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mercoledì 21 novembre 2007

Signora maestra non ho fatto i compiti perche' ieri non stavo bene

[Louise Bourgeois, Tate Modern, Novembre 2007]

Avete mai provato a fare qualcosa, qualsiasi cosa anche del tutto quotidiana, cucinare leggere scrivere, ascoltando Comicopera? E ci siete riusciti?

Perche' io ieri sera mi sono messo li' con le migliori intenzioni, il catalogo Tate di Louise Bourgeois un paio di articoli trovati in rete il blocco aperto davanti a me, tutto pronto per preparare la mia corrispondenza per Zoe di domani. Poi ho infilato nel lettore Comicopera, e per me doveva rimanersene li' in sottofondo mentre leggevo e prendevo appunti.

Invece stamattina il blocco era ancora li' piu' o meno come quando ho iniziato, bello bianco candido - che nella mia casa che e' tutta bianca sta pure bene, e' solo che non ho idea di cosa raccontare a Marina e ai suoi ascoltatori domani.

E pero' finalmente Comicopera l'ho ascoltato piuttosto a fondo. Se solo potessi parlare di quello.

Stay tuned apre il disco in tono minore. Sono particelle nell'aria/ non mi puoi vedere ma ci sono canta quella voce inconfondibile, ed e' gia' riunione di famiglia: Brian Eno ad accarezzare le tastiere e Annie Whitehead a soffiare nel trombone. Brano firmato Anja Garbarek. Un po' Glory box un po' Carla Bley.

Just as you are prosegue climi notturni e piovosi. Si apre ancora la porta della casa di Louth ed arriva la chitarra di Paul Weller ad accompagnare il discorso amoroso di Robert e Monica Vasconcelos che qui interpreta Alfie. A mio modo sono stato sincero/ Ho vissuto solo per te/ e ti ho sempre amata/ cosi' come sei.

You you e capiamo ormai qual e' il tono di tutta la prima parte del disco. Intimista astratto rarefatto. Arabeschi sospesi di sax e clarinetto, il solito Gilad Atzmon che incrocia i suoi strumenti con una melodia che e' canzone del mare a trent'anni di distanza da quella prima memorabile canzone del mare. Tu ci sei/ come una luce/ quando scende l'oscurita'.

AWOL e' jazz impressionista, sorretto da un contrabbasso caldo e profondo contrappuntato dal bombardino di Annie Whitehead. Siamo nella campagna inglese. Salutando treni/ che non vanno piu' da nessuna parte.

Anachronist chiude la prima omogenea parte del disco e dovrebbe essere uno strumentale. Ma a renderlo personale e unico sono i vocalizzi di Robert. Non siamo, in tutto questo primo terzo del disco, per nulla lontani da Rock bottom.

A beautiful peace scritta a quattro mani con Eno apre la seconda parte in tono piu' folkie e solare. Pero' e' un sole fragile e pallido. E' una bella giornata/ ma non qui.

Be serious introduce un elemento ritmico fin qui solo sottinteso. Weller torna a imbracciare la chitarra che usava ai tempi degli Style Council e Robert riprende il discorso interrotto con Just a bit: Invidio davvero i cristiani/ invidio anche i musulmani./ Dev'essere fantastico avere certezze/ come un religioso induista o ebreo.

On the town square introduce il vibrafonista Orphy Robinson che sara' protagonista di uno dei momenti piu' alti del disco, ma dobbiamo aspettare per questo la terza parte.

Mob rule la poteva solo scrivere un poeta, capace di trasformare la riunione di una commissione edilizia in lirica che e' disillusa resistenza. Un'altra ferita sta per essere inferta all'ambiente: A chi credere?/ Chi puo' sapere/ che cosa significa esattamente tutto questo:/ un esperto?

A beautiful war e' il mondo visto dall'alto di un bombardiere che sta per scaricare morte e distruzione. E' un peccato che perdero' lo scoppio,/ ma vedro' il video nel giro di giorni,/ e potro' vedere il replay/ della mia bella giornata. Missione compiuta, abbiamo portato la democrazia.

Out of the blue e' uno dei punti piu' alti di tutto il disco. Hai piantato la tua eterna/ rabbia nel mio cuore. Il tono e' cosi' diverso da quello della prima parte: piu' complesso nelle liriche, piu' esplorativo nei suoni.

Del mondo apre la terza parte, cantata in lingue diverse da quell'inglese che e' la lingua dell'alleanza anglo-americana. Qualcuno in una bella casa di pietra di Cerreto Alpi credo ascolti questa versione con un certo compiacimento. O forse lamentera' il fatto che rispetto a quella su The different you, in questa Del mondo la sua voce salmodiante e' stata espunta. Il nostro mondo adesso debole e vecchio,/ puzza il sangue versato infetto.

Cancion de Julieta e' musica di Wyatt su una lirica di Garcia Lorca. Quasi otto minuti che rimandano alla Liberation Orchestra di Charlie Haden, jazz internazionalista e libero. La voce galleggia sospesa e sale progressivamente verso la ionosfera. Un mare di suono./ Un mare di terra bianca.

Pastafari, e incontriamo ancora Orphy Robinson che tratta il vibrafono come fosse un gamelan, sospeso tra musica devozionale e sperimentazione di stampo jazz.

Fragment prepara alla conclusione mandando in frantumi Just as you are. Perche' non cambiero' mai niente di te,/ cerchero' invece di amarti.

Hasta siempre comandante di Carlos Puebla e' ritorno al passato, a quello collettivo e a quello personale di Wyatt - Te recuerdo Amanda e Yolanda. Seguiremos adelante/ como junto a ti seguimos/ y con Fidel te decimos:/ Hasta siempre, Comandante!

Il disco finisce. Torna per un attimo il silenzio. Mi alzo. Play. Il viaggio ricomincia. Chiudo il catalogo. Ascolto.

[Shipbuilding]

10 Comments:

Anonymous ivan said...

comicopera mi piace più di cuckooland e ne abbino l'ascolto con autumn response di richard youngs...

giovedì, 22 novembre, 2007

 
Anonymous ivan said...

di a da in con su per tra fra...forse era meglio scrivere ne abbino l'ascolto a...sorry...

:)

giovedì, 22 novembre, 2007

 
Blogger borguez said...

Cuckooland/Comicopera/Autumn Response

di cosa andiamo lamentandoci?


che i compiti li facciano gli altri!

giovedì, 22 novembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Ivan -

Anch'io lo preferisco a Cuckooland, ma mi stavo domandando se non dipenda dal fatto che Cuckooland l'ho ascoltato forse troppo.

Borguez -

No no, non ci si puo' lamentare. Casomai qui ci si lamenta di non avere il tempo di seguire tutto cio' che meriterebbe.

giovedì, 22 novembre, 2007

 
Blogger cornelius said...

su zio robert mi permetto di consigliare un bel documentario, "little red robin hood", realizzato dai ragazzi dello studio fotografico con cui ho collaborato per tre anni, qui nella grande pera. e in comicopera, se non sbaglio, suona anche maurizio camardi, bravo jazzista nostrano di cui, sempre con lo studio, abbiamo praticamente fatto tutte le copertine...

giovedì, 22 novembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Non ho mai avuto il piacere di vedere il documentario, ma ho visto che ci sono dentro tutti gli amici di Wyatt. Pure Steve Beresford, che qui a Londra mi capita di vedere ormai un giorno si' e uno no, e' incredibile come ovunque vada c'e' Steve Beresford, secondo me ce n'e piu' di uno di Steve Beresford :-)

giovedì, 22 novembre, 2007

 
Anonymous MOYA said...

Entro 7 giorni devo inviare un articolo sulla mostra di Louise, forse ci torno di nuovo, oppure aggoiungero' un excursus su una formidabile novantenne che non ha paura di distruggere cio' che ha forgiato e calpestare metaforicamente chi l'ha creata...
Per gli EELS in piccionaia ti faccio sapere!

venerdì, 23 novembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Io sono dovuto tornare Domenica scorsa, dopo che Radio Popolare mi ha chiesto il pezzo per Giovedi'. La seconda visita fa ancora piu' male della prima, gli stati di ansia e trauma diventano ancora piu' evidenti. Ho rivisto anche il film, questa volta in seconda fila. (Approfitto anche per chiederti scusa per la mia risposta notturna di ieri - il mio telefono aveva preso la pioggia dell'altra sera ed era moribondo, poi improvvisamente ieri notte si e' rimesso ad andare).

Questo fine settimana, sempre per la radio, devo andare al Victoria & Albert a vedere la mostra su Lee Miller - credo di andare domani mattina. Se non lavori e ti va sei benvenuta.

venerdì, 23 novembre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Gia' vista e recensita per CULTFRAME ;-)
A presto!

Moya

lunedì, 26 novembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Grazie per la segnalazione. Appena ho un attimo vado a vedere. Sia a te che agli altri lettori interessati, segnalo che non e' necessario andare fino a South Kensington a vedere la mostra del V&A, dato che alcuni degli scatti piu' belli di quella mostra, e altri ancora piu' personali, li potete vedere alla Photographers' Gallery (dove tra l'altro sono in vendita a un prezzo direi regionevole considerando la qualita').

lunedì, 26 novembre, 2007

 

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