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domenica 12 febbraio 2006

Un po' come se Mario Merola suonasse a Secondigliano

Fine settimana dedicato a lui. Visto questo film e riascoltati quelli che considero i suoi tre dischi fondamentali:

American recordings (American 1994). Il primo e migliore dei quattro album registrati con Rick Rubin. Soltanto voce e chitarra acustica, suono stripped down, country music minimalista, poesia che strazia il cuore. Indimenticabili soprattutto "Tennessee stud" e "Man who couldn't cry", eseguite in presenza di un piccolo pubblico adorante.

At Folsom prison (Columbia 1968). Il film inizia e (quasi) termina con questo incredibile concerto, voluto fortemente da Cash (contro il parere della casa discografica) in risposta alle tante lettere ricevute da carcerati. Indescrivibili "Folsom prison blues", che apre il disco, e "Cocaine blues" eseguita nella sua sede ideale.

At San Quentin (Columbia 1969). Uno dei live piu' selvaggi della storia della musica, precursore ideale di "Metallic KO". Pubblico di galeotti che ruggisce dall'inizio alla fine. Due versioni di "San Quentin", una in fila all'altra. Devastante la reazione quando Cash ringhia "San Quentin rot inHell!". Lo spirito del rock'n'roll e' tutto in questi dannati solchi.

Se ancora non li possedete cercate questi dischi, e buon ascolto.

3 Comments:

Blogger Byron said...

Quindi t'è piaciuto o no?

lunedì, 13 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Si' un buon film, ma come prevedevo mi ha deluso il finale. Avrebbero potuto raccontare qualcosa in piu' della vita di Johnny e June, anche con alcune foto. Niente per esempio sull'amicizia con Nixon o sulla riscoperta grazie a Rubin. Film leggero, senza analisi psicologica, ma ben costruito. Bravissima Reese Witherspoon, che canta esattamente come June Carter, quasi quasi le potrei confondere.

lunedì, 13 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

quasi stesso commento che ha dato NIkki, la moglie di Stefano...

lunedì, 13 febbraio, 2006

 

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