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Osservazioni e ascolti

martedì 7 dicembre 2010

Si potrebbe parlare di musica anche in un giorno come questo, ma personalmente non riesco.

L'arresto di Assange in terra inglese ha reso finalmente evidente al mondo che la rivoltante Inghilterra di Cameron e' un Paese nel quale le liberta' di parola e di opinione, valori fondanti di ogni democrazia, valgono come carta straccia.

Trovo sempre piu' difficile individuare differenze tra questo Paese in mano a politiche ultra-conservatrici (e adesso anche liberticide e fasciste), la Russia di Putin e l'Iran di Ahmadinejad.

Negli scorsi giorni ho avviato ufficialmente le pratiche di rimpatrio. Il 2011 sara' per me, finalmente, l'anno del ritorno in Europa. Sara' anche, con ogni probabilita', l'anno della liberazione del nostro Paese dal satrapo di Arcore e dai suoi leccapiedi. Non sara' un 25 aprile, come giustamente sostiene Bifo su Radicalsocialismo. Ma forse sara' un passo avanti verso la fine dell'orripilante Truman's Show nel quale chi non ha avuto la fortuna di potersene andare e' stato costretto a vivere per sedici lunghi anni.

Una liberazione gioiosa alla quale intendo partecipare, lasciandomi alle spalle, con immenso sollievo, la vergognosa Inghilterra del 2010, pallida ombra del Paese vivo e aperto al cambiamento che fu e che purtroppo non esiste proprio piu'.

29 Comments:

Anonymous Anonimo said...

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/12/articolo/3807/

martedì, 07 dicembre, 2010

 
Anonymous ecudiélle said...

assange arrestato per stupro.

e noi con il satrapo che va in giro con il pisello moscio di fuori e se la ride.

martedì, 07 dicembre, 2010

 
Blogger faber said...

caro fabio, ricordo le tue corrispondenze su radiopop prima del voto in Inghilterra: tu non avresti votato dopo i disastri dei laburisti.
Ma come vedi, al peggio non c'è fine... Anche da noi, troppi non vanno a votare dicendo che la sinistra
(o quello che chiamiamo sinistra), è uguale alla destra... Così ci becchiamo il nostro satrapo. E tu ti tieni Cameron...

martedì, 07 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Faber -

Sono d'accordo con te, e infatti se vai a riascoltarti le mie corrispondenze (che credo siano rimaste sul sito di Alaska), prima del voto dichiarai che non sapevo per chi votare (anche per i disastri dei laburisti, ricordi bene).

Poi pero' ho votato Green Party, e mi pare di avere anche raccontato che il mio voto non era servito, ma che ero particolarmente felice che i Green avessero conquistato una constituency (quella di Brighton).

Il principio di votare per i meno peggio mi vede d'accordo. E comunque il mio voto non serve mai, ne' li' ne' qui...

martedì, 07 dicembre, 2010

 
Blogger zoe said...

Spero tanto, tu abbia davvero ragione...

mercoledì, 08 dicembre, 2010

 
Blogger Myriamba said...

anche se oramai ho avuto il veto di pubblicare qualsiasi commento sul tuo blog, sono felice che tu abbia FINALMENTE preso questa decisione. :) Auguri, Myriam

giovedì, 09 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

sai che qui sei sempre ben accolto (anche se la situazione generale del Paese non è un gran chè, ma non possiamo farci molto).
Auro

giovedì, 09 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

So che li' sono sempre ben accolto e tu stesso me ne hai dato eccellente dimostrazione di recente Auro.

Io sono convinto che l'Italia sia un Paese malato, ma che stia dimostrando eccellenti anticorpi, in piu' di una direzione: le proteste studentesche, le lotte operaie sui tetti, la resistenza coraggiosa di alcuni media all'omologazione.

Questo Paese, al contrario, non sembra possedere difese immunitarie, e questo fa abbastanza paura.

giovedì, 09 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Oggi l'Inghilterra ha provato a incazzarsi per bene, ma tanto quelle merde dei Conservatori e dei Liberal -Democratici hanno voto si hai tagli sull'educazione e ora...bella roba...l'unica cose che posso fare e' pregare che la mia retta per il prossimo anno nn salga a 9000£!

Elena

giovedì, 09 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

vi prego, no!! "hai" tagli con l'acca no!!

venerdì, 10 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Io in questo momento non voglio dire nulla, caro Fabio, perché sono saturo di sin troppe cose e rischio di mescolare pensieri e sensazioni. Ti abbraccio idealmente. E ti esorto a proseguire il tuo magnifico percorso umano, musicale, esistenziale. Politico, quindi, perché sappiamo sin troppo bene che ogni scelta, anche la più personale, lo è.
Nicola

venerdì, 10 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Ops, mi e' partita un "h" non voluta! Odio scrivere col pc...perdo l'italiano!

Elena

venerdì, 10 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Mi fa sorridere oggi il Guardian (un giornalaccio, ma l'unico minimamente leggibile nello scadente panorama informativo britannico, il peggiore d'Europa) che scrive: "The tuition fees vote was won, but divisions have been exposed in the most public way".

Riferendosi al fatto che i Conservatori sarebbero i cattivi, e i Libdem invece la parte sana della coalizione.

Quando dico che alla democrazia inglese manca un sistema immunitario ed e' quindi esposta a ogni minaccia, intendo proprio questa pia illusione della patetica stampa liberal.

venerdì, 10 dicembre, 2010

 
Anonymous arte said...

Dunque torni in Italia?

venerdì, 10 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Si' anche se sono ancora in fase di contrattazione per ottenere il trasferimento. Io vorrei tornare in pianta stabile, i miei datori di lavoro attuali mi concederebbero di tornare per alcuni mesi all'anno, e scelti da me. Ma io ho detto di no, che voglio lasciare Londra per sempre, e un contratto italiano.

Dovevano dirmi qualcosa questa settimana, ma tutto tace.

Il tono al momento e' cordiale come quello di un dirottamento aereo.

venerdì, 10 dicembre, 2010

 
Blogger P! said...

scappi dalla perfida Albione? non mi capacito ....

venerdì, 10 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Io non volevo questa Inghilterra, volevo quell'altra che pero' non c'e' piu'.

Ho aspettato un po' che tornasse, ma non c'e' niente da fare. Andata per sempre.

Aspettare ancora mi farebbe tristezza. E' un ritorno che e' un guardare avanti, cercare qualcosa di diverso, muovermi da un luogo nel quale non sto piu' bene.

E' anche lasciare che si costruiscano ricordi, che nascano mancanze. Sono curioso di sapere cosa mi manchera', ma restando qui non riesco a capirlo.

venerdì, 10 dicembre, 2010

 
Blogger prospettive musicali said...

Fai bene a dire "Sono curioso di sapere cosa mi manchera', ma restando qui non riesco a capirlo", perché in effetti stando là rischi di mitizzare cose che di mitizzabile non hanno proprio nulla e di disprezzarne altre che forse potresti rimpiangere. Per esempio, la "pia illusione della patetica stampa liberal", per noi che stiamo in Italia, è quella del quotidiano La Repubblica, oggi organo ufficioso del patetico Pd, ieri dei Ds, l'altro ieri dalemiano, prima ancora demitiano e via elencando. E almeno sulle pagine culturali del Guardian recensiscono (anche se magari non sempre) dischi di cui Castaldo & Assante ignorano completamente l'esistenza e sono orgogliosi di ignorarla e vengono pagati fior di quattrini per scrivere articoli e libri proprio perché la ignorano...
a

sabato, 11 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Io non sono cosi' critico nei confronti di Assante e Castaldo. I quali parlano di musica rock, una musica morta grosso modo nel 1982 - 1983, e che dopo e' sopravvissuta come susseguirsi di revival (tutto questo facilmente dimostrabile, anche se a quasi trent'anni dal decesso, non sono pochi a negarne l'evidenza), e lo fanno mitizzandone gli anni d'oro.

Abbastanza giustamente, secondo me, e esattamente nello spirito con il quale gli appassionati di musica classica esaltano Bach e Beethoven, gli appassionati di jazz Davis e Coltrane, ecc.

Il Guardian invece, pateticamente va dietro alla stampa necrofila inglese, l'NME in testa, Time Out a ruota, che si rendono ridicoli cercando incessantemente la next big thing, l'ultimo spasmo del cadavere, l'ultima patatina fritta in un olio ormai tossico.

Dopodiche' no, non mitizzo l'Italia, non mitizzo nessun luogo (al limite forse l'Engadina). Ovunque le cose che mi interessano appartengono a piccole nicchie (li' Battiti qui Late Junction, li' Blow Up qui Wire, li' l'Oberdan qui il British Film Institute, ecc.). Alla fine quelli come noi si muovono da una nicchia all'altra come a guadare un fiume: saltando su pietre affioranti, cercando di bagnarsi il meno possibile.

A livello sociale, la differenza che vedo e' nella dimensione della partecipazione, che in Italia mi sembra tutto sommato maggiore.

lunedì, 13 dicembre, 2010

 
Blogger rose said...

La differenza potrebbe forse essere: se tu fossi affezionato all'Inghilterra in sé. Se no, torna: così potrai liberamente rimpiangere il British Film Institute :o)

martedì, 14 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

O se mi ci affezionero' una volta prese le giuste distanze...

Ho visto Yuki e Andrea qui nel fine settimana. Ma che coppia fantastica sono?

martedì, 14 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

bentornato...

un JC caldo come pane fatto in casa e appena sfornato

martedì, 14 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Se mi fanno tornare con un lavoro...

La trattativa continua, tra un po' comincio a buttare cadaveri sulla pista per fare capire che faccio sul serio.

martedì, 14 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

mi piace la frase: una volta ho detto alla direttrice amministrativa che la tisuatione era come "avere dei pupazzi di vinavil congelati e con delle puntine infilate nei piedi".

non ha capito cosa volesi dire, ovviamente; da allora lo faccio apposta...

JC sempre più perfido

mercoledì, 15 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

In effetti anche io non capisco JC, ma forse perche' non conosco la situazione.

mercoledì, 15 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

= "siamo con le mani legate e ci stanno danneggiando."

Ma mi rendo conto che è una metafora assai oscura, roba da "Reckoning" o "Fables Of Reconstruction"... ;D

JC

giovedì, 16 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Si', non e' un linguaggio molto comune nelle mail di lavoro in effetti :)

giovedì, 16 dicembre, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

un'altra volta: "direi che accettare questo contratto è come farsi investire sulle strisce pedonali da un furgone della Polizia Stradale"

JC

martedì, 21 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Io confesso di aver smesso di esprimermi sul lavoro da alcuni anni.

Lavoro il piu' possibile da casa. Meno li vedo, piu' sento di stare bene.

Consegno il mio lavoro via mail e ritiro uno stipendio a fine mese, cercando di minimizzare ogni contatto oltre a questi.

martedì, 21 dicembre, 2010

 

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