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martedì 11 maggio 2010

Sunday mornings

Non saprei dire se si tratta di un chiaro segno di ageing, ma la frequenza con la quale nelle mie flanerie della domenica mattina mi capita di fare un giretto al British Museum, soprattutto da quando abito a Clerkenwell e' aumentata di anno in anno.

Non mi soffermo troppo, per lo piu' mezz'ora: vedo un paio di sale o tre e poi esco, avvertendo nettamente la sensazione che quella mezz'ora ha dato senso a tutta la giornata.

La mostra temporanea sul disegno nel Rinascimento italiano (che porta il titolo Fra Angelico to Leonardo), superato lo sgomento per il percorso impossibilmente tortuoso (e' stata realizzata nella sala di lettura, trasformata per l'occasione con imbarazzanti pannelli di gesso), l'ho trovata di una bellezza sconvolgente.

Sono un centinaio di disegni (dieci dei quali di Leonardo) realizzati tra il 1400 e il 1510, che appartengono alle collezioni del British e degli Uffizi. Molti sono semplici studi (particolari, dettagli, prove realizzate con tratto appena accennato) per complessi affreschi, quindi lavori non pensati per essere esposti, ma io li trovo a volte piu' interessanti delle opere finite.

Inevitabile, al termine della mostra, una breve pausa al cake shop della London Review of Books, per sfogliare il catalogo con calma davanti a una buona tazza di te'.

15 Comments:

Blogger Myriamba said...

:) il vantaggio e' che il British come la maggior parte dei musei a Londra e' gratis. E' il modo migliore per visitare il museo.

mercoledì, 12 maggio, 2010

 
OpenID unaltradonna said...

forse certe cose che nella prima parte della vita sono associate all'istruzione scolastica si riscoprono meglio da adulti, perché quello che si è vissuto permette di scoprirvi nuovi significati - detto così suona un po' meglio di ageing, no?:)
Io vorrei tanto tornare agli Uffizi, ma mi sgomenta la coda. Arrivo a desiderare che ci sia, come a N.Y., un ingresso senza coda a costo più alto (anche se quando me lo raccontarono mi indignai)

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

se non ci fosse un biglietto come qui a Londra sarebbe ancora meglio perche' le code non si formerebbero MAI :)

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Sono molto d'accordo, perche' il museo diventa come un parco, o una piazza: un luogo dove fare un giretto ogni tanto senza l'assillo di code e biglietti. Rende l'esperienza della citta' vivibile.

Laura -

Non trovi pero' che le connotazioni negative di ageing siano in qualche modo indotte? Da tutta la cultura produttivistica efficientista egemone, di orientamento capitalista-consumista.

Se pero' uno si ferma a riflettere senza lasciarsi influenzare, capisce che assecondare il cambiamento, anziche' opporsi ad esso, e' un grande piacere in se'. Sentire le proprie opinioni e preferenze che cambiano e' parte di un percorso.

La vita e' un bel viaggio, perche' fermarsi alle prime tappe? Se poi nasco incendiario e muoio pompiere, beh, pazienza. Si vede che doveva capitare.

Godiamoci il viaggio. Credo che, magari in forme diverse, Unaltradonna affermi principi analoghi, no?

Sulla politica culturale italiana, mi sembra sufficiente ripetere che siamo nelle capaci mani di Sandro Bondi, ispirato poeta del regime.

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

qui in Uk Jeremy Hunt ha gia' parlato di drastici tagli alla cultura e questo dopo un solo giorno. Ahime' Fabietto, prevedo nuove file :(

giovedì, 13 maggio, 2010

 
OpenID unaltradonna said...

trovo, assolutamente - e infatti sì, è uno dei principi alla base di Unaltradonna.

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Anonymous artemisia said...

Laura, ma per gli Uffizi basta prenotare su internet, ti presenti all'ora stabilita e entri.
Purtroppo costa, ma un'ora di vita persa in coda non ha prezzo, e per quello che uno vede lì dentro sono soldi bene spesi.

Resta il fatto che il British gratis è un sogno che ti invidio, Fabio, da morire.

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

British, Tate Britain, Tate Modern, National Gallery, Saatchi Gallery, Victoria and Albert Museum e sicuramente ne sto dimenticando centinaia..tutte gratis.Per non parlare delle serate gratis con djaperitivo nei musei..e che dj: Aphex Twin, gli Hives, Mira Calix..ect...

giovedì, 13 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Si' sono proprio cose diverse secondo me. Programmare oppure decidere estemporaneamente. Il British si trova sulla strada tra casa (dalle parti di Old Street, per chi conosce un po' Londra) e il centro: circa mezz'ora, che percorro a piedi quasi ogni giorno. A volte passo in fretta, distrattamente, annoiato dai capannelli di turisti, e vado oltre. Altre volte, il British diventa un rifugio dalle incombenze della giornata.

E quando accade, mi sento accolto in una capsola di tempo sospeso, sempre.

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

musei aperti la notte questo week-end, vero?

venerdì, 14 maggio, 2010

 
OpenID unaltradonna said...

arte: lorella z. quando è venuta a Fi mi disse di aver prenotato e di aver fatto ugualmente la coda...forse perché era il periodo pasquale, boh.

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Non ne so niente. Ho dato un'occhiata a Time Out di carta ma non riporta la notizia.

Laura e Arte-

Di fatto, in ogni caso, riflette una concezione della visita a un museo che richiede una preparazione, essere li' a una certa ora, perdere tempo in coda...

Pensate se anche per andare a un parco bisognasse prenotarsi su Internet, arrivare a un'ora precisa oppure fare una coda di un'ora. Chi ci andrebbe?

E invece l'uso dei musei dovrebbe essere lo stesso. Trascorro una mezz'ora riempiendomi l'anima di bellezza, e poi riprendo a fare quello che dovevo fare, rigenerato.

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

A prescindere dal fatto che la fruizione di un museo non dovrebbe essere legata a orari o code, vi consiglio di utilizzare la settimana della cultura per gli Uffizi. Ci sono stata due volte quella settimana e non ho atteso più di 15 minuti per entrare... Sì, sabato notte dei musei, se riesco cercherò di ripetere l'esperienza, con il bonus della visita notturna

Sole

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Ah, ho capito, i musei sono aperti di notte *in Italia*. Che bello dev'essere!

Purtroppo credo che il Victoria & Albert abbia sospeso l'iniziativa delle serate al museo, per ragioni economiche immagino. Erano visite bellissime perche', per esempio, nelle gallerie di arte indiana sentivi musicisti indiani che eseguivano musica tradizionale del loro Paese, nelle sale dedicate all'arte barocca italiana sentivi quartetti d'archi, e cosi' via, e poi all'ingresso c'erano fantastici DJ set. Una volta ci ha suonato pure Robyn Hitchcock, sospeso sulla terrazza.

Poi chissa', magari quest'estate riprendono, speriamo.

Divertiti questo sabato Sole!

venerdì, 14 maggio, 2010

 
Blogger Myriamba said...

http://www.thisislondon.co.uk/standard/article-23690490-a-night-at-a-london-museum-part-v.do
voili volia per chi e' a Londra questo weekend
:)

venerdì, 14 maggio, 2010

 

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