Post Statistiche Commenti Profitti Campagne Pagine Tema Impostazioni Elenco lettura Guida

Ambiente Uguaglianza Tempo

lunedì 1 novembre 2010

Carlos (Olivier Assayas, 2010)

Film di tono molto diverso rispetto a Buongiorno, notte. Il linguaggio di Assayas si avvicina in questa biografia del terrorista internazionale Carlos al cinema di Soderbergh (al suo ritratto di Che Guevara, soprattutto).

Meglio precisare che del film ho visto la versione breve, quella di tre ore, e non quella integrale di cinque ore e mezza. Quindi posso parlare di quella. Di Carlos seguiamo le vicende che si svolgono nell'arco di due decenni: lo vediamo muoversi tra Parigi, Londra, Beirut, Damasco, Berlino, Tripoli, Khartoum. La storia e' quasi epica, costellata di personaggi che degli anni del terrorismo sono assurti a simboli (su tutte la spietata Gabriele Kröcher-Tiedemann della RAF, che con Carlos partecipo' all'assalto alla riunione dell'OPEC del 1975).

Si comprendono molte cose vedendo questo film, ma soprattutto colpisce il fatto che l'adesione di Carlos alla causa palestinese avvenga, sembra di capire, sulla spinta del fascino romantico per la vita avventurosa e le armi piu' che di motivazioni ideologiche profonde.

Straordinario come sempre nei film di Assayas l'uso della musica (i Feelies di Crazy Rhythms, i New Order di Movement, gli Wire di The ideal copy e una delle mie dieci canzoni preferite di tutti i tempi).

Post (un po' veloce, lo so, ma sto uscendo, magari domani ne scrivo la versione 2.0) dedicato agli spettatori delusi.

5 Comments:

Blogger Myriamba said...

Carlos era un mercenario.
Che poi Assayas abbia voluto dare una nota romantica al personaggio, forse. Devo ancora vedere il film. Pensa che avevo preso i biglietti per la versione di cinque ore un paio di settimane fa, ma l'ho saltata e sono andata a vedere il film sui monaci di Thiberine, che ti consiglio. Personalmente l'ho trovato un po' troppo spirituale, ma non privo d'interesse.

mercoledì, 03 novembre, 2010

 
Blogger rose said...

In Italia, se non ci fosse qualche disservizio pure ai festival del cinema ci verrebbe una crisi d'identità...

mercoledì, 03 novembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Lo sto aspettando. Lo hai visto al London Film Festival? Com'e' stato accolto?

Rose -

Il mio contatto con l'Italia oggi e' stata una telefonata al mio babbo:

"Papa' sei riuscito a prendere l'appuntamento con lo specialista?"

"Si' vado il 20 luglio"

"Il 20... novembre?"

"No, il 20 luglio. La centralinista ha detto che se voglio anticipare posso andare anche la settimana prossima, in privato, pagando 300 euro".

L'Italia che mi arriva qui a Londra e' questa.

mercoledì, 03 novembre, 2010

 
Blogger Myriamba said...

sul punto della sanita' Fabio, qui a Londra e' sempre stato un disastro e andra' di male in peggio. Il sistema sanitario italiano e' 10 ma direi pure 20 volte migliore di quello inglese. E per il cinema, non so in Italia, ma in Francia c'e' una distribuzione di nuovi film, che qui se la sognano. cinema e sanita' no no, non sono il punto forte di Londra.
- "of gods and men" e' stato molto ben accolto anche se il Q&A come tutti i Q&A e' stato patetico. in Francia siamo gia' a due milioni di entrate. E qui il film non e' manco uscito ..ah ah ah..comunque ci sono delle scene che sono un po' troppo ruffiane e sono poco religiosa per apprezzarlo al 100%.

venerdì, 05 novembre, 2010

 
Blogger Myriamba said...

..comunque la locandina di Carlos che hai messo su questo post, e' spettacolare.

venerdì, 05 novembre, 2010

 

Posta un commento

<< Home