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Osservazioni e ascolti

martedì 4 maggio 2010

Old adventures in lo-fi (remixed)

Tutte le volte che apro un giornale vedo che le date della reunion dei Pavement aumentano. Hanno cominciato con una data alla Brixton Academy e siamo gia' arrivati a 4 (dal 10 al 13 Maggio, qualora foste interessati, e completamente sold out mi risulta sia solo Giovedi' 13).

Da parte mia, e' circa un mese che ascolto in continuazione la raccolta Quarantine the past (che mi sarei potuto costruire peraltro, dato che dei Pavement mi procurai tutta la discografia nel corso degli anni '90), meravigliandomi di quanto la musica del quintetto californiano abbia il potere di non stancarmi mai.

I Pavement sono probabilmente stata la formazione rock piu' originale del proprio decennio. Del rock interpretarono l'essenza piu' fragile e a suo modo moderna e originale. Misero insieme tante cose successe prima di loro (Velvet Underground, Big Star, Swell Maps, primi REM) ma ne seppero dare un'interpretazione modernissima, superiore a una semplice somma delle parti. Soprattutto, detto tutto quello che avevano da dire seppero fermarsi: per questo la loro raccolta di canzoni resta a suo modo perfetta, con un inizio, uno sviluppo e una fine, anziche' sbavata all'infinito (pensate ai REM).

La musica indie di oggi non lo comprendo piu', immagino per ragioni generazionali. I Pavement invece arrivarono nella mia vita al momento giusto. Le loro sghembe canzoni accompagnarono alcuni riti di passaggio: gli ultimi anni da studente, i primi lavori, alcuni innamoramenti importanti e altri che hanno lasciato una fragile traccia nella memoria. Quarantine the past mischia tutto in un caleidoscopio che riporta alla luce ricordi come se il tempo non fosse mai trascorso.

I Pavement sono stati probabilmente l'ultimo gruppo rock contemporaneo del quale sono stato fan in modo viscerale e istintivo, prima di iniziare a dire la frase che si dice sempre quando ci si lascia alle spalle la gioventu', quella che parla cosi' tanto di noi stessi e cosi' poco della musica che gira intorno, e che (ogni tanto ci casco) dovete avere letto piu' spesso del necessario anche qui in Engadina.

Da Crooked rain crooked rain, questa e' l'indimenticabile Cut your hair.

32 Comments:

OpenID elleeffe said...

Pensa che nel mio caso (sempre per ragioni anagrafiche, seppur diverse) i Pavement sono stati il primo gruppo rock contemporaneo "del quale sono stato fan in modo viscerale e istintivo". Tanto che per lealtà nei confronti del me stesso 1991-1999 non andrò a rivederli dal vivo (mi sono limitato a ricomprare tutti i dischi in versione deluxe per via della messe di bonus).

mercoledì, 05 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Pensa che dei primi dischi dei Pavement ho ancora gli originali in vinile, comprati all'epoca. Poi, come te, ho comprato le versioni con bonus.

La lealta' al me stesso 1991 - 1999 e' quella che mi tiene in vita. Quando mi sembra di barcollare, penso al me di allora, e ritrovo la via, sempre.

Furono anni molto molto Pavement, quindi per definizione bellissimi ed emozionanti.

mercoledì, 05 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

Fabio, t'interessa lunedi? forse ho un biglietto in piu. O forse due.. sante parole,elleeffe:la fedelta a se stessi, prima di tutto. sto anche dubitando su godspeed...Comunque fammi sapere per Lunedi.

giovedì, 06 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

No grazie Myriam. C'e' il direttore di Radio Popolare qui a Londra e quella sera sono a cena con lui.

giovedì, 06 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

se ci pensi, è strano amare in modo viscerale e "tipicamente rock" un gruppo che fece dell'(auto)ironia un vanto. O forse erano così grandi da saper far convivere ambedue?

JC

giovedì, 06 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Credo di si', furono entrambe le cose. Fragili e pero' rock. Se ci pensi non e' nemmeno che fossero tutto sto lo-fi...

Cioe', filosoficamente si', ma il loro suono, remixato, e' di grande effetto.

giovedì, 06 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

rispetto ai guided by voices, senza dubbio no. se ascolti le prime cose, però, sì: i singoli raccolti su Wasting lo sono. Però pure i Fall lo erano; altro nome che, secondo me, con i Pavement SI DEVE tirare in ballo.

JC

giovedì, 06 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Si', quello che intendo dire e' che all'epoca c'erano gruppi assai piu' lo-fi come suono (per necessita' piu' che per scelta). I Guided By Voices sono un bell'esempio. Erano molto piu' scrapbook dei Pavement secondo me, non trovi?

giovedì, 06 maggio, 2010

 
OpenID elleeffe said...

Io sono sempre stato convinto che il "lo fi" dei Pavement fosse figlio della necessità, partono dai 4 tracce e arrivano a un ultimo disco raffinatissimo, quanto a suoni. Nel caso dei GBV suppongo che fosse più una scelta estetica.

E altrettanto convinto che praticare il rock e l'autoironia sia e fosse all'epoca il modo migliore di porsi.

(Gli stessi discorsi si potebbero fare riguardo a un Lou Barlow coi Folk Implosion, altro gigante dei miei anni Novanta).

lunedì, 10 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Bob Pollard, quando molti anni fa lo intervistai per un articolo sul lo-fi scritto a quattro mani da JC e da me e pubblicato in un volumetto Bollati Boringhieri intitolato proprio Bassa Fedelta' (credo fuori catalogo da anni), mi spiego' che per lui lo-fi significava la possibilita' di registrare con immediatezza, nella temperie emotiva del momento.

Gli veniva un'intuizione e le dava immediatamente seguito usando il suo 4 tracce.

L'immediatezza, secondo lui, era la chiave per comunicare l'urgenza del momento.

lunedì, 10 maggio, 2010

 
OpenID elleeffe said...

Ehm, Fabio, "Cut Your Hair" è su Crooked Rain Crooked Rain :-)

E d'accordissimo con JC riguardo ai Fall.

martedì, 11 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Acc... correggo subito il post (blushing).

martedì, 11 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Come nei Fall (e, ci giurerei, nei favolosi Swell Maps, altro nome di rado tirato in ballo...) la bassa fedeltà era una scelta estetica tutt'uno con l'etica. Rifacendosi al garage e al kraut - che puntavano al sodo: la qualità di registrazione dei Can è media per l'epoca - conservavano una filosofia di freschezza, di mezzi che non prevaricano il messaggio.

non è un caso che, per come la vedo io, le cose peggiori di Pavement e Can erano quelle che suonavano meglio come produzione...

o mi sbaglio?

JC "I am Damo etc. etc."

martedì, 11 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Sono abbastanza d'accordo con quello che dici JC, e sicuramente il suono grezzo del punk e del garage punk rifletteva esteticamente il desiderio di esprimere con urgenza quello che si voleva dire.

Credo pero' anche che la maggior parte dei gruppi, arrivati al punto nel quale desiderano comunicare emozioni piu' complesse e mediate dalla riflessione, senta l'esigenza di ri-definire anche la complessita' del suono.

Non sono un partigiano della lo-fi, per la stessa ragione per la quale non sono un hi-fi geek. Dipende dal tipo di musica che si suona (e che si desidera ascoltare) in un determinato momento - e trovo molto difficile generalizzare.

(Stamattina per dire mi ascoltavo il nuovo Jarrett & Haden: te lo immagini registrato in lo-fi, col fruscio e tutto quanto?...).

martedì, 11 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

certo... ma come la mettiamo con Thelonious Monk? ;D

JC & Liberation Fireship Orkustra

martedì, 11 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

E comunque, per tornare a bomba sul gruppo al quale il post e' dedicato, stasera un amico fidato mi diceva che la prima delle date londinesi e' stata parecchio deludente: tutto molto "di mestiere" dice, un po' freddo, come ad onorare un contratto senza molta convinzione.

E peraltro le date sono diventate 5, non se ne vogliono piu' andare da Londra pare.

martedì, 11 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

ed è quel sapore di amara inutilità che lasciano in bocca cose così. come dei deep purple qualunche, reunion su reuniojn, eternamente condannati a ripetere il loro glorioso passato...

cose che capitano.

JC

mercoledì, 12 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Certe reunion in effetti ricordano stanche coppie che cercano di rivivere tempi migliori, e come dice una mia amica (sposata) i matrimoni dovrebbero essere di 10 anni rinnovabili (la stessa mia amica ha anche elaborato, in seguito, una complessa teoria sul matrimonio brevis, di 5 anni).

Molte band dovrebbero dire quello che devono dire in 10 anni, e poi sciogliersi.

I Pavement l'avevano fatto, purtroppo poi ci hanno ripensato.

Pecunia non olet: credo questo sia il principio di tante reunion e album risuonati.

Non sempre, certo, ma spesso si'. Speriamo almeno si divertano anche un po'.

mercoledì, 12 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

eh eh ma Fabio la vena creativa non e' quantificabile e ovviamente dipende dal creatore..comunque si ho colto il senso ironico, do not worry. Generalmente le reunion musicali non hanno senso ma a volte il nostro cuore segue cose insensate.
Matrimoni? Inutili, qui in UK non servono nemmeno a pagare meno tasse.

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

OT e comunicazione (privata) di servizio: Fabio, sabato 1 maggio sono stato a Bolgna a vedere i Brian Jonestown Massacre, e infine ho incontrato Aurelio. ;D

JC

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

spero abbiano suonato sobri e per piu di 10 minuti..

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Li ho visti qualche giorno dopo di te, Aurelio e la Ele. Abbiamo pranzato nel mio caffe' locale. Sono persone assolutamente deliziose.

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

hanno spaccato, suonando per 2 ore e mezzo, con cinque chitarre. Roba da Plan 9 (chi....?????). Gran concerto.

JC

qui i dettagli:

http://www.sentireascoltare.com/articolo/1199/brian-jonestown-massacre-covo.html

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

che figata ..molto diverso dai miei ricordi di Anton barcollante e la sfilza di insulti che sparo' al chittarista. vabbe, altri tempi. Sono felice di saperlo in migliore forma

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

lui e Matt Hollywood hanno apparentemente fatto pace...

JC 2000

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

I Plan 9, i Plan 9! Gruppo enorme e sfortunatissimo. Ricordo un articolo di Rockerilla che parlava di un loro concerto californiano davanti a... 9 persone. Forse avrebbero dovuto chiamarsi Plan 9000 :)

Ma la sapete l'ultima? Hanno un nuovo album in uscita! Non si sono mai arresi i Plan 9.

Appena torno in Italia, adesso che me li hai ricordati, la prima cosa che faro' sara' suonare i vecchi vinili di Dealing with the dead (grandissimo titolo omaggio) e Keep your cool and read the rules. Album fantastici, sopra ogni cosa del presente.

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Purtroppo un amico li ha visti ierisera e ha confermato quanto hai scritto. Ha proprio usato l'espressione 'hanno fatto il loro mestiere, ma niente di eccezionale'...
Io li vedrò a Bologna, spero siano più ispirati

Sole

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

Il denaro compra la pace anche dei piu' integri.
Plan 9, un'altra reunion? nooooooooo...reunion basta!
Fabio, penso che fossi stato tu a farmeli conoscere :) grande gruppo.

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Poi sai, anche il contesto non aiuta: dovere fare 5 concerti, 5 sere di fila, nella stessa venue (peraltro abbastanza scrausa, mica la Royal Festival Hall o il Barbican), da' di per se' l'idea di un mestiere che s'ha da fare...

A Bologna potrebbe essere molto diverso, aspetto un tuo parere post-concerto.

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

magari non si sono mai separati...

http://www.plan9ri.com/index.html

solo, come si dice, "spariti dal radar"...

"third eye" JC

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Si chiama in un modo solo questa cosa qua. Passione. Passione per la musica e contemporaneamente per la propria integrita' e dignita'.

Fuori dal mucchio, fuori dal mondo, fuori da tutto, ma profondamente nel cuore.

Ho appena scoperto che in un loro disco (che ho) ai backing vocals c'era Tanya Donnelly (poi con Throwing Muses, Breeders e Belly).

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

parlando di Throwing Muses ..kristin hersh fa un duetto con Howe Gelb per il concerto dei Giant Sand a Londra in Luglio..ohhh non vedo l'ora :)

venerdì, 14 maggio, 2010

 

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