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lunedì 21 gennaio 2008

Ancora tu

C'e' in giro, nei negozi, un doppio dischetto stranissimo. Arriva da una sconosciuta etichetta del Surrey, la Chrome Dreams e sulla copertina c'e' scritto chiaramente This CD is not authorised by Bob Dylan, his record company or management. E pero' il titolo e' The best of Bob Dylan's Theme Time Radio Hour. E in copertina c'e' pure una foto di Bob, con immacolato cappello da cow-boy. L'altra cosa notevole e' il prezzo: solo 7 sterline e 99 per un doppio CD, 142 minuti di musica.

Theme Time Radio Hour, come sapete gia', e' il programma che il maestro ha condotto per un anno su una radio via satellite americana, ritrasmesso poi da queste parti dalla BBC. Tutte le settimane, Bob entrava in studio e trasmetteva un'ora di blues, country, primordiale rock'n'roll, gospel, il tutto ispirato a un tema. Tutto molto rurale e ruspante, vecchi 45 giri locali dell'America suburbana e nomi piu' noti, alcuni decisamente enormi.

E questi qui del Surrey cos'hanno fatto? Hanno preso la loro canzone preferita di ogni puntata, 52 in tutto, le hanno messe insieme, hanno costruito un nastrone e poi lo hanno riversato in digitale.

L'effetto e' strepitoso. Ci sono tutti. Dite un nome e c'e'. Hank Williams? C'e'. Billie Holiday? C'e'. Bessie Smith? C'e'. La Carter Family, l'orchestra di Duke Ellington, Louis Armstrong, Gene Vincent, Chuck Berry, Lead Belly? Ci sono. E in piu' saltano fuori, tutt'in mezzo, robe sconosciute. Un po' Sunday Monday Happy Days a tratti, ma nel complesso un ascolto che fa stare troppo bene. Ti porta via con lui proprio. E' una macchina del tempo questa raccolta.

Ma me la sarei ascoltata senza troppo starnazzarne nel blog se non fosse che nel libretto ho trovato un paio di citazioni del maestro che vale la pena riportare qui di seguito per intero:

Those old songs are my lexycon and my prayer book. All my beliefs come out of those old songs, literally, anything from "Let me rest on that peaceful mountain" to "Keep on the sunny side". You can find all my philosophy in those old songs. I believe in a God of time and space, but if people ask me about that, my impulse is to point them back toward those songs. I believe in Hank Williams singing "I saw the light". I've seen the light too.

This is the flat-out truth: I find the religiosity and philosophy in the music. I don't find it anywhere else... I don't adhere to rabbins, preachers, evangelists. I've learned more from the songs that I've learned from any of this kind of entity.

E sono anche cose che senti dentro, ma e' sempre bello trovare sulla tua strada un maestro che ti ricorda quanta luce possono emanare tre minuti di musica che arriva da un gracchiante 45 giri.

[Bob Dylan - Subterranean Homesick Blues]

24 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Che fantastica trasmissione deve essere stata quella in cui Dylan presentava il suo background più recondito. La selezione dei 52 pezzi, per quanto estesa, deve rendere solo in minima parte l'idea. Mi ricorda un po' la collana "Under the influence" che capita di trovare qua e là, ogni tanto. Q.

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Proprio cosi'. Under the influence pero' tende a spaziare tra decenni e stili, risultando un ascolto un po' frammentario. Questi due CD invece si ascoltano con grande piacere perche' l'escursione temporale, e in parte anche di stile, e' minima. Alla fine e' come ascoltare una radio americana (del Midwest direi) negli anni '50.

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Blogger mr.crown said...

anche da queste parti è un bel po' che se ne parla del dylan selecter.
il mio amico hank mi passa qualche dischetto ogni tanto.
sarei anche curioso di trovare il doppio a cui ti riferisci tu.

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

L'avevo visto da Rough Trade, poi su Amazon l'ho trovato a quel prezzo e non ho resistito. Da' l'idea di una sorta di bootleg, e che non si siano preoccupati piu' di tanto dei diritti.

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Anonymous Meristemi said...

Con una minima parafrasi il secondo paragrafo della citazione potrebbe diventare una dichiarazione di laica religiosità come poche altre. Grazie dell'ennesima chicca.

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

E come ogni religiosita' laica, in quanto basata sul sentire anziche' sull'apprendimento acritico, e' una religiosita' che parte dal profondo.

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Anonymous riccardo said...

puro vangelo. corro a comprarlo.

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Prima che lo ritirino dal commercio e arrestino tutti questi qui del Surrey!

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Anonymous MOYA said...

Fabio, penso che quanto prima mi regalero' il doppio CD compilation dylaniano del Surrey. Poi stasera ho visto "Moi, Pierre Riviere..." e forse - piu' che un post - ci faro' un articolo. Magari lo scrivo davanti ad un Jasmine Tea al LRB. A presto,

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Il jasmine tea da piccolo chimico! Moi Pierre Riviere mi ha molto tentato, ma alle sette ieri sera ero ancora qui a giocare con i numeri da mandare a una stronza americana. Cosi' l'ho perso. Per consolarmi sono andato da Rough Trade e ho trovato Wire che non e' ancora uscito nelle edicole. Sono soddisfazioni.

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Blogger lophelia said...

una radio americana degli anni '50 la ascolterei proprio volentieri ora come ora, e proprio due minuti fa pensavo a com'è stupido che in certi uffici non si possa tenere la musica. Dev'essere straordinario quel cd, qui ovviamente inutile provare a cercarlo.
(OT ma me lo hai fatto venire in mente: ti è piaciuto Radio America di Altman?)

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Io sono tra quelli che possono ma non vogliono, nel senso che al lavoro ho il mio ufficetto piuttosto insonorizzato (che e' pure la redazione di London Calling - anche formato radio...), ma quando sono qui non mi viene tanto da sentire musica. Forse perche' apprezzo l'ascolto della musica solo con uno stereo decente (poi dipende da cosa si intende per "stereo decenti", ma direi che le radio compatte o i PC non sono "stero decenti"), o forse perche' continua a suonarmi questo cazzo di telefono, o entra sempre qualcuno (e infatti quando devo andare in diretta alla radio barrico la porta con una sedia che significa "se entri muori"). O forse perche' l'ufficio non e' proprio un posto che ispira musica, anzi, sono concetti piuttosto antitetici secondo me.

Bello Radio America, e pero' quando penso ad Altman penso a Nashville e a Short Cuts, tu no?

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Blogger lophelia said...

Nashville ehm non l'ho visto. Short cuts secondo me è più Carver che Altman. Il mio preferito resta forse Images, e altri degli anni '70 più appunto Radio America.

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Ma come, Nashville e' da cinemino vicino a casa tua come nessun altro film che sia mai stato girato!

Short Cuts e' un po' Carver remixed by Altman, vero.

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Anonymous the journo in Mereghetti mode. said...

altro che un pò, verrebbe da dirlo una join(t) venture; Nashville è strambo e caotico ma ha un senso, però l'altman più godibile di quel periodo è senz'altro quello di MASH. Non foss'altro che per la canzone tema...

JC

p.s.: poi la smetto di dire la mia su tutto come un'acida vecchina, giuro...

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

No no, fanno piacere i tuoi interventi, e sono in tema. Peraltro Mash non l'ho mai visto. E' da grande schermo vero? Conviene aspettare che lo ridiano al BFI invece che vederlo via PC, giusto?

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Anonymous the Mereghetti syndromed journo said...

:D. Secondo me sì, io l'ho visto un paio di volte in televisione tramite VHS, e comunque visto che è di un'epoca in cui il cinema vinceva ancora sul resto, direi che sì, rende di più. Ma non è che contino molto i paesaggi, in fondo, o le scene. Sono idialoghi e l'intreccio che lavorano. Per spiegarmi meglio, "Apocalypse now" è da vedere sul grande schermo, mentre qui, volendo, puoi andare anche di "medio".

JC

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Blogger lophelia said...

Mash è il film di Altman più apprezzato dagli uomini (tanto per restare sul PH 3,5)
;)
Sì Nashville al cinemino l'hanno dato l'ultima volta lo scorso inverno. Confido nella prossima.

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Anonymous Meristemi said...

Ah, ecco perche' Mash è il mio Altman preferito! ;-)

A proposito di radio americana, io trovo meraviglioso questo sito, i suoi podcast ed i vari addentellati.

http://americanradioworks.publicradio.org/

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Anonymous Meristemi said...

Quando parlavo di addentellati, intendevo meraviglie come questa:

http://americanradioworks.publicradio.org/features/radio/index.html

Scusate il doppio commento.

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Anonymous the oxymoric Journo said...

Beh, in effetti "MASH" è umorismo raffinato di grana grossa...o il contrario?

JC

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Adesso pero' voi tre mi state facendo sentire molto ignorante. Meglio che mi faccia venire al piu' presto l'idea per un post cosi' questo lo abbandoniamo. In ogni caso domani scrivo al BFI chiedendo che facciano Mash su grande schermo al piu' presto, che questa lacuna sugli anni '70 mica la posso tenere ancora per molto. E gia' che ci sono nella mail aggiungo pure che e' tempo che si mettano d'impegno e facciano una bella rassegna sui film blaxploitation.

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Anonymous Meristemi said...

Del resto la "blaxploitation will not be televised, will not be televised, will not be televised" ;-)

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Esatto, quello sara' il titolo della mail.

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 

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