Post Statistiche Commenti Profitti Campagne Pagine Tema Impostazioni Elenco lettura Guida

Ambiente Uguaglianza Tempo

mercoledì 4 gennaio 2006

Qualche ricordo delle vacanze

Chissa' se ci siete ancora, dopo tutto questo silenzio da parte mia. Il fatto e' che disintossicarsi da questa macchina ogni tanto fa bene, e lo consiglio proprio a tutti. E quando lascio Londra il portatile lo lascio volentieri qui. Ci riposiamo entrambi insomma. E io cammino, cammino moltissimo. In collina, al mare, in citta'. Con i miei compagni di camminate, il mio amico Rocco e il cane Billy, che vedete qui sopra mentre zampetta nella neve.


Cammino e osservo. Soprattutto il cielo. E fotografo, fotografo in continuazione. Paesaggi, particolari di fiori e piante, persone. E gli animali che incontro, come questo gabbiano che volava sopra di noi nel cielo sopra Stella Maris, dove sono arrivato camminando da Camogli in un pomeriggio tranquillo e terso, per osservare e sentire l'immensita' del mare.

E questo e' Gomo, un paese silenzioso, accoccolato sulle colline dove sono nato. A Gomo sogno di rifugiarmi un giorno, quando saro' stanco di questa citta' frenetica. Gomo dove gli anziani abitanti accolgono Billy e me sempre con un sorriso e tutti mi chiedono di Londra, come mi trovo, quando tornero' ancora a trovarli.

Sapete pero' una cosa? Sembra ieri quando rientrando a Londra mi prendeva una malinconia che mi chiudeva lo stomaco, un senso di solitudine immensa e invincibile che e' durato per anni. Ora non succede piu'. Qualcuno ricorda quando usavo il blog come muro del pianto al mio ritorno in questa citta'? Beh, non so perche', ma invece in questo momento sto proprio bene ovunque. Trovo una ragione per apprezzare il luogo nel quale sono, qualsiasi sia. Amo la vitalita' della citta' e il silenzio delle colline innevate, i colori cangianti e il candore infinito.

Mi piace tornare in Italia, parlare e leggere nella mia lingua madre, ritrovare i volti con i quali sono cresciuto. E poi ripartire, incontrare ancora questa sorprendente citta', sentire il suo respiro concitato tutto attorno a me.

Non so se durera' questa sensazione di equilibrio e pace, ma per il momento mi ci avvolgo soddisfatto, felice che l'ansia del ritorno mi abbia lasciato, finalmente.

20 Comments:

Blogger PiB said...

Fabio: leggendo il post mi sono detto....grande...non è facile arrivare a trovare quella equilibrità serenità che descrivi nelle ultime righe....l'essere in grado di sentirsi a casa (dove essere a casa significa non l'edifico fisico),ma quella sensazione di caldo conforto che ti da un posto con le sue persone, in posti apparente-MENTE diversi e lontani richiede un lungo percorso...
grazie per le foto e per aver condiviso le tue passeggiate...grazie per aver fatto conoscere Gomo...cammina ancora

mercoledì, 04 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

E' successo molto naturalmente, ed e' tutto cosi' fragile. Mi piacerebbe sapere come ti trovi in Illinois, cosa ti manca dell'Italia e cosa sei felice di esserti lasciato alle spalle, da quanto tempo ti sei trasferito. Raccontaci di te, se ti fa piacere.

mercoledì, 04 gennaio, 2006

 
Blogger PiB said...

molto nautaral-MENTE mi sono ritrovato in USA partito per un "periodo all'estero" durante il mio Dottorato sono stato prima in Georgia e poi in Illinois...che mi manca?...tutto e niente...è a corrente alterna, a volte l'impulso dura a lungo altre volte è questione di secondi..sono ormai quasi 4 anni che sono qui...a volte mi sento di gomma per la mia capacità di adattarmi alle situazione più svariate...e questo mi spaventa a volte...

mercoledì, 04 gennaio, 2006

 
Anonymous claudia said...

..bellissime le foto, il paesino innevato e bellissima la descrizione del tuo stato di calma....
tutti vorremmo provarla.
claudia

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

yuppiiiiiiii! ciao Fabio, buon 2006!!!!!!

raffaella

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

Complimenti, direi che il tuo rientro a Londra è stato meno traumatico del mio in ufficio.
Grazie per la foto di Gomo (però nell'immagine manca il tuo albero preferito), ora dovresti aggiungerne una di S. Niccolò o della passeggiata di Camogli, sono certo che le hai sulla tua memory card.
Ma Billy non si chiamava Billie?
ciao
Auro

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Anonymous MoMo said...

E' bello sentirti in pace con te stesso al tuo rientro a Londra... in effetti da quando ti conosco è la prima volta che mi capita di sentirti così.

Billina è meravigliosa...

Bentornato a casa, qualunque essa sia..

Un inchino,
Simo

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

ciao Fabio e ciao agli altri.. la mia prima volta su un blog.. ci sono andata diretta stavolta che Fabio me l'ha indicato.. l'altra volta l'avevo lasciato da parte in attesa di farlo un giorno..
che bello! bello sentire di qualcuno, Fabio, che sa descrivere cosi' bene e precisamente quella sensazione che tane volte mi ha avvolta e sentire finalmente che si puo' arrivare ad uscire da quel quasi perenne stato di malinconia, di sottile tristezza, che c'e' anche se non sai perche'.. quando tutto intorno a te e' bello, ma dentro c'e' un vuotino che scava per crescere. a parte cio', ed ora chiudo (sono stata lunghissima, pardon!) ciao e auguri per un 2006 semplicemente "felice".

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

ciao Fabio e ciao agli altri.. la mia prima volta su un blog.. ci sono andata diretta stavolta che Fabio me l'ha indicato.. l'altra volta l'avevo lasciato da parte in attesa di farlo un giorno..
che bello! bello sentire di qualcuno, Fabio, che sa descrivere cosi' bene e precisamente quella sensazione che tane volte mi ha avvolta e sentire finalmente che si puo' arrivare ad uscire da quel quasi perenne stato di malinconia, di sottile tristezza, che c'e' anche se non sai perche'.. quando tutto intorno a te e' bello, ma dentro c'e' un vuotino che scava per crescere. a parte cio', ed ora chiudo (sono stata lunghissima, pardon!) ciao e auguri per un 2006 semplicemente "felice".

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Buon Anno, Fabietto! Dici che quest'anno riusciamo a vederci?
Capisco la sensazione e forse capisco da dove possa nascere.
E' bizzarro, perche' mi sento sempre a casa mia in qualsiasi posto..ma vivo un po' come nei film..cioe',per esempio..se parto da Canterbury per qualche tempo e poi ritorno non ho impressione di essere andata via, ho come impressione di essermi addormentata per un po'..e cosi' per i posti nuovi che vedo, mi sembra di viverci ma in una dimensione parallela a tutte le altre mie dimensione.. una specie di ibernazione mentale..

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Pib -

Non dovrebbe spaventarti io credo. Soprattutto se significa che in ogni situazione ti trovi a tuo agio. Io vorrei avere la stessa invidiabile capacita' di adattamento. Direi che riesci a separarti dinamicamente dalle abitudini, un castello del quale io invece sono spesso prigioniero. Ma non ora, anzi sono in una bella fase di smontaggio dei muri di quel castello. Smontaggio proprio, tranquillo, mattone dopo mattone senza traumi e senza fretta. Forse capita anche a te: il blog mi permette di ritrovare la mia lingua, esprimermi con naturalezza, restare legato alle radici (persone soprattutto, ma anche luoghi e ricordi) pur rimanendo fisicamente lontano.

Claudia -

E' una calma molto temporanea pero'. Ormai mi conosco. Tra un po' potrebbe cambiare tutto ancora. Ma per il momento perche' pensarci?

Raffaella -

Ecco, lo confesso, il post e' un po' dedicato a te e ai nostri discorsi di qualche tempo fa. E' un superamento positivo. Grazie per le tue parole e per essermi vicina, allora come oggi.


Auro -

A proposito di abitudini... La foto del gabbiano arriva proprio da una camminata, quando arrivi a Stella Maris. Abbiamo mangiato focaccia, torta e frutta sulla scaletta che scende al mare e siamo stati circondati da gabbiani simpatici. Rocco ha iniziato a dare loro la focaccia di Ravello per permettermi di fotografarli e ha funzionato direi. La foto di Tobia nella neve presto nel blog, promesso. Billy si chiama in molti modi, mio padre per esempio la chiama Pulce, mia madre Piccola, ecc. Ormai si e' abituata, tanto ci considera un po' strani secondo me.

Simo -

Cassiopea e' parte della mia calma. Si sveglia con me, tra una foto di Billy e l'orsetto Geremia (e una bella pila di libri che un giorno trovero' il tempo di finire), sul comodino di fianco al mio letto.

Chiara -

(Credo almeno sia tu), benvenuta sul blog. Sono successe tante cose di segno positivo per me nell'ultima parte del 2005 e senza accorgermene vivo sospinto da quello slancio. E' tutto diverso. Vedo il passato allontanarsi. Inizio a provare nostalgia per quella solitudine con la quale ho convissuto per tanto tempo addirittura. No adesso sto un po' esagerando in effetti :-) Grazie di cuore per avermi fatto visita (quantianni sono passati da quando ci siamo incontrati a Skye?). E auguri, tantissimi.

Myriam -

Mah, secondo me la tua casa e' qui a Londra, o a Milano o in una grande citta', di quelle con almeno un 2-3 concerti interessanti a settimana. Sbaglio? Auguri e certo che ci dobbiamo vedere, fammi sapere quando passi di qui la prossima volta.

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger PiB said...

perfetta-MENTE capito la natura del blog....hai ragione riesco a separarmi dalle abitudini..quello che mi spaventa è la possiblità di inserire nella stessa categoria le persone..ancora non è successo...ma la possiblità anche se remota è sempre lì

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Pero' vale la stessa cosa con le persone non credi? Cioe' scegli di stare con le persone alle quali vuoi bene. E' una scelta, non un'abitudine. Il che suona bene no?

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger PiB said...

E' vero...si tratta di una scelta.

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

erhm..volevo solo dire che mi sento bene un po'ovunque sono in quanto ho l'impressione di vivere delle vite parallele..esempio: adesso sto vivendo a Canterbury ma se domani dovessi andare a vivere a Londra o ritornare in altri posti mi sentirei a mio agio ( mentalmente) come se avessi sempre vissuto in quei posti .ma in una dimensione parallela (in ibernazione) a quella che sto vivendo adesso..erhm..ok vado a dormire ..

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger PiB said...

myriamba..forse anche a me succede la stessa cosa...anzi più lggevo il tuo post e più mi sembrava che descrivessi quello che succede a me

venerdì, 06 gennaio, 2006

 
Blogger PiB said...

trovata per caso in uno dei tanti (troppi) appunti per le cose da ricordare:

"Lo sai anche tu: una casa, una vera casa di pietra o di mattoni, è come una tomba. Si può anche vivere qualche volta sotto una tenda: ma la cosa migliore per noi è dormire sotto il cielo e guardare le stelle negli occhi"
Proverbio tuareg

domenica, 08 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Pib,

Il proverbio Tuareg mi ha fatto venire i brividi, ricordandomi tante cose. Anni fa una mia amica e io (Myriam, sto parlando di Simona A.) decidemmo che non eravamo nati per vivere in una casa. Per un certo periodo, un'estate, ogni notte prendevamo i nostri sacchi a pelo e andavamo su una collina, sempre una diversa, e ci addormentavamo li'. Ricordo ancora il vento e le zanzare che entravano nel sacco a pelo e non se ne andavano prima di avermi prelevato mezzo litro di sangue. Ricordo discorsi e risate. Eravamo tanto giovani e, in fondo, felici. Sentivamo Sonic Youth e Dinosaur Jr., che restano la colonna sonora di quei tempi davvero unici.

lunedì, 09 gennaio, 2006

 
Blogger PiB said...

Stesso quaderno del proverbio tuareg pagina successiva (prometto che poi non lo sfoglio più):

C'è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore.
Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.
Così come non credo che si viaggi per tornare.
L'uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perchè, nel frattempo, lui stesso è cambiato.
Da sè stessi non si può fuggire.
Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio.
Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza.
In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico.
Ovunque vada è la propria anima che sta cercando.
Per questo l'uomo deve poter viaggiare.
A. Tarkowsky

lunedì, 09 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Sembra un quaderno prezioso. Sfoglialo e regalaci altri gioielli. Grazie di cuore.

martedì, 10 gennaio, 2006

 

Posta un commento

<< Home