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martedì 11 gennaio 2011

Paul Auster, Sunset Park (Henry Holt & Co./ Einaudi, 2010)

Stasera avrei voluto scrivere un post su questo libro, letto tutto d'un fiato. Poi mi sono perso a guardare la bella intervista di Fabio Fazio a don Gallo (segnalatami dallo stesso amico che mi ha regalato Sunset Park), un po' di video di Eno che non avevo mai visto prima, ho letto un po' sul divano sentendo un pezzo del lungo (12 giorni senza interruzioni!) speciale che BBC Radio 3 sta dedicando all'opera omnia di Mozart, e infine ho visto questa intervista rilasciata da Paul Auster all'editor di Granta, sull'essere scrittore (You get to work hard to make it look easy), nella quale dichiara che i suoi libri raccontano sostanzialmente intense e intime storie d'amore (even in Timbuctu, just between a man and a dog). Se la guardate anche voi, vi prego di notare il soggiorno di casa Auster, perche' nella sua semplicita' e' il soggiorno piu' bello della storia mondiale dei soggiorni, pieno di libri e librerie, con colori caldi, comode poltrone sulle quali stravaccarsi a leggere, delle belle fotografie, un vecchio camino e un luminoso bow window affacciato su un albero.

E adesso crollo dal sonno dopo una lunga giornata di lavoro, troppo per scrivere qualsiasi cosa dotata di senso compiuto.

Pero' Sunset Park ve lo consiglio. E' un libro sostanzialmente ancora una volta sulla musica del caso. Sulla paziente ricostruzione di una vita dopo una volontaria espiazione. Ma, appunto, il caso attende dietro l'angolo.

Cedo, vado a nanna.

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6 Comments:

Blogger rose said...

confesso: dei vari desideri frivoli che mi assillano, l'aspirazione a possedere un bovindo è fra i più insistenti. sarà che pare un posto perfetto per leggere, no?

mercoledì, 12 gennaio, 2011

 
Blogger Fabio said...

E per scrivere a quanto pare!

Una delle prime case nelle quali ho vissuto qui a Londra aveva un bow window affacciato a un bel viale alberato.

Sotto al bow window parcheggiava spesso una bella Mini Minor d'epoca, rossa.

Tutto quello mi faceva sentire proprio nell'Inghilterra che piace a me.

mercoledì, 12 gennaio, 2011

 
Anonymous Tania said...

Piacciono anche a me i saloni luminosi come quello di Auster, una vera biblioteca domestica!

mercoledì, 12 gennaio, 2011

 
Blogger Fabio said...

L'unico difetto di quella casa, come mi diceva oggi al telefono un'amica, e' la grande televisione.

Di quella si puo' davvero fare a meno.

Sono molto d'accordo.

mercoledì, 12 gennaio, 2011

 
Anonymous Anonimo said...

sull'aria di "the lion sleeps tonight": < bow-window yeah, bow-window yeah, bow-window yeah, bow-window yeah,... >

la muisca del caso mi paicque, ma non quanto la trilogia newyorchese... grande scrittore, in ogni caso.

JC

martedì, 18 gennaio, 2011

 
Blogger Fabio said...

E' uno molto prolifico e che pero' riesce sempre a non ripetersi, caso raro.

martedì, 18 gennaio, 2011

 

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