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lunedì 10 dicembre 2007

Am I demon? Need to know

[Bonnie Prince Billy, Gennaio 2007]

Quando usci' il primo disco di Danzig, prodotto da Rick Rubin, avevo 25 anni e l'energia per trascinare un treno. Facevo un programma in una radio di paese. Era prima di trasferirmi a Milano e di proporre l'idea a Radio Popolare. Si chiamava Rockville, duro' tre anni, e di quei tre anni mi rimane, in tutto, una C90 che il tempo sta impietosamente smagnetizzando. E tanti di quei ricordi che di blog non ne basterebbero dieci per scriverli tutti. Quella C90 si apre con me che saluto e sparo nell'etere Am I demon di Danzig. Sparo nell'etere proprio, neanche trasmetto. Ululati e chitarre elettriche proiettati nel cielo.

Sono passati tanti anni ma tanti e dove sono finiti non lo so. E adesso Am I demon Bonnie Prince Billy l'ha riscritta completamente in versione acustica, ora che l'energia per trascinare un treno non l'ho piu', che mi sciolgo quando ascolto una bella canzone voce e chitarra, e che invece di sparare ululati e elettricita' nell'etere cerco qualsiasi giustificazione per trasmettere quanto piu' silenzio possibile.

Bonnie Prince Billy e' il folk singer per eccellenza della nostra generazione. Io lo adoro Bonnie Prince Billy. Non statemi a sentire quando parlo di lui, perche' non riesco a mettere una briciola di razionalita' in quello che dico. Qualcuno la' fuori ha visto Old joy, il film con due attori (e un cane), uno dei quali e' Bonnie Prince Billy? Io non volevo uscire dal cinema quando e' finito. Volevo vederlo ancora e ancora. Il mio amico che era con me alla fine del film ha esclamato che e' troppo Fabio questo film, ti rendi conto che eri tu su quello schermo? Io non gli ho risposto perche' non riuscivo piu' nemmeno a parlare.

Ask forgiveness non ce la faccio a toglierlo dal lettore. La gentile elettricita' che Greg Weeks degli Espers (meravigliosi gli Espers) aggiunge al silenzioso strumming di Bonnie, e la voce di Meg Baird al controcanto, una voce pura come il vento che arriva dal mare, rendono queste sette cover riscritte (e un originale inedito) assolutamente imperdibili.

Avete letto la bella intervista a Michael Gira, su Wire di Dicembre? A un certo punto Gira a proposito del nuovo folk dice

I think in a way it's very healthy, as it's about people playing their instruments and expressing something through words, rather than being all dolled up with rock elements or volume.

What I look for in music is people whose music can be reduced down to a guitar and voice or a piano and voice, basically, and it has to be strong that way.

Words e people. Il folk e' questo: persone che cantano parole che sentono, e che attraverso una chitarra si trasformano naturalmente poesia.

Lo sapete se leggete questo blog che con la poesia, cosi' come con il teatro, ho un rapporto altamente conflittuale. A me piace leggere racconti nella lingua che si usa per comunicare la mattina col panettiere e il giornalaio. E mi piace il cinema. Il resto a me sembra finzione e deliri. A me sembra ho detto, adesso non e' che non capisco e rispetto il punto di vista di altre persone e i loro gusti. Ho detto a me sembra.

Il folk e' un linguaggio musicale parlato e quotidiano. Parole cantate da persone, con una chitarra o un pianoforte. Basta, tutto qui. A me basta e avanza. E devono essere forti le parole e la musica, perche' non c'e' trucco e non c'e' inganno nel folk. Non c'e volume, non ci sono effetti speciali ne' bei vestiti. La forma e' ridotta al minimo, per dare risalto alla sostanza. E' per questo che mi piace il folk, e che i dischi ai quali sono legato maggiormente nella mia collezione sono quelli contenuti in una scatola di tela rossa. Anthology of American folk music, Smithsonian Folkways. Toglietemi tutto, ma lasciatemi quella scatola di tela rossa.

E io non lo sapevo ma quando avevo 25 anni stavo gia' ascoltando un grandissimo pezzo folk. Ha dovuto spiegarmelo Bonnie Prince Billy. Folk gotico, perche' il folk puo' essere anche questo. Scuotere i fantasmi che abbiamo dentro. Farli uscire. Lasciarci puri. Lasciarci liberi.

8 Comments:

Anonymous moya said...

Grazie Fabio.
Ero così abituata ad ascoltare BPB da cd-ipod-etere, che ignoravo totalmente l'esistenza di questo bel video.

martedì, 11 dicembre, 2007

 
Blogger mr.crown said...

am i demon: ho amato danzig e i suoi primi tre album li ho ancora tutti in vinile e credo che ogni pezzo sia riconducibile ad una versione chitarra e voce e varrebbe la pena ascoltarlo.

ma rick rubin lo aveva capito prima di tutti noi, come si misura la potenza di un brano, e fa lo stesso con johnny cash e personal jesus e heart e molto altro ancora.

mercoledì, 12 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Moya -

E' uno di quei casi piuttosto rari nei quali un video migliora il brano musicale che accompagna. Bonnie che fa volare l'aquila e' imperdibile!

Mr. Crown -

Bisogna ammettere che Rubin e' un genio. Non a caso la Columbia lo ha assunto per salvarsi dal crollo. Il primo disco di Danzig *bisogna* averlo in vinile, se non altro per quella imperdibile copertina.

Bello che si arrivi da li'. Quell'hard rock a me piace ancora molto e lo riascolto sempre volentieri.

mercoledì, 12 dicembre, 2007

 
Blogger lophelia said...

magnifico post, Fabio.
Su BPB sai già come la penso, mi è rimasto come una spina nel fianco quel suo concerto a Firenze che mi son lasciata sfuggire la scorsa primavera.

mercoledì, 12 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Grazie Lo! Questa primavera era in particolare stato di grazia il nostro Bonnie, ma a sentire il nuovo EP si direbbe che il periodo d'oro non sia ancora esaurito. Cerca di ascoltarlo almeno una volta, meglio se in un teatro dove il pubblico tende a essere piu' silenzioso e concentrato.

mercoledì, 12 dicembre, 2007

 
Blogger Myriamba said...

erhm...ho letto e riletto il post..ma e' vero? Non avevo fatto il paragone con i Danzig..cioe' ..Bonnie Prince Billy riprende i Danzig???? naaaaaa..non dirmi che quindi avevo gia' sentito questo EPBonnie Prince Billy e non lo sapevo..
ohhh.. il film lo volevo vedere dannatamente, ho solo letto delle critiche bellissime ma a Canterbury passano solo i blockbustser.. se ti piace il folk, o l'alternative folk, prova un po' Chris Garneau e ovviamente ti ripropongo Marco Mahler ;)

giovedì, 13 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Si', rifa Am I demon, ma in versione del tutto acustica, lasciando solo l'impianto folk gotico. Non mi risulta l'abbia fatta in un altro EP, quindi avrai ascoltato questo.

giovedì, 13 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Si', rifa Am I demon, ma in versione del tutto acustica, lasciando solo l'impianto folk gotico. Non mi risulta l'abbia fatta in un altro EP, quindi avrai ascoltato questo.

giovedì, 13 dicembre, 2007

 

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