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mercoledì 7 novembre 2007

Fino a Mario Rigoni Stern ti seguiamo ancora si lamentavano i lettori ma se fai il Giovanni Lindo ce ne andiamo e non torniamo piu'

[Pieve di San Niccolo' di Capodimonte, 2005]

Quando sono arrivato a Londra, nel 2001, se sentivi BBC Radio 3 dopo le dieci e mezza di sera c'era sempre buona musica. Ricordo con nostalgia un programma intitolato Mixing It, cancellato qualche anno fa dal palinsesto. Andava in onda il Venerdi' sera, non lo ascoltava nessuno, ed era bellissimo. Come si intuisce dal titolo, i due conduttori mischiavano tutto quello che veniva loro in mente, pur sempre pero' in ambito di musiche indipendenti, sconosciute, coraggiose.

Poi c'era Late Junction, che fu fonte di grande ispirazione quando dovetti presentare il progetto di Prospettive Musicali alla direzione di Radio Popolare, e che ora e' stato ora ricacciato nel cuore della notte. A mezzanotte, mentre voi ascoltate Battiti (splendido programma di Radio 3 della RAI che sento ogni volta che torno in Italia), io ascolto Late Junction. Late Junction, lo so gia', fara' presto la fine di Mixing It: verra' cancellato senza troppi complimenti per far spazio a qualcosa di piu' addomesticato.

Altri programmi bellissimi che non ascolta nessuno sono quelli del Sabato notte. Prima c'e' Here and Now, trasmissione di musica contemporanea che e' tutto un florilegio di Cage Feldman Xenakis Savaskan Knussen. Subito dopo, attorno a mezzanotte, inizia Early Music Show, settimanale di musica antica. Tutta la musica che va dal Medioevo fino attorno al 1600, presentata come in un corso universitario di musicologia. Se sono in casa l'Early Music Show mi paralizza sul divano per un'ora buona, ad ascoltare la radio come se vedessi la televisione.

E' sul mio divano che un Sabato notte ho incontrato Biber. Heinrich Ignaz Franz von Biber, nato nel 1644 in Boemia, cappellano alla corte di Salisburgo. Potete ascoltare quello che volete, ma ve lo assicuro: non e' mai esistito un compositore piu' moderno di Biber. Se stasera tornando a casa dal lavoro si posasse davanti a me un disco volante, uscisse un alieno e mi chiedesse cosa intendiamo noi umani con il termine modernita' (ipotesi non del tutto probabile, va be'), lo inviterei a casa e metterei nel lettore le Rosenkranz-Sonaten di Biber.

Sono sedici sonate per violino, ispirate ai misteri gioiosi, dolorosi e gloriosi della tradizione cristiana. Alla vita di Gesu' Cristo, in pratica. Dall'annunciazione alla resurrezione e ascesa al cielo. Durano complessivamente oltre due ore, e ti lasciano senza fiato.

Quelle che preferisco vanno dalla sesta alla decima. Dall'agonia nel giardino dei Getsemani alla morte in croce. I nove minuti dell'agonia, la sesta sonata, stringono il cuore in una morsa. Contengono tutto il silenzio della notte e dell'abbandono, della contemplazione del sacrificio e della sua ineluttabilita'. Non li dimentichi piu'.

Poi arriva la flagellazione, e quel violino e' sangue che scorre. Sangue di un Uomo che e' stato anche un uomo, uno di noi come ha raccontato in anni recenti Saramago, e qui le sue parole si trasformano e quello che rimane e' musica, anzi Musica, purissima e assoluta.

La corona di spine che compare nell'ottava sonata e' scherno grasso, risate scomposte accolte da quell'Uomo con dolore nel quale si fanno strada il perdono e la comprensione.

Il trasporto della croce su per la montagna, la nona sonata, e' fatica e gambe che tremano, dolore e aggrapparsi agli ultimi istanti di vita prima di venire travolti da altro dolore.

La crocifissione, la decima sonata, e' confusione di curiosi attorno alla croce, e cercare la concentrazione per prepararsi alla morte, a soli trentatre anni, trentatre anni, prima che nell'ultimo frammento si generino un improvviso silenzio, e tutta quella lentezza: della morte, del cielo che si fa scuro, e poi della deposizione, del pianto di Maria. Nove minuti che sembrano eterni.

Con la resurrezione, undicesima sonata, tutto si trasforma come in un'improvvisa primavera di peschi e ciliegi in fiore e vento che spazza le nubi con forza. Il cielo e' di nuovo azzurro, ma azzurro come non lo e' mai stato.

Rosenkranz-sonaten vuol dire sonate del Rosario. A me, ascoltandole, vengono in mente il nonno Luigi e la nonna Maria che ogni sera appena prima di cena chiudevano la tele, prendevano le loro coroncine, e recitavano Ave Maria e Padre Nostro in serie aritmeticamente ordinate. Sembrano passati secoli. A pensarci adesso, sembra di aver vissuto in un mondo bellissimo, pieno di certezze semplici e profonde. Quei rosari dovevano proteggere i campi attorno a casa da grandine e siccita' e preparare ad affrontare una notte che nella campagna di allora era proprio buia e grande.

Poi e' cambiato tutto. Eppure io sono sicuro che nel loro mondo loro erano sereni, con i loro rosari, e il pane vecchio di tre giorni, e le castagne che scoppiettavano sulla stufa a legna, e quel nipotino che scorrazzava per casa, al quale non facevano mai mancare le gelatine di frutta e le caramelline rotonde di zucchero colorato che gli piacevano tanto.

[Mi stavo dimenticando di segnalarvi che domattina alle 11.35 chi vuole puo' ascoltare la versione radio del blog, all'interno di Zoe, su Radio Popolare]

[Biber sonata]

6 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Biber è un grandissimo, peccato ci siano così poche sue composizioni incise su disco. Oltre alle Rosenkrantz sono bellissime le sue sonate per violino solo e la Missa Salisburgensis. Per BBC, mi pare di aver letto che ultimamente ha subito un grosso taglio di fondi, quindi immagino che molte sue trasmissioni 'di nicchia' ne risentiranno. Ciao. Q.

giovedì, 08 novembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Grazie per i dischi che segnali. Dimenticavo di dire che la mia versione delle Rosenkranz-Sonaten sono quelle eseguite da Andrew Manze e pubblicate nel 2004 da Harmonia Mundi. Mi sembrano esecuzioni superlative.

BBC sta facendo licenziamenti a raffica purtroppo, e a soffrirne saranno i soliti programmi, quelli piu' interessanti e quindi meno ascoltati.

La tendenza e' quella. Hai letto del direttore della EMI che vuole licenziare gli artisti che non producono abbastanza. Siamo alla completa mcdonaldizzazione della musica e dell'entertainment tutto.

Ieri poi i Radiohead, che mi pare che la EMI l'abbiano definitivamente lasciata, si sono fatti un po' di conti in tasca. E hanno scoperto che hanno venduto ogni copia di "In rainbows" a 2 sterline e 90 pence. Due terzi di coloro che hanno scaricato il disco hanno scelto, potendo, di non pagarlo. La vostra musica non vale un cazzo, in pratica.

Di fronte a tutto questo, non resta che aggrapparsi a Biber per non lasciarsi trascinare giu' in fondo.

giovedì, 08 novembre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Errata corrige, le sonate che intendevo sono per DUE violini e basso (io le ho in questa versione). Confermo però i superlativi. Q.

venerdì, 09 novembre, 2007

 
Anonymous Callie said...

Sui Radiohead e questione vendita del nuovo disco nei negozi (eh sì nei negozi...), ottime riflessioni su questo blog (e per la cronaca no io non lo compro, ne lo scarico)
http://inkiostro.splinder.com/post/14546445/La+grande+truffa+del+rock%27n%27ro#14546445

venerdì, 09 novembre, 2007

 
Anonymous moya said...

Per restare in tema, ti segnalo un compositore di Weimar, tale Johann Friedrich Fash (1688-1758).
Molte sue opere non ancora pubblicate andarono perse durante la Seconda Guerra Mondiale, altre sopravvivono in manoscritti polverosi nascosti in qualche castello in rovina o in qualche biblioteca deserta. DI quello che rimane e' molto difficile trovare dei CD, ma una volta incontrata, la musica di Fasch non pasa inosservata. Ciao (mi sto per trasferire su nuova piattaforma, a breve ti segnalero' il nuovo indirizzo) e grazie per il post alla Giovanni Lindo ;-)

venerdì, 09 novembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Q -

Grazie per il consiglio. Purtroppo amazon.co.uk e' gia' senza. Ma faccio un giro nei negozi nel fine settimana.

Callie -

Nemmeno io. Dei Radiohead ho Kid A e Amnesiac e mi sembrano gia' troppi quei due. Questo qua a me sembra la solita solfa. Dovevano lanciarlo in qualche modo, altrimenti non credo si sarebbe notato, e' musica che passa del tutto inosservata.

Al di la' dei ragionamenti molto apprezzabili del blog di Inkiostro e dei suoi commentatori, la poverta' di idee della musica contenuta nel disco mi porta per prima cosa a domandarmi (al di la' del discorso di scaricare o meno) perche' dovrei perdere il mio tempo ad ascoltare un altro disco dei Radiohead - o di Springsteen, o di Dylan, ecc., quando il limone e' stato cosi' spremuto che di succo non ce n'e' rimasto piu'.

Se pero' decidessi, al contrario di quello che abbiamo fatto tu e io, che il disco dei Radiohead lo voglio scaricare, a me sembrerebbe onesto pagarlo anziche' fare il furbo.

Moya -

Sei meglio dell'Early Music Show! Mi farai ascoltare, sono molto curioso. Ma tu e io non eravamo venuti qui a Londra per la musica rock?

venerdì, 09 novembre, 2007

 

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