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Osservazioni e ascolti

lunedì 30 novembre 2009

Autogeddon

Non so se sia capitato per caso, ma appena prima che il Barbican annunciasse che avrebbe dedicato la Directorspective di Dicembre a Jacques Tati, il Centro Culturale Francese di South Kensington si e' ripreso cio' che e' suo, dedicando in questi giorni un'antologica al geniale regista, all'interno del Festival del Cinema Francese.

Tra Venerdi' scorso e Domenica prossima, si possono rivedere tutti e sei i suoi lungometraggi (su grande schermo e nel cinema con piu' spazio per le gambe di tutta la citta': ti puoi praticamente sdraiare), e io ne ho approfittato per recuperarne uno che ancora non avevo visto.

In Trafic, uscito nel 1971, Monsieur Hulot e' il direttore design di una casa automobilistica francese che intende presentare al salone di Amsterdam un rivoluzionario e stravagante furgone R4 in grado di trasformarsi in tenda da campeggio. Il viaggio, pieno di contrattempi di ogni tipo (dal traffico a guasti continui), e' come sempre solo il pretesto per Tati esercitare il suo straordinario spirito di osservazione sui rituali del quotidiano.

Quello che ti colpisce in Trafic e' il frastuono costante di motori, prima di realizzare che si tratta, in fondo, della colonna sonora delle nostre vite. E la sua accettazione, in nome dell'inevitabile progresso.

Meravigliose alcune gag, come per esempio quella dei due automobilisti rimasti a secco, che camminano con le loro taniche in cerca di un distributore, e si incontrano proveniendo da direzioni opposte. O quella dei tergicristalli che replicano i gesti dei guidatori. E la scena del maxi-incidente e' pura coreografia, come se di danza si trattasse.

Film bellissimo, capace di rasserenare l'animo in un piovoso pomeriggio domenicale. E contemporaneamente di fare riflettere sull'alienazione della quale siamo tutti vittime, alcuni consapevoli, altri incoscientemente felici.

12 Comments:

Anonymous hrundi v. bakshi said...

...babbo natale li al nord passa prima!?!
Che meraviglia, una maratona con Tatì

lunedì, 30 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Addirittura due. Come se ci fossero due babbi Natale, in competizione tra di loro per portare i regali.

lunedì, 30 novembre, 2009

 
OpenID borguez said...

il mio avatar, il mio mestiere, le mie risate più vere e tutta la stordente alienazione che mi prende sovente parlano assai chiaro!
ti auguro di poter completare l'opera omnia con quei 4 o 5 cortometraggi (straordinari) e quel Forza Bastia di cui parlai!
Viva Tati!

lunedì, 30 novembre, 2009

 
Anonymous Andre said...

Che meraviglioso modo hai di vedere le cose Fabio.
Ogni cosa, tramite le tue parole, si trasforma in un'occasione di approfondimento, in un'esperienza emotiva che non ti aspettavi...

Se ripasso da Londra giuro che un thè insieme non ce lo toglie nessuno! ;-)

martedì, 01 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Borguez -

Ricopio qui quello che scrivesti, perche' le tue parole colgono bene la ragione per la quale considero Tati un genio:

"è colui che (mi) ha insegnato che per ridere non è necessario recarsi ad un teatro o in un cinema, ma è sufficiente aprire una finestra o sedersi sulla panchina di un parco. gli uomini sono buffi se osservati attentamente: teneri o goffi, gesticolano, inciampano e divengono macchiette inconsapevoli, animali divertenti che producono senso e sorriso nel gioco reciproco di osservarsi".

Stasera grazie a te mi vedo Forza Bastia, e per contraccambiare il favore, di la' nel Flickr ho inserito una delle poche foto scattate a Josephine prima di "Your camera is very loud". Sei pure stato citato nei commenti.

Andre -

Non osare passare di qui in incognito, e grazie per le tue parole gentili.

martedì, 01 dicembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

:) Tati was a genius

mercoledì, 02 dicembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

manifesto favoloso graficamente parlando. Chissà se i Kraftwerk hanno mai visto questo film...

JC krautrocker

mercoledì, 02 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Vero! Sai che per qualche strana ragione non mi era venuta in mente la copertina di Autobahn? Forse perche' associo Tati a un'Europa completamente diversa da quella futuribile cantata dai maestri di Dusseldorf. Il quieto passato che sopravvive, il frenetico futuro che incalza.

Peraltro ti segnalo qui una serie di manifesti di Trafic, uno piu' bello dell'altro:

http://balduin.wordpress.com/2009/03/04/jacques-tati-%E2%80%93-trafic-poster-art/.

Enjoy!

mercoledì, 02 dicembre, 2009

 
OpenID borguez said...

bella ed austera la mia giuseppina ritratta dalla tua foto: potrebbe sembrare banale, ma ha la blanda eleganza di quei pochi ritratti della Dickinson!
a questo punto attendo smaniosamente il disco, ringraziandoti per la comune comunanza che fa più affollata la mia solitudine!
a presto,
borguez

mercoledì, 02 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Non potrebbe esistere una bellezza piu' lontana dai triti modelli femminili commerciabili che secondo il sistema dovrebbero piacere per forza a ogni uomo.

Al suo concerto mi sono ritrovato a pensare che, con le dovute differenze, Josephine Foster emana lo stesso fascino sobrio e non addomesticato di Patti Smith.

mercoledì, 02 dicembre, 2009

 
Blogger andrea said...

conobbi Tati anni fa grazie a qualche nottata su rai3 e al mio amico Tommy che mi fece vedere Mon Oncle e Les Vacances di M. Hulot in una maratona estiva a casa sua. Mi innamorai del suo stile tennistico, e mi rammaricai di non poterne attingere avendone già uno (mal) definito... Poi una rassegna allo Spazio Oberdan di Milano dove vidi Giorno di Festa fresco di restauro e il magnifico Playtime.
Recentemente ho trovato Trafic in DVD in edizione tedesca (a quanto pare è l'unico che esiste), e anche Parade che pur essendo qualcosa di "minore" nella sua filmografia resta comunque sublime.
E quei corti... Ogni tanto mi viene da provare ad inciampare come mi ha insegnato Tati.
Grazie per la segnalazione (e a Borguez per Forza Bastia), e complimenti per il blog. Te non ti scoccia lo linko al mio.

domenica, 06 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Io credo che il mio primo film di Tati (chissa' qual era, proprio non riesco a ricordare) mi porto' a vederlo il nonno che ero ancora bambino, al cinema di Salice Terme, dove sono cresciuto.

E' un ricordo molto bello. A quel piccolo cinema che naturalmente non esiste piu' (credo ci facciano concerti di musica classica ogni tanto, e per il resto resti chiuso a prendere polvere) sono ancora molto legato sentimentalmente.

I film di Tati mi fanno ricordare quando andare al cinema era un piccolo evento tanto atteso.

Adesso ti linko anch'io, benvenuto. L'"italiano all'estero" e' un lettore molto tipico di Engadina Calling, secondo le statistiche di Shinystat, ma dalla Spagna non credo di avere mai avuto lettori prima di te.

domenica, 06 dicembre, 2009

 

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