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lunedì 14 gennaio 2008

La mezza eta' sonica



Ma quand'e' che iniziano a uscire un po' di dischetti nuovi?

Nell'attesa, ieri rimestavo le uscite del 2007 e mi e' capitato tra le mani l'album pubblicato l'anno scorso dai Magik Markers su Ecstatic Peace, quello prodotto da Lee Ranaldo.

Gran bel disco. Un incrocio di Sonic Youth, Royal Trux, Blonde Redhead, Matt Valentine & Erika Elder. Molto elettrico, ma con un paio di sorprendenti ballate: una pianistica, alla quale Lee Ranaldo aggiunge un glokenspiel, e una un po' folkie verso la fine, con tanto di chitarra suonata con l'arco (o con un e-bow o qualcosa di simile).

Bello che stia venendo fuori un suono che combina indie-rock e psychedelia, rigore ritmico e improvvisazione elettrica: Magik Markers, MV & EE, Brightblack Morning Light, alcune cose Kranky.

Ancora piu' bello il fatto che i mentori di questo suono siano i Sonic Youth, la rock band fondamentale e definitiva vissuta sul pianeta Terra negli ultimi 30 anni. Non si finira' mai di approfondire la loro influenza su tutto quello che ascoltiamo oggi, la loro visione elettrica che si continua ad evolvere dai primi vagiti di Sonic Youth e Confusion is sex fino alle riletture di classici contemporanei del ventesimo secolo: tutto sempre pensato e eseguito con ammirabile cambiamento nella coerenza.

Per quelli della mia generazione sono un punto di riferimento imprescindibile i Sonic Youth, un filo che unisce tante memorie epoche trasformazioni. Per quanto mi riguarda, passano dal loro primo album che mi guadagno' lo scherno del rancido venditore di dischi del mio paese di nascita (meno male che ci sei tu a portare via questa spazzatura mi disse raucamente, dopo avere intascato la mia settimana e prima di rimettere sul piatto un "capolavoro" degli Yes). Fino al mio incontro con Thurston Moore, al tempo passato insieme a lui a parlare di musica e di New York e di cinema e scoprirlo cosi' simile in tante cose. E tutte le volte che li ho visti su un palco, a Londra Milano New York Chicago. Il racconto di un'amica londinese che un giorno vide Kim uscire dallo Shepherd's Bush Empire e distribuire biglietti del loro concerto ai ragazzi poveri e homeless di quella zona povera della citta'. I ricordi personali di tutte le volte che i dischi dei Sonic Youth li ho condivisi, copiati, prestati, trasmessi in tutti questi anni, e il poster contenuto dentro Daydream nation, che ancora oggi mi da' il benvenuto tutte le volte che torno a visitare la mia cameretta.

[Magik Markers]

25 Comments:

Anonymous Marco Reina said...

Quale appassionato dei Sonic Youth, ti interesserà sapere che - nel prossimo mese di marzo - uscirà nel Regno Unito per i tipi della Omnibus Press, "Psychic Confusion" la storia dei Sonic Youth scritta da Everett True. Sicuramente uno dei libri che finirà nelle nostre biblioteche in questo 2008!
Marco

martedì, 15 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Da mettere in libreria di fianco a Hey ho let's go!

martedì, 15 gennaio, 2008

 
Blogger Chiara said...

un dischetto nuovo esce il 18 ma credo non sia il tuo genere...

io lo aspetto con ansia ;)

martedì, 15 gennaio, 2008

 
Anonymous Marco Reina said...

Ma non ho detto tutto. Mi sono fermato al Regno Unito. In USA, invece, "Goodbye 20th Century: the Sonic Youth Story" scritto da Alec Foege, edito da Da Capo Press e - attesissimo da chi scrive - "No Wave: post punk, underground in New York 76/80" di Thurston Moore e Byron Coley, edizioni Abrams Image.
Read on!
Marco

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Notazione vagamente estetica: ultimamente noto la tua propensione a fotografare VU meters, manopole dei toni, potenziometri di amplificatori.
Da cultore e appassionato di hi-fi trovo piacevole questa sorta di "visualizzazione" della musica mediante la rappresentazione delle apparecchiature che vengono utilizzate per riprodurla e , possibilmente, riprodurla bene.
Viva i Sonic Youth, ora e sempre, ovviamente.
Nicola

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Blogger P! said...

Ciao Fabio
tra un po esce il nuovo Bob Mould !
Non è un capolavoro ma è meglio
delle ultime cose che ha fatto
Imminente anche il nuovo Cat Power

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Chiara -

Mah chi lo sa... Non ascolto un genere di musica specifico, mi piace viaggiare tra i generi a seconda dell'umore, del tempo, ecc. Quindi potrebbe piacermi, al momento giusto. Di che si tratta?

Marco -

Noto che invece da un po' di tempo non escono libri sugli Yes, chissa' cosa ne pensa il negoziante che mi scherni' per aver comprato da lui spazzatura.

Nicola -

Si tratta di foto fatte una sera di fine 2007 nella mia ex-cameretta, al vecchio ma gloriosamente funzionante amplificatore valvolare Sansui del 1974 che appartenne a mio padre e che poi passo' a questo figlio cosi' appassionato di musica. Inutile dirlo: forse il piu' bel regalo che abbia mai ricevuto. Esteticamente impagabile, in tempi di estetica merdApple.

P! -

Su Cat Power pero' vediamo. Non mi aspetto un gran che. Ieri Time Out ha confermato i miei sospetti. Non ci sono piu' le Cat Power di una volta. Credo continuero' ad adorare i suoi primi impareggiabili dischi e a lasciare ai neofiti la svolta soul, che personalmente mi ha gia' rotto. Bob Mould invece lo sto aspettando anch'io. Resta grandissimo, qualsiasi cosa faccia. Classe indiscutibilissima.

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Anonymous riccardo said...

che poi ieri ascoltavo dopo tanto tempo sugar kane sulla district line e a momenti mi commuovevo.

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Anonymous myriamba said...

e "Sunday" rimane uno dei piu' bei video della storia :)

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Blogger Chiara said...

Dell'ultimo album di Lorenzo: "Safari".

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Riccardo -

Ah la District Line. La prendevo quando stavo in West London e non ne conservo un gran ricordo: sempre in ritardo, con soste di 10 minuti per volta a Earl's Court. Certo che con Sugar kane anche la District Line diventa accettabile. Capisco la commozione. Poi ti linko che il tuo e' un gran bel blog.

Myriamba -

Quello diretto da Harmony Korine. Gran bel video infatti, concordo.

Chiara -

La sua musica la conosco poco, ma me lo ricordo quando stava a Milano perche' lo vedevo sempre entrare a un macrobiotico, in un cortiletto interno a via Casale dove c'era anche centro yoga dove andavo. Mi e' parso sempre simpatico e gentile, pero' non e' che abbiamo avuto grandi scambi oltre a grazie e prego quando uno dei due teneva la porta aperta per l'altro. Sulla sua musica non mi esprimo, ma solo perche' non la conosco. Alberto Campo molti anni fa parlando di lui mi disse "E' uno che e' cosi' trasparente che gli vedi attraverso". Mi sembra un eccellente complimento.

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Blogger lophelia said...

Daydream nation è una delle musiche che mi porto in palestra, ti sembrerà forse un sacrilegio ma mi aiuta molto a sopportare il luogo.

mercoledì, 16 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Che cosa curiosa, l'imminente album del nostro amato Bob Mould si intitola appunto "District Line".

Nicola

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Anonymous the tired journo JC said...

Che bello che era l’inizio dell’anno prima che iniziassi 1) a scrivere di musica 2) ad essere conseguentemente sommerso di cose da recensire/ascoltare in anteprima.
Al di là della condizione di privilegiato “part timer” e dei magri compensi economici, rimpiango un po’ il periodo di magro di gennaio, in cui recuperavi cose uscite nei mesi prima e rifacevi le classifiche e ci ridevi sopra, quando insomma li terreno da recuperare erano meno e meno ripido.

Col cavolo che tu possa farlo ora, quando le uscite discografiche sono un mare fuori controllo che sommerge tutto, dischi belli, brutti e mediocri (che sono la maggior parte, per l’ovvio effetto di livellamento che la quantità esercita sulla qualità). Però, tra un ritaglio di tempo e l’altro, posos parlarvi bene di Magnetic Fields, dell’ex Jayhawks Gary Louris (tra Neil Young, white album e la Band: peccato la penna non sia di un Tweedy; non siamo lontanissimi, comunque), delle Rings e quando la posta me lo consegna, di Bob Mould prodotto da Brendan Canty. Chissà che , in un rock sempre più climaterico, non mi/ci sorprenda pure lui…

E perdonate l'effetto "caro diario"...

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Lophelia -

Io il "luogo" non riesco a sopportarlo comunque. Ho provato di tutto: Sonic Youth, Arvo Part, death metal, l'antologia di Harry Smith, i Kraftwerk, Alan Lomax e potrei continuare ancora per molto. (La palestra vicina a casa e' una gay parade permanente che pompa house music da mane a sera).

Nicola -

Si' davvero curiosa. Finira' per venirmi in mente ogni volta che salgo su quella linea, cosi' come ogni volta che scendo nella Northern Line mi vengono in mente gli Opal, sulla Victoria Line i Clash, ecc.

JC -

Con i promo e le anteprime ho maturato negli anni un rapporto un po' ostile, e non so perche' sia successo. Forse e' solo l'eta', che trasforma il tuo rapporto con il tempo. Questo "avere il disco prima", scaricarlo prima che esca, ecc. lo associo a un'idea di consumo rapido, che contrasta con il piacere che provo, per dire, nel cercare una ristampa un po' introvabile, farmela arrivare per posta dal Giappone, magari pagata a caro prezzo, e poi ascoltarla molte volte leggendo le note di copertina e le liriche. E' un po' la differenza che passa tra fast e slow food secondo me.

Quando mi arrivavano carrettate di promo ascoltavo certamente piu' musica, ma oggi che i dischi ho deciso di comprarli, fatti gli adeguati confronti, ascolto musica migliore.

Il giorno che ho smesso di scrivere per il Manifesto ho chiamato tutti i miei contatti presso i distributori e ho chiesto loro di non mandarmi piu' nulla.

Ti sembrera' forse strano, ma mi sono sentito stranamente sollevato.

Oggi, a un paio d'anni di distanza, lo considero un esperimento riuscito: ho recuperato un piacere nell'ascoltare musica che se ne stava un po' andando, diluito in quel mare di novita' cosi' spesso mediocri.

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger Chiara said...

visto che - al contrario di me- sei un esperto di musica, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del nuovo album.

Se hai voglia/tempo ascolta un paio di canzoni (Fango con l'intro di Ben Harper non è niente male...) e fammi sapere.

Sì, è uno trasparentissimo Lorenzo. Mi piace molto e lo seguo da sempre.

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Provero' ad ascoltare, grazie per il consiglio :-)

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Anonymous the disappointed journo said...

Bob Mould l'ho ascoltato ieri sera per la prima volta: deludente, e dubito che altri ascolti potranno rimediare la prima impressione. Sembra uno che ha perso il treno, come sentire una cover band di Jimi Hendrix nel 1977. La voce resta sempre quella, e le cose milgiri sono un paio di ballate elettriche in cui ricorda da vicino Richard Thompson. il resto, tra elettronica che è vecchia invece che vintage e pur mal contestualizzata, vocoder nefasti e brani emo-pop alla Sensefield ultimi, è poca cosa.

Si diventa vecchi tutti, ma a volte è meglio che gli altri non lo sappiano...

JC

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Non so se riferisci la tua ultima frase a Bob Mould o se e' una considerazione piu' ampia, ma a me questo fatto di maturare (diventare vecchi e' un'altra cosa) e percepire livelli energetici nuovi (non minori, solo diversi: meno frenetici ma piu' profondi) sembra un fatto tutto sommato positivo. Per esempio, restando al discorso musicale, capisco musiche che prima non comprendevo (pur continuando ad ascoltare, per accumulazione anziche' per sostituzione, un po' di tutto).

Poi, ma questo potrebbe essere un problema completamente mio, non impazzisco per le nuove generazioni: non mi sembra che i giovani del 2008 stiano esprimendo qualcosa di davvero nuovo. Un paio di sere fa ero in Brick Lane con un amico italiano un po' piu' vecchio di noi e lui osservava come quei giovani (considerati oggi forse i piu' trendy del pianeta) replicavano comportamenti e stili degli anni '70.

Qualche ora prima, la radio mi aveva mandato a fare un giretto da Rough Trade East, dove avrebbero dovuto suonare i Radiohead (concerto poi annullato dalla polizia per ragioni di sicurezza), e mi sono trovato circondato da ventenni. Li osservavo un po' "sociologicamente", dovendo oggi pomeriggio descrivere la cosa a Radio Pop. Sono alla fine abbastanza d'accordo con Battiato e Ferretti sul giudizio che darei a queste nuove generazioni.

Ho fatto un OT sul mio stesso blog, il che e' un bel po' preoccupante.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Anonymous the journo wit the thorn in his side said...

Eh, il problema non è diventare vecchi in sé. e' come lo diventi: il buon Bob ha tutto il diritto di sperimentare, ma se fa buchi nell'acqua e ti tocca riferirne, allora spiace ancor di più. Come se Dylan a un certo punto avesse fatto un disco di canzoni sue arangiate in stile acid-jazz. Reagiremmo tutti negativamente. E poi avesse messo nel disco un paio di bei brani vecchio stile. come se avesse paura di far il salto totale. Insomma, anche un maestro della metamorfosi come Bowie sono 25anni che non fa un disco all'altezza, e continua a vagare senza meta. C'è chi invecchia bene, chi non nvecchiaaffatto, chi manco ci arriva e poi chi arranca.
Ripeto, fa l'effetto di un disco di David Crosby nel 1977...

JC

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Ecco, meno male che ci sei tu a far tornare tutto in topic, che sti commenti stavano prendendo una piega pericolosa.

Eh si', Wyatt e' l'eccezione. Ma perche' deve annacquare i pregiati vini prodotti in gioventu' gente come Mould, Morrissey, Bowie, Weller, ecc.? Si direbbe che con il loro back catalogue possono vivere di rendita loro e alcune generazioni. E allora perche', di grazia.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Tema complesso e affascinante, quello dell'evoluzione / involuzione di un'artista. Credo che faccia parte del grande artista anche la percezione di avere esaurito quello che ha realmente da dire, chiamiamola ispirazione giusto per facilitare il tutto.
Certo, meglio "bruciare in fretta" e magari condensare in un solo album o due la propria arte che vivacchiare mestamente per anni, talvolta per decenni (penso a volte al "mondo dei possibili": ad esempio, come sarebbe stato un trezo o un quarto lavoro dei Joy Division ? Come avrebbero reagito all'avanzata della new wave e del britpop ?)
Ma stiamo bene attenti: a qualche neofita, magari ignaro di chi fossero gli Husker Du, il nuovo Mould potrebbe piacere moltissimo; esiste un turnover naturale nel pubblico di ogni artista, ed è giusto che sia così.
A volte, come per me nel caso di Mould, è bello pensare e sapere che lui c'è ancora, e che ti può comunque emozionare (io ho acquistato il suo DVD live e la sua performance è strepitosa).
Qualcuno che invecchia bene e ha ancora molto da dire c'è: oltre a Robert Wyatt trovo ad esempio notevole il percorso di uno come Scott Walker, la cui produzione migliora con gli anni.
Perdonate la confusione, volevo solo offrire qualche altro spunto su un tema sul quale rifletto spesso.

Nicola

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

No no, che confusione, a me sembra tu abbia le idee molto chiare.

Sono molto d'accordo con te, l'unica cosa sulla quale obietterei e' che esiste un turnover sul tipo di pubblico di un artista. In ambito rock a me questo turnover non sembra di osservarlo. Ogni generazione ha le sue musiche (le musiche che si merita, la parte acida di me avrebbe detto) e rimane piuttosto legata ad esse. Lo vedi ai concerti: non ci sono ragazzini a sentire Patti Smith, e quando mi sono arrischiato ad andare ad ascoltare qualche ex-Byrd e simili avevo vent'anni meno della media dei presenti.

Ci sono poi eccezioni, musicisti "trasversali" rispetto alle generazioni (gli Stones, Dylan), ma stiamo parlando di miti del ventesimo secolo piu; che di semplici musicisti.

In questo senso, io credo che Bob Mould finira' nelle mani dei fans degli Husker Du, i quali staranno aspettando un colpo di coda, un guizzo. E non trovandolo questa volta, e non rassegnandosi ad avere perso per strada un eroe, si rassegneranno ad aspettare una prossima volta.

Pero' e' triste. Bisognerebbe avere il coraggio di fare come quei campioni dello sport che si ritirano quando sono all'apice della carriera.

Ma in questi tempi di ritorni non credo che nessuno ne abbia l'intenzione.

Riascoltiamo Zen arcade, e facciamocene una ragione.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

non sopporto chi come t m si appropria della memoria generazionale e ci marcia sopra. Anche se non hanno capitalizzato quanto avrebbero voluto (ed è meglio così) secon do me hanno fatto piu danno che altro.. trovo irritante far uscire un libro sulle comp tapes, una cosa che appartiene a tutti.. così come hai detto, hai trovato molte cose in comune con tm, conoscendolo. E' il collante generazionale che dovrebbe unire chi, a grandi linee è nato nei primi '60 e ha deviato verso l'ascolto di cose strane.. E' difficile trovare chi non conosce lynch e i residents, ad esempio fra i tipi di una certa generazione.
Gli sbarbi di adesso sono.. mi dispiace che i loro anni siano stati così.. Una volta ero a nyc e ho conosciuto la tipa di gummo e adesso non mi viene il nome... molto tranquilla, invece i sy.. detta così, se la tirano. Odiosi.

lunedì, 09 giugno, 2008

 
Blogger Fabio said...

Strano pero'. Ho conosciuto Thurston e scambiato mail con Lee e Steve, e mi sembravano tutti quanti estremamente alla mano.

lunedì, 09 giugno, 2008

 

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