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Osservazioni e ascolti

domenica 26 giugno 2005

Amo la radio...

Le chiacchiere sui riti celti con Nostrini, che si è seduto qui a parlare con me dopo "La sacca".

Poi Tommaso che non vedevo da mesi e mi ha detto che presto verrà a Londra.

Scritta la scaletta della puntata, da mandare a Gnop.

E ora sono solo, in redazione, in attesa di andare in onda.

Fa caldo qui in redazione.

Non vedo l'ora di aprire con "Eight miles high".

La prima puntata dopo molte settimane non è mai facile.

Ho sempre paura di sbagliare qualcosa, il mixer mi fa ancora più paura del microfono.

Ma è bello trasmettere, e quando sono in studio, con le luci spente e solo una lampada puntata sul banco di regia, sono felice di essere proprio lì, di poter comunicare con tanti ascoltatori.

Sarà una puntata strana, con tanti salti logici, come piace a me.

Per chi sta ascoltando, spero davvero vi piacciano le mie selezioni e di sapervi tenervi compagnia in questa appiccicosa serata estiva.

venerdì 24 giugno 2005

Tramonto londinese


Posted by Hello

Qualcuno ha definito inguardabile la copertina di Marquee Moon, che invece a me piace molto... Va meglio questa foto scattata ieri sera scendendo dalla metropolitana a Stamford Brook? Tramonto elettrico, ed erano passate le 10 di sera...

Qualcuno mi ha scritto:

"Atmosfera tranquilla di provincia molto affascinante, rilassante:
gentilezza, calma, serenità. Magari sognano di venire a Milano per la
moda…sigh.
Mi piace molto fare lo zingaro solitario.
A volte però mi sento molto solo".

Qualcuno (Martha Wainwright) ha detto:

"I have trouble identifying with people around me, because my life has a strange structure and I think I can identify more with characters in books".

Qualcuno (DJ Shadow) ha dichiarato a un giornalista:

"I live in America, which is basically Nazi Germany all over again, so I'm trying to channel that rage. I'm surrounded by garbage, and I need to get it out of my system".

Tutte frasi che sono risuonate forti e chiare dentro di me. Perche' anch'io a volte mi sento solo (e anch'io amo fare lo zingaro solitario), anch'io molte volte non riesco a relazionarmi alle persone attorno a me, e anch'io sento spesso la necessita' di espellere dal mio sistema acuminati frammenti di realta'.

Vi lascio con queste frasi raccolte negli ultimi giorni, perche' per un paio di settimane il blog sara' aggiornato molto saltuariamente.

Ma ci sentiamo alla radio, promesso. Domenica 26 Giugno, 3 Luglio e 10 Luglio, alle 22.35, Radio Popolare, 107.6.

martedì 21 giugno 2005

Television

"I remember
how the darkness doubled
I recall
lightning struck itself.
I was listening
listening to the rain
I was hearing
hearing something else".

(TOM VERLAINE Marquee moon)

Il punk newyorkese e' quanto di piu' vicino alla poesia la musica abbia saputo esprimere.

Personalita' come Tom Verlaine, Patti Smith, Richard Hell, David Byrne, Arto Lindsay verso la meta' degli anni settanta avevano individuato il punto d'incontro ideale tra rock e poesia simbolista, tra suoni e letteratura.

Tra un libro di Jim Carroll e un disco dei Television c'e' solo una differenza di linguaggio, ma e' una differenza puramente formale.

In quegli anni irripetibili, arrivavano a New York da ogni parte degli Stati Uniti giovani con un ideale di ricerca che non era solo musicale, non era solo letteraria.

Era prima di ogni altra cosa esistenziale.

In quel periodo nacquero capolavori: "Marquee Moon", "Horses", l'inno "Blank generation", il primo disco dei Ramones.

I volti consumati dall'insonnia, spigolosi, segnati, di Patti, Tom, David, Arto stanno a ricordare una rivoluzione che partiva dal CBGB's e raggiungeva ogni parte del mondo.

Persino la mia cameretta in un appartamento di Voghera, ad anni luce dalla Bowery.

Quei dischi li ascolto ancora oggi. Sono un punto di arrivo.

E non importa se ieri i Television non hanno brillato, terminando il concerto alla Queen Elizabeth Hall con una versione terribile e troncata di "Psychotic reaction", saltando a pie' pari "Little Johnny Jewel", forse prevista come encore che non e' mai stato richiesto.

Gli accordi miracolosi di Marquee Moon sono stati un tuffo al cuore, ancora una volta.

Sempre e per sempre.

domenica 19 giugno 2005

Colori


Posted by Hello

L'Estate e' arrivata all'improvviso a Londra.

Al punto che un po' mi ha preso alla sprovvista, con tutto questo Sole, questo caldo, questi colori forti.

Per vincere lo spleen del quale parlavo Venerdi' ho deciso di immergermi completamente, di abbandonarmi alla liberta' dei colori, di vederli come fosse la prima volta, di spruzzarli nella mia mente.

I colori di Klein, Kapoor, Flavin, al Barbican. I colori dei fiori, che ho fotografato incessantemente per due giorni. I colori caldi della musica di Chris Hillman che continua a essere la mia colonna sonora di questa estate 2005.

Pero' non ha funzionato completamente. I colori piu' belli del fine settimana sono stati quelli di un film in bianco e nero, "L'eclisse" di Antonioni.

Non mi capita cosi' spesso che un film sappia risuonare dentro di me con tanta forza. "L'eclisse", con la sua storia d'amore tra Vittoria (Monica Vitti, giovane e bellissima) e Piero (Alain Delon, fascinosissimo), con le sue parole misurate, con il suo distacco dal mondo - che non si sa se interpretare come serena saggezza o ultimo stadio della nevrosi contemporanea - mi ha coinvolto e emozionato come da mesi non mi succedeva al cinema.

Antonioni si conferma il mio regista preferito e "L'eclisse" un capolavoro all'altezza di "Blow up" e "Zabriskie Point".

Una poesia con un finale raggelante. Il mondo come non l'avevamo mai conosciuto. Una storia d'amore tutta vissuta nel presente. Domande alle quali il film ci chiede di dare una risposta. Una cascata di colori in bianco e nero. Magnifico.


Posted by Hello

giovedì 16 giugno 2005

Tift


Posted by Hello

Non riesco a ritrovarmi in questo periodo.

Tutto va a pezzi.

Avrei bisogno di fermarmi, riposare, ma non posso.

Avrei bisogno di pensare, capire.

Ma non c'e' tempo, non c'e' mai tempo.

Ascolto Tift Merritt, e mi preparo per giorni migliori.

Sento che arriveranno, non possono essere lontani.

martedì 14 giugno 2005

Hank



Adesso a pensarci sembrano davvero days of wine and roses, ma forse neanche quelli lo erano.

Ci ho pensato Domenica mattina. Hank Williams che gira nel mio lettore. Le note, struggenti, di "I'm so lonesome I could cry".

Ricordi che si affollano nella mente.

"I'm so lonesome I could cry" la conobbi nella versione punk indimenticabile che ne fecero Jason & the Nashville Scorchers, commovente omaggio al padre della country music.

Poi mi procurai l'originale. La sentivo a Breno, nell'anno del servizio civile.

La finestra della mia camera si affacciava sulla vallata. Vedevo la ferrovia da quella finestra, e nelle sere d'Inverno, appena dopo il passaggio dell'ultimo treno, ascoltavo quella lacerante canzone.

Il fischio del treno portato dal vento. La Luna tra le nuvole.

E soprattutto quei quattro versi che da soli esprimevano tutto quello che sentivo:

"The silence of a falling star
Lights up a purple sky
And as I wonder where you are
I’m so lonesome I could cry".
Non erano days of wine and roses, ma non vorrei per nessuna ragione al mondo non averli vissuti.

lunedì 13 giugno 2005

Chris part 2


Posted by Hello

Potrei mettermi a fare dei commenti freddi e tecnici su ieri sera. Raccontare che nel silenzio del Bloomsbury Theatre Chris Hillman ha suonato "Eight miles high", "Turn turn turn", "Mr. tambourine man", che ha chiuso la prima parte del concerto con una versione spaventosamente bella di "It doesn't matter" (che scrisse, lo ricordo, insieme a Stephen Stills).

Invece ieri sera la ricordero' per lo sguardo di Chris appoggiato al palco dopo il concerto, quando ci ha guardato negli occhi e ci ha detto "Thank you for coming" e poi, stringendoci le mani, "I appreciate it".

Un gigante della musica come Chris Hillman che, con sguardo sincero, ringrazia dopo aver donato emozioni irripetibili.

Siamo usciti commossi Marco e io. Per la sua musica, ma soprattutto per la sua emozionante umanita', semplicita', purezza d'animo.

Un artista di enorme sensibilita', un uomo con il cuore al posto giusto.

Il professor Keating


Posted by Hello

Ieri nel tardo pomeriggio sono stato al Freud con Francesca, Aimee, Ilaria e Marco.

Stamattina ho riletto queste parole del professor Keating ("L'attimo fuggente", ricordate?) e le vorrei dedicare a loro:

"Non leggiamo e scriviamo poesie perché è divertente: leggiamo e scriviamo poesie perché apparteniamo alla razza umana; e la razza umana è piena di passione. La medicina, il diritto, l'economia e l'ingegneria sono nobili occupazioni, necessarie alla sopravvivenza; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, queste sono le cose per cui vale davvero la pena vivere".


Posted by Hello

Le foto di questo post sono stills di un video di Saskia Olde Wolbers, proiettato in questi giorni alla South London Gallery


Posted by Hello

mercoledì 8 giugno 2005

Chris

.

Tempo che ritorna, ancora meglio di quello vissuto e perduto.
Tutto cosi' fragile, ma c'e' fascino nel dubbio e noia nelle certezze.
Forse dovrei difendermi, ma non mi risulta naturale.
Riparandoci da un possibile dolore si rischia di perdere grandi gioie.
Vedo bei colori, primavera, Sole, senza sapere se dureranno.
Ascolto "The other side" di Chris Hillman.
Drifting, tra stati d'animo che passano come candide nuvole.

lunedì 6 giugno 2005

Fine settimana


Posted by Hello

Venerdi' sera al Lyric: un sublime Matt Ward, in versione acustica (molto piu' John Fahey che su disco) ed elettrica (come non l'avevo mai sentito, a tratti il suo gruppo mi ha ricordato i Gun Club di "Fire of love"!).

Venerdi' sera a Mayfair: compleanno di Andrea, arrivo tardi e c'e' gia' un gran movimento, il meglio avviene in cucina e in coda per il bagno, dove si puo' parlare e si fanno begli incontri, la sala invece straripa di persone e suoni di quelli che a queste orecchie non piacciono per nulla.

Sabato mattina in giro per le librerie di Charing Cross Road e poi appuntamento con Enrico a Denmark Street. Visti negozi di chitarre strepitosi, se passate da queste parti fate un giretto a Vintage & Rare Guitars: chitarre d'annata ben disposte tra pareti di legno e kilim. Poi prendiamo due thali da Govinda, buonissimi.

Pomeriggio in giro per case, trovata una che mi piace proprio, ma per il momento meglio non dire altro.

Serata dalle parti di Charlotte Street. Prendiamo pizze e le mangiamo all'aperto, la notte londinese e' troppo mite per chiuderci da qualche parte.

Domenica pomeriggio dalle parti di Highbury, a vedere una mostra di avanguardie grafiche della prima meta' del '900 (Bauhaus, De Stijl, Costruttivisti...) alla Estorick Collection. Da troppo non tornavo in questo angolo tranquillo della citta'.

Cena da Nick, a Westbourne Grove. Nick che ci mostra i suoi ultimi video e, con orgoglio, le belle foto di Adam.

Pero' non so. Piu' ci penso e piu' mi rendo conto che c'e' stato qualcosa fuori posto in questo fine settimana. Un senso di aver corso molto, di essermi agitato tanto. Ma un po' per nulla. Questo bisogno di riempire ogni istante di tempo. Un'ansia di vivere, di accumulare esperienze che pero' (e qui mi fermo perche' sono riflessioni che stanno diventando un po' troppo personali).

giovedì 2 giugno 2005

La primavera


Posted by Hello

Ci sono stati suoni, parole, visioni che ho amato questa primavera.

I suoni li hanno forniti Laura Veirs, Antony & the Johnsons, Beck, Joanna Newsom, Eels, Ryan Adams & the Cardinals.

Le parole sono state quelle di "Storie di animali e altri viventi" di Alberto Asor Rosa.

Le visioni quelle di "Mean creek", di Verne Dawson, di Urs Fischer, e di questa foto di Billy:


Posted by Hello