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venerdì 3 settembre 2010

Anat Fort Trio, And if (ECM, 2010)

Attendevo con trepidazione il disco di Anat Fort con la sua nuova formazione, e dopo solo pochi ascolti mi ha gia' conquistato.

Dopo il suo esordio, che vedeva alla batteria niente meno che il veterano Paul Motian, la pianista israeliana ha scelto di farsi accompagnare in questo nuovo lavoro da una sezione ritmica di musicisti giovani, il newyorkese Gary Wang al contrabbasso e il tedesco Roland Schneider alla batteria.

Il risultato e' un disco che mi ricorda molto il capolavoro, purtroppo sconosciuto, del trio di un'altra giovane pianista, Eri Yamamoto, intitolato Redwoods (pubblicato un paio di anni fa dalla Aum Fidelity di William Parker, e che vi invito vivamente a riascoltare o recuperare).

Come Eri Yamamoto, anche Anat Fort sembra prendere le mosse dai lavori classici del primo trio di Keith Jarrett (quello con Charlie Haden e Paul Motian), da Bill Evans e da Paul Bley, interpretando pero' quel riconoscibilissimo suono con una sensibilita' tutta femminile.

And if e' un lavoro crepuscolare, malinconico, nordico, di luci autunnali. Astratto come tutti i migliori lavori prodotti da Manfred Eicher, impalpabile come le nuvole citate nel titolo della seconda traccia. Decisamente minimale: i musicisti non suonano una nota piu' del necessario a delineare le loro mutevoli armonie e dispari ritmiche.

Il risultato e' musica morbida e gentile, di elegante e naturale grazia, molto evocativa, riflessiva, meditativa. Quasi accennata, suggerita, implicita.

Musica da camera che prepara ai caldi colori dell'autunno, che questa sera si sente gia' un po'.

Questo e' un frammento di un concerto tenuto recentemente ad Amburgo.