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lunedì 27 marzo 2006

Terry Callier, Jazz Cafe', 25/ 3/ 2006

La cosa che ti colpisce immediatamente e' la sua elegante tranquillita'. Terry Callier e' un signore soft-spoken e gentile. La sua musica, poi, e' proprio come lui. E' stata definita folk, jazz, soul. Non si capisce bene cosa sia, ma non e' importante. Suoni profondi e naturali, questo e' quello che conta. Il suo ottetto e' affiatato e rilassato.

Di lui parlano tutti in questi giorni qui a Londra per essere il protagonista di "Live with me", nuovo singolo dei Massive Attack. Ma Callier arriva da lontano. Il suo primo contratto discografico, per la Chess, risale al 1963. La sua e' una lunga storia di successo di culto e oblio. Negli anni '80 lascio' la musica per diventare programmatore di computer alla University of Chicago, prima di venire riscoperto da Gilles Peterson e riprendere a incidere, questa volta per Talkin' Loud. Delle collaborazioni successive, con Paul Weller, i Koop, Nitin Sawhney, credo sappiate gia'.

La sua musica, sentita un Sabato sera a Camden, mi ha messo davvero di buon umore. L'alternarsi di ballate acustiche e frammenti jazz rende tutto cosi' interessante. Mi sono reso conto di non aver staccato l'attenzione neanche un attimo. Callier che setaccia l'oro del suo repertorio davanti a noi, da "African violet" a "Pyramids of love", da "Sign of the times" a "Ordinary Joe". Assoli di sax e tastiere acrobatici e sempre in crescendo, ma calibrati, mai lunghissimi.

Poi ringrazia, con quelle guanciotte simpatiche aperte in un sorriso, e si mette a firmare copertine, mentre tutto attorno si diffondono le note classic Motown di DJ Andy Smith e lo spazio davanti al palco si trasforma in un informale dancefloor. La notte a Camden Town e' ancora giovane.

[Non e' un concerto particolarmente economico, lo so, ma cercate di non perdere Callier quando suonera' al Blue Note di Milano, tra qualche giorno: vedrete che non vi deludera'].

2 Comments:

Blogger Myriamba said...

Terry Callier e' un grandissssssssssssssssimo!

giovedì, 30 marzo, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

c'ero anch'io quella notte al jazzcafè di camden town. Favoloso Callier

mercoledì, 02 maggio, 2007

 

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