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mercoledì 19 maggio 2010

Countin' on a miracle

Nel campus sperduto nel Midwest dove sto trascorrendo questi giorni e' arrivata improvvisamente l'estate. Il profumo dei gelsomini e quello dell'erba appena tagliata si confondono in un'essenza inebriante, che mette gioia.

Dovunque ti volti ci sono persone che corrono, giocano a pallacanestro, tennis, pallavolo.

Una delle insegnanti della mia faculty dice di essere californiana, ma non e' vero. Arriva da un altro pianeta. E' una specie di incrocio riuscito molto bene tra Naomi Watts e Zooey Deschanel. Al posto degli occhi ha due laghi dell'Engadina. Parla e sento la musica dei Byrds. Proietta dietro a se' presentazioni e vedo scorrere davanti ai miei occhi la filmografia completa di Rohmer.

Io sto bene, respiro bene, mi sono finalmente rilassato dopo gli scorsi giorni a Chicago, un po' stressanti. Faccio passeggiate tra una lezione e l'altra. Mi immergo tra gli alberi. I miei compagni di corso sono simpatici, su tutti un newyorkese di Manhattan che si chiama Ted che e' la fotocopia di Morgan Freeman, e una ragazza indiana di Bangalore che si chiama Smita e che ha un sorriso che ti trasmette gioia di vivere.

La sera non c'e' niente da fare, ma va bene cosi'. Oggi nel tardo pomeriggio, andando alla cafeteria ho incrociato una studentessa italiana che mi ha detto che c'e' un pulmino (che poi ho visto: e' uno di quegli scuolabus americani gialli con le ruote spostate in avanti che non capisci come possa non ribaltarsi all'indietro se uno un po' pesante si siede nel sedile in fondo) che porta all'outlet di Naperville, la cittadina piu' vicina. Outlet no grazie, sto bene tra i miei alberi.

Cosi' di sera leggo un po', sento la musica con l'iPhone collegato a un piccolo stereo che ho trovato nella cameretta del college da dove vi sto scrivendo, e poi alle 22 spengo la luce, proprio come faccio quando sono nella mia amata Engadina.

Stasera ho finito il libro di Paolo Sorrentino (qui e qui) che ho iniziato in aereo passando da una costa all'altra del vasto oceano. A un certo punto, verso la fine, Sorrentino scrive:

L'amore e' l'insostituibilita'.

Adesso, invece, queste latrine disumane attendono impazienti lo spalancamento di cosce, cosi' finalmente, come in un rituale liberatorio, si accoppiano visone elementare e pensiero elementare: figa e figa, figa contro figa. La figa mentale e quella reale, in diretta. Un pragmatismo da squattrinati del sentimento. Giuseppina, la mia prima fidanzata, disse sotto un platano profumato: 'Adesso noi'. Non disse nient'altro, e fu un'altra rivoluzione. Si pensa al sesso in mancanza d'altro. Ma ve lo giuro, quando Giuseppina sussurro' adesso noi, il sesso divento' un miracolo successivo. Questo dovrebbe essere il sesso, un miracolo, un prodigio. E come tutti i miracoli, ne godi per lo stupore, ma non hai il desiderio cosciente del loro avvento. Chi desidera i miracoli? Solo gli invasati, gli ossessionati, i depressi, gli smidollati. Bisogna riappropriarsi di un rapporto religioso, liturgico col sesso. Ho detto religioso, non bigotto, che e' un'altra cosa. Considerarlo miracolo. Allora, solo allora si capira' cosa e' il sesso. Il sesso e' una catapulta. e le catapulte non si trovano piu'. Si sono estinte, come i telefoni a disco. Come le lucciole del poeta dilettante. Non c'e' limite alla bruttezza. Allora si fa un'altra cosa, che per convenzione quelli la' chiamano sesso, ma non lo e'. Non so se sono stato chiaro. E badate che non sto ragionando da vecchio nostalgico. Sto ragionando da chi ragiona e basta. Oppure ogni volta che si esprime un concetto bisogna impoverirlo, attraverso il filtro della biografia personale e delle debolezze personali? Questo e' insano in chi lo fa e denota una indolenza in chi elabora cosi' il giudizio sugli altri.

7 Comments:

Blogger Myriamba said...

ma che studi? che fai li? bohh...Fabio non fare il misterioso!

venerdì, 21 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

"memories of lost virginity..."

JC

venerdì, 21 maggio, 2010

 
Blogger zoe said...

indecisa se leggerlo questo romanzo.

Era tanto che non passavo. Troppo.

venerdì, 21 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Studiare e' una parola grossa. Guardo l'insegnante.

JC -

Che e' un modo buffo di esprimersi in un certo senso, come se invece di dire, non so, "ho fatto un viaggio", dicessi "ho perso lo stato stazionario".

Zoe -

Bentornata qui :)

Allora, ti dico le mie impressioni. Non e' un gran libro, e alcune parti le ho trovate tra il noioso e l'inutile. Pero' un pregio ce l'ha, ed e' quello di raccontare molto bene la volgarita' del presente, come forse si evince dal frammento che ho riportato.

Frammento che, letto in senso non letterale, a me fa pensare all'importanza di mantenere uno stato mentale fresco, di scoperta, in ogni cosa che facciamo.

sabato, 22 maggio, 2010

 
Blogger zoe said...

Si, effettivamente tocca un tasto dolente del nostro paese, allora. Perchè effettivamente qui tutto viene spostato volutamente sul corpo della donna, non rispettandolo, non amato, ma usato a proprio utilizzo e piacimento (vedi la tv per imbambolarci che ricorda tanto la metodologia del cinema nell'età fascista) e, appunto, questo esser pietrificanti in casa. Alcuni per comodità, altri per mancanza di risorse, non solo economiche ma interne come quella spinta a osare, a saper mettersi in gioco, forse mancante ai più per l'educazione ricevuta o mentalità intrinseca.

Oggi spero di uscire e comprami qualche libro due di questi saranno sulla donna oggi.

Mi piace come parli di libri. Tu ci sei su aNobii?

Grazie per il bentornata è sempre un piacere passare da te, è solo che non ho passato un buonissimo periodo e mi sono un po' chiusa :)

sabato, 22 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

ma come "guardare l'insegnante"? sto libro di Paolo Sorrentino non ti ha insegnato niente? Porta l'insegnate sotto un platano profumato del campus e pensa a Giuseppina! :) Action baby, action!

sabato, 22 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Zoe -

No, non sono su Anobii. Ci sono cosi' tanti social networks e cosi' poco tempo. Mi basterebbe aggiornare un po' piu' regolarmente Engadina Calling e Flickr, meglio che non mi metta in testa di iscrivermi a qualcos'altro :)

Sul tema dello sfruttamento commerciale e politico dell'immagine femminile ti consiglio l'ormai classico Il corpo delle donne di Lorella Zanardo, con la quale collaborano anche due care amiche che spesso passano di qui, Laura (http://unaltradonna.wordpress.com/) e Artemisia (http://pioggiablu.wordpress.com/).

E poi un volume che credo sia appena uscito, del quale ho letto un gran bene, e che recuperero' la prossima volta che torno in Italia, Sii bella e stai zitta, di Michela Marzano, che insegna filosofia a Parigi.

Peraltro, con Laura abbiamo qualche volta discusso sulle responsabilita' dello sfruttamento. Personalmente, credo che vadano cercate anche, almeno in parte, all'interno dell'universo femminile.

Non discuto del fatto che il modello di sfruttamento sia portato avanti da noi uomini, ma contemporaneamente non posso non notare anche una qualche disponibilita ad accettare quell'orribile modello anche da parte delle donne. Non si spiegherebbe altrimenti il successo della chirurgia estetica, e queste strazianti labbrone e tettone addirittura ostentate con vanto. C'e' chi il modello lo propone e chi, per debolezza e ignoranza lo accetta.

Myriam,

Lol.

domenica, 23 maggio, 2010

 

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