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Ambiente Uguaglianza Tempo

lunedì 3 dicembre 2007

Perche' lo-fi

[Clerkenwell, Novembre 2007]

Qualche settimana fa, finalmente, e' arrivata la nuova libreria. Una parete intera, niente meno: un sacco di spazio. E cosi' dopo 2 anni di prigionia ho finalmente potuto liberare i miei libri dagli scatoloni nei quali erano stati reclusi dopo l'ultimo di una serie di traslochi.

Un divertimento senza fine aprire quegli scatoloni. E' saltato fuori di tutto. Ordinare i libri nella nuova libreria e' stata in assoluto la cosa piu' divertente che ho fatto da molto tempo in qua, perlomeno dall'inizio di quest'anno.

Ci ho messo settimane, e non ho ancora finito. Ogni libro che sistemo come minimo prima lo sfoglio, ne rileggo le parti sottolineate, cerco di ricordare quando l'ho letto e chi me lo ha regalato.

Stanotte, saranno state le 2, mentre me ne stavo seduto a gambe incrociate sul parquet circondato dai miei libri (e lo so che tutti i libri del mondo non valgono un caffe' con un amico, non e' che adesso uno deve sprecare un commento per ricordarmelo), mi e' capitata tra le mani questa cosa qua:

Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrera' un giorno una donna che, da sempre, e' la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenita'. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sara' bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle

- Ti aspettavo.

Lei aprira' la scatola e lentamente, quando vorra', leggera' le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prendera' gli anni - i giorni, gli istanti - che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, gia' le aveva regalato. O forse, piu' semplicemente, capovolgera' la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorridera' dicendo a quell'uomo

- Tu sei matto.

E per sempre lo amera'.

E sara' stata la tarda ora, e il fatto che ieri pomeriggio avevo un po' di febbre e pero' sono uscito lo stesso, saranno state tante cose, concedetemi tutte le attenuanti che potete signori giudici che leggete, ma insomma a me e' venuto in mente che questo blog e quella scatola di mogano hanno davvero molto in comune.

[Oceano mare]

15 Comments:

Anonymous MOYA said...

A me questo post mi ha fatto subito venire in mente il bellissimo saggio di Benjamin, quello che inizia così:
"I am unpacking my library. Yes, I am. The books are not yet on the shelves, not yet touched by the mild boredom of order..."

Sabato prossimo ci prendiamo quel te' al London Review Cake Shop?

Moya

lunedì, 03 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Si', anche se Benjamin alla fine era un esegeta del collezionismo, mentre io il collezionismo non lo amo affatto. Uno di tutto e' piu' la mia filosofia (del resto Prospettive Musicali e' un po' lo specchio di questo modo di intendere e raccontare una variegata compagine di dischi che collezione non sara' mai).

Quel famoso te' Sabato, certo! Ci sara' da farsi spazio a gomitate, ma noi non abbiamo paura di bully our way quando si tratta di torte!

lunedì, 03 dicembre, 2007

 
Blogger kiakkio said...

Ciao, capito per caso qui dal blog di Lophelia e trovo citata proprio questa parte di "Oceano mare" che ieri raccontavo in macchina ad un'amica, ripromettendomi di ritrovarla nel libro e rileggerla e... e invece eccomi qua. Grazie per la coincidenza e buona esplorazione tra i libri

Francesco

lunedì, 03 dicembre, 2007

 
Blogger lophelia said...

non sarò certo l'unica ad aver pensato al paragone scatola-blog prima di arrivare in fondo al post.
A te tutte le attenuanti quindi, oppure siamo in molti colpevoli qui dentro:)

lunedì, 03 dicembre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Coraggio, dev'essere stata colpa della stanchezza. :-) Anch'io ricollego "Oceano Mare" ad un periodo piuttosto malinconico, post scioglimento sodalizio sentimentale, ma più o meno sullo stesso tema del brano che hai riportato preferisco la versione che ne ha dato Rino Gaetano con "Sfiorivano le viole". Ciao. Q.

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger Andrea said...

io, triviale come al solito, ti chiedo che cos'è la lettera che hai fotografato, e che porta il tuo nome in corsivo... Ti hanno nominato Cavaliere dell'Ordine del Tasso? Sono troppo curioso...

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Francesco -

Certo, ti leggo spesso nel tuo blog e in quello di Lophelia, che mi ha pure parlato di te. Domanda: ma si puo' raccontare Oceano mare? Perche' io non ne sarei capace, e' un tale intrico di metafore.

Lophelia -

La seconda che hai detto secondo me. A me ha molto colpito anni fa una persona che scriveva e scriveva e scriveva. Poi ha incontrato l'amore della sua vita e non ha piu' scritto una riga. Ora le spiegazioni possibili sono due. Una positiva e spero non troppo generosa: ha vuotato la scatola di mogano e sono ancora li' a leggere divertendosi un mondo. Una un po' meno positiva: che quando quella persona la incontri perdi quel desiderio di comunicare davvero in modo aperto con il mondo, tutto il mondo. Ti chiudi insomma. In questo senso, nel dubbio, spero la mia anima gemella di conoscerla un giorno, ma non subito, ho troppa voglia di vivere prima che questo accada.

Qohelet -

"Ancora penso alle mie donne quelle passate
e le presenti le ricordo appena
mentre io oh ye aspettavo te"... Molto ma molto Enneagramma profilo 4, se hai letto un post scritto quest'estate... Sicuramente tutta colpa della stanchezza e della febbre, oh ye :-)

Andrea -

Una banale lettera della banca che mi invitava a visitare la nuova filiale... pero' non farmi svelare i segreti delle mie foto cosi'!

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger lophelia said...

d'accordissimo sul temere la seconda ipotesi, per sé e per gli altri!!! non sai quanto spesso ci penso, la vedo come un abisso. Anche se secondo me si può anche resistere dal farsi assorbire totalmente, se il mondo ci interessa.

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Si' poi noi forse ne siamo anche un po' *troppo* consapevoli. Io mi rendo conto che sto adottando quelle che in psicologia si chiamano strategie di auto-ostacolamento (poi se passa Chiara ci da' la sua interpretazione).

Per esempio, ti racconto solo gli ultimi casi. a) Due domeniche fa avevo una date con un'ebrea tedesca, e dove l'ho portata? A vedere un bel film sui campi di concentramento. b) Domenica scorsa avevo una date con una neo-zelandese (simpatica, carina e tutto quanto), e cosa ho proposto? Di andare a vedere una mostra di nudi di prostitute fatti da uno che si suppone fosse Jack lo squartatore.

Non ho piu' sentito nessuna delle due.

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Metaforicamente Baricco non appartiene al genere lo-fi, ma quello del campionamento, del "cut and paste", del malcelato mestiere nel rubare con destrezza idee altrui (grazie a un'indubbia cultura letteraria)e a ricomporle, con esiti variabili ma apprezzati dal grande pubblico: mid-cult nel senso McDonaldiano del termine.
In questo senso Oceano Mare attinge massiciamente, con opportune e furbesche variazioni che dissimulano le tante fonti, a testi capitali quali "La vita:istruzioni per l'uso" di Georges Perec, quello si un vero capolavoro.
Un esempio ? Là c'è un personaggio chiamato Bartlebooth, che dipinge una lunga serie di marine con gli acquerelli per farne fare puzzle da ricomporre nel corso degli anni, qui un Bartleboom che colleziona le proprie lettere per permettere a una potenziale lettrice di comporre la propria vita (ovvero, come titillare la voglia di "realtà romanzesca" che alberga nell'animo di tutti noi. Si potrebbe scrivere una tesi di laurea sezionando e analizzando il certosino lavoro di Baricco sulle trame di altri, e forse qualcuno prima o poi lo farà.
Detto questo, il tuo post, caro Fabio, mi è piaciuto ugualmente, e ne ho capito il senso. L'immagine di te che a notte fonda stai seduto in mezzo ai tuoi libri sparpagliati per tutta la stanza è bellissima, e mi ha ricordato tanti momenti della mia vita.
Nicola

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Posso pero' dire che a me La vita: istruzioni per l'uso (che, e' vero, e' la lezione che Baricco ha studiato, non ci avevo pensato) non e' piaciuto moltissimo? Ho fatto una gran fatica ad arrivare in fondo. E' un po' per bibliofili hardcore, non trovi? Tutti quei "cambi di tempo" mi hanno lasciato un po' freddo. Non lo trovi un po' troppo un'esercizio di stile? Dopodiche' l'ho letto 15 anni fa e non lo ricordo piu' nemmeno tanto bene, dovrei riprenderlo in mano (e credo dia rimasto nella casa di Milano purtroppo perche' dagli scatoloni non salta fuori).

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger lophelia said...

proprio oggi leggevo l'intervista di uno che era appassionato di autogrill, e quando usciva la prima sera con una donna la portava a cena in autogrill. Si giustificava citando De Niro in Taxi driver, che al primo appuntamento con la ragazza dei suoi sogni la porta a vedere un film a luci rosse, perché è quello di cui lui è appassionato, e per lui è normale:D

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

All'autogrill non avevo ancora pensato, forse solo perche' non guido. Pero' Sweet & Spicy, che e' un bangladeshi scrausissimo, e' spesso la prima scelta per una date. Luci al neon, tavoli di formica, pavimento che non lo spazzano da anni, clientela di immigrati di prima generazione. Il curry come lo fanno loro non lo fa nessuno. Una volta quel posto l'hanno fotografato pure su un servizio di Wire, e da allora ho perso ogni remora. Di solito prima di iniziare preciso: io qui ci mangio spesso e non sono mai stato male.

martedì, 04 dicembre, 2007

 
Blogger Chiara said...

Poco fa - lo giuro- ho pensato a Oceano Mare e all'opportunità di tuffarmi nuovamente in un po' di lirica vecchia maniera "alla Baricco". Sì, perchè non ho mai pensato che scrivesse in prosa. La sua era -ahimè, uso un tempo passato- una prosa lirica.

Il tuo post ha acuito il mio desiderio, ho voglia di rivedere anch'io le frasi che ho sottolineato.

Detto questo, il tuo blog è una gran bella scatola di mogano.

mercoledì, 05 dicembre, 2007

 
Blogger Fabio said...

Grazie per il complimento Chiara! Io che non comprendo assolutamente la poesia (spesso piu' che liriche mi sembrano deliri), invece nella prosa di Baricco mi trovo bene. E' l'ultimo limite prima di entrare nella vera poesia, laddove perdo l'orientamento e qualsiasi interesse.

mercoledì, 05 dicembre, 2007

 

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