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mercoledì 1 settembre 2010

Cecile Guerard, Piccola filosofia del mare (Guanda, 2010)

Qualche giorno fa, in quella ricorrente meta dei miei ritorni milanesi che e' la libreria Cortina, mi sono imbattuto in questo agile volume dalla copertina semplice ed emozionante. Leggerlo e' stata una scoperta, di quelle che risuonano di esperienza e riflessione, di vita e contemplazione, di presente e di ricordi vivissimi.

Sempre, il mare ci sa offrire una prospettiva diversa sulle cose dell'esistenza, ci riconcilia con lo scorrere del tempo, scombina e poi magicamente riporta armonia. Specie quando lo raggiungi dopo una bella passeggiata, lo contempli da distanza e poi lo senti avvicinare, nel silenzio interrotto solo dai tuoi passi. Lo osservi, ne fotografi i colori, cerchi un dialogo rispettoso, e poi lasci che ti consenta di diventarne parte.

Il libretto di Cecile Guerard (filosofa, scrittrice, pittrice e blogger francese) e' una gioia: un breve trattato filosofico che si legge come una poesia. Leggero come una brezza estiva, evoca Debussy e Satie, Delacroix e Courbet, Turner e Sisley, ci fa riflettere su quanti tipi di blu compongono la superficie e le profondita' del mare.

Parla di realizzare la nostra natura in accordo con la Natura, ci invita a sostituire il fracasso che tutto divora con l'ascolto dello sciabordio delle onde che tutto accarezza con grazia. E sottolinea il carattere sovversivo della contemplazione, che crea fratture di liberta' da percorsi obbligati e innaturali.

Ci invita al rispetto di quel Tutto del quale siamo parte. E a conservare dentro di noi le sensazioni libere e felici che proviamo di fronte a un bel tramonto sul mare, anche quando quei colori vivi e caldi sembrano lontanissimi.

7 Comments:

Anonymous artemisia said...

Questo me lo compro.

giovedì, 02 settembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Sarebbe da leggere in riva al mare, su una spiaggia deserta. Io l'ho letto invece in aereo tornando qui, ma mi riprometto di riprenderlo la prossima volta che torno a fare una bella camminata sulla collina di Camogli...

giovedì, 02 settembre, 2010

 
OpenID unaltradonna said...

secondo me da leggere invece proprio quando il mare ti manca, per sopperire.
Lo cerco per quest'inverno.

giovedì, 02 settembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Mi sembra una buona idea. Io lo tengo in libreria per quest'inverno, nelle incolori giornate londinesi.

giovedì, 02 settembre, 2010

 
Anonymous Tania said...

Questo è da non perdere, lo cercherò! Ma aspetterò a leggerlo fra un mesetto, quando la spiaggia qui vicino tornerà vuota o poco frequentata, come ogni autunno.

giovedì, 02 settembre, 2010

 
Blogger Myriamba said...

ma l'Oceano, no? Se prendi il treno da Londra in due orette ci sei. :)

venerdì, 03 settembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Tania -

Dove? E comunque, che fortuna...

Myriam -

Qualche posto specifico che consigli? Il mio matrimonio con l'Inghilterra e' terminato da tempo, ma magari il giorno che l'Inghilterra e io smettiamo di fare i separati in casa dandoci reciproca noia potrebbe anche nascere una qualche simpatica amicizia. Se accadra', sara' eventualmente grazie a luoghi isolati, sul mare, senza folla, senza baccano.

venerdì, 03 settembre, 2010

 

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