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Ambiente Uguaglianza Tempo

mercoledì 2 gennaio 2008

E' andata a casa con il negro la troia


[Rogoredo, Gennaio 2008]

Arrivato da pochissimo a casa. Devo dire che con la nuova parete libreria (da me disegnata...), la mia casina londinese e' diventata davvero accogliente: un piacere entrare dopo questi 10 giorni in Italia.

Vi racconto un po' di cose che mi hanno colpito in questi 10 giorni italiani:

1) un film su tutti: Nella valle di Elah di Paul Higgis (Crash, Million Dollar Baby, ma questo e' decisamente meglio). Se non l'avete ancora visto, inaugurate con quella pellicola (qui non ancora uscita credo) l'ultimo anno dello psicopatico George W. Bush. Comunque sia, qualunque cosa succeda, quest'anno si voltera' pagina e sara' la fine di un incubo. Si ricomincera' ad andare negli Stati Uniti e se vince il buon Obama potrei addirittura pensare di trasferirmi a Chicago, accettando l'invito al quale da anni sto opponendo resistenza. Vediamo.

2) l'intervista di Fabio Fazio a Mike Bongiorno. Vi prego, ditemi che l'avete vista anche voi. E' stata un'esperienza, per un paio di giorni non ho pensato ad altro. Su tutto, irresistibile il racconto dell'incontro con la moglie. Era il 1972. Qualcuno, non ho capito bene chi, pare abbia detto a questa giovane hippy vieni che ti porto sullo yacht di Mike Bongiorno. La sventurata rispose. Arriva sullo yacht con sotto braccio l'Unita', il Manifesto e un po' di libri definiti "comunisti" (ma che cosa si sara' portata da leggere in barca, il Capitale? Mah). Appena vede cotanta cultura, un amico di Mike Bongiorno (che se era un amico di Mike Bongiorno potete immaginare che livello culturale doveva possedere) butta tutto a mare. E lei invece di incavolarsi sta al gioco, tutta contenta di barattare la sua copia del Capitale per una vita a fianco del re dei quiz.

Vedete, non esiste una miglior previsione di quello che sarebbe successo meno di 10 anni dopo a livello nazionale, con il passaggio dalle manifestazioni di piazza a una serena vita davanti alla televisione. Quella prima scopata in barca tra Mike Bongiorno e la moglie e' la manifestazione archetipica in senso junghiano dell'autoinculata alla quale si e' sottoposta tutta l'Italia quando ha iniziato a disertare le piazze, a vedere La ruota della fortuna, Jerry Scotti, Castagna, il TG5, e infine a votare in massa per Berlusconi e per il suo inesistente partito azienda. Era gia' tutto scritto in quella prova tecnica di repressione delle masse che fu quella lungimirante scopata. Con quella scopata, nel 1972, si inaugurano ufficiosamente gli anni '80 e poi '90 e poi 2000. Da quella scopata nasce l'Italia come la conosciamo oggi. Grazie Mike, deve avergli detto un giorno Silvio.

3) il dettaglio dell'incontro tra Sarkozy e la Carlabruni, come l'ha raccontato Repubblica. Pare che insomma Sarkozy, dopo un mese che si era separato dalla moglie (un mese eh), si sentisse terribilmente solo. Chiama il suo amico Seguela (che detto tra parentesi mi fece prendere un bel 30 e lode con una tesina su di lui all'esame di psicologia sociale, quindi pure io gli sono grato in fondo) e gli dice: perche' non organizzi una bella cena con la tua banda? Alla cena partecipa la Carlabruni. Sarkozy fa tutta la sera il cascamorto e poi accompagna a casa la Carlabruni. Le chiede il numero di telefono. Sono le 2. Alle 2.05, racconta Seguela che riceve una telefonata della Carlabruni che dice: strano tipo il tuo amico, mi ha chiesto il numero di telefono 5 minuti fa e non mi ha ancora telefonato.

A me una roba del genere fa diventare matto. Ti apre un mondo di domande una frase come quella. Cosa sarebbe successo se. Io che non chiedo mai il numero di telefono, mi limito a dire cose tipo: la prossima volta che ci vediamo porto con me una penna cosi' possiamo scambiarci le mail. E poi aspetto di incontrare ancora una volta per caso quella deliziosa persona che il caso mi ha fatto incontrare gia' una volta, tanto a Londra ci sono solo 7 milioni di abitanti cosa volete che sia incontrarsi per caso.

E invece Sarkozy. Ecco, un buon proposito per il 2008.

4) l'inserto di Fahrenheit di ieri nel quale Roberto Freak Antoni inframmezzato da un montaggio di brani degli Skiantos, che uno mica si aspetta di sentire una roba del genere a Radio 3, racconta il movimento studentesco del '77 a Bologna.

Mi ha colpito ogni sua frase, nessuna esclusa. Un illuminato, o forse e' solo il tema che trattava, non lo so. Quando ha detto di quando si e' innamorato, e la persona della quale era innamorato dopo 2 mesi l'ha lasciato e a lui si e' spezzato il cuore ed e' scomparso dalla scena per alcuni mesi, beh in quel momento mi veniva voglia di abbracciarlo Freak Antoni.

Ma il meglio arriva verso la fine, quando dice: ho capito che il '77 era decisamente tramontato quando ho ascoltato una canzone di Vasco Rossi che diceva e' andata a casa con il negro la troia. Freak Antoni che dice: noi Skiantos ne dicevamo tante ma non avremmo mai detto una cosa del genere, non avremmo mai chiamato troia una compagna del movimento, una donna che ci piaceva.

Ecco, io mi sono messo a pensare. A tutti i passi indietro che si sono fatti. A come e' ancora bello scandalizzarsi per la bruttezza di questi tempi. E del linguaggio di questi tempi. Domandarsi cosa sarebbe successo se avessero vinto loro, quelli del '77, e se oggi vivessimo in un mondo senza negri, senza troie, ma con tanti esseri umani uguali in quella diversita' che ci potrebbe unire come una ricchezza senza fine. E, invece, ci divide.

17 Comments:

Anonymous moya said...

Io, mentre giacevo sotto le coltri, vittima di un mostruoso raffreddore, oltre a letture pesanti, come un tomo di storia sociale sulla Londra del 1840-60, ho anche rivisto una puntata storica di Doppia Coppia, del 1969. Beh, a parte quel genio di Noschese, mi ha colpito la qualità dello spettacolo, il lavoro a discapito degli scarsi mezzi, e anche il tipo di pubblico. Non c'erano ancora il divorzio, l'aborto... insomma, si viveva in un'Italietta poco moderna, ma allo stesso tempo c'era un minimo di cultura, o, almeno, la voglia di farla, e i telegiornali erano annunciati, non gridati. Poi, non capisco cosa sia successo, forse è davvero colpa di Mike Bongiorno, ma quello che si è creato oggi mi sembra pressocché irreversibile...
Cmq bentornato, ci si vede presto ;-)

mercoledì, 02 gennaio, 2008

 
Blogger Chiara said...

vado a vederlo (il film!) settimana prossima.

mercoledì, 02 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

grande!

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Ennesimo splendido post, Fabio, che alterna una acuta e dolente consapevolezza, l'indignazione per l'intramontabile imbecillità umana, la ferita sempre aperta di una mente sensibile di fronte alla gratuita volgarità del mondo, il cinismo disincantato dell'idealista deluso; senza mai tralasciare l'ironia e il sarcasmo di chi osserva il mondo con l'occhio dell'antropologo.
Senza contare che la tua abilità di fotografo fa sembrare fascinosa persino la stazione di Rogoredo, neanche fosse Canary Wharf !

Nicola

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Blogger mr.crown said...

questo sarkozy ricorda un po' jfk

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

bella, molto bella la frase di Freak, con una sola immagine rende davvero molto bene l'idea di un'epoca che finisce.

Dell'intervista a Mike B ne ho visto solo una parte per puro caso (non ha senso guardare Fazio quando non c'è la Litti), mi ha colpito il fatto che in realtà lui fosse un vero innovatore, all'epoca in cui nasceva la TV, ma anche uno dei primi a scendere sott'acqua con le bombole ecc. Peccato tanta intelligenza male impiegata.

Ho letto anch'io la storia della Carlabruni e mi sono detto: "ma questa ha dei seri problemi psicologici". Dai il numero di cellulare e ti sorprendi che dopo 5 minuti non ti ha ancora chiamato? 5 minuti! Per bene che vada ti chiamo il giorno dopo, che cazzo ho da dirti dopo 5 minuti?
Però Fabio, non farti troppi problemi a chiedere un contatto, che sia l'indirizzo mail, il cellulare o che altro (ora va di moda il contatto Skype), capace che qualcuna delle giovani donne -provviste di almeno due numeri cdi cellulari, uno personale ed uno privato, più magari quello aziendale- rimane delusa ("non gli interesso, non mi ha neanche chiesto il cellulare...")
ciao
Auro

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Anch'io ho trovato di una volgarità incredibile il fatto che SarkoBruni si siano lanciati in pubblico così alla grande, del tipo 'guardate quanto siamo fighi'. Mi pare più leggera la licenza poetica del Vasco Rossi, che in quella canzone si limita ad interpretare un sentimento, in maniera politicamente scorretta, certo, ma bisogna capire il contesto. Collegando 'Colpa d'Alfredo' all'altro tuo discorso, e a quello di Auro, si potrebbe dire: 'è andata con Sarkozy perché non le ho chiesto subito il cellulare'. V.R. ha fatto delle tamarrate musicali di gusto ben peggiore, secondo me. Q.

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Moya -

Spero tu stia meglio ora. Sai che ho un libro (regalatomi tempo fa) che ti devo assolutamente prestare? E' un tomo degli anni '70 che si portava a un esame di urbanistica, intitolato Londra citta' unica. Il 95% di quello che dice tu lo saprai gia' secondo me, ma ci sono un sacco di annotazioni storiche che potrebbero interessarti. La prossima volta che ci vediamo te lo porto.

A proposito di quello che dici, ricordo che il nonno in quegli stessi anni vedeva sempre un programma intitolato Sapere: era l'espressione di quel desiderio di trattare alla televisione temi un po' pesi.

Il fatto e' che stiamo parlando di primi anni '70, quando c'era un canale solo: o guardavi quello o chiudevi la tele. Per cui molti lo guardavano un po' per costrizione. E pero', intanto, arrivava loro qualcosa (sull'orbita terrestre, i Promessi sposi, i Fenici, cose cosi'). Oggi se fai un programma sui Fenici scappano tutti a guardare un balletto su Canale 5, perche' un'alternativa (un po' purtroppo) c'e'.

Si', irreversibile temo.

Chiara -

E' un ottimo film e secondo me ti piacera'.

Ammiratore anonimo -

Grazie!

Nicola -

Grazie, sei sempre troppo gentile. Aspetto che tu mi racconti la tua Londra natalizia: che hai fatto e visto.

Salendo di sera tardi dal sottopassaggio di Rogoredo alla piattaforma, mi ha colpito il fatto che le luci da una parte sono tutte azzurre, dall'altra tutte gialle, e ho deciso di scattare una foto. Quello che mi colpisce adesso, invece, e' quel senso di vuoto umano e solitudine: la stazione era deserta come fosse stata evacuata.

Mr. Crown -

Molto vero, almeno restando in superficie. Immagino tu ti riferisca allo "stile". Se pero' leggi i suoi programmi capisci che forse e' piu' simile a un Rudy Giuliani (e non e' un complimento).

Auro -

Sai che mi ha colpito la stessa cosa che dici tu? La capacita' di innovazione e l'energia, che si esprimeva, per esempio, nell'essere stato un pioniere della subacquea. In fondo da quell'intervista usciva una specie di super-uomo, che non si e' mai rassegnato a condurre una vita normale (tipo: aveva voglia di andare al Nord, ma mica si fermava alle Lofoten, macche', andava fino al Polo Nord con la slitta).

Pero', se scavi sotto la simpatia di quell'intervista, scopri una figura davvero cinica e pronta a tutto (il nostro comune amico Gianni che ci ha lavorato insieme ricordo che confermava questa seconda immagine).

Sulla questione richiesta contatti, ho ampi margini di miglioramento sui quali lavorare nel corso del 2008 :-)

Q -

Suonerebbe pure bene quella frase nel contesto di Colpa di Alfredo :-)

Vasco e' stato il cantore di una generazione, anzi di piu' di una, forse proprio perche' ne ha saputo interpretare comportamenti e atteggiamenti raccontandoli nelle sue canzoni. Il suo limite e' stato quello di non usare l'ironia e il sarcasmo che invece il rock demenziale di un Freak Antoni aveva saputo esprimere.

I personaggi di Vasco, compreso il protagonista di Colpa di Alfredo, si prendono terribilmente sul serio. Per questo Vasco e' piaciuto e continua a piacere cosi' tanto: perche' giustifica e finge di essere uno di loro.

Ma non sono mai "uno di loro" quelli che arrivano dove e' arrivato Vasco o dove e' arrivato Mike. Usano il loro intuito, lo mettono a frutto. Se usassero ironia e intelligenza sarebbero Freak Antoni e Neri Marcore', non sarebbero Vasco Rossi e Mike Bongiorno, per dire, con tutte le conseguenze personali e sociali del caso.

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Fabio,
ti racconterò della mia Londra dei saldi di gennaio: ci sarò dal 25 al 27 gennaio 2008.
Ho preferito evitare Natale e scegliere un periodo "anonimo", evitando per quanto possibile la calca turistica delel feste.

Nicola

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

grande!
firma digitale - hrudi v. bakshi

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Nicola -

Ottima scelta. Io sono qui se vuoi che ci si incontri finalmente.

Hrudi v. Bakshi -

Benvenuto, credo di aver tracciato la tua provenienza - via blog ravennati.

giovedì, 03 gennaio, 2008

 
Anonymous auro.m said...

bel post, grazie!
magari ne parliamo quando torno a Londra, mi servono un paio di mesi, va bene lo stesso? :)

senti, ma non é che recentemente, passando dall'Italia, qualcuno ti ha messo in tasca una copia di novella 3000? :)

auro.m

venerdì, 04 gennaio, 2008

 
Anonymous alessandro said...

A proposito della storia sociale di Londra 1840-60, consiglio un bellissimo disco di Lindsay Cooper, "Rags", che trovate (sia in vinile, sia in un unico cd con "The Golddiggers", sempre della Cooper)in
http://www.rermegacorp.com/
(che tra l'altro sta facendo i saldi natalizi ma solo fino all'8 gennaio: cliccate su ReR Mammoth Winter Sale).
"Rags" è la colonna sonora del film “The Song of the Shirt” di Sue Clayton e Jonathan Curling:
http://www.screenonline.org.uk/film/id/496441/index.html
Anche "The Golddiggers" è una colonna sonora (di uno dei primi film di Sally Potter).
Su Lindsay Cooper potete consultare tra l'altro
http://lindsaycooper.fanspace.com/index.html
Ciao
a

venerdì, 04 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Ti pregherei di non fare confusione tra le mie riviste preferite, Auro: Novella e' 2000, a essere 3000 e' Eva!

Insomma, adesso criticate anche i miei post nazional-popolari? Non vi va proprio bene niente!

Ti aspetto a Londra, per parlare un po' delle ultime del principe Carlo e di Pete Doherty, e sfogliare insieme qualche copia di Hello e del Sun che ti terro' da parte per l'occasione.

venerdì, 04 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Eccellente consiglio Alessandro, grazie! Lindsey Cooper e' davvero parte di quell'altra Inghilterra della quale si parla purtroppo troppo poco. Del resto la sua malattia l'ha allontanata parecchio dalla scena musicale (al contrario di Maggie Nichols ancora molto attiva: ti ho mai detto che quando l'ho conosciuta mi ha chiesto di entrare a far parte del suo gruppo di voci?! Provavano al Betsey Troutwood di Clerkenwell, un pub allora per me davvero scomodo, e invece a due passi da dove vivo adesso).

Cerchero' il CD che indichi, come sempre apprezzo molto i tuoi interventi qui, e sono sicuro che anche Moya apprezzera'.

venerdì, 04 gennaio, 2008

 
Blogger artemisia said...

Grandissimo post.
E finalmente ho capito com'è iniziata la rovina degli anni ottanta, la tua spiegazione è plausibile.
Su Carla Bruni e Sarkozy dico questo: ma magari Sarkozy stava provando a chiamare la Carla proprio alle 2.05, mentre lei chiamava Seguela...
Cioè, voglio dire questo: se uno ti chiede il numero di cellulare, poi deve sbrigarsi a chiamare!! Non si può chiamare dopo qualche giorno, non va bene! Almeno un sms bisogna spedirlo immediatamente.
Dai retta a me.

;)

sabato, 05 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Arte, per me sarebbe gia' un bel progresso chiamare, anche dopo qualche mese, credimi! I am a really hopeless case :-)

lunedì, 07 gennaio, 2008

 

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