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venerdì 29 giugno 2007

In un mondo che

Piu' scavo tra le ristampe post-Tropicalia, piu' trovo pietre preziose, come se la vena aurea non avesse mai fine. La mia scoperta della settimana si chiama Casa Das Maquinas, dei quali la gloriosa Som Livre (etichetta che in quegli anni pubblicava dischi memorabili di Toquinho, Novos Baianos, Trio Mocoto'...) ha ristampato il primo album.

Uscito originariamente nel 1974, il loro esordio "Casa Das Maquinas" li fa sembrare una versione sudamericana dei nostri Formula 3/ PFM/ Orme, ma senza un'identita' precisa: un gruppo sospeso tra psichedelia e forma canzone, glam e hard rock, indeciso su quale direzione prendere. Un po' troppo impegnato a lasciarsi alle spalle le proprie radici brasiliane, per la verita'. Infatti poi naufragarono nel prog con il secondo album, prima di cercare una tardiva redenzione con il loro terzo e ultimo lavoro.

E pero' questo loro primo album e' un disco che ascolto in continuazione.

Vediamo se riconoscete questa cover. Scusate la qualita' abominevole sia della traccia sonora che del video, quest'ultimo composto da spezzoni d'epoca mal combinati. E poi, se volete, andatevi a sentire la versione originale di questo assoluto capolavoro che scalda il cuore.

5 Comments:

Blogger prema said...

il mio canto di libero di battisti !
l'unico autore italiano che mi piace e rispetto !

venerdì, 29 giugno, 2007

 
Blogger sonia said...

Anche questa scalda cuore.
Peccato che nessuno abbia messo nel Tubo questa canzone cantata dallo stesso Lucio. Ma se non altro, la sola voce accompagnata dalla sola acustica, fa in modo che gli si avvicini parecchio.

lunedì, 02 luglio, 2007

 
Blogger Fabio said...

Prema -

L'unico che ha saputo fino all'ultimo dire cose nuove. D'accordo con te, in Italia assolutamente unico.

Sonia -

Bentornata! La canzone e' bellissima, ma la versione, un po' da pianobar, non mi piace molto. Fa molto rimpiangere Lucio, non trovi?

lunedì, 02 luglio, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Terribile questa versione del "Mio canto libero"! Testimonia comunque l'attenzione all'estero nei riguardi di Battisti. Qualche tempo fa, leggendo casualmente Mojo mi pare, notavo con piacere che gli inglesi si interessavano a Battiato e Battisti dei primi anni '70, e non ai soliti italiani da esportazione. q.

martedì, 03 luglio, 2007

 
Blogger Fabio said...

E piu' ancora degli inglesi, i californiani, che infatti hanno ristampato gli album di Battisti e Battiato dei quali hai letto. La versione dei Casa Das Maquinas non e' cosi' terribile secondo me. Un po' tutto il loro primo album a me sembra un omaggio a un certo tipo di musica leggera italiana che noi tanto spesso sottovalutiamo. Adesso non prendermi per matto, ma io credo che i primi Pooh fossero abbastanza originali. Ecco, l'ho detto.

martedì, 03 luglio, 2007

 

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