Post Statistiche Commenti Profitti Campagne Pagine Tema Impostazioni Elenco lettura Guida

Ambiente Uguaglianza Tempo

mercoledì 13 febbraio 2008

Love is

[Ponte di Hungerford, Settembre 2005]

Ieri sera mentre camminavo sul ponte di Hungerford, con gli Spoon in cuffia a dare il ritmo ai miei passi, veniva verso di me un signore molto distinto, con una bella barba brizzolata, vestito con grande eleganza. Tra lui e me, a una trentina di metri da entrambi, sostava seduto a terra contro la ringhiera del ponte un giovane stordito dal freddo, con i capelli lunghi sul volto, tremante. Il signore lo vede, si ferma, appoggia la borsa e il giornale per terra. Si toglie con grazia il cappotto e rimane con un elegante completo grigio, dal gile' del quale spunta una cravatta di gusto. Looks like you are very cold: have this. Appoggia on delicatezza il cappotto di cachemire sulle ginocchia del ragazzo, che scuote appena il capo. Poi solleva la borsa e il giornale, gli fa un silenzioso cenno di saluto, un bel sorriso, e prosegue per la sua strada.

20 Comments:

Anonymous deana said...

Persino a Londra....

mercoledì, 13 febbraio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

...un vero signore!
hrudi v. bakshi

mercoledì, 13 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Deana -

Perche' persino a Londra? Mi incuriosisce quello che hai detto.

Hrudi v. Bakshi -

Un Vero Signore direi! Dovevi vedere come l'ha fatto, con quale nonchalance, come se non esistesse la distanza che noi spesso creaiamo tra tu e io, tuo e mio. Tu hai piu' bisogno di me, e allora ecco che quello che e' mio diventa tuo. Tutto qui. Un grande quel signore. Vedi, in tempi di sanvalentini di prammatica, ci vuole chi sappia nobilitare quel sentimento rivoluzionario che e' l'amore. A me questa storia dell'amore romantico (tu e io, mano nella mano e altre cazzate simili) fa orrore. L'amore e' per tutti o non e' per nessuno.

Scriveva Alain De Botton sull'Independent di Sabato scorso:

The idea we have of romantic love is very, very rare. There are as many happy couples as there are great writers, amazing scientists, beautiful people, talented designers – ie, not very many.

We've got a population on the planet of billions and there are not very many great and happy love stories out there, when it comes to the real pinnacles of achievement. And I think love is an achievement: it's not something that befalls many people.

E invece la truffa di sanvalentino continua. Troppa gente si convince che love befalls them e lo celebra, senza nemmeno avere la piu' pallida idea del potere rivoluzionario del quale parla a vanvera.

Il signore che ho incontrato, invece, mi ha dato una lezione d'amore che non dimentichero' mai tanto facilmente.

mercoledì, 13 febbraio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

...il mio primo commento è uscito spontaneo, perchè di sicuro un gesto inusuale a vedersi, ma in realtà anche a farsi!
...subito dopo però ho pensato (viste le presunte condizioni del ragazzo) "ma quanto tempo sarà rimasto a proteggere il giovane dal freddo quel cappotto prima che qualche brava persona sgranfignasse il bel gesto!"
hrudi v. bakshi

mercoledì, 13 febbraio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Il fatto di cui sei stato testimone mi ha fatto venire in mente un'intervista a Le Carré nella quale parlava proprio della cortesia 'di strada', fra sconosciuti, che una volta trovava a Londra, o in Gran Bretagna in generale. Normalmente, oggi, nelle grandi città si ha invece l'impressione di essere inosservati, purtroppo, ma forse è solo un'impressione, alle volte. Q.

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Blogger lophelia said...

sembra una favola.

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Hrudi vs. Bakshi -

Certo, oppure: con cosa avra' barattato quel cappotto il ragazzo. E infatti, questo conferma la grandezza del gesto. Un gesto senza se e senza ma. Io ti tendo una mano, tu fa quello che credi, sei libero. Ma non per questo io mi tiro indietro. L'amore e' quella cosa li', il resto e' scambio di convenienza, voto di scambio. Io ti faccio un regalo di sanvalentino e tu ne fai uno a me. Che schifo cazzo che schifo.

Qohelet -

Proprio cosi'. Nelle pieghe di una grande citta' si nascondono frammenti di umanita' viva. In una grande citta' puoi tutto, guidare un Cayenne rombante vestito da testadicazzo Dolce e Gabbana, oppure donare tempo e attenzioni: a te la scelta.

Lophelia -

Una favola didattica, una lezione d'amore, di vero amore.

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

La realtà romanzesca ... il tuo post ha evocato in me qualcosa di classicamente cinematografico/letterario, come un film di Frank Capra o un racconto di Joseph Roth. E invece si tratta di un episodio reale, di cui sei stato testimone. Un gesto d'altri tempi, ho subito pensato istintivamente, e invece assolutamente presente, attuale, sostanziale.
Mi piace pensare che il caso abbia permesso questo incontro per rendere te narratore e noi tutti lettori di questo atto così semplice eppure cosi definitivo, netto, delicato e al tempo stesso forte.
Nicola

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Blogger Gealach said...

bello arrivare qua, un po' di fretta dicendomi vedo solo se ha scritto, poi leggo con calma e ritrovarmi a non avere piu fretta....bellissima verità.

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Nicola -

La forza tranquilla della dolcezza disinteressata, contrapposta al regalo manipolatorio fatto per avere qualcosa in cambio, che e' la regola in un giorno come questo. Practice random kindness and senseless acts of beauty. E che sia fatto senza tornaconto, e che sia un gesto bello.

Io penso che il giorno che a sanvalentino qualcuno mi dicesse: sai Fabio, ti voglio bene, e per questo non ti regalo nulla. Ma ho donato i soldi che avrei speso per te a un povero incontrato per strada, pensando a te. Ecco, il giorno che dovesse succedere, saprei di avere incontrato la donna della mia vita.

Quello che mi e' capitato conferma anche la potenza di quel mezzo semplice e senza padroni che e' un blog. Bello potere condividere con voi questa lezione d'amore ricevuta.

Gealach -

Bisognerebbe scriverlo un post sulla fretta prima o poi, su quel tanto che la fretta ci fa perdere in cambio di quei pochi inutili secondi che ci fa guadagnare, che poi riusciamo sempre a sprecare in vari sciocchi modi.

Mi fa piacere che questo post abbia fatto rallentare i rituali della tua giornata: quando capita a me, ne sono felice.

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Anonymous deana said...

...persino a Londra per tutto quello che è stato fin qui detto delle grandi città frettolose e distratte, persino a Londra per la vita mordi e fuggi, persino Londra per l'abitudine ormai diffusa ad essere ciechi alle sofferenze altrui. Ma forse semplicemente sbaglio... forse Londra non è Milano.
Sono stata sempre profondamente convinta che l'amore dovrebbe essere festeggiato nel suo senso più globale (un pò come fanno in USA ma senza tutta quella mercificazione)...come sono convinta che il bene vero nessuno è più in grado di riconoscerlo nè di vederlo nè di capirlo nè di saperlo. E forse è meglio dato che quando s'incontra il più delle volte fa paura per il pensiero di ciò che bisognerà dare in cambio....

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Molto d'accordo su tutto, tranne forse l'ultima frase. Fa paura perche' come dicevi prima e' difficile da riconoscere. E' come se un abile falsario avesse riempito il mercato di ottone di nulla qualita', ma ben contraffatto, al punto che a prima vista sembra davvero oro e finisci per crederci. La delusione, quando scopri che si tratta di ottonaccio, e' di solito molto spiacevole.

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Anonymous moya said...

che bello :-)

Quando l’amore vi chiama,
seguitelo, anche se le sue vie
sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi abbracciano,
arrendetevi a lui.
Quando vi parla, credete in lui,
anche se la sua voce
puo’ cancellare i vostri sogni,
come il vento scompiglia il giardino...
(Kahlil Gibran)

giovedì, 14 febbraio, 2008

 
Anonymous deana said...

...Vabbè!allora moriamo! la vita è rischio, dolore, cadute e risalite e gioia quando non ci avresti più creduto... almeno lo spero...

@moya: molto bella..

venerdì, 15 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Moya -

Che triste un giardino senza vento, deve aver pensato quel signore a un certo punto della sua esistenza.

Deana -

La vita e' quello che noi ne facciamo. Decidere di amare e' una scelta. Si puo' vivere anche senza amare, o amando solo un po', che di solito significa amare chi ci da' qualcosa in cambio. Il salto verso l'amore vero e' pero' un salto nel vuoto. Puoi scoprire di essere capace di volare, ma per farlo ti devi alleggerire di tutto cio' che non serve.

Per questo l'amore fa paura e per questo e' stata costruita la retorica di sanvalentino, prevert, orietta berti, ecc.

venerdì, 15 febbraio, 2008

 
Blogger mr.crown said...

quel cappotto non mi serviva.
davvero

venerdì, 15 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Delle volte gia' arrivare a sapere cosa serve davvero e' un traguardo in se', mi verrebbe da pensare. Io che cosa davvero mi serve e che cosa no non lo saprei dire con certezza.

venerdì, 15 febbraio, 2008

 
Blogger cassandra said...

Io quel signore lo invidio un po'. Dev'essere bellissimo sapersi disfare delle proprie cose senza pensare "sono mie". E' un po' francescano come modo di vedere, d'altra parte San Francesco non era mica un rivoluzionario da poco.
Un saluto a te e uno a Londra :)

sabato, 16 febbraio, 2008

 
Anonymous Meristemi said...

Se non l'avessi letto qui forse non ci avrei creduto. Il che è una cosa che mi preoccupa, lo ammetto, perchè è sintomo di una diffidenza nell'accettare le cose belle anche nella loro rappresentazione. Come se non potessero essere reali.

domenica, 17 febbraio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Cassandra -

Infatti, e' stato il piu' grande rivoluzionario di tutti i tempi, e un uomo davvero libero fino all'ultimo, forse perche' ha saputo amare nel senso piu' incondizionato del termine.

Meristemi -

Beh io ho reagito come te. Sono rimasto basito, fermo a fare un rewind della scena anche dopo che l'uomo che ha donato il suo bel cappotto era gia' scomparso dalla mia vista, per potermi convincere imprimendola ancora una volta nella mia memoria, che non si trattava di uno scherzo della mia immaginazione. Un po' triste, infatti.

lunedì, 18 febbraio, 2008

 

Posta un commento

<< Home