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Ambiente Uguaglianza Tempo

domenica 27 novembre 2011

Prospettive Musicali del 27 novembre 2011

La musica e' la risonanza dell'Universo, i suoi palpiti, il suo respiro ed anche la voce delle sue forme.

E' al di sopra e al di la' di ogni epoca eppure - questo e' il suo miracolo misterioso - riesce ad esprimere le epoche, i luoghi, il passaggio del tempo in modo piu' appropriato di qualsiasi altra manifestazione dell'uomo e della natura.


- Eugenio Scalfari, Per l'alto mare aperto


1) RETO BIERI
Lied
da Contrechant
(ECM New Series, 2011)

2) WESSELTOFT SCHWARTZ DUO
Dreaming
da Wesseltoft Schwartz Duo
(Jazzland, 2011)

3) KUDSI ERGUNER
Zikr (excerpt)
da VV. AA. Sufi music
(Music Rough Guides/ World Music Network, 2011)

4) MEVLANA KULTUR VE SANAT VAKFY' SANATCY' LARY'
Ferahfeza peprev
da VV. AA. Sufi music
(Music Rough Guides/ World Music Network, 2001)

5) RETO BIERI
Contrechant II/ III
da Contrechant
(ECM New Series, 2011)

6) ANOUAR BRAHEM
Sur le fleuve
da VV. AA. Music for the film Sounds and silence
(ECM, 2011)

7) BILL FRISELL
Across the universe
da All we are saying...
(Savoy Jazz, 2011)

8) BBC SYMPHONY ORCHESTRA
Variations on sumer is icumen in - theme/ The skull: opening titles
da VV. AA. New stock
(NMC, 2004)

9) JONATHAN DUNFORD & ROB MACKILLOP
Love is the cause of my mourning
da Love is the cause
(Alpha, 2011)

10) RETO BIERI
Contrechant IV/ V
da Contrechant
(ECM New Series, 2011).

Ascolta.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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mercoledì 23 novembre 2011

Anteprima Prospettive Musicali

Anche questa domenica tocchera' a me condurre Prospettive Musicali.

Ascolteremo insieme un brano del suonatore di oud tunisino Anouar Brahem, un canto devozionale turco eseguito al ney, una composizione di Luciano Berio e molto altro ancora.

Spero di avervi miei ospiti.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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domenica 20 novembre 2011

Prospettive Musicali del 20 novembre 2011

Spero innanzitutto di avere dimostrato che esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca.

- Italo Calvino, Lezioni americane


1) TALLINN CHAMBER ORCHESTRA
Fur Lennart in memoriam
da VV. AA. Music for the film Sounds and silence
(ECM, 2011)

2) ROSAMUNDE QUARTETT/ HILLIARD ENSEMBLE
My own vineyard I did not keep
da Boris Yoffe Song of songs
(ECM New Series, 2011)

3) MARIA DE BARROS
Oh Menel
da VV. AA. World playtime
(Music Rough Guides/ World Music Network, 2011)

4) SAMBA TOURE'
Alabina
da Crocodile blues
(World Music Network, 2011)

5) NIK BARTSCH'S RONIN
Modul 42
da VV. AA. Music for the film Sounds and silence
(ECM, 2011)

6) MEREDITH MONK
Last song
da Impermanence
(ECM New Series, 2008)

7) PAPI BRANDAO Y SU CONJUNTO AIRES TABLENOS
La murga de Panama
da Panama! 2 latin sounds, cumbia tropical & calypso funk on the isthmus 1967 - 77
(Soundway, 2009)

8) STEPHEN MALKMUS AND THE JICKS
No one is
da Mirror traffic
(Matador, 2011)

9) KEVIN HENDERSON
Da bixter rant/ Stout's trip to Skea
da Fin da laand ageen
(Kevin Henderson, 2011).

Ascolta.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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mercoledì 16 novembre 2011

Anteprima Prospettive Musicali

Come gia' sapete se mi avete sentito in diretta da Londra ieri sera, tocchera' a me condurre Prospettive Musicali questa domenica.

Ascolteremo la cantante senegalese (di origini capoverdiane) Maria De Barros da un disco di canzoncine per bambini, un brano di Meredith Monk, una composizione di Arvo Part e molto altro ancora.

Conto come sempre sulla vostra compagnia.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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martedì 15 novembre 2011

VV. AA., Sufi music (Music Rough Guides/ World Music Network, 2011)

A dieci anni esatti dalla prima edizione (che si trova ancora e a prezzi ridicoli, mi pare di averla pagata 3 o 4 sterline qualche anno fa) Music Rough Guides pubblica il secondo volume dedicato alla musica Sufi.

Il Sufismo e' il misticismo islamico. I Sufi credono che il paradiso sia dentro di noi e che nostro compito sia la ricerca di questo paradiso interiore. La ricerca consiste in un'immersione nell'assoluto (che chiamano fana), che passa anche attraverso la musica e la poesia, visti come strumento per avvicinarsi a Dio e all'amore di tutte le creature.

La musica infatti per i Sufi ci porta a risuonare con il mondo dello spirito, che e' un mondo di amore e armonia.

Naturalmente questa dottrina e' stata contrastata in tutti i modi possibili dall'Islam ortodosso, soprattutto dai clerici talebani, che considerano la musica nemica dell'Islam. Un attacco talebano a un tempio sufi di Lahore costo' la vita a ben 42 fedeli. Eppure il Sufismo e' riuscito a sopravvivere in alcune aree del Medio Oriente, dell'Asia Centrale e Meridionale e dell'Africa.

Questo secondo volume e' un po' meno tradizionale rispetto al primo. Accosta infatti alla musica Sufi delle tradizioni (ney, qawwali) anche alcune versioni piu' contemporanee di canti devozionali.

E' un viaggio molto emozionante, un ascolto che risuona nella parte piu' profonda di noi. Ci avvicina a noi stessi, ci porta in contatto con sentimenti puri, di amore e pace, partecipazione, unione e contemporaneamente distacco dalle cose terrene.

Un disco che lascia un profondo senso di rinnovamento, ideale per ritrovare equilibrio e uno stato d'animo sereno e trasparente.

(Consiglio di procedere solertemente all'acquisto se siete interessati, perche' le prime copie hanno in omaggio un disco di musiche dei fachiri del Bengala, assolutamente fantastico).

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domenica 13 novembre 2011

Reto Bieri, Contrechant (ECM New Series, 2011)

Sto in questi giorni molto appassionandomi all'ascolto dell'esordio solista di Reto Bieri, clarinettista svizzero (di Zug), che interpreta in chiave libera e improvvisativa il repertorio contemporaneo europeo e nord-americano.

Il riferimento al canto, presente nel titolo, non sembra fuori luogo dopo ripetuti ascolti attenti. Vale quello che dicevamo qualche giorno fa a proposito di Meredith Monk, anche se rovesciando le premesse (nel caso della Monk e' la voce a farsi musica, qui sono le note di clarinetto a farsi voce).

Non credo sia necessario sottolineare che non si tratta di un disco di facile ascolto. Scompone la musica cosi' come nelle arti figurative gli espressionisti astratti analizzavano e ricombinavano i fattori primi di forme, linee e colori. Riporta il suono al suo stato piu' puro, generando forme astratte in costante movimento. Una trasformazione che avviene in uno spazio a molte dimensioni.

Contrechant si apre con una silenziosa composizione di Luciano Berio, alla quale fa seguito un vivace e spezzato brano del compositore svizzero Heinz Holliger. E' poi la volta delle spirali di suono di Salvatore Sciarrino, di una composizione solo leggermente piu' tradizionale (jazz ridotto ai suoi fattori primi, sembra) di Elliott Carter, di un altro brano di Holliger e di due composizioni di musicisti dell'Est (Peter Eotvos e Gergely Vajda) che mi hanno ricordato un po' la varieta' cromatica del mio amato Gyorgy Kurtag. Come capita con Kurtag, assistiamo all'apparizione e al dissolvimento di forme, che sembrano a volte improvvisamente scomparire, fino a farci interrogare sulla loro concreta esistenza.

E' musica piena di luci abbaglianti e ombre che ci avvolgono. Come ho scritto altre volte, a un disco come questo mi piace accostarmi come se visitassi una galleria di pittura contemporanea. Prendendomi tempo per riflettere, senza necessariamente provare ad avanzare spiegazioni definitive e giudizi sintetici.

Ci costringe a porci domande sulla nostra relazione col suono, ancor prima che questo diventi musica. Suono dell'universo.

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giovedì 10 novembre 2011

Bill Frisell, All we are saying... (Savoy Jazz, 2011)

Musica che scalda il cuore, quella di John Lennon interpretata da Bill Frisell. La coperta di Linus per l'autunno 2011, necessaria adesso che la luce se ne va alle quattro del pomeriggio, i marciapiedi sono diventati tappeti di foglie gialle bagnate di pioggia, il cielo ha assunto quel colore grigio monocromatico che probabilmente restera' uguale a se stesso per i mesi a venire.

A Lennon e' legato il primo ricordo che ho di un negozio di dischi. Era il 1973, avevo 8 anni, e papa' mi porto' con lui a comprare una copia di Mind games che credo possegga ancora. (Undici anni dopo entrai in quello stesso negozio, ma questa volta per chiedere la mia prima audizione radiofonica. Il proprietario aveva infatti aperto una delle prime radio locali. Mi affidarono un programma serale, il bisnonno di Prospettive Musicali, e toccai il cielo con un dito).

Quello di Frisell e' un omaggio molto rispettoso. Non c'e' molta interpretazione, e quando c'e' in genere si limita alle battute introduttive. Certamente c'e' pochissimo jazz. Trovo pero' che la chitarra di Frisell sia capace di estrarre dalle canzoni dei Beatles e del Lennon solista tutta la loro vena malinconica: la nostalgia per un passato che non e' piu', per un'epoca dinamica di speranze e illusioni.

All we are saying... e' il terzo disco inciso da Frisell in poco piu' di un anno. Dei tre, a me continua a piacere molto anche il disco con Vinicius Cantuaria, pubblicato qualche mese fa dalla francese Naive.

All we are saying... sa esprimere un infinito amore per musiche che hanno attraversato le nostre vite. E' un ringraziamento. E per quelli della mia eta' e' un album di ricordi e foto un po' sbiadite, da sfogliare sorridendo, anche se magari un po' malinconicamente.

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domenica 6 novembre 2011

Music for the film Sounds and silence (ECM, 2011)

ECM mi e' sempre sembrata una filosofia di ascolto piu' che una semplice etichetta. Musica che si apprezza (o meno) in funzione di quanto attraente per noi e' uno stile di vita sobrio, ispirato da criteri di volontaria semplicita', di ricerca dell'essenza delle cose.

Una filosofia sonora quieta e contemplativa, che viene di volta in volta declinata in chiave jazz, classica, contemporanea, restando pero' sempre fedele a un'attitudine minimalista e a un monocromatismo sonoro che allo stesso tempo richiede e facilita la concentrazione.

La colonna sonora di questo documentario realizzato da due registi svizzeri e' una bella rassegna di cio' che ECM rappresenta nella musica contemporanea, e puo' essere utile sia a chi si voglia avvicinare allo stile peculiare della casa discografica tedesca, sia a chi desideri ripercorrerne le tappe fondamentali.

Il disco comprende estratti da nove dischi storici, di Keith Jarrett, Arvo Part, Rolf Lislevand, Ronin, Anouhar Brahem, Marilyn Mazur, Dino Saluzzi, Anja Lechner (l'ho gia' scritto: la donna piu' elegante sul pianeta Terra), Gianluigi Trovesi e Eleni Karaindrou. Brani piuttosto noti (sicuramente familiari a chi ascolta Prospettive Musicali), variazioni sul tema del suono che dialoga con il silenzio.

Non ho ancora avuto occasione di vedere il film (non sostiene forse Manfred Eicher in questa lezione tenuta all'Universita' di New York che i film vanno visti al cinema?), ma spero di rimediare presto. Per intanto, mi accontento di riascoltare ancora una volta un album che e' ideale colonna sonora per la contemplazione dei colori dell'autunno.

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mercoledì 2 novembre 2011

Kevin Henderson, Fin da laand ageen (Kevin Henderson, 2011)

Settimana scorsa sono stato particolarmente intransigente, proponendovi due pesi massimi, piuttosto impegnativi. Per compensare, questa settimana suggerisco di ascoltare insieme un disco leggero come una piuma.

Musica che arriva dalle isole Shetland, e che come un caldo maglione di lana ci fa sentire protetti dal freddo che sta per arrivare.

Fin da laand ageen (che vuol dire tornare a casa) e' una raccolta di 24 brani tradizionali di quelle belle e verdissime isole (dove spero di andare quest'estate: conosco piuttosto bene le Ebridi e le Orcadi per averle visitate con calma in bicicletta, facendo island hopping su vecchi traghetti, ma fino lassu' alle Shetland non sono mai arrivato).

A eseguirli per noi e' Kevin Henderson, erede della tradizione dei violinisti dell'arcipelago, e come loro capace di interpretare il particolare folklore delle Shetland, che combina musiche popolari scozzesi e norvegesi.

Fin da laand ageen e' un disco rasserenante, di naturale grazia, molto rilassato. Gioiose gighe da giornate di festa si alternano a brani piu' contemplativi, dal sapore gentilmente nostalgico, che sanno di scogliere e coste ventose e profumano di mare.

Per farvi venire voglia di scrivere una mail a Kevin e chiedergli di mandarvi il suo disco: c'e' una traccia che si intitola Stout's trip to Skea, dedicata a questo violinista vagabondo che si manteneva aiutando i contadini nei campi durante il raccolto. E per il resto, si godeva la vita, suonando il suo violino in riva al mare. Non pensate che la sua sia stata una vita semplicemente meravigliosa?

Sento che quest'autunno e inverno ascoltero' parecchio folk celtico, che se vorrete essere ospiti del mio blog mi fara' piacere condividere con voi. Musica da riscoprire, senza fretta, un disco alla volta: capace di donare un po' di grazia, sorrisi e serenita' alle nostre giornate.

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