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martedì 24 gennaio 2012

Stile Antico, Media vita (Harmonia Mundi, 2010)

Mi affascina molto, l'avrete capito, il fatto che di alcuni tra i massimi compositori della early music sappiamo molto poco. Qualche giorno fa abbiamo parlato di monsieur de Sainte-Colombe, del quale nemmeno conosciamo piu' il nome di battesimo.

Anche di John Sheppard, l'autore di una raccolta di composizioni religiose intitolata Media vita, non conosciamo molto. Fu corista, prima qui a Londra, presso la Cattedrale di San Paolo, e poi a Oxford. Piu' o meno e' tutto qui quello che si sa di questo geniale compositore di musica corale polifonica.

Del resto, anche di questo abbiamo gia' parlato sia qui che alla radio, la early music ha vissuto un lungo, lunghissimo oblio attraverso i secoli, e solo negli ultimi anni stiamo riscoprendo raccolte che spesso (come nel caso di Sheppard) non furono mai pubblicate, e sopravvissero nei secoli solo in forma di manoscritti.

L'altra cosa che mi affascina e' il fatto che musica che arriva da tempi cosi' lontani sappia instaurare, con estrema naturalezza, un dialogo emotivo vivissimo con il sentire contemporaneo. Con la nostra, molto contemporanea, ricerca di senso e direzione.

Media vita e' una riflessione sulla fragilita' e finitezza della nostra vita. E sulla nostra umanissima aspirazione alla salvezza, attraverso una coraggiosa assunzione di responsabilita'.

Al di la' della loro affascinante complessita' (provate a comparare le polifonie di Sheppard a quelle di Tallis, e vi renderete conto di quante piu' linee corali disgiunte e apparentemente fuori sincrono Sheppard introduceva nelle sue composizioni: forse per questo ci sembrano cosi' moderne... non vi ricordano a tratti il primo Philip Glass, che la early music deve averla conosciuta molto bene quando scrisse Music with changing parts e Music in twelve parts?), non possiamo restare indifferenti alla estrema solarita' di queste composizioni.

E' musica luminosa quella di Sheppard, una celebrazione della magia della vita.

Qui a Londra, dove l'interesse per la early music e' fortunatamente molto vivo, ci sono due cori che regolarmente eseguono Sheppard. I Sixteen del maestro Harry Christophers (che sono soliti registrare i loro dischi in una chiesa a due passi da dove vi sto scrivendo e che sono attualmente impegnati nella pubblicazione del repertorio di Palestrina). E Stile Antico, che invece stanno a Belsize Park (e, colpevolmente, non sono ancora andato a sentire: ma intendo rimediare presto).

Vi propongo qui un responsorio che, e' una promessa, ascolteremo insieme presto anche a Prospettive Musicali.

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venerdì 20 gennaio 2012

A Filetta, Requiem (Deda, 2011)

Di A Filetta (che vuol dire la felce, nell'idioma parlato in Corsica) ho scritto qui in Engadina abbastanza recentemente, e li abbiamo ascoltati a Prospettive Musicali quando vi presentai il loro progetto realizzato con il trombettista sardo Paolo Fresu e con il fisarmonicista marchigiano Daniele Di Bonaventura.

Questo Requiem, evoca fin dal titolo il ricordo di chi non c'e' piu'. Contiene venticinque composizioni corali polifoniche, scritte per essere eseguite nel momento dell'ultimo saluto a chi ha lasciato questa vita. In quanto tali, sono certamente composizioni meditative, che esprimono una profonda, sentita religiosita' e la fiducia nella sopravvivenza della nostra anima, capace di trascendere la vita terrena e proiettarsi nell'eternita'.

Come abbiamo avuto gia' modo di osservare insieme, per A Filetta la tradizione e' una materia viva. Che merita certamente rispetto, ma che viene invitata a dialogare con il presente. E con altre tradizioni corali: sarda, ellenica, georgiana.

Quella di A Filetta e' musica che evoca spazi aperti, mare, scogliere a picco, paesaggi spazzati dal vento, bruciati dal sole, bagnati da una rigenerante pioggia.

Un altro capolavoro: forse meno sperimentale rispetto a Mistico Mediterraneo, ma non meno coinvolgente. Musica altra, per anime contemplative.

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lunedì 16 gennaio 2012

Wieland Kuijken/ Jordi Savall, Sieur de Sainte-Colombe: Concerts a' deux violes esgales (Alia Vox, 2011)

Sapete gia', se ascoltate Prospettive Musicali, che la Alia Vox (etichetta della quale non smettero' mai di suggerire l'ascolto di questa superlativa raccolta) ha in corso di ripubblicazione il lascito discografico eccezionale di Jordi Savall: una settantina di dischi, fondamentali per comprendere la musica antica e la sua contemporanea riscoperta e rinascita.

(Anzi, e' un po' che ci penso: posso suggerire di non chiamarla piu' musica antica, come si fa in Italia, ma di adottare la definizione che si usa qui, early music? O se volete proprio usare la nostra lingua: musica delle origini. Antico sa di vecchio, e invece la early music e' di una contemporaneita' che lascia esterrefatti).

Piano piano, seguendo questa corrente di ristampe, la libreria davanti a me si sta popolando di concerti meditativi e silenziosi, masterizzati con infinita cura per ogni dettaglio. Se mi posso permettere di introdurre un'osservazione personale, mi sto convincendo, ristampa dopo ristampa, che questo corpus musicale sia il punto di arrivo definitivo del mio percorso di ricerca. Ho trovato quello che nella musica ho sempre cercato. La early music e' il mio santo Graal.

Per esempio, questo primo volume di concerti composti sul finire del diciassettesimo secolo da monsieur de Sainte-Colombe e' di una bellezza che non saprei proprio come iniziare a descrivere. Lo svolgimento libero, l'introduzione di dissonanze e di movimenti imprevedibili, i repentini cambiamenti di tono e umore, la profonda leggerezza di queste musiche generano uno stato emotivo indescrivibile, che e' insieme meditativo, sereno, gioioso. Bisogna farne esperienza per capire, perche' altrimenti non e' nemmeno uno stato immaginabile.

Di monsieur de Sainte-Colombe sappiamo pochissimo. Non ne conosciamo neanche il nome. Sappiamo che fu il maestro di un altro grandissimo autore di musiche per viola da gamba, quel Marin Marais al quale sono legatissimo perche' fu il primo compositore di early music al quale mi appassionai (dopo averne letto su il Manifesto, ricordo, e averlo sentito trasmesso dal competentissimo Arturo Stalteri di RAI Radio 3). Quello che Tous les matins du monde di Corneau racconta a proposito di monsieur de Sainte-Colombe, infatti, e' largamente inventato.

Ci resta la sua musica, espressione di un cuore che si lasciava trasportare, senza opporre resistenza alcuna, dal sentimento, dalla nostalgia, dal ricordo, dall'amore, dalla natura.

Musica crepuscolare, elegiaca, silenziosa. Molto semplicemente: la piu' emozionante musica che sia stata composta dall'uomo, nella sua millenaria storia.

Guardate cos'ho trovato per voi. Niente meno che tutto il primo volume di questa doppia raccolta (la cui incisione risale al 1976).

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sabato 14 gennaio 2012

Giovanna Pessi/ Susanna Wallumrod, If grief could wait (ECM, 2011)

Ascoltando questo disco in una notte invernale, capisco istintivamente per quale ragione Will Oldham non penso' nemmeno un istante quando gli chiesi chi stima piu' di tutti tra i musicisti suoi contemporanei. Susanna Wallumrod, mi disse.

Lo capisco, non solo per la sensibilita', il rispetto, la profondita' e l'understatement tipicamente nordico con i quali l'affascinante cantante norvegese affronta il repertorio di Leonard Cohen e Nick Drake, ma anche per il modo nel quale la sua fragile e purissima voce sa fondersi con le note della giovane arpista svizzera Giovanna Pessi quando insieme interpretano con infinita grazia composizioni di epoca barocca.

Giovanna Pessi che abbiamo sentito a Prospettive Musicali qualche tempo fa, magari qualcuno di voi si ricorda: la sua arpa e' presente nel progetto Diminuito del nostro amatissimo Rolf Lislevand e su Fabula suite Lugano di Christian Wallumrod, il pianista fratello di Susanna.

Paradossalmente (ma neanche tanto, dato che Cohen e Drake sono certamente stati a loro volta ispirati dal repertorio antico e classico, barocco e romantico), quasi non si avverte la dimensione tempo. Al contrario, nonostante si affrontino periodi diversi il disco vive di grande continuita', di cambiamenti atmosferici quasi impercettibili. A sottolineare il fatto che la poesia di Cohen e Drake non appartiene a un'epoca storica, a uno stile definito. E' classica. E' eterna come eterni sono l'amore, la gioia, il dolore.

Al disco partecipano anche il suonatore di nyckelharpa Marco Ambrosini e la violista Jane Achtman.

In una delle prime sessioni, hanno scelto di suonare insieme una delle canzoni piu' belle di Leonard Cohen, Who by fire. Il testo di Who by fire non venne scritto da Cohen, ma e' una preghiera che gli ebrei sono soliti recitare durante le celebrazioni dello Yom-Kippur.

Sentite che meraviglia diventa nell'interpretazione di questo ensemble, e poi procuratevi una copia di If grief could wait. E' un disco che cresce ad ogni ascolto. Struggente, magica poesia per queste lunghe notti invernali. Prometto che lo ascolteremo approfonditamente a Prospettive Musicali, nel mio ritorno di febbraio.

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mercoledì 11 gennaio 2012

Sinikka Langeland, Maria's song (ECM, 2009)

Ringrazio Gigi Longo di Prospettive Musicali per avermi passato una copia di questa inconsueta raccolta che, chissa' perche', non attrasse la mia attenzione quando venne pubblicata, tre anni fa.

Se avete ascoltato l'ultima puntata del programma, ricorderete che sentendo insieme i misteriosi, inclassificabili, sfuggenti (e per questo straordinariamente interessanti) Batagraf, abbiamo parlato di ridefinizione, attraverso l'espansione dei confini, della tradizione folk. Una ricerca che oggi viene portata avanti soprattutto da musicisti del Nord Europa (pensate, oltre che a Jon Balke, a Trygve Seim, Markku Ounaskari, Arve Henriksen, Ketil Bjornstad, Andreas Utnem: tutti nomi che abbiamo ascoltato tante volte insieme e che dovrebbero essere ormai molto familiari agli ascoltatori del nostro programma).

Sinikka Langeland e' una cantante norvegese con radici classiche. Suona il kantele (una specie di arpa orizzontale appartenente alla tradizione nordica, specialmente a quella finlandese). In questo suo dodicesimo album affronta la tradizione folklorica di matrice religiosa, in particolare gli inni dedicati a Maria all'interno della tradizione cristiana contadina. Canti eseguiti durante le celebrazioni liturgiche di Natale, di Pasqua, della Pentecoste, ispirati dal Vangelo di Luca (soprattutto dagli episodi dell'annunciazione e della nascita di Gesu').

A intercalare queste canzoni devozionali di impianto popolare, ha scelto di inserire nel suo disco composizioni di Johann Sebastian Bach, eseguite all'organo (quello del Nidarosdomen di Trondheim) e alla viola, che traggono ispirazione dagli stessi episodi narrati da Luca.

E' un disco molto interessante, soprattutto se desiderate approfondire il dialogo tra tradizioni musicali devozionali: capaci di esprimere, pur se con forme diverse, una religiosita' altrettanto sentita e profonda.

In rete ho trovato un bel video di Sinikka Langeland, che si esibisce alla televisione norvegese con il saxofonista Trygve Seim, il batterista Markku Ounaskari e il contrabbassista Anders Jormin. Eccolo.

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lunedì 9 gennaio 2012

Liz Carroll & John Doyle, Double play (Compass, 2009)

Buon anno, cari amici!

Ho iniziato questo 2012 ascoltando tanta rasserenante musica celtica. Soprattutto questo irresistibile dischetto che vi ho presentato qualche settimana fa a Prospettive Musicali, i due album finora pubblicati dai Caladh Nua, uno migliore dell'altro, e una raccolta di gighe irlandesi suonate impeccabilmente alla chitarra acustica e al violino da due tra i migliori musicisti del panorama folk contemporaneo.

Questo Double play venne pubblicato, qualche anno fa, da un'etichetta di Nashville specializzata soprattutto in bluegrass e il cui catalogo e' ricchissimo di delizie. Se amate suoni acustici e naturali, la Compass vedrete che diventera' anche per voi un punto di riferimento come lo e' per me.

Non ci sono grandi sorprese in un album come questo, semplicemente solide interpretazioni di una tradizione che profuma di spazi aperti, scogliere ventose, mare che ruggisce.

Musica benevola e uplifting quella celtica, anche quando i suoi toni si fanno un po' malinconici e nostalgici. Avvolge come un caldo maglione di lana di Aran e fa venire voglia di tornare in Irlanda, non appena le giornate si allungheranno un po'.

Il disco piacque molto niente meno che al presidente Barack Obama, che invito' i suoi due autori a suonare per lui alla Casa Bianca...

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domenica 8 gennaio 2012

Prospettive Musicali dell'8 gennaio 2012

1) BATAGRAF
Everyday music
da Say and play
(ECM, 2011)

2) RETO BIERI
Contrechant - epilog
da Contrechant
(ECM New Series, 2011)

3) LISA SMIRNOVA
Suite no. 8 F minor HWV 433 allegro
da Georg Friedrich Handel die acht grossen suiten
(ECM New Series, 2011)

4) M. ABDUL GANI, M. HAJA MAIDEEN & S. SABUR MAIDEEN
The saint
da VV. AA. Sufi Music
(Music Rough Guides/ World Music Network, 2011)

5) BATAGRAF
Calmly
da Say and play
(ECM, 2011)

6) CHAVELA VARGAS
Tu me acostumbraste
da VV. AA. Music from and inspired by the motion picture Babel
(Condord, 2006)

7) KEITH JARRETT
Part III
da Rio
(ECM, 2011)

8) JOHN SURMAN
The pilgrim's way
da The amazing adventures of Simon Simon
(ECM, 1981)

9) ANDREW MCCORMACK & JASON YARDE
D-town
da Places and other spaces
(Edition, 2011).

Ascolta.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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mercoledì 4 gennaio 2012

Anteprima Prospettive Musicali

Anche questa domenica tocchera' a me condurre Prospettive Musicali.

Ascolteremo insieme alcune tracce dal secondo disco dei Batagraf, proseguiremo nell'ascolto delle suite per clavicembalo di Georg Friedrich Handel, e sentiremo un brano della cantante costaricana Chavela Vargas.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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lunedì 2 gennaio 2012

Conduzione musicale del 2 gennaio 2012



1) JUANA MOLINA
Solo su voz
da Tres Cosas
(Domino, 2002)

2) LOS PAPACITOS
Jazzy
da VV. AA. Panama! 2 latin sounds, cumbia tropical & calypso funk on the isthmus 1967 - 77
(Soundway, 2009)

3) LAUREL AITKEN
Nebuchadnezzar
da Jamaica-mento 1951 - 1958
(Fremeaux & Associes, 2010)

4) SIR JABLONSKY
Juck juck pt. 1
da VV. AA. Panama! 2 latin sounds, cumbia tropical & calypso funk on the isthmus 1967 - 77
(Soundway, 2009)

5) SAMBA TOURE'
Dani dou
da Crocodile blues
(World Music Network, 2011)

6) SYRAN MBENZA & ENSEMBLE RUMBA KONGO
Matinda
da VV. AA. African guitar legends
(Music Rough Guides/ World Music Network, 2011)

7) AMINA ALAOUI
Buscate en mi, var.
da Arco iris
(ECM, 2011)

8) LA COLOMBINA
Senex puerum portabat - in purificatione beatae Mariae
da Tomas Luis de Victoria ad vesperas
(K617, 2008)

9) ACCENTUS, ERIC ERICSON
Tuuti lasta tuonelahan
da North
(Naive, 2005)

10) ACCENTUS, ERIC ERICSON
O crux
da North
(Naive, 2005)

11) LESZEK MOZDZER
Nocturne op. 15 no. 1 fa majeur
da Impressions on Chopin
(Naive, 1999)

12) ANDRAS SCHIFF
Klaviersonate fis-moll III scherzo e intermezzo. Allegrissimo - lento
da Robert Schumann geistervariationen
(ECM New Series, 2011)

13) ALEXANDER LONQUICH
Kreisleriana V sehr lebhaft
da Robert Schumann/ Heinz Holliger
(ECM New Series, 2011)

14) KETIL BJORNSTAD & SVANTE HENRYSON
Serene
da Night song
(ECM, 2011)

15) PAL MODDI KNUTSEN
Poetry
da Floriography
(Impeller, 2010)

16) ONEIDA VS. KONONO NO. 1
Nombre 1!
da VV. AA. Tradi-mods vs. rockers
(Crammed discs, 2010)

17) EARTH WIND & FIRE
September
da VV. AA. Music from and inspired by the motion picture Babel
(Concord, 2006)

18) FATBOY SLIM
The joker
da VV. AA. Music from and inspired by the motion picture Babel
(Concord, 2006).

Ascolta.

Conduzione musicale andata in onda alle 21 su Radio Popolare, FM 107.6.

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domenica 1 gennaio 2012

Prospettive Musicali del I gennaio 2012

1) LISA SMIRNOVA
Suite no. 2 F major HVW 427 adagio
da Georg Friedrich Handel die acht grossen suiten
(ECM New Series, 2011)

2) CALADH NUA
Miss Susan Coopers
da Next stop
(Caladh Nua, 2011)

3) DR. STRANGELY STRANGE
Ballad of the wasps
da Heavy petting
(Vertigo, 1970)

4) KEITH JARRETT
Part II
da Rio
(ECM, 2011)

5) LISA SMIRNOVA
Suite no. 2 F major HVW 427 adagio, allegro
da Georg Friedrich Handel die acht grossen suiten
(ECM New Series, 2011)

6) AMY DICKSON RPO MIKEL TOMS
Violin concerto II
da Amy Dickson RPO Mikel Toms
(RCA, 2009)

7) ARMONICO CONSORT
Salve Regina
da Naked Byrd two
(Signum Classics, 2011)

8) JOHN SURMAN
Nestor's saga
da The amazing adventures of Simon Simon
(ECM, 1981)

9) JOHN SURMAN
The buccaneers
da The amazing adventures of Simon Simon
(ECM, 1981).

Ascolta.

Appuntamento a domani sera alle 21 per una conduzione musicale di un'ora e mezza.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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