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martedì 24 gennaio 2006

Misery complaint self-pity injustice


Radio Rebelde chiama alla rivoluzione nello splendido "Soy Cuba", co-produzione sovietico-cubana, anno 1964, regista Mikheil Kalatozishvili. Quattro episodi che raccontano la Cuba di Batista, nella quale l'arroganza americana incontra lo sfruttamento capitalista delle classi subalterne. Splendido l'episodio nel quale si rappresenta la protesta studentesca, sapete quando vi batte forte il cuore e vi viene voglia di abbracciare i personaggi che vedete sullo schermo. Hasta la victoria companeros!

E poi vi segnalo questo oggetto misterioso. Si intitola "The truth", produzione inglese, regista al suo secondo lungometraggio, George Milton. Caspita, non so fin dove spingermi nel raccontarvi il film, in fondo meno sapete prima di entrare in sala meglio e'. E contemporaneamente penso a che possibilita' avete, realisticamente, di vedere un film inglese che a Londra e' stato distribuito per 2 settimane in un cinema minuscolo prima di scomparire nel nulla. Accenno solo a grandi linee al tema comunque: sette personaggi si trovano in una mansion sperduta nelle Highlands scozzesi, dove una self-help guru ha organizzato un seminario di una settimana intitolato "Adventures in truth". Unica regola delle sedute di auto-analisi: dire sempre la verita'. Risultato, beh, avete presente "Chips on my shoulder"? "Misery complaint self-pity injustice. Ecco cosi'. Cercatelo in DVD quando uscira' perche' e' davvero un film che ai lettori di London Calling dira' tante cose.

[Confesso: ho riascoltato il primo disco dei Soft Cell stamattina, facendo colazione a Coffee @ Goswell Road, una vecchia copia del CD che saltava - dovremo parlare del fascino dei CD che saltano, attuale versione dei fascinosi LP dalle copertine mangiate sui bordi di quando eravamo piccoli].

[Se invece leggete da Londra e volete andare a vedere "The truth" affrettatevi, perche' resta al Cineworld di Shaftesbury Avenue soltanto fino a domani sera e poi chissa'].

27 Comments:

Blogger PiB said...

I cd che saltano...mi piacciono perchè mi danno l'idea che hanno aquistato vita autonoma...emettono suoni/rumori che non sono nella traccia originale

mercoledì, 25 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

ti sento in forma..
Gli lp vanno bene per certi suoni anche moderni come i cd vanno bene per certi suoni passati..: i.e. gli Artic Monkeys li sentirei volentieri su LP..Per me i Soft Cell sono molto piu' da cd pulito e assettico, non trovi?

mercoledì, 25 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Pib -

In effetti stamattina i soliti punters ultra-trendy di Coffee @ Goswell Road sembravano un po' irritati, pero' concordo con te.

Myriam -

"Non stop erotic cabaret" io l'avevo su cassetta, per me resta musica da sentire in modo un po' approssimativo, con un po' di fruscio di fondo. I dischi dei Talking Heads non mi sembrano loro ascoltati su CD per per farti un altro esempio. Poi va beh sono dettagli teorici, in genere va bene tutto, non ci si formalizza troppo qui.

mercoledì, 25 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

:)

mercoledì, 25 gennaio, 2006

 
Blogger PiB said...

Fabio ritorna quello che si diceva nel post "The clifftop path and other short stories" a proposito delle cose scritte/dette/fatte in modo involontario..il suono involontario del cd che salta spiazza e irrita perchè non sei preparato ad "ascoltarlo" ...ma ha un suo significato...fuori dal tracciato comune

mercoledì, 25 gennaio, 2006

 
Blogger Byron said...

No, no, io amo i dischi che saltano, ma i CD no! La cosa più irritante al mondo!

Fabio: "chips" on your shoulders? A sight to behold ;-)

E gli Arctic Monkeys non me li recensisci? Ascoltati da Fopp's per caso fanno un certo effetto, ma sull'ipod tutt'un altro...Forse ha ragione Myriam e bisognerebbe provarli in vinile.

Stasera vado a vedere A Cock And Bull Story se vuoi venire o al Barbican o al Vue.

mercoledì, 25 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Sono d'accordo con Lady Byron..i dischi che saltano sono ok..ma i cd "salterini" sono irritanti..pare che sia un gran bel film..mi fatte sapere?

giovedì, 26 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Pib -

Il suono di un CD che salta e' di fatto irritante perche' imprevedibile, cioe' non e' un loop come accade con un 33 giri che s'incanta. Fa davvero tutto quello che vuole lui. Personalmente mi fa un po' paura. Il 33 giri basta pulirlo, i solchi sono qualcosa di fisico, la polvere si vede. Il CD per me resta un oggetto misterioso con una vita propria. Quando salta un CD e sono in diretta alla radio mi prende il panico.

Irene -

"La versione rock degli Streets" li vado a sentire il 17 alla Brixton Academy poi vi racconto. Ho un bel po' di concerti da raccontare, incluso quello di ieri sera, Robyn Hitchcock con Peter Buck alla chitarra. Impressionanti ma dedichero' un post appena riesco. E Archie Bronson Outfit, davvero bravissimi. Post anche su di loro prossimamente.

Irene e Myriam -

Niente post invece per "A cock and bull story", film davvero disturbante. Winterbottom ha un posto di rilievo tra i peggiori registi inglesi di tutti i tempi. Unica nota positiva la presenza di Tony Wislon (Mr. Factory records), che interpreta se stesso.

giovedì, 26 gennaio, 2006

 
Blogger Byron said...

"Winterbottom ha un posto di rilievo tra i peggiori registi inglesi di tutti i tempi. "

Dopo questa, e dopo il tuo rifiuto di andare a vedere Robert Lepage, non ti parlo più.

(Vorrei sapere però che film hai visto di Winterbottom, e anche se hai letto Tristram Shandy.)

giovedì, 26 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

ma Fabio...tutti i migliori critici del mondo acclamano questo film! Anche i piu' tediosi critici francesi! Com'e'possibile che non ti sia piacciuto..????????????????
Lady Byron cosa ne hai pensato?

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Tony Wislon (Mr. Factory records) anche se ha avuto una visione all'inizio di tutta "l'epoca" musicale di Manchester e' lo scum dello scum dell'industria discografica inglese!
..Quando i cd saltano certe volte basta pulirli :)
"La versione rock degli Streets" ma dai? Gli Artic Monkeys non c'entrano niente con Streets!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Anonymous Kit said...

Non commento sulla musica e sul film, dato che non conosco nulla ma sono con Myriam su una cosa: "Quando i cd saltano certe volte basta pulirli" :-)

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Irene -

Eh che animosita'! I gusti sono gusti. Di Winterbottom ho visto quasi tutto quello che ha fatto per il cinema (e niente di quello che ha fatto per la TV). Trovo che "9 songs" e "A cock and bull story" siano film, prima ancora che brutti, inguardabili, irritanti. Tristam Shandy me lo fecero leggere al liceo. Adesso pero' Irene non dirmi che ti e' piaciuto leggere Tristam Shandy, sappi che non ti crederei.

Myriam -

Ecco, un film che piace ai piu' tediosi critici francesi, ottima recensione. Di Tony Wislon come persona so pochissimo, certo che la Factory e' stata per un certo periodo l'etichetta migliore di questo Paese: indipendente e all'avanguardia sia a livello di suoni che di grafica.

Kit -

Quell'"a volte" rende l'affermazione strutturalmente fiacca. Cioe' non mi dice cosa fare davvero se un CD salta. Ti faccio un esempio: sono in diretta a Radio Popolare e un CD salta. Che faccio? Alzo il cursore del microfono e mi scuso oppure faccio finta di niente, abbasso il cursore del lettore, estraggo il CD con una mano mentre con l'altra cerco il fazzoletto nella tasca, do' una sfregatina veloce al CD generando alcuni secondi di silenzio in alcune migliaia di radio e lo inserisco di nuovo nel lettore sperando che non salti piu'? E se poi salta ancora? Riprovo a pulirlo, cambio lettore, che faccio? Perche' queste sono cose che succedono e generano imbarazzo e crisi d'ansia in ogni diggei.

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

...beh ti devi scusare e dire "i miracoli della tecnologia..ma abbiamo talmente amato questo cd che a furia di trasmetterlo si e' rigato come i cari buoni vinili"..voila' l'imbarazzo e' tolto..

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

x Tony Wilson. Nonostante sia stato un visionario, e' uno che ha sempre voluto sfruttare la band che aveva sotto mano fino all'osso..e non sempre gli e' andata bene: vedi Ian Curtis e gli Happy Monday..non tutti riescono a reggere il successo, come avrebbe voluto Tony Wilson."24 H People" il film sulla vita di Tony Wilson con COogan fa cagare..pero' ti da un idea del personaggio..molto "slimy"..non uno come Ian&Don della Constellation..Stanotte ho sognato i piccoli Godspeed! >:)

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

erhm ieri notte..che bel sogno!

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Blogger Byron said...

Mah, sai Fabio, io sono laureata in letteratura, a me Tristram Shandy fa impazzire! Ma anche Il Manoscritto Trovato a Saragozza, per esempio. E ho letto anche tutto Tom Jones, Vanity Fair e The Rape of the Lock e altra robaccia settecentesca. (Un giorno affronterò il Quixote, giuro).

A me 24 hr Party People è piaciuto (uccidetemi). Ma consiglierei l'ultra raro Love Lies Bleeding, che è in parte il film che Spike Lee ha scopiazzato in 25th Hour(...e sì, vabbè c'è M nel film, però...cioè una volta era un vero attore...)

"9 Songs" ha moltissimi difetti, ma è un film che mi ha fatta stare malissimo perchè ha colpito dove doveva (l'ho anche visto la sera dopo che il pomeriggio ho visto Kinsey, quindi avrà avuto i suoi effetti). Poi "Jude" (certo, mi è toccato anche Thomas Hardy, che te credi), "Wonderland" (specialmente), "Welcome to Sarajevo" per me sono capolavori.

Poi vabbè sicuramente con tutti i suoi difetti, ma Winterbottom è un regista con una varietà di cose da dire e di stili che veramente io, tanto di cappello.

Certo che i gusti son gusti, non ci piove. Ma nella stessa giornata mi dici che Winterbottom fa schifo e Lepage lo disdegni senza nemmeno sapere, capisci che una ci rimane male!

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Anonymous Kit said...

(Hot with the ladies, neh Fabio? :-D )

Sono ancora d'accordo con Myriam, la sua scusa per quando saltano i cd la userei anche io.
E di Winterbottom ho visto solo Jude The Obscure mi sa, ma non ricordavo fosse suo...grande film, molto intenso ed è meglio del libro, imo.

venerdì, 27 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

A questo punto vogliamo che ci racconti il sogno.

Irene -

"9 songs" ha colpito anche me, nel senso che non si puo' non rimanere impressionati da un film senza uno straccio d'idea di fondo. Varieta' di stili e' certo, nel caso di Winterbottom, ma mi sembra un brancolare senza direzione. Poi e' chiaro che non voglio convincere nessuno. Certo che Winterbottom e' secondo me, insieme a Haneke, il piu' sopravvalutato regista di questa generazione. Lepage non lo conosco, ma sai quello che penso del teatro (e dell'opera, e del musical), lo associo a tedio, sbadigli, ecc. [Adoro la lettura perche' devo inventare, immaginare; e il cinema perche' mi viene mostrata una storia (personaggi, ambienti, dettagli). Il teatro non e' nessuna di queste cose, non permette di scatenare l'immaginazione come fa la lettura; e contemporaneamente quelle scene e quel recitato sono cosi' finti che finiscono per irritarmi]. Pero' non rimanerci male dai! Niente di personale, si discute.

Irene e Kit -

Facendo un giretto in IMDB prima di cliccare "login & publish" ho scoperto che Winterbottom e' stato il produttore di un film passato come una meteora qualche anno fa (vi dico solo che quando l'ho visto ero l'unico spettatore in sala!). Si intitolava "Heartland" e, davvero, scaldava il cuore. La storia di un ragazzo che per recuperare l'amore della propria compagna fa un viaggio in scooter attraversando il centro dell'Inghilterra, su fino a Blackpool. Molto low budget, semplicissimo. Troppa voglia di raccontarvi come finisce, ma non lo faro'. Cercatelo in DVD, vedrete che vi piacera': http://www.imdb.com/title/tt0295303/.

domenica, 29 gennaio, 2006

 
Blogger Byron said...

"Il teatro non e' nessuna di queste cose, non permette di scatenare l'immaginazione come fa la lettura; e contemporaneamente quelle scene e quel recitato sono cosi' finti che finiscono per irritarmi"

Mi dispiace, ma ti sbagli di grosso. E se continui a non andare a vedere cose che invece ti potrebbero fare capire che è tutto l'opposto, fai pure.

So cosa vuoi dire, c'è un sacco di robaccia a teatro (come ci sono un sacco di filmacci e di libracci, eh, perchè mica son tutti belli i libri, anzi ne ho appena finiti un paio che guarda), e il "recitato" come dici tu è uno dei sintomi di pessimo teatro. Ma resistere necessariamente come presa di posizione "che tanto il teatro è per vecchi e fa tutto cagare", guarda, da te non me l'aspettavo. Mi dispiace, non sai che cosa ti perdi, sinceramente. (E te lo dico perchè dieci anni fa io ero proprio come te).

Vedere del bel teatro - più che il cinema, e come la musica dal vivo - è un'esperienza sociale, emotiva, riflessiva, piena di immaginazione. Ci vuole molta più immaginazione in teatro che al cinema, per esempio. Il teatro sta proprio a metà tra la totale immaginazione della letteratura e la zero immaginazione richiesta nel cinema.

Ti continuo a ripetere che qualcosa come il lavoro di Lepage (che è un iconoclasta, che è un artista a tutto tondo - scrive, recita, dirige, fa muscia, luci, design, costumi - che è stato il primo a dire "ok il digitale e il film esistono, non possiamo competere, vediamo come utilizzarli") tu non l'hai mai visto nella tua vita. Non è opera, non è musical, cavoli, sono dieci anni che faccio teatro, mi conosci, a giudicare da tutti gli altri miei gusti mica ti porto a vedere The Mousetrap, gimme some credit.

Quindi come io non ti dico "a me l'arte Contemporanea fa cagare, perchè il Turner Prize mi fa schifo", mi sembra un ragionamento moooolto chiuso a qualsiasi propsettiva dire "il teatro mi fa schifo tutto, perchè ho visto Paolo Villaggio ne L'avaro di Molière".

La discussione è utile appunto per mettere *in discussione* le proprie convinzioni (spesso senza cognzione di causa - eg io il Turner Prize quet'anno non l'ho visto, quindi ne ho un punto di vista da passate esperienze, ma con te ne parlo e ti sto a sentire, e quando ci vado, vediamo se cambio idea). Quindi *discutere* di questo è inutile, l'hai reso molto chiaro col tuo rifiuto di andare (e guarda, che tu vada a vedere History Boys e non Lepage mi fa proprio ridere! Mi sembra che tu sia concentrato sul cercare conferma della tua convinzione...), e quindi ci rimango solo male.

"9 songs" è un pasticcio, ok, ma non perchè manchi l'idea di fondo. Bensì perchè il regista era così preso a perseguire l'idea di fondo, che si è scordato tanti altri elementi (trama, spiegazione della metafora visiva principale). L'ho visto Heartland, alla Kit piacerebbe, confermo. Haneke non fa per me, ne ho già avute abbastanza nella vita di quelle robe lì.

lunedì, 30 gennaio, 2006

 
Blogger andrea said...

so che e' una bambinata abbassare i toni di una discussione cosi' accesa sul teatro, ma il racconto di fabio su come (non) ha visto history boys a me ha fatto molto ridere

ma qualcuno ha visto butterfly kiss, sempre di winterbottom? altro film on the road, sull'amore di due donne?

lunedì, 30 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

ok al teatro, ok alla danza/balletto..ma non sono ancora riuscita a farmi piacere la lirica. Ho provato in tutti i sensi, ho parlato anche delle ore con degli appassionati..ascoltato una 15ina di cd/vinili..andata a dei concerti..ma niente..resisto solo nei confronti dei bassi e dei cori...Capisco le persone che provano e riprovano ma che non riescono a farsi piacere un'arte e come il teatro per Fabio. Non penso si sia fermato a Villaggio, ma conoscendolo e' andato da Shapeskeare a Beckett..e ha capito che non lo interessa..e' il "mezzo" non il contenuto, penso, che lo infastida (come per me l'opera o la lirica..e credetemi ci ho provato in tutti i sensi) .Ad ognuno le sue passioni: d'altra parte e' un divoratore di libri e quotidiani.

lunedì, 30 gennaio, 2006

 
Blogger Byron said...

Non discuto, Myriam. Ma è l'esperienza che lo fastidia, e da quella mi condanna il mezzo come pessimo tramite per i contenuti. Non intendevo dire che si è fermato a Villaggio (gulp! miodio!), era per fare un esempio. Ma sono sicura che Fabio non ha visto certe cose che invece potrebbero fargli, non dico cambiare idea (che non è lo scopo), ma almeno aprire un po' le vedute sul teatro. Specialmente perchè in questo caso qui me l'ha chiesto lui! Intendo solo dire che delle potenzialità del mezzo (usato come si deve, e con Lepage compro a scatola chiusa, come pochissimi altri), da quel che lui mi ha raccontato, Fabio non ne ha avuto esperienza.

Poi figurati, è una vita che mi sento fare questo discorso. Con certe persone non vale neanche la pena di spiegarsi, ma con gente come Fabio che è così sensibile e *cognoscenti* in tante aree artistiche, e che ripeto, aveva manifestato il desiderio in persona di essere *convevrtito*, mi fa specie che ci sia un rigetto così totale. Non ho da vendere nulla, sia chiaro. Mi dispiace e basta. Appunto le mie parole erano "certo i gusti son gusti, ma ci sono rimasta male".

(Anche io divoro libri, riviste, musica, arte, danza - lirica no, neanche io, ma è un'obiezione registica! - e non saprei scegliere tra l'una o l'altra disciplina. Di certo ho le mie preferenze, ma una delle cose che più sono orgogliosa di avere imparato con la pratica del teatro, è che tutte le arti sono interdipendenti: un concerto è uno spettacolo, uno spettacolo è arte visiva, un film preclude un atto di teatro, un quadro è un pezzo di letteratura, un libro è anche un film immaginario.)

lunedì, 30 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

ah ok..allora Fabio fatti traviare da Lady Byron, sicuramente ti fara' andare a dei spettacoli che ti faranno vibrare l'animo.
Fabio, ti ricordi Marina di Voghera? Beh lei aveva la passione per la danza..Io non avevo mai capito la danza e mi rifiutavo categoricamente di assistere a qualsiasi balletto o spettacolo pensando che fosse molto boring. Mi ricordo quel giorno che l'entusiasmo di Marina mi coinvolse, cosi' accettai di accompagnarla ad uno spettacolo di danza contemporanea. L'emozione e' stata talmente grande che ho pianto ed e' stata ancora piu' forte quando mi sono girata ed ho visto che anche Marina stava piangendo ed e' penso qualcosa che ha rafforzato la mia amicizia nei suoi confronti ed anche la mia passione per la danza. Non tutti gli spettacoli saranno forti come quello che abbiamo visto..ma vale la pena lasciarci convincere da delle persone che hanno conoscenza della materia...perche' hanno anche il potere di trasmettere le proprie passioni ed emozioni.

lunedì, 30 gennaio, 2006

 
Anonymous 2manyexecutives said...

scusa l'intursione fabio. Sono uno dei produttori del film che hai visto a Londra, The Truth, e sono inciampato nel tuo blog facendo la rassegna stampa. Lo fai ancora il Blog alla radio?
2manyexecutives.com

by da way, per me Winterbottom ogni tanto ci azzecca (anche se non questa volta)

martedì, 31 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

2manydjs..

martedì, 31 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Irene -

Credo che se avessi visto "L'avaro" di Moliere non sarei qui a raccontarlo, difficilmente sarei sopravvissuto a tanto tedio. Pero' il compagno Villaggio e' simpatico dai! Un paio di cose per risponderti qui, ti ho gia' risposto in privato e ne parleremo di persona: 1) ognuno di noi e' piu' sensibile a certi linguaggi rispetto ad altri. Io, che sono molto visivo, adoro il cinema e mi annoio a teatro. Non ci posso fare nulla, vorrei che non fosse cosi', ma "naturalmente" lo e'. Vale la stessa cosa con i mezzi per comunicare se ci pensi. Il discorso che ho fatto su scrittura - teatro - cinema si applica per esempio a e-mail - messenger - telefono. Io adoro le email perche' mi permettono di pensare, scrivere, cancellare, riscrivere, pensare, aggiungere, ecc. E il telefono, perche' e' immediato, sento le sfumature della voce della persona con la quale sto parlando, mi fa sentire vicino. E invece il messenger, che non e' nessuna delle due cose, mi innervosice. 2) e' come dici, cerco conferme della mia convinzione. Il fatto e' che ho davvero tante passioni (lettura, musica, cinema, arte...) e cosi' poco tempo per coltivarle come vorrei, approfondendo, conoscendo sempre di piu'. E una "cosa" in piu' proprio non ci sta nel mio tempo, lo frammenterei troppo e questo mi darebbe insoddisfazione. Mi sono spiegato almeno un po'? Relativamente al tuo commento sull'interdipendenza delle arti, sono pienamente d'accordo con te. Meriterebbe un post. Ricordo che la prima volta che andai al MOMA di New York incrociai una classe di bambini attorno ai 10 anni. L'insegnante chiedeva loro di osservare un quadro e raccontare la storia che il quadro suggeriva loro. Quello e' davvero l'approccio che preferisco all'arte (altro che date e titoli, come facevano studiare a molti di noi a quell'eta').

Andrea -

Il mio racconto illustra che il rifiuto tra il teatro e me e' reciproco in effetti. Lo consigli "Butterfly kiss"? Ma quanti film ha fatto Winterbottom? Ci credo che la qualita' non e' sempre eccelsa.

Myriam -

Esatto, e' il linguaggio, non i contenuti. Il teatro letto mi piace, e credo di aver letto tutto Pirandello e Brecht, per esempio, e con estremo piacere. E, relativamente al tuo commento successivo, bello il tuo incontro con la danza. Capisco bene perche' possa commuovere. Sei mai stata a vedere danza contemporanea a Sadler's Wells? E' davvero sorprendente quante cose riesca a comunicare a livello emotivo. Anni fa vidi una coreografia di Merce Cunningham senza musica. E ti assicuro che la musica la sentivi dentro di te.

2manyexecutives -

Non scusarti, non sai che piacere mi ha fatto il tuo commento. E a questo punto una domanda che forse si stanno facendo anche altri lettori: uscira' il film in Italia? E cos'avete fatto di male al critico del Guardian per farvi stroncare in quel modo? E si', il blog alla radio lo faccio ancora, il Martedi' alle 12.15 su Radio Popolare di Milano, ma e' un po' diverso rispetto a quello che scrivo qui (argomenti concordati con RP per esempio).

martedì, 31 gennaio, 2006

 

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