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venerdì 11 giugno 2010

Jailhouse rock (reprise)

Nell'ultima settimana di aprile del 2004 alcune fotografie di Abu Ghraib furono mostrate in TV nel corso della trasmissione 60 minutes e pubblicate sulle pagine del New Yorker, e nel giro di un paio di giorni vennero ritrasmesse e ripubblicate ai quattro angoli del globo. Da un giorno all'altro, la piramide umana, l'uomo incappucciato sulla scatola, la giovane donna soldato con un prigioniero al guinzaglio e il cadavere impacchettato nel ghiaccio divennero le immagini cruciali della guerra in Iraq. Il presidente degli Stati Uniti avrebbe in seguito dichiarato che era stato il giorno peggiore di tutta la guerra.

Come non bastassero le notizie di questi giorni, sulla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, sulla strage di pacifisti al largo di Gaza, sulla legge bavaglio approvata dal senato italiano, settimana scorsa ho trovato nella casa di Milano questo libro e ho iniziato a leggerlo.

E ho scoperto che il bellissimo documentario di Errol Morris su Abu Ghraib (che vidi qualche anno fa all'Istituto di Arti Contemporanee) si puo' scaricare gratuitamente qui. Se non l'avete ancora visto, lo consiglio: oltre a essere molto interessante, e' un magistrale esempio di come un documentario dovrebbe essere realizzato.