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giovedì 5 maggio 2011

Bernardo Bertolucci, Io ballo da sola (1995)

Dall'ultima volta che ho scritto, sono stato al cinema quasi tutte le sere, per il ripasso dell'opera omnia di Bertolucci del quale vi dicevo qualche giorno fa.

Leggevo proprio in questi giorni una bella intervista, pubblicata in questo volume, nella quale Bertolucci sostiene che dopo la trilogia orientale (the terrible weight of the epic frescos) senti' il desiderio di scrivere quello che definisce un pezzo di musica da camera.

Nacque cosi' Io ballo da sola, un film che, sempre nelle parole del regista doveva possedere una leggerezza mozartiana, pesare pochi grammi. Interessante che per desiderare dirigere un film come questo, quasi indie, sia dovuto passare attraverso l'ipercolossale produzione di L'ultimo imperatore, film, almeno per il mio gusto, davvero stucchevole.

Se questa era l'intenzione, allora Io ballo da sola e' una pellicola molto riuscita, che con grande leggerezza comunica contemporaneamente gioia di vivere e anche la fugacita' della vita stessa (attraverso il personaggio interpretato da Jeremy Irons).

Mi e' sembrato anche un film di fascinose luci, spesso radenti, con un equilibrio molto riuscito tra dialoghi, silenzi, musiche scelte con gusto raffinato.

L'altra cosa che mi ha colpito e' il fatto che il ritorno in Italia di Bertolucci sia avvenuto attraverso lo sguardo di personaggi stranieri, artisti che il nostro Paese lo scelgono per il buon vivere e per estraniarsi dal mondo (anglosassone in questo caso). Mi ha colpito perche' e' proprio il modo nel quale anche io vedo il Paese dove sono nato, ogni volta che ci torno. Una scoperta, perche' per me oggi l'Italia e' un luogo di piccole gioie quotidiane, tante cose che prima di emigrare davo per scontate.

Per tanti particolari, direi che solo chi e' stato per molto tempo lontano dall'Italia avrebbe potuto pensare e realizzare un film come Io ballo da sola.

Bravissima, dall'inizio alla fine, Liv Tyler (che probabilmente non fa molto piu' che interpretare se stessa).

Io ballo da sola mi ha comunicato un'enorme vitalita' (e la comunita' di artisti mi ha ricordato tantissimo quella del mio amico P., nella sua bella casa di Vizzola, che sembra tanto quella del film). Se pensate di rivederlo, cercate la versione originale in inglese: ho visto in rete il trailer con la recitazione doppiata in italiano e mi e' sembrato insostenibile.

Magistrale, poi, l'uso di questa canzone, che sembra stata scritta proprio per questo film.

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7 Comments:

Anonymous Anonimo said...

l'ho visto parecchi anni fa (credo nel '95, quando ancora frequentavo i cinema) e lo ricordo come un film di splendida fotografia, con personaggi ben caratterizzati e bravi attori. Credo che abbia contribuito molto al consolidamento della popolazione nel Chiantishire.
Splendida Liv Tyler (del resto, col DNA che si ritrova...) che ha la sensualità di una Bardot degli anni '60 (direi il massimo possibile sul pianeta Terra). In generale un film con ambienti molto '70, anche se fatto un quarto di secolo più tardi.
ciao
Auro

martedì, 10 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Proprio cosi', lo scultore e la sua famiglia sono i giovani degli anni '70, solo cresciuti. Il sogno di cambiare il mondo e' naufragato, e non resta altro che isolarsi rispetto a quel mondo che non si e' riusciti a trasformare. Creando piccole zone franche: di bellezza, lentezza, contemplazione.

L'immaginazione al potere, anche se in oasi protette.

martedì, 10 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

A proposito, auguri a Lella, oggi e' il suo compleanno vero?

Ho cercato le vostre mail ma non le trovo piu': le fai tu gli auguri da parte mia?

Anzi, gia' che ci sei, mi mandi la tua mail (non qui, solo se hai la mia mail memorizzata da qualche parte).

martedì, 10 maggio, 2011

 
Anonymous auro.m said...

ma solo io l'ho trovato un film insipido con performance mediocri?
a me liv fa tristezza in quel film, ha l'espressività di un'educanda costretta a dipingersi le unghie di rosa tutto il santo dì.
ecco.
sparatemi.
ora.
tant'é.

martedì, 10 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

No, non solo tu. Il silenzio di alcuni frequentatori abituali dell'Engadina mi sembra eloquente :)

Io ballo da sola e' un film nouvelle vague fuori tempo massimo. Ma non e' un commento critico. Mi ha molto ricordato Rohmer, e a me tanto basta per fare andare in visibilio.

Liv Tyler educanda non te la perdono pero'.

martedì, 10 maggio, 2011

 
Anonymous auro.m said...

bon, per farmi perdonare ti segnalo questo: http://vimeo.com/21965420

e poi, hai visto Cold Souls? eh? no?

martedì, 10 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Perdonatissimo.

Notevole e inquietante, sembra una specie di Arancia meccanica all'incontrario, implicito e minimalista.

E no, Cold souls non l'ho ancora visto in giro (anche se alla fine qui a Londra vado sempre nel solito cinema che proietta solo film classici del passato, per cui sull'attualita' non sono informatissimo).

mercoledì, 11 maggio, 2011

 

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