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giovedì 27 maggio 2010

What would the community think


Approfittando del jet lag che mi ha per qualche giorno regalato uno stato di torpore diurno seguito da un inusuale livello di attenzione al calare della sera, sono stato spesso al cinema questa settimana.

Tra quelli in programmazione nelle sale londinesi, consiglio un piccolo film israeliano intitolato Eyes wide open. Non tanto per la storia (molto toccante peraltro), quanto per la rappresentazione molto accurata dei rituali quotidiani di una comunita' ultra-ortodossa di Gerusalemme, e per la fotografia, non meno che perfetta. Colpiscono molto soprattutto i colori silenziosi, che si incontrano benissimo con le atmosfere rarefatte e gli ambienti poveri e scarsamente illuminati nei quali la vicenda del film si svolge.

La storia e' quella di un macellaio (devoto, sposato, con figli) che decide di offrire un lavoro e una sistemazione nel retrobottega a uno studente drifter, che arriva non si capisce da dove. Qualcuno pero' si accorge che la relazione tra i due uomini presenta elementi poco accettabili da una comunita' tradizionale...

E' un film sottile, che indaga il rapporto con la disciplina e le conseguenze della rottura delle regole: a cosa portera' la liberazione dalle convenzioni? Riusciranno i trasgressori ad affermare se stessi, oppure soccomberanno alle pressioni sociali conformizzanti?

Lascio che siate voi a scoprirlo. Qui a Londra il film lo trovate al secluso Odeon di Panton Street.

Vi annuncio, con gioia, che tocchera' a me condurre Prospettive Musicali questa domenica, ammesso che la British mi consegni a destinazione nonostante lo sciopero. Mi e' andata bene troppe volte, tra passati scioperi, eruzioni vulcaniche, neve, ecc. e le regole stocastiche giocano contro di me, ma il sito della compagnia aerea dice che il mio volo e' confermato e mi ha fatto fare il check-in online, scusandosi pure perche' il pasto vegetariano questa volta potrebbe non essere presente a bordo (ma se sono anni che la British ha soppresso il pasto sulla tratta Londra - Milano...).

E adesso, gardening at night, che ieri mi hanno regalato due bei vasi di margherite provenienti dal Chelsea Flower Show, che richiedono di essere svasati e messi a dimora come si deve: guanti, sacchetto di terra e paletta sono pronti all'operazione (la passione per il giardinaggio, altro segno di ageing, lo so, e io che a Londra sognavo una vita rock'n'roll).

4 Comments:

Anonymous artemisia said...

Visto. Il film è interessante. Io però dopo averlo visto sono rimasta a pensare fino a che punto l'elemento dell'ebraismo ortodosso lo rende interessante e da dove invece ne diventa un limite. Domanda forse oziosa, perchè mi è piaciuto.

venerdì, 28 maggio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Senza l'ambientazione ebraica ortodossa forse sarebbe stato... Brokeback Mountain.

Non è una domanda oziosa, me la sono posto anch'io, e sono giunto alla conclusione che quell'elemento conferisce originalità al film.

domenica, 30 maggio, 2010

 
Anonymous Tania said...

Il gardening è una delle mie attività preferite - benché non lo pratichi spesso at night! Capita, comunque...

martedì, 01 giugno, 2010

 
Blogger Fabio said...

A me rilassa soprattutto dopo una giornata di lavoro. Le piante mi capiscono :)

domenica, 06 giugno, 2010

 

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