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Osservazioni e ascolti

mercoledì 31 agosto 2005

E' una questione di qualità è una questione di qualità è una questione di qualità o una formalità non ricordo più bene una formalità


Ieri sera stavo entrando in metropolitana, a Blackfriars, per tornare a casa dopo la mia prima giornata di lavoro post-vacanze. Suona il telefono. E' Sinead, che mi dice che mi vuole parlare. Ci troviamo al South Bank, decidiamo di cenare da Wagamama, ci sediamo in uno dei tavoli all'aperto. A quel punto Sinead mi mostra con orgoglio l'anulare della mano sinistra sul quale brilla un anello di fidanzamento. Sinead l'ho vista l'ultima volta quindici giorni fa ed era single, ieri parlava di matrimonio, figli.

Stamattina mi e' arrivato un messaggio di Francesca, che mi invitava a pranzare insieme. Ha preso omelette con salmone per se' e un piatto vegetariano per me nella cafeteria del suo studio e poi siamo andati a sederci nel giardino di fianco alla cattedrale di San Paolo. Ha tirato fuori la macchina fotografica digitale e ha iniziato a farmi vedere le foto delle vacanze, in barca a vela in Sardegna. Mi ha parlato del suo nuovo fidanzato, Antonio, mi ha fatto vedere le sue foto.

Io sto bene in questo periodo, ma forse solo perche' non ricordo piu' cosa significa stare bene davvero.

Prospettive Musicali

Arrivo in radio con un po' di telefonate da fare. Vorrei chiamare Raffaella, Enrico, Cristina, Marco per salutarli prima di tornare a Londra. E invece mi viene chiesto di telefonare a un po' di numeri di New Orleans per raccogliere informazioni sull'arrivo dell'uragano. I numeri sono occupati o non rispondono. A un certo punto riesco a intervistare un'impiegata del comune un po' narcolettica. Il tempo intanto e' passato, e' ora di andare in onda. Se Raffaella, Enrico, Cristina, Marco e tutti gli altri amici che non sono riuscito a chiamare mi stanno leggendo, uso questo spazio per salutarli.

In questa puntata ho trasmesso:

1) BONNIE PRINCE BILLY I see a darkness, da I see a darkness (Domino, 1999)


2) LOW Two-step, da Secret name (Tugboat, 1999)


3) GILLIAN WELCH Revelator, da Time (the revelator) (Acony, 2001)


4) RYAN ADAMS To be young (is to be sad, is to be high) (Bloodshot, 2000)


5) WHITE STRIPES There's no home for you here, da Elephant (XL, 2003)


6) MERCURY REV The dark is rising, da All is dream (V2, 2001)


7) BECK Guess I'm doing fine, da Sea change (Geffen, 2002)

8) TOM WAITS Flower's grave, da Alice (Anti, 2002)

9) BRUCE SPRINGSTEEN Waiting on a sunny day, da The rising, Coumbia, 2002).


domenica 28 agosto 2005

La mia parabola preferita

"Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. [31]Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. [32]Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. [33]Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. [34]Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. [35]Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. [36]Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». [37]Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Và e anche tu fà lo stesso»".

E' sempre stata questa la mia parabola preferita. Da non perdere la personale interpretazione cinematografica di Kim Ki-Duk.

[Vorrei scrivere altro, ma Ivan mi ha chiesto di aiutarlo a preparare il GR delle 22.30 e non voglio comportarmi da sacerdote o levita].

Il mondo che vorrei

ROBERT DOISNEAU Le baisier de l'hotel de ville, Paris 1950

"Il mondo che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei potuto sentire bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei potuto trovare la tenerezza che speravo di ricevere".

Potrebbe essere anche il manifesto programmatico di London Calling no?

Another Sunday

Ecco cosa abbiamo ascoltato a Prospettive Musicali Domenica scorsa:

1) RICHARD THOMPSON Let it blow, da Front parlour ballads (Cooking Vinyl 2005)

2)
ROBERT WYATT Just a bit, da Cuckooland (Hannibal 2003)

3)
ROBERT WYATT Maryan, da Shleep (Hannibal 1997)

4)
VEDA HILLE Bedlam!, da Return of the kildeer (Ape 2005)

5)
ELIZABETH ANKA VAJAGIC With hopes lost, da Stand with the stillness of this day (Constellation 2003)

6)
ELIZABETH ANKA VAJAGIC The sky lay still, da VV. AA. Song of the silent land (Constellation 2004)

7)
VIVA VOCE Lesson no. 1, da The heat can melt your brain (Minty Fresh 2005)

8)
GILLIAN WELCH Revelator, da Time (the revelator) (Acony 2001).

domenica 21 agosto 2005

Prospettive Musicali (reprise)


E' già passata una settimana. Sono nella redazione giornalistica (la connessione del PC dei collaboratori nella redazione musicale non funziona). Per evitare di ascoltare una discussione tra Ivan e Massimo sulla teologia della liberazione (!) trascrivo la scaletta di Prospettive di sette giorni fa, che Gnop non ha ancora inserito nella nostra pagina:

1)
BJORK Ambergris march, da The music from drawingrestraint 9 (One Little Indian 2005)

2)
BJORK Venus as a boy, da Debut (One Little Indian1993)

3)
BJORK Hyper-ballad, da Post (One Little Indian1995)

4)
BJORK Bath, da The music from drawing restraint 9 (One Little Indian 2005)

5)
PETRA JEAN PHILLIPSON Oneday, da Notes on: love (Gronland 2005)

6)
PJ HARVEY Legs, da Rid of me (Island 1993)

7)
PJ HARVEY To bring you my love, da To bring you mylove (Island 1995)

8)
MARGIE JOSEPH Never can you been, da VV. AA.Cheatin' soul and the Southern dream of freedom (Trikont 2005)

9)
LITTLE ESTHER PHILLIPS Mojo Hannah, da VV. AA.Blues & soul power (Atlantic 2003)

10)
CONTOURS Just a little misunderstanding, da VV. AA. This is Northern soul! The Motown sound volume 1 (Motown 1966)

domenica 14 agosto 2005

Prospettive Musicali

Mi sono completamente dimenticato di annotare sul blog che condurrò le prossime tre puntate di Prospettive Musicali. Lo faccio adesso, mezz'ora prima di andare in onda, dalla redazione deserta. Siamo solo Ivan, che sta preparando il notiziario, e io, separati da una porta di vetro.

Ascolto Natasha che sta facendo uno speciale su Marianne Faithful. Nessuno ha detto che è una replica, così sono suonati surreali gli auguri di buona Pasqua a inizio trasmissione.

I programmi di questi giorni sono una pila di minidisc accatastati sulla scrivania di Ezio, messi nel lettore in sequenza dai pochi collaboratori della radio rimasti a Milano. Alcuni sono repliche di un anno fa, tanto chi se li ricorda.

Domani però tutti all'ex Paolo Pini per il party di Ferragosto della radio. Non so chi leggerà queste righe in tempo, ma se siete a Milano ci si vede al tavolo dei vegetariani, o a quello dei dolci, dalle 18 in poi.

E se leggete oggi o domani, buon Ferragosto.

London Calling è in vacanza, ci sentiamo tra una settimana.

venerdì 12 agosto 2005

London Calling tune # 5

VEDA HILLE Bedlam!, da Return of the kildeer (Ape 2005)

"Some nights I'm lonely
and every morning
I try to hide my disappointment
but it's the same
into each life must fall some rain"

Veda Hille non la conoscevo. Arriva da Vancouver (una delle mie citta' preferite) e ha inciso dieci album irreperibili fuori dal Canada. Poi e' stata scoperta dal divino Andy Partridge, che questa settimana ha pubblicato il suo nuovo lavoro sulla sua Ape Records. Disco pressoche' introvabile anche qui a Londra, vi avverto.

Diciotto acquerelli delicati, a meta' tra Joni Mitchell (i contenuti) e Laurie Anderson (la forma). Consiglio soprattutto Bedlam!, con questo titolo che contrasta con la sua atmosfera di pace acustica. Una carezza per la mente.

E sentite cosa dice Veda:

"And every morning
Just like the morning before
I am so glad to be here".

Adorabile colonna sonora per letture estive, pigramente sdraiati all'ombra del nostro albero preferito.

London Calling tune # 4

RICHARD THOMPSON Let it blow, da Frontparlour ballads (Cooking Vinyl 2005)

La borsa da viaggio gia' pronta di fianco a me, ma potrei lasciarvi senza almeno un paio di ascolti prima di partire per le vacanze?

Vacanze anche per London Calling che nelle prossime settimane verra' aggiornato molto saltuariamente. Si ritorna con nuove idee a Settembre.

A chi passa di qui, i migliori auguri di una buona estate!

"Let it blow, let it snow,
Let the mercury bubble and dive
Life's little traumas and courtroom dramas
Remind me I'm glad I'm alive"


Perche' le vacanze sono anche questo. Mettere in prospettiva piccoli traumi, inconsistenti drammi che quando siamo stanchi, presi da mille cose, ci sembrano insuperabili. Ricordarci che essere vivi e', semplicemente, una cosa bellissima.

lunedì 8 agosto 2005

Everybody loves the sunshine

E' da Sabato, quando sono arrivato in Regent's Park e Gilles Peterson stava suonando la sua "Everybody loves the sunshine", che non me la riesco a togliere dalla testa.

E' da ieri, quando ho visto il suo Yes che non riesco a dimenticare questa immagine. Comunica quiete conversazioni, un incontro preparato e desiderato, la nascita di un amore.

Credo che faccia piacere anche a voi soffermarvi su questo fotogramma, entrarci dentro, ricordare, immaginare.

[Questo blog e' nato per ospitare parole. Ma a volte le parole non bastano, non si trovano, o sono del tutto inutili].

sabato 6 agosto 2005

Da Londra Fabio Barbieri per Popolare Network (reprise)

PETER LANYON Thermal, 1960

Finisco di registrare la mia quarta corrispondenza da Londra per il GR di Popolare Network. Metto le cuffie e mi preparo ad ascoltare. Sento di dovermi migliorare, ho bisogno di capire cosa va messo a posto, in quello che scrivo e in come lo leggo.

Mi affascina, mi ha sempre affascinato, comunicare attraverso onde che attraversano l'aria.

"The air is a very definite world of activity as complex and demanding as the sea...".

[Post da leggere ascoltando la sua indimenticabile "Airwaves".

"Through the airwaves -
People never read the airwaves
Do we only feed the airwaves
Or stamp them out at street level?
Airwaves - the dampness of the wind
The airwaves - the tension of the skin
The airwaves I really should have seen through..."].

venerdì 5 agosto 2005

Ma perche' l'autobus non va?



Ci sono persone di una bellezza davvero sconvolgente. Oggi stavo saltando al volo sul 56 per andare a Islington, in comune, a dare un'occhiata ai piani edilizi attorno alla casa che sto comprando. Ho sentito chiamare il mio nome e c'era questa ragazza che mi sorrideva e mi salutava e, caspita, era cosi' bella, e se conosceva il mio nome dovevamo esserci visti da qualche parte, dovevamo esserci parlati, le devo aver detto "Io mi chiamo Fabio e tu?" prima di perdermi nei suoi occhi. E mi sono fermato a guardarla, le ho detto "Hi!" sperando che in qualche modo uno scatto d'orgoglio della mia mente mi permettesse in un microsecondo di ricordare dove quando perche' ci eravamo incontrati e di aggiungere a quell'"Hi!" il suo nome. Lei deve aver capito che stavo riavvolgendo alla massima velocita' il nastro magnetico della mia memoria degli ultimi anni, ma che proprio non mi ricordavo di lei, e ha detto "See you this Sunday at Noah's pic-nic" e cosi', con quell'indizio, mi sono ricordato che e' la ragazza spagnola che ora vive dove viveva Noah, e che avevo conosciuto al suo house warming.

Mentre tutto questo accadeva, sono rimasto con un piede sull'autobus e uno a terra, perche' improvvisamente avrei voluto che il 56 non fosse mai arrivato e che non partisse piu', e che tutti scendessero, e che i piani edilizi arrivassero loro con un altro 56 proveniente da Islington apposta per me, perche' io volevo restare li' tutto il pomeriggio. C'era questa temperatura ideale, il Sole, la tipa della quale per altro ho poi dovuto chiedere il nome a Noah perche' me l'ero completamente dimenticato (e non chiedetemi come ho fatto a dimenticarmelo perche' non lo so). Ero li' sorridente, con un piede a terra, che tenevo fermo l'autobus, osservato dall'autista e dagli altri passeggeri, che si domandavano perche' l'autobus stazionasse tanto a quella fermata dove di solito non sale e non scende nessuno.

mercoledì 3 agosto 2005

Geometrie interrotte

Ho davvero amato i personaggi di questo film. Il fratello Herman che arriva dal Brasile a rompere la geometrica fissita' della vita di Jacobo, Marta che va incontro alla trasformazione che aveva solo sognato. Tre personaggi in viaggio, un viaggio che cambiera' per sempre la vita di uno di loro. Mentre non scalfira' abitudini e tempi di chi al cambiamento preferisce una grigia routine, e le porte le chiude anche quando a bussare e' la dea bendata.

Whisky e' anche un film di ambienti: spettrali, impersonali, incolori. La vetusta fabbrica di calze con la seracinesca sempre abbassata. Il polveroso appartamento di Jacobo, condiviso con pile di scatoloni. L'hotel in riva al mare, vuoto per la bassa stagione.

Mi sono domandato quanto sono Jacobo, quanto sono Marta, senza trovare una risposta.

martedì 2 agosto 2005

Quest'anno non si puo' uscire di casa senza avere qualcosa di viola addosso

SANJA IVEKOVIC Double life, 1976

Sono attratto da cose semplici: camicie bianche, jeans che contengono viaggi, sandali, tagli di capelli naturali, pelle non truccata. La moda non la capisco, arriva a me come un inganno, l'invito a sostituire oggetti che porto con piacere perche' hanno una storia che insieme abbiamo condiviso. Tessuti e colori che indosso volentieri perche' conoscono le strade sulle quali abbiamo camminato, i volti che abbiamo salutato, la musica che abbiamo ascoltato.

Ricordo dove ho comprato ogni camicia, ogni paio di scarpe. Spesso in viaggio. Amo il mio maglione di alpaca trovato in un mercato di La Paz, il bel girocollo acquistato a Aran, i caldi guanti che comprai in Islanda, la camicia di lino regalata da un caro amico di ritorno dall'Irlanda, il cappello comprato a Bondi Beach, la tunica acqustata a Delhi.

I vestiti che indosso devono portare con se' ricordi: di luoghi, di persone, di momenti. Devono contenere sorrisi, paesaggi, musiche.

Altri suoi lavori li trovate qui.

Da Londra Fabio Barbieri per Popolare Network

Io lo dico, poi vedete voi se avete tempo e voglia di ascoltare. Ho appena registrato la mia prima corrispondenza giornalistica da Londra per il GR in network. Va in onda stasera durante il GR delle 19.30 (e forse stanotte in replica alle 00.30). Poi fatemi sapere se avete ascoltato e mandatemi consigli per questa nuova esperienza.

lunedì 1 agosto 2005

L'impossibile

MARLENE DUMAS Passion, 1994

Guardando questo quadro, Sabato sera qui, mi sono venuti in mente loro e anche questa cosa scritta da lui:

"La passione ci consacra alla sofferenza, giacché, in fondo, essa è la ricerca di un impossibile".

Non so se lo sto davvero cercando l'impossibile, o se invece mi limito a desiderarlo, ad aspettare che accada. Per non consacrarmi alla sofferenza evito grandi passioni, accetto doni di poco valore.

Gli amici ritrovati


Ieri dovevo vedere la mia amica Francesca a Coffee @ Goswell Road (che un caffe' delizioso pieno di te' e tisane organici, giornali, sofa' nei quali sprofondare, proprio di fianco alla casa che sto comprando) alle 4 del pomeriggio, ma sono arrivato in centro con un bell'anticipo. E cosi' ho deciso di passare un'ora qui.

Sono andato a trovare:
Cezanne
Bonnard
Hodgkin
Braque
Picasso
Duchamp
Warhol
Koons
Opie
Cragg
Landy
Collier
Taylor-Wood
Hirst
Head
Andre'
Craig-Martin.

Poi sono uscito, mentre in riva al fiume un busker stava cantando "The needle and the damage done".

Sono arrivato a Coffe @ Goswell Road e avevo ancora i brividi.