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Ambiente Uguaglianza Tempo

venerdì 4 gennaio 2008

E dopo il post nazional-popolare di due giorni fa, va ora in onda il nulla



Non e' stato un brutto Natale, ma e' mancato qualcosa che lo rendesse davvero speciale. Un libro.

Avevo pensato di farmi un bel regalo usando un buono di Amazon che mi era stato donato tempo fa, calcolando bene i tempi in modo da poter mettere sotto l'albero il mio regalo all'ultimo momento e non subire la tentazione di scartarlo prima della magica notte.

Era arrivato pure in tempo, esattamente il 21 Dicembre. Perfetto. Senonche' lo hanno ritirato i miei vicini, la coppia di ragazzi gay che vive davanti a me, e al posto del mio regalo ho trovato un biglietto sotto la porta che diceva pressappoco: Fabio, non sappiamo se sei gia' partito per l'Italia. E' arrivato un pacco di Amazon per te, e per non lasciarlo in giro l'abbiamo ritirato noi. Te lo diamo quando torniamo dalle Maldive, il 3 Gennaio. Auguri, ecc.

Disperazione assoluta. Il mio libro. Che sognavo di studiare per tutte le agognate vacanze. Il mio regalo di Natale. Ho contato i minuti che mi separavano dal ritorno dalle Maldive dei miei vicini, e ieri sera appena ho sentito uscire dal loro appartamento della musica ho bussato alla loro porta, che belli che siete che abbronzatura e non potete mica darmi il mio libro.

Varcata la porta del mio appartamento ho letteralmente disintegrato la confezione, e finalmente ecco tra le mie mani il voluminoso volume: No wave di Marc Masters, edited by Rob Young (editor di Wire, lo dico per chi non fosse avvezzo a questo genere di cose).

Finalmente. Il 3 Gennaio alle 21.15 e' stato Natale anche per me. Ho passato tutta la notte con il mio regalo, ovvio. Le foto, che vi posso dire, le foto sono una roba irresistibile. Non le guardi, sono loro che ti entrano dentro la retina e non se ne vanno piu' via. Se chiudo gli occhi vedo Lydia Lunch dappertutto, ancora adesso. Ti si stampano dentro quelle immagini sgranate in bianco e nero, quelle fotocopie di flyers appiccicati alle stazioni dell'underground newyorkese, quelle copertine di dischi come non ne hanno mai fatte prima e non ne faranno mai piu'.

Per me e' stato come quella volta che il mio amico Marco Reina mi ha mostrato la sua collezione di New York Rocker. Non si riesce a parlare. Si entra in un altro mondo. Perdi coscienza della realta'. Finalmente.

Ora, a me Weasel Walter non e' che sia poi cosi' simpatico. Me lo ricordo quando stavo a Chicago accampato su un divano a casa di Mark Fischer della Skin Graft per scrivere un Ultrasuoni del Manifesto, e lui arrivava a qualsiasi ora del giorno e della notte con la sua bici e aveva sempre voglia di fare casino. Non dorme mai, non si capisce cosa prenda. Solo Zeek Sheck tra gli amici di Mark era cosi' completamente fuori, e infatti si sono trovati (non vorrei scrivere una scemenza, ma mi pare che Weasel e Zeek vivano insieme in California adesso). Pero' quello che scrive nella prefazione ve lo devo copiare, perche' tutta quell'epoca, per come me la ricordo e l'ho vissuta io, e' racchiusa in queste parole:

This book attempts to make sense of that story, perhaps in the hope that some weird, lonely 14 year-old kid out there in the middle of nowhere feels empowered to stand up and push away the generic rebellion culture the mainstream offers and go the hell underground where something real can still be felt and discovered.

Il senso ultimo della musica, e nello specifico di quella musica, per me e' sempre stato questo. Spingere via la generica cultura di ribellione prefabbricata che ti viene offerta a basso prezzo, e scendere direttamente giu', all'inferno, a dissotterrare cio' che di sincero sono stato in grado di trovare in tutti questi anni. E' stato un viaggio. E il punto di partenza e' stato quello: Patti Smith, i Ramones, i Suicide, James Chance sulla copertina in bianco e nero del primo Rockerilla che vidi a casa di un amico durante una settimana bianca e che cambio' per sempre la mia vita.

E' questo il senso di un libro come questo. Ribellione che non e' mai diventata mainstream, che non si e' mai venduta a prezzo di mercato.

Il weird and lonely 14 year-old e' diventato un uomo adesso, ma ancora gioisce come un bambino, stringendo tra le mani un volume tutto nero che e' passione e memoria, gioia e rivoluzione.

10 Comments:

Blogger mr.crown said...

evidentemente è il momento dei libri.
a ravenna nei giorni scorsi si è organizzata una serata "post punk 1978 - 1984" prendendo come ispirazione il tomo di simon reynolds (che tutto sommato non amo particolarmente) . è stata una bella notte senza compromessi. si ripeterà il 15 febbraio in occasione del live di little annie e paul wallfisch. al bronson.
poi nei giorni scorsi mi sono perso nei meandri della vita di michael gira e la sua zine da cui tutto ebbe inizio si intitolava NO MAGAZINE. e proprio lì cominciava la discesa verso gli inferi. subito dopo si trasferirà a new york. NO WAVE appunto.
e poi proprio ieri ho ordinato NO NEW YORK (il libro) della soul jazz.
e anche la mia vita è cambiata con un numero di rockerilla (probabilmente qualche anno dopo quello a cui fai riferimento tu).
c'era uno speciale sui RADIO BIRDMAN.
credo che sia iniziato un processo di reazione nei confronti di myspace e del downloading. c'è un nuovo fermento di riflusso. c'è bisogno di toccare le cose con mano: vinile - carta stampata, l'odore della stampa. forse sono solo le ultime convulsioni prima della definitiva morte cerebrale, ma mi piace pensare che ci saranno salotti e avamposti e resistenza.

sabato, 05 gennaio, 2008

 
Blogger Gealach said...

allora, buon natale Fabio!

(io ho proprio fatto male i conti, e aspetto il mio amazon per l'11. piu che natale è stato un regalo per la depressione causata da anno nuovo!)

sabato, 05 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Fabio,
occhio a Lydia Lunch in camera da letto, è pericolosissima ...
Nicola

sabato, 05 gennaio, 2008

 
Blogger lophelia said...

che bello quando un oggetto di tanto desiderio ti arriva tra le mani!! un'esperienza erotica, senza mezzi termini.
io sto ancora aspettando il terzo occhio...

domenica, 06 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Il mio primo Rockerilla è stato quello dell'84 con Morrissey in copertina per l'uscita di 'Meat is Murder'. Poi, all'epoca c'era anche il mitico Claudio Sorge su Radiopop con le sue trasmissioni sul garage-psichedelico che permettevano di ascoltare qualcosa di quel che recensivano. Ora RR lo prendo ancora, ma l'80-90 per cento di quel che pubblicano mi sfugge, purtroppo, oppure lo ripiglio qualche tempo dopo. Q.

domenica, 06 gennaio, 2008

 
Anonymous Marco said...

Caro Fabio,

grazie per la citazione e buon anno a te ed ai lettori del tuo bellissimo blog.

Davvero sfogliare quelle riviste provoca una emozione "altra", facendoci entrare in un mondo che abbiamo vissuto ma ora non esiste più. Consoliamoci e trasferiamo la memoria alle generazioni future, cosa che tu fai ogni giorno scrivendo in rete.

La prossima volta (per fare pari tra le due coste) ti mostro la mia collezione di "Slash", mitica rivista di L.A. da cui nacque la etichetta omonima (cito a memoria, tra i molti che incisero per essa, The Blasters, The Flesheaters, Los Lobos, Fear, Rank & File ecc.ecc.).

A presto,

Marco

lunedì, 07 gennaio, 2008

 
Blogger diego said...

come dice mr.crown evidentemente è il momento dei libri. Io il mio regalo l'ho potuto scartare prima di natale ed ho vissuto una folgorazione, di foto e parole, simile alla tua.

lunedì, 07 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Mr. Crown -

Sai che invece il tomo di Reynolds sul post punk a me e' piaciuto proprio tanto? Poi volevo dire che a me questo Bronson e' proprio simpatico. Mi piacerebbe passarci un giorno. Al Bronson e al Covo, dei quali mi hanno parlato la Ele e Aurelio Pasini quando sono passati di qui. Mi hanno lasciato l'impressione di posti mitici, roccaforti di resistenza all'omologazione. Bello.

Fammi poi sapere cosa pensi di No New York (il libro). L'ho visto a Rough Trade e mi ha abbastanza tentato.

Su downloading e myspace, io non posso parlare. Per ragioni generazionali non mi hanno mai attratto. Continuo a ricordare con piacere lo scambio di supporti (in tutti i sensi). Ieri sera stavo cenando con un'amica e la radio ha passato Making plans for Nigel. La mia povera amica si e' dovuta subire tutta la storia di quando un mio compagno di liceo mi porto' a casa Drums & wires. Entro' in casa mia con gli occhi fuori dalle orbite: devi ascoltare questo, devi ascoltare questo! Lo mettemmo sullo stereo e non riuscivamo a credere a quello che stavamo ascoltando.

Adesso con myspace... ognuno davanti a proprio computer... contenti loro...

Gealach -

Coraggio, Gennaio e Febbraio sono mesi insopportabili per tutti, ma subito dopo arriva la primavera. Per qualche ragione a me sembra che la primavera quest'anno debba essere fantastica, lo sento. Ne parleremo quando sara' l'ora, ma vedrai che e' cosi'. Cos'hai preso da Amazon?

Nicola -

Lydia Lunch in camera da letto la proverei volentieri pero'! Per il momento mi limito a tenere No wave sul comodino: letto di notte fa un grande effetto.

Lophelia -

Esatto, e' come strappare i vestiti di dosso a Lydia Lunch scartare No wave in quel modo :-) Curiosissimo di sapere del terzo occhio a 12 megapixel, e di vedere i risultati. Dovrai provarla a Londra mi sa!

Q -

Ce l'ho, ce l'ho! Quello con Morrissey con la giacca a quadretti. Di Claudio che dire, lo ascoltavo tutti i Martedi' prima, e poi tutte le Domeniche. Religiosamente. Mai avrei pensato di prendere a Radio Pop il posto che un tempo e' stato suo, la Domenica alle 10 e mezza, ma la vita fa strane sorprese. Poi e' cambiato, e oggi non lo capisco piu', ma allora Claudio era grandissimo.

Marco -

Non vedo l'ora. Hai fatto bene a non mostrarmi tutto quanto insieme, perche' non me ne sarei piu' andato. Grazie per le tue gentilissime parole.

Diego -

Sono album di fotografie di quello che siamo stati e di quello che, in fondo, siamo ancora. Sono foto nostre, in qualche modo, foto ritrovate.

lunedì, 07 gennaio, 2008

 
Blogger a. said...

la cosa che più mi ha colpito però è che i tuoi vicini di casa vanno alle maldive. a natale. come de sica!

martedì, 08 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Ma no! De Sica a Natale lavorava. Si e' pure fatto male e ha dovuto sospendere la tournee per 15 giorni. (Quando si dice interessarsi un po' di tutto).

martedì, 08 gennaio, 2008

 

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