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mercoledì 14 luglio 2010

Open road: the failed secret mission to Tibet (Tenzin Tsetan Choklay, 2009) e Seeds (Tenzin Dazel, 2009)

Come da tradizione, anche quest'anno a Londra il mese di Luglio e' dedicato al festival di cinema, cultura, poesia e attivismo che arrivano dalle montagne del Tibet.

Le proiezioni si distribuiscono per tutto il mese tra sale cinematografiche istituzionali (il Riverside, il Rich Mix, l'Istituto di Arti Contemporanee, il Ritzy...) e una serie di centri culturali e caffe', dal Poetry Cafe' di Covent Garden al Free Word Centre di Farrigdon.

Il programma l'avevo gia' postato qualche giorno fa, e comunque lo potete ritrovare qui.

Ieri sera sono stato al Rich Mix a vedere due corti che come vi avevo preannunciato mi interessavano particolarmente, entrambi girati nel 2008, durante le proteste che hanno accompagnato le Olimpiadi di Pechino.

Due pellicole diversissime, che pero' illustrano molto bene la condizione degli esuli tibetani in India. La prima (Open road) racconta, attraverso la cinepresa di uno dei partecipanti, una missione purtroppo fallita di un gruppo di monaci che cercava di tornare nel proprio monastero.

Non meno interessante la seconda pellicola, intitolata Seeds, e presentata tra i corti quest'anno al festival di Cannes. Usando un linguaggio cinematografico che mi ha molto ricordato il primo Jarmusch, Seeds racconta per frammenti impressionistici la vita quotidiana dei giovani tibetani in India. Assai lontani dai valori dei monaci, con in testa quali punti di riferimento l'America e il rock'n'roll.

Altro cinema, che, sono sicuro, piacerebbe molto ai frequentatori abituali di Engadina Calling.

Il festival prosegue fino a venerdi' 30, e le pellicole interessanti sono ancora molte.

3 Comments:

Anonymous Papero psicopatico said...

Ma tu guarda. Proprio ieri mi è arrivata la foto della "mia" bambina tibetana che abita in India
(adozione a distanza). Ha sette anni. Bellissima. E poverissima.

giovedì, 15 luglio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Come sempre, i tuoi commenti mi suggeriscono risposte piuttosto articolate, spero che non ti dispiaccia.

In Tibet non sono mai stato, ma anni fa (quando ero giovane e avevo assai piu' energie di oggi)partecipai a una spedizione del CAI sulle Ande, in Bolivia.

Lasciata La Paz, percorrendo la strada (chiamiamola cosi') che unisce Bolivia e Cile, attraversai diversi villaggi davvero sperduti, sull'altopiano che sta tra 4.500 e 5.000 metri, prima che inizino le vette.

La poverta' e' assoluta. Piccole case che se non fossero in muratura definiremmo capanne. Economia (anche questa: chiamiamola cosi') basata sull'allevamento dei lama e degli alpaca, che forniscono tutto il necessario: lana, latte, carne.

Eppure, ti assicuro, i campesinos ci hanno ogni giorno offerto con infinita generosita' tutto quello che potevano: un tetto, un po' di cibo, acqua del loro pozzo.

Poi tornai a La Paz, e qualche giorno dopo presi un autobus per il confine con il Peru', destinazione Lago Titicaca.

Quanto diversa era la popolazione, completamente rovinata, permettimi questo termine, dal contatto con turisti degli Stati Uniti d'America, dei quali cercavano di imitare stili di abbigliamento e consumo (senza naturalmente potere).

Cosa sto cercando di dire? Che la poverta' e' un concetto assai relativo. Per certi aspetti, noi siamo molto piu' poveri delle popolazioni che vivono su altipiani remoti. A me quelle famiglie sembrarono serene, in armonia con i cicli della natura attorno a loro.

Non posso certo dire la stessa cosa delle inquietanti famigliole di inglesotti della suburbia londinese.

Che forse, chissa', si considerano benestanti perche' guardano i film col videoregistratore e possono spendere lo stipendio al centro commerciale.

Questione di punti di vista, immagino...

venerdì, 16 luglio, 2010

 
Anonymous Papero p. said...

Mi dispiace non poterti rispondere, ora, come vorrei. Mi preme, però, farti sapere che sul concetto di povertà sono assolutamente d'accordo con quanto dici.
E' vero, anche, che è questione di punti di vista. A volte tremendamente miope.
Spero di poter tornare presto sull'argomento, qui da te.
Ah! mi fanno decisamente piacere le tue risposte articolate!!!

venerdì, 16 luglio, 2010

 

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