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domenica 30 agosto 2009

Prospettive Musicali del 30 Agosto 2009

1) MICHAEL BABATUNDE OLATUNJI Odun de! Odun de! (da Drums of passion, Columbia 1960, rist. Sony 2002)

2) SALINAS Tenha fè, pois ananha um lindo dia vai nascer (da Paz amor e samba, EMI/ Odeon 1972, rist. in VV. AA. Tudo Ben (Jorge Ben covered), Mr. Bongo 2008)

3) JOHNNY CLARKE Jah Jah we pray (da Jah Jah we pray, Kingston Sounds 2009)

4) FREDDIE SCOTT Blow, wind (da Lonely man, Columbia 1967, rist. in Mr. Heartache, Kent Soul 2009)

5) METROS Since I found my baby (da Sweetest one, RCA 1967, rist. Dusty Groove 2009)

6) MONKS Shut up (da Black monk time, Polydor 1966, rist. Repertoire 1994)

7) BOWERBIRDS Silver clouds (da Upper air, Dead Oceans 2009)

8) PETER BRODERICK Pill induced slumber (da Music for falling from trees, Erased Tapes 2009)

9) SA-RA CREATIVE PARTNERS Spacefruit (da Nuclear evolution: the age of love, Ubiquity 2009)

10) SA-RA CREATIVE PARTNERS Just like a baby (da Nuclear evolution: the age of love, Ubiquity 2009).

Conduzione musicale di Giovedì 27 Agosto

Ospite in studio: Marco Reina

1) RODRIGUEZ Sugar man (da Cold fact, Sussex 1970, rist. Light in the Attic 2008)

2) CAROLINE PEYTON Party line (da Intuition, BRBQ 1976, rist. Fallout 2007)

3) YVONNE FAIR Love ain't no toy (da The bitch is black, Motown 1975, rist. Reel 2008)

4) ALELA DIANE Age old blue (da To be still, Rough Trade 2009)

5) VAN DUREN Stupid enough (da Are you serious?, Big Sound 1977, rist. Water 2008)

6) HOWLIN RAIN Calling lightning pt. 2 (da Magnificent fiend, American 2008)

7) CHRIS MONTEZ The more I see you (da The more I see you, A&M 1966)

8) RONNIE BOYKINS Demon's dance (da The will come, is now, Esp-Disk 1975, rist. 2009)

9) MATTHEW SWEET & SUSANNA HOFFS You're so vain (da Under the covers: vol. 2, Shout Factory 2009)

10) HYPNOTIC BRASS ENSEMBLE Alyo (da Hypnotic Brass Ensemble, Honest Jon's 2009)

11) LAURA VILLA Chica chica boum (da Laura Villa bossanova, Polydor 1962)

12) ELIZETE CARDOSO Chega de saudade (da Cancao do amor demais, Festa 1958, rist. in VV. AA. The birth of bossa, El 2009)

13) VETIVER Everyday (da Tight knit, Sub Pop 2009)

14) JORGE BEN Criola (da Jorge Ben 1969, Philips 1969, rist. Dusty Groove 2008)

15) TY KARIM Lighten up baby (da Lighten up baby, Northern Soul Source 1966, rist. in The complete Ty Karim Los Angeles' soul goddess, Kent Soul 2008)

16) JOYCE WITH NANA VASCONCELOS & MAURICIO MAESTRO Metralhadeira (da Visions of dawn, Far Out 2009)

17) FLATLANDERS After the storm (da Hills and valleys, New West 2009)

18) ANTONY & THE JOHNSONS One dove (da The crying light, Secretly Canadian 2009)

19) JOYCE WITH NANA VASCONCELOS & MAURICIO MAESTRO Memorias Do Porvir/ part2 Visoes Do Amanhecer (da Visions of dawn, Far Out 2009)

venerdì 21 agosto 2009

Prospettive Musicali del 23 Agosto 2009

1) ANCHISKHATI CHOIR O holy God (da Sacred music polyphonic voices of Georgia, World Audio Foundation 2009)

2) MARINO FORMENTI Guillame de Machaut: loyautè, que point ne delay (da Kurtag's ghosts, Kairos 2009)

3) CULTURAL DECAY Brave new world (da Brave new world, Sexy Robot 1981, rist. in Eight ways to start a day, Sacred Bones 2009)

4) ROBERT HENKE Indigo_transform (da Indigo_transform, Imbalance Computer 2008).

giovedì 20 agosto 2009

Here comes the ocean and the waves down by the sea

Davanti al solito folto pubblico che si accapigliava per entrare fino dalle prime ore del mattino (eravamo in 6 in tutta la sala, in una citta' che ha 7 milioni di abitanti), la rassegna Arthouse che vi sto raccontando da qualche giorno, in corso all'Istituto di Arti Contemporanee e' proseguita con A walk into the sea, documentario dedicato alla Factory di Andy Warhol.

Film cupissimo, collage di interviste a protagonisti della scena newyorkese di quegli anni (Paul Morrissey, Gerald Malanga, John Cale e altri), che prende spunto dalla misteriosa scomparsa di Danny Williams, uno degli amanti di Warhol.

Il quadro rappresentato e' quello di un gruppo di artisti in perenne conflitto per ricevere le attenzioni del sole attorno al quale ognuno di loro ruotava come un pianeta.

Cale impietosamente afferma che a circondare Warhol erano esclusivamente individui con forti carenze, che vedevano in lui la figura di un salvatore. E lui ne approfittava, manipolandoli senza particolari scrupoli, con la minaccia costante di espellerli dal cenacolo e proiettarli nel mondo ostile la' fuori. Usando quello che, sempre Cale, definisce il suo non comune istinto di sopravvivenza e conservazione.

Film molto riuscito, visivamente emozionante (anche se i footage di Williams, che fu poi colui che invento' i light shows dell'Exploding Plastic Inevitable, vengono ripetuti un certo numero di volte durante il documentario), ma vi avverto, un'impietosa analisi dell'animo umano e dei suoi fantasmi.
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Avvisi ai naviganti. I prossimi appuntamenti di questo blog a Radio Popolare:

- Domenica 23 Agosto alle 22.35 (Prospettive Musicali, in network)

- Giovedi' 27 Agosto alle 21 (conduzione musicale con gradito ospite l'ex giornalista di Rockerilla Marco Reina)

- Domenica 30 Agosto alle 22.35 (Prospettive Musicali, in network).
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martedì 18 agosto 2009

Eighties colours

Se riuscite e vi interessa il tema, la produzione artistica di Keith Haring e la relazione tra Haring e la scena artistica e musicale newyorkese degli anni '80, cercate assolutamente di vedere questo documentario (una produzione italo-francese di un paio di anni fa), perche' e' realizzato benissimo.

Non mi sembra affatto vero, come sostiene la critica di Time Out, che il film descriva Haring solo in superficie. Ne emerge, al contrario, la figura di un artista di una comunicativita', immediatezza e soprattutto generosita' impressionanti.

Quella che ci ha lasciato e' arte davvero per tutti, che fu capace di catturare l'immaginazione dei bambini delle scuole dove Haring andava a presentare i suoi lavori, cosi' come dei passeggeri della metropolitana newyorkese mai entrati in una galleria di arte contemporanea.

Artisticamente forse continuo a preferire Basquiat, ma umanamente la mia simpatia e' tutta per il geniale illustratore (permettetemi di chiamarlo in questo modo senza alcun intento diminutivo, anzi) della Pennsylvania.

Attivismo sociale profondissimo il suo, espresso con infinita ritmica grazia.

domenica 16 agosto 2009

Ghost buster

Disco, doppio, di infinita bellezza. Marino Formenti (che sembra il fratello di John Cale) e' stato definito dal Los Angeles Times un Glenn Gould per il ventunesimo secolo.

Qui si cimenta con il repertorio di colui che e' forse il piu' interessante compositore europeo vivente, Gyorgy Kurtag. E con le sue principali ispirazioni.

Frammenti di composizioni del musicista ungherese si intersecano con frasi musicali di Bach, Bartok, Beethoven, Boulez, Chopin, Haydn, Janacek, Ligeti, Liszt, de Machaut, Messiaen, Mussorgsky, Purcell, Scarlatti, Schubert, Schumann e Stockhausen. Perhaps Kurtag is indeed carrying the entirety of music history on his shoulders scrive Formenti nelle note di copertina. L'effetto complessivo e' stranamente molto fluido.

Si trova sulla tedesca Kairos, ed e' una co-produzione del primo canale della Radio Austriaca (ottimo). Nel fine settimana non ho ascoltato altro.

Un frammento di un'esecuzione filmata a San Francisco lo potete ascoltare qui.

giovedì 13 agosto 2009

Avete presente la copertina di Radio City dei Big Star?

Altra ragione per sopravvivere a Londra quest'estate e' la seconda parte di Arthouse, all'Istituto di Arti Contemporanee, rassegna di film dedicati a figure chiave di vari linguaggi artistici contemporanei.

Sabato si va a vedere The universe of Keith Haring e Domenica A walk into the sea, dedicato alla Factory (quella di Warhol, non quella di Wilson).

Settimana scorsa invece ho visto William Eggleston in the real world, film misterioso, dedicato a un personaggio davvero enigmatico e capace di costruire davvero poco con quei mattoncini dell'umana comunicazione che sono le parole. Poi vedi i suoi scatti e capisci che il mezzo che lui ha scelto di usare per comunicare con gli altri umani e' l'immediatezza delle immagini: poesia che non ha bisogno di parole.

martedì 11 agosto 2009

Do you see God at Wal-Mart?

Troppo divertente la mostra dedicata dalla Serpentine Gallery a Jeff Koons, specie se vista dopo una buona colazione nel nuovo superlativo padiglione disegnato da Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa proprio fuori dalla galleria. Mi ha fatto quasi venire voglia di deporre unilateralmente le armi. Londra devo ammettere che proprio non ti consente di rimanere arrabbiato con lei per molto.

Piu' delle gigantografie di Braccio di Ferro, a risultare davvero irresistibili sono i giocattoli da piscina rifatti in alluminio. La tentazione di toccarli e' fortissima. Al punto che hanno messo una signorina che aprendoti la porta ripete a ogni visitatore che e' vietato toccare le opere (mi domando quanto spesso si diano il cambio in quell'ingrato compito). Peraltro non ho mai visto tanta security, forse nemmeno in tutta la National Gallery.

Se posso esprimere la mia opinione su questo peraltro non troppo interessante dibattito, io non vedo proprio nessuno spessore trascendente o religioso nel lavoro di Koons, e nemmeno tutta questa profonda riflessione sulla societa' dei consumi (Do you see God at Wal-Mart? come pone la questione Mat Gleason nel video).

A me questa arte colorata e leggera sembra una celebrazione della vita, vicina ai dripping di Pollock e ai graffiti di Haring. Passeggiavo per la galleria sorridendo, tra tutti quei colori che infondono la stessa energia dei dischi di Donna Summer, Diana Ross, Grace Jones. Arte adatta alla luce estiva che entra dalle grandi porte finestre della galleria.

venerdì 7 agosto 2009

Scherzi da caserma

Un altro giorno di Agosto, un altro classico da riscoprire. L'anno e' il 1966, lo stesso di Psychotic reaction e You're gonna miss me. I Monks erano 5 militari di leva che l'esercito americano aveva deciso di spedire in una base NATO tedesca. Loro obbediscono ma in caserma entrano solo facendosi accompagnare dai loro strumenti.

Black monk time, inspiegabilmente pubblicato dalla Polydor, e' quanto di piu' devastante il sistema nervoso umano possa tollerare. Un misto di dadaismo sonoro e paranoia che verra' superato solo dieci anni dopo dai Devo (degni eredi dei Monks).

In Krautrocksampler, Julian Cope scrivera' No-one ever came up with a whole album of such dementia.

Ascolto essenziale. Ristampato da poco da Light in the Attic con prezioso libretto fotografico, ma come sempre se volete pagare una frazione consiglio di cercare una ristampa precedente (quella che ho io e' della tedesca Repertoire, uscita nel 1994, e ha pure 4 inediti).

In rete si trovano un po' di loro registrazioni d'epoca dalla televisione tedesca. Non c'e' Shut up, la traccia che preferisco (ripresa per altro dai Fall sull'ottimo Middle-class revolt proprio nel '94), e allora sentiamoci questa Oh, how to do now.

mercoledì 5 agosto 2009

La passione secondo Babatunde

Album assolutamente imprescindibile. Registrato nel 1959 da Babatunde Olatunji, percussionista nigeriano e studente di scienze politiche all'universita' di New York, insieme a un quartetto di percussionisti e a sei vocalisti.

L'effetto e' impressionante. Ascolti i tamburi di Olatunji e tutto il resto scompare. Non puo' lasciarti indifferente. John Coltrane, i Grateful Dead, Carlos Santana ammisero di esserne stati folgorati. Bob Dylan lo cita in una traccia di Freewheelin'. Quando Olatunji suono' all'ONU, Nikita Krushchev si tolse le scarpe e inizio' a danzare.

Il doppio Sony del cinquantesimo anniversario e' un po' caro: se la trovate ancora, la versione Columbia del 2002 (che e' quella che ho io) dovrebbe ormai costare proprio poco, e contiene pure un bell'inedito.


[Tornato nella capitale dell'impasto kebab patatine birra rilasciato con nonchalance per strada e dello schiamazzo alcolico disperato. Fuori dalla civilta'. Troppa nostalgia della mia adorata Svizzera. Non so se staro' qui un altro anno, non penso di farcela. Al momento mi pare impossibile stare qui un altro giorno. Potessi scappare, lo farei adesso, subito. Oggi cercavo di distrarmi e invece mi venivano troppo in mente le parole di Lisette, che nulla sapeva di questo blog, dette in un contesto da Prima dell'alba, trenino che si snodava lentamente tra i boschi e i pascoli delle Alpi Centrali svizzere: c'e' solo un luogo al mondo dove so che sarei davvero felice Fabio, l'Engadina...].

domenica 2 agosto 2009

Prospettive Musicali del 2 Agosto 2009


Milano deserta e bellissima questa notte. Appena arrivato dalla mia adorata Svizzera, esco di casa per andare alla metro di Porta Genova e quando sto per girare in via Casale incontro, come ormai da tradizione, Andrea De Carlo. Il tempo di raccontarci un po' le vacanze e poi mi precipito a Radio Popolare a trasmettere:

1) CLAUDIO ROCCHI Superstart (da Suoni di frontiera, Die Schachtel 2009)

2) JACQUES DUTRONC Et moi, et moi, et moi (da Et moi, et moi, et moi, Vogue 1966, rist. in Et moi et moi et moi: Jacques Dutronc 1966 - 1969, RPM 2009)

3) STEPHAN MATHIEU Raphael (da Radioland, Die Schachtel 2008)

4) ERNST REIJSEGER Bidderosa (da Tell me everything, Winter & Winter 2008)

5) REGINA SPEKTOR Eet (da Far, Sire 2009)

6) ANTOINE DOUGBE' Honton soukpo gnon (da VV. AA. Legends of Benin "afro-funk - cavacha - agbadja - afro-beat", Analog Africa 2009)

7) RAIL BAND Bedianomogo (da 3 dioba, Sterns 2009)

8) ERICA POMERANCE We came via (da You used to think, ESP-disk 1968, rist. 2009).

Ascolta.

Prospettive Musicali torna tra 7 giorni. A me sono state assegnate altre due puntate in Agosto, il 23 e il 30.

Domani si torna a Londra, e si ricomincia a scrivere regolarmente.