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Osservazioni e ascolti

domenica 26 febbraio 2012

Sofia Gubaidulina, Canticle of the Sun (ECM New Series, 2012)

A quelli di voi che mi stanno tenendo compagnia nel mio percorso di scoperta della non sempre semplicissima musica dell'ex blocco sovietico (Boris Yoffe, Vladimir Martynov, ecc.) dedico la segnalazione di questa recente pubblicazione.

Sofia Gubaidulina, nata nel 1931 e ancora attiva in ambito compositivo, collaboro' proprio con Martynov, all'interno del celebre studio di musica elettronica del museo Scriabin. E proprio come Martynov, e piu' tardi Yoffe, intese la musica come strumento di elevazione e comprensione spirituale.

Questo volume, che sto ascoltando con grande interesse in questi giorni, raccoglie due composizioni assolutamente magnificenti.

La prima si intitola The lyre of Orpheus, ed e' un lavoro per violino, percussioni e orchestra d'archi, che venne dedicato a una vecchia conoscenza di Engadina Calling e Prospettive Musicali, il violinista Gidon Kremer (ascoltato insieme principalmente come interprete di Arvo Part).

Il libretto che accompagna il disco fornisce una complessa spiegazione della sua struttura compositiva, centrata sull'uso di contro-ottave e pulsazioni microtonali. Ma mi sembra assai piu' semplice sottolineare l'eccellente uso del silenzio, quale veicolo di espressione di cio' che e' invisibile agli occhi, e quindi essenziale.

La seconda composizione e' un'interpretazione del Cantico del Sole, di Francesco d'Assisi, per violoncello, coro da camera, percussioni e celesta, composto nel 1997 per celebrare il settantesimo compleanno del grande violoncellista russo Mstislav Rostropovich.

Della glorificazione del Sole e della Luna, della vita e dalla morte, Sofia Gubaidulina coglie l'aspetto piu' drammatico e profondo, come se volesse enfatizzare il mistero della creazione, suscitando domande.

Il tono e' altissimo e rarefatto. Viene da pensare piu' al Francesco eremita e sofferente a la Verna, che al giovane ribelle, allegro e un po' matto di alcuni espisodi della sua vita.

Un ascolto riflessivo e contemplativo, che ben si addice a questo momento di risveglio della natura al termine dell'inverno che ci sta lasciando.

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