociarlo in qualche festival non perdetelo.

http://www.barbican.org.uk/australianfilm/films/somersault-talk.htm

Lunedi' 7 Marzo 2005: here comes the sun

"THERE was a roaring in the wind all night;
The rain came heavily and fell in floods;
But now the sun is rising calm and bright;
The birds are singing in the distant woods;
Over his own sweet voice the Stock-dove broods;
The Jay makes answer as the Magpie chatters;
And all the air is filled with pleasant noise of waters.

All things that love the sun are out of doors;
The sky rejoices in the morning's birth;
The grass is bright with rain-drops;--on the moors
The hare is running races in her mirth;
And with her feet she from the plashy earth
Raises a mist, that, glittering in the sun,
Runs with her all the way, wherever she doth run"

- WILLIAM WORDSWORTH Resolution and independence

Lunedi' 7 Dicembre: come sono sopravvissuto a un altro Inverno

“At least I have this old guitar
to get me through December”
- LAURA VEIRS Through December

Questo e’ un parziale elenco di cose che mi hanno aiutato a sopravvivere all’Inverno:

1) “Faces in the crowd” Whitechapel Gallery. Centotrent’anni riassunti magnificamente. Evoluzione del concetto di modernita’. Una storia della societa’ letta attraverso lo sguardo degli artisti che quell’idea hanno contribuito a trasformarla

2) MARLENE DUMAS Frith Street Gallery. Una mostra piccola ma indimenticabile. Ritratti femminili intensissimi distribuiti sui due piani di questa quasi invisibile galleria di Soho

3) CURE Three imaginary boys (Fiction). Poco prima di Natale sono andato a riascoltare “10:15 Saturday night”, “Grinding halt” e tutti gli altri capolavori pop del primo album dei Cure e me ne sono inamorato ancora una volta

4) BRIGHT EYES I’m wide awake, it’s morning/ Digital ash in a digital urn (Saddle Creek). Due album diversissimi e complementari, da alternare a seconda dell’umore e del tempo

5) ALEXANDER PAYNE Sideways. Road movie imperdibile. Paul Giamatti eroe perdente, in un film che riprende lo spirito del miglior cinema indipendente americano

6) RILO KILEY More adventurous (Brute Beaute). Piccolo gioiello pop da parte di questo quartetto californiano, tra Belle & Sebastian e Bright Eyes. Passato inosservato, ed e’ un peccato

7) ANTOINE DE SAINT-EXUPERY Il piccolo principe (Bompiani). In Gennaio ho avuto un po’ di problemi di salute, prima l’influenza e poi le coliche. Avevo bisogno di un libro che mi distraesse, e rileggere “Il piccolo principe” mi ha commosso come la prima volta che lo lessi

8) MATT WARD Transistor radio (Matador). Dedicato alle ultime radio indipendenti. Con una cover di Brian Wilson e, in chiusura di “Here comes the Sun again”, un omaggio a George Harrison

9) LAURA VEIRS The triumphs and tribulations of orphan Mae (Raven Marching Band). Ristampa europea del suo secondo album. Tra Gillian Welch e la prima Suzanne Vega.

Lunedi' 7 Marzo 2005: con te

La gioia purtroppo e' durata pochissimo.

Stamattina ho trovato la mail di un caro amico (e per me un maestro di vita) che vi ricopio perche' esprime bene quello che anch'io penso:

"Non credo che nei suoi 30 giorni di prigionia Giuliana possa avere avuto accesso - tramite i suoi rapitori - ad informazioni "pericolose" per gli americani.
Credo piuttosto che il comando americano sia in profondo disaccordo con la strategia di gestione dei sequestri seguita sino ad oggi dal governo italiano ovvero con il pagamento di consistenti riscatti ai rapitori. Si calcola che nei tre riscatti sin qui pagati - per le tre "body guards", per le due Simone e per Giluliana Sgrena - siano stati versati tra i 15 e i 20 milioni di dollari. Sono soldi che - agli occhi degli americani - rappresentano un illecito finanziamento alla guerriglia e al terrorismo.

Nicola Calipari era l'uomo chiave di questa strategia, colui che per tre volte è riuscito a individuare i canali giusti e a liberare i sequestrati pagando un riscatto ai rapitori. Non solo. In tutte e tre le vicende Calipari si è mosso in piena autonomia senza rispettare le catena di comando che anche gli uomini dei servizi dovrebbero rispettare in Iraq.
Credo dunque che l'obiettivo dell'attacco americano fosse proprio quello di eliminare Calipari e - in secondo luogo - dare un preciso avvertimento al governo italiano. Sarà interessante vedere se questo aprirà qualche crepa nel fronte fin qui compatto del nostro Governo. Non mi faccio eccessive illusioni ma è possibile che sull'onda dell'emozione e dell'indignazione prodotta da questo assassinio qualcuno finalmente parli".

L'unica cosa che mi trova in disaccordo e' l'ultima considerazione. Credo che il mio amico, che pure e' un collaboratore di Prodi, sottovaluti il legame di dipendenza dell'Italia dall'impero americano. Per il resto, sulla base dei giornali italiani che sono riuscito a recuperare qui, penso che abbia ragione.

venerdì 4 marzo 2005

Venerdi' 4 Marzo 2005: Giuliana libera!!!

La notizia mi e' arrivata con una mail che diceva:

"Giuliana Sgrena è stata liberata!
hanno appena dato la conferma alla radio.
mi viene quasi da piangere....
ciao Fabio
una bella notizia!".

Sono andato nel sito del Mani e ho provato a chiamarli. Il sito e' pressoche' bloccato e il telefono era occupato. Poi sono riuscito a parlare con loro. La persona che mi ha risposto, nel trambusto della redazione mi ha detto grazie, grazie di tutto e poi ci siamo messi entrambi a piangere.

Venerdi' 4 Marzo 2005: Benjamin

"My only goal is to encourage people to think for themselves"
- BENJAMIN ZEPHANIAH

Benjamin Zephaniah e' una vecchia conoscenza di London Calling. Credo che nessuno si ricordi, ma quando l'anno scorso rifiuto' un OBE (onoreficenza molto ambita qui in Inghilterra) ne parlammo nella versione radiofonica di questo blog.

In un'intervista sul Guardian di oggi, parla del suo modo di reclutare musicisti (dando loro da leggere un libro di Noam Chomsky), dell'essere vegan, di Matthew Herbert.

L'intervista la trovate qui:

http://www.guardian.co.uk/arts/homeentertainment/story/0,,1429493,00.html.

Venerdi' 4 Marzo 2005: anything can be

Mi ha scritto Katie Marie e mi ha mandato una bella poesia che il suo amico Niels le ha lasciato nella sua copia di "Il piccolo principe":

Listen to the musn'ts child.
Listen to the don'ts.
Listen to the shouldn'ts
The impossible the won'ts
Listen to the never haves.
Then Listen close to me.
Anything can happen child.
Anything can be.

La poesia e' di Shel Silverstein, e mi sembra un bel modo per iniziare il fine settimana.

Venerdi' 4 Marzo 2005: Michael Stipe

Oggi Michael Stipe compirebbe 27 anni. Decisamente troppi per un cane. Michael Stipe era il nome che diedi al cane lupo con il quale sono cresciuto. Mio padre l'aveva chiamata Mirka. Non ho mai capito perche', ma l'universo di mio padre contempla solo 2 nomi per i cani che ha avuto, Wolf per i maschi e Mirka per le femmine. Con il risultato che ogni volta che ricorda Wolf non si capisce se sta parlando si un cane che aveva la sua famiglia negli anni '40 o di Wolf quello che ho conosciuto anch'io negli anni'70.

I cani sono fatti in questo modo, nella famiglia si scelgono il componente che a loro sta piu' simpatico. Sono i cani di tutta la famiglia, ma in realta' loro amano un componente piu' di tutti gli altri. E Mirka aveva scelto me. In tutte le foto di quegli anni lei c'e', eravamo sempre insieme. Abbiamo passato tanti pomeriggi sui libri insieme che le ho dedicato la mia tesi di laurea come piccolo ringraziamento per la sua pazienza.

Pero' a me quel nome non piaceva e prima lo storpiai in Miki e poi, dopo l'uscita di Murmur, in Michael Stipe. E sono sicuro che a lei quel nome piaceva perche' glielo diedi io, era il nostro modo di riconoscerci.

Mi sembrava bello ricordare il suo compleanno nel mio blog.

mercoledì 2 marzo 2005

Mercoledi' 2 Marzo 2005: vegetariani

Mi piaceva vedere i vegetariani che lavoravano insieme, anche se si chiamavano a vicenda "compagno". Mi piaceva restare fino a tardi e bere con loro, anche se bevevano vino organico. E quando riusciva a convincerli a smetterla con Nashville Skyline, Simon, l'avvocato radicale dai capelli corti, metteva Charlie Mingus e la Mahavishnu Orchestra. Mi fece conoscere il jazz che mi piaceva, dato che, a voler essere onesti, la nuova musica che sentivo in giro mi annoiava a morte.
Quando eravamo tutti insieme loro discutevano su come costruire una societa' piu' giusta. Io non dicevo nulla per paura di fare la figura dello stupido, ma sentivo che esprimevano verita' sacrosante. A differenza del gruppo di Terry questi ragazzi non cercavano il potere. Il problema, diceva Simon, non era tanto rovesciare i potenti attuali, quanto distruggere il principio stesso di potere.

- HANIF KUREISHI Il Budda delle periferie

http://www.ilportoritrovato.net/html/bibliokureishi1a.html

Mercoledi' 2 Marzo 2005: Laura Veirs


The triumphs & travails of orphan Mae Posted by Hello

Un concerto delizioso. Alla Purcell Room, che dopo la chiusura della Union Chapel e' diventato il miglior luogo a Londra dove ascoltare musica acustica, con tutto quel legno di ciliegio che avvolge un pubblico attento e silenzioso. Scherzando con Laura le dicevo che ho scoperto il segreto della sua musica: il fatto che vive una parte dell'anno alle San Juan Islands. Ricordo quelle isole con affetto. Il periodo che trascorsi ormai parecchi anni fa in un ufficio postale occupato da una comunita' di hippies. Le camminate sulla montagna, la vista dall'alto di Seattle e Vancouver nelle giornate terse. I passaggi sul retro dei pick-ups, con il vento nei capelli e tutto quel senso di liberta' che ora ho finalmente ritrovato nei dischi di Laura.

Ascoltate i suoi dischi, sono meravigliosi. Soprattutto "Carbon glacier" e "The triumphs and travails of orphan Mae", pubblicato nel 2001 da Raven Marching Band, ora ristampato su Bella Union e finalmente disponibile facilmente. Ascoltate "Rapture", cosi' bella con i suoi riferimenti a Monet e al giardino di Giverny che e' stata recentemente ripresa da un coro di bambini francesi. Ascoltate la poesia delicata di "Up the river" e di "Blue ink", il moderno folk urbano di "John Henry lives". Visitate il sito di Laura: http://www.lauraveirs.com.

martedì 1 marzo 2005

Mercoledi' 2 Marzo 2005: Mum/ Hood

Nevicava a Shepherd's Bush un paio di sere fa. Marciapiedi lerci di cartacce bagnate, colori forti delle insegne, pushers ad ogni angolo, odori di cibo etnico, pozzanghere. Passi frettolosi fino allo Shepherd's Bush Empire. Gli Hood li ricordo in un concerto minimo al minuscolo e leggendario Arts Cafe' e questa volta non mi sono sembrati irresistibili. La loro svolta elettronica li ha ancorati al suolo, la loro musica non trascina piu' come prima.

I Mum invece sono stati bravissimi come sempre. Il loro suono diventa anno dopo anno piu' oscuro e difficile. Chiede pazienza e capacita' di concentrazione. "Summer make good" evoca mari tempestosi, che sono quelli dell'anima. Sono mari nei quali navigare non e' semplice e richiede maestria. E a volte ci si perde, come sembrano suggerire i suoni nebbiosi di "Hu Hviss" e "Abandoned Ship Bells". Qualche volta pero' si incontrano isole tranquille sulle quali fermarsi a riposare. Isole dalla cui vetta una radio di montagna trasmette musica di rara bellezza.

http://www.noisedfisk.com/mumweb/