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Ambiente Uguaglianza Tempo

sabato 30 luglio 2011

Paolo Fresu, Musica dentro (Feltrinelli, 2009)

Un minuto prima di lasciare Milano alla volta della mia vacanza toscana, mi sono accorto di non avere messo nello zaino nulla da leggere. Cosi' passando a prendere un pezzo di focaccia da mangiare in viaggio, sono entrato al Libraccio e ho preso questo libro.

Che se ne e' rimasto nello zaino per tutta la vacanza, e che ho letto, piu' o meno tutto d'un fiato, solo una volta tornato a Milano.

Paolo Fresu l'ho scoperto solo negli ultimi anni. Ne abbiamo parlato tante volte: la magnifica specificita' culturale italiana l'ho compresa, e ho iniziato ad amarla profondamente, solo andandomene. Prima non la capivo, come non si riesce a vedere cio' che ci e' troppo vicino.

Fresu e' molto apprezzato internazionalmente proprio come esponente di un patrimonio culturale e di valori che sono profondamente nostri ma che, a volte mi viene da pensare, all'estero sono molto piu' apprezzati che da noi.

Ogni nota suonata dal trombettista sardo mi sembra parlare di Mediterraneo. Un nome che, da quando me ne sono andato, mi trasmette sempre i brividi e che evoca un'idea di tempi lenti, buon cibo, familiarita', amichevolezza. Tutti valori che qui in Inghilterra mancano, che ci invidiano.

Il libro di Fresu e' da leggere sentendo la sua musica, naturalmente. Direi il suo disco di quest'anno, quello inciso con il coro corso A Filetta e con il fisarmonicista marchigiano Daniele di Bonaventura, che vi ho proposto a Prospettive Musicali, del quale vi parlai qui, e che non mi stanco mai di riascoltare. Musica che parla il linguaggio del mare, del vento, dei grandi spazi aperti.

Per questo il jazz mi ha cambiato la vita. Perche' mi ha dato modo di respirare attraverso le note la bellezza che c'e' intorno a noi e la speranza che sia possibile con la poesia e la creativita' cambiare cio' che bello non e'.

Potere della musica migliore, quella non compromessa con il mercato, le mode, l'effimero, il momento. Quella che e' linguaggio universale capace di unire geografie, spazi, tempi, esperienze, ricordi. Che accompagna i momenti migliori delle nostre vite, e rende sopportabili e leggeri tutti gli altri.

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giovedì 28 luglio 2011

Ricardo Villalobos/ Max Loderbauer, Re: ECM (ECM, 2011)

Ricordavo di avere letto da qualche parte che Ricardo Villalobos e' (insospettabilmente) un appassionato ascoltatore di dischi ECM. E oggi pomeriggio sono andato a scartabellare in libreria per rispescare l'articolo dove avevo letto questa cosa (Wire, agosto 2007):

Interestingly, Villalobos is a huge ECM fan. When I visit him in his studio, it's not minimal house but Dino Saluzzi's bandoneon that pours forth from the speakers, and when I interview him in his Kreuzberg living room - also equipped with an awe-inspiring surround-sound system, with a cozy, egg-shaped, carved wooden chair seated directly in front of the speakers, like some shamanistic command post - there are ECM CDs scattered all over the coffee table.

Solo uno che ama e comprende a fondo i dischi di quella che, lo avrete intuito se ascoltate Prospettive Musicali, e' la mia etichetta preferita, avrebbe potuto re-interpretarli creativamente come ha fatto Villalobos, con la collaborazione di Max Loderbauer (anche componente del trio di Moritz von Oswald).

Come afferma in questa intervista, i due si sono concentrati su particolari apparentemente insignificanti, spazi interstiziali, vuoti, e li hanno esaminati al microscopio, quasi a voler carpire il quietista segreto dell'etichetta tedesca.

Non e' un disco caldo, affatto. La superficie e' gelida, come se Villalobos e Loderbauer avessero inteso rendere futuribile la musica ambientale di Eno, asciugandola da ogni aspirazione melodica. In questo senso non comprendo bene quello che Villalobos intende quando, sempre nella stessa intervista, parla di aggiungere emozionalita' ai suoni da club: io di emozioni ne trovo pochissime in questa operazione (addirittura ne trovo di piu' nei sui DJ set, per dire).

Inoltre, per apprezzare i due dischi secondo me e' meglio lasciare perdere il confronto con gli originali. A parte forse solo la traccia da The jewel in the lotus di Bennie Maupin (disco fondamentale e inspiegabilmente ultra-sconosciuto), lasciata tale e quale, la maggior parte delle tracce sono rese abbastanza irriconoscibili dagli originali.

Detto tutto questo, il disco riesce a dire cose che nessuno aveva ancora detto, e di questi tempi e' difficile affermare qualcosa di simile. Il dialogo elettroacustico tra passato e futuro (ottenuto ignorando il presente, peraltro) a me sembra funzionare.

E' un esercizio un po' intellettuale, specialmente per chi conosce e ama gli originali, ma agli ascoltatori piu' curiosi e coraggiosi di voi sono sicuro che queste sghembe e spaziali geometrie figlie dei migliori Popol Vuh aggraderanno parecchio.

Questa traccia (la piu' ritmica dell'album) e' quella che abbiamo ascoltato insieme in apertura di Prospettive Musicali di domenica scorsa.

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domenica 24 luglio 2011

Prospettive Musicali del 24 luglio 2011

Vacanze finite, domani ricomincia una quotidianità che non mi manca affatto. Stasera mi piacerebbe farvi ascoltare la musica che è stata la colonna sonora delle ultime due settimane. Buon ascolto.

1) RICARDO VILLALOBOS/ MAX LODERBAUER
Recat
da Re: ECM
(ECM, 2011)

2) JUANA MOLINA
El cristal
da Tres cosas
(Domino, 2002)

3) HUBERT PORTER
Not me
da VV. AA. Jamaica-mento 1951 - 1958
(Frèmeaux & Associès, 2010)

4) JOHN WILLIAMS
Prelude to a song
da From a bird
(John Williams, 2008)

5) RICARDO VILLALOBOS/ MAX LODERBAUER
Retimeless
da Re: ECM
(ECM, 2011)

6) NIRMALA RAJASEKAR
Jaya jaya nattai khanda chapu
da Into the raga
(Innova, 2010)

7) INSIEME STRUMENTALE DI ROMA
Sonata n. 1 in sol maggiore adagio
da Tomaso Albinoni sinfonie e concerti op. 2
(Stradivarius, 2006)

8) HIS MAJESTYS SAGBUTTS AND CORNETTS
Sonata a 6
da Grand tour music from 16th- & 17th-century Italy, Spain and Germany
(Hyperion, 1996)

9) ROBIN WILLIAMSON
The journey
da Skirting the river road
(ECM, 2002)

10) RICARDO VILLALOBOS/ MAX LODERBAUER
Reemergence
da Re: ECM
(ECM, 2011).

Ascolta.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM, 107.6, e in rete, qui.

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giovedì 7 luglio 2011

Prospettive Musicali del 10 luglio 2011

1) ROBIN WILLIAMSON
Here to burn
da Skirting the river road
(ECM, 2002)

2) INCREDIBLE STRING BAND
October song
da The Incredible String Band
(Elektra, 1966)

3) LUNAR SAXOPHONE QUARTET
On song
da These visions
(Signum Classics, 2010)

4) HIS MAJESTYS SAGBUTTS AND CORNETTS
Sonata a 6
da Grand tour music from 16th- and 17th-century Italy, Spain and Germany
(Hyperion, 1996)

5) ROBIN WILLIAMSON
Infant joy
da Skirting the river road
(ECM, 2002)

6) INSIEME STRUMENTALE DI ROMA
Sonata n. 1 in sol maggiore allegro
da Tomasi Albinoni sinfonie e concerti op. 2
(Stradivarius, 2006)

7) CUARTETO CASALS
String quartet no. 4 allegro
da Bartòk, Kurtàg, Ligeti metamorphosis
(Harmonia Mundi, 2010)

8) PASCAL SCHUMACHER QUARTET
Water like stone
da Bang my can
(Enja, 2011)

9) ZIIADA SHERAPOVA
Bolmasa
da VV. AA. Karakalpakistan - la voix des ancestres
(Buda, 2008)

10) ROBIN WILLIAMSON
Dalliance of eagles
da Skirting the river road
(ECM, 2002).

Ascolta.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM, 107.6, e in rete, qui.

Engadina Calling verrà aggiornato regolarmente a partire da domenica 24 luglio, quando ritornerò anche a condurre Prospettive Musicali.

Quella sera ascolteremo le alchimie elettroniche di Ricardo Villalobos e Max Loderbauer, un po' di mento dalla Giamaica degli anni '50 e musica classica contemporanea indiana.

A tutti, auguri di buona estate.

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Anteprima Prospettive Musicali e Freedom Jazz Dance

Questa domenica tocchera' a me condurre Prospettive Musicali.

Ascolteremo insieme alcune poesie di William Blake e di Walt Whitman recitate e musicate da Robin Williamson, musica contemporanea pastorale dal Galles con una composizione di John Metcalf, e un po' di musica italiana del '600 e del '700.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35, in FM sui 107.6 e in rete qui.

E quest'estate Prospettive Musicali raddoppia. Il mio collega e amico Gigi Longo conduce Freedom Jazz Dance, tutti i giovedi' alle 22.40.

Ecco la nota che ha mandato Gigi, al quale Engadina Calling rivolge un forte in bocca al lupo:

Note blu dagli anni ’70 e dintorni.
Il jazz della protesta sociale e politica afroamericana e quello legato alle culture giovanili e alla commistione tra i generi musicali del tempo.
Il Miles Davis elettrico e la genìa di suoi figlioletti, ma anche le etichette discografiche della cultura alternativa e radicale afroamericana.
I Cacciatori di teste di Herbie Hancock, e le riletture del repertorio hendrixiano in chiave elettrica orchestrale di Gil Evans.
Composti jazzisti che si reinventano freakettoni con tanto di bandana sul capello lungo e stilosi musicisti dell’Africa occidentale dal look modaiolo e dai suoni attualissimi.
Chitarre elettriche e sassofoni a confronto con sitar e tablas e la grande stagione del rock jazz progressive europeo …

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venerdì 1 luglio 2011

Insieme Strumentale di Roma, Tomaso Albinoni sinfonie e concerti op. 2 (Stradivarius, 2006)

Continuano i suggerimenti di ascolti classici qui in Engadina: ammetto di avere preso particolarmente gusto in questa esplorazione di un territorio per me ancora piuttosto nuovo, nei confronti del quale ho ancora molto da apprendere.

Non mancano ottimi maestri dai quali volentieri mi lascio accompagnare e consigliare, tra i quali l'ottimo Massimo, un blogger che seguo da molti anni (il suo blog ha da poco compiuto 7 anni, ed e' quindi coetaneo di Engadina Calling), che recentemente segnalava proprio questo volume di sinfonie e concerti di Tomaso Albinoni, compositore veneziano del periodo barocco. Con grande competenza: rimando al suo post per un commento critico all'ascolto (e lo ringrazio di cuore per la segnalazione).

Da parte mia, come ho gia' osservato in passato parlando qui di lavori di Bach e soprattutto di Biber, la modernita' della musica barocca mi sa sempre stupire. E mi generano sorpresa le emozioni purissime che suscita, come se sapesse portare in superficie naturalmente la parte piu' autentica e incontaminata del nostro essere. Un livello di sentire che spesso dimentichiamo di possedere.

Uno stato armonico che proviene da dentro di noi e si proietta tutt'attorno, facendoci percepire il mondo interiore e quello esteriore con straordinaria limpidezza. Lo stesso effetto che fanno una passeggiata nel silenzio della montagna, o una navigazione a vela in mezzo al mare, ma senza bisogno di muoverci dal nostro soggiorno.

Per darvi una dimostrazione di quello che intendo, se trovate un po' di tempo questo fine settimana suggerisco di ascoltare insieme questa magnifica Sonata a Cinque in C Major Op. 2 No. 2.

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