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mercoledì 15 agosto 2012

Qualche appunto sui dischi che sono stati la colonna sonora di quest'estate:

TERJE RYPDAL Odissey (ECM). Ristampa di un doppio album inciso nel 1975 dal chitarrista norvegese, collaboratore di Jan Garbarek e Lester Bowie. Rock jazz che a tratti puo' ricordare il Miles Davis elettrico di quegli stessi anni, e a tratti le profonde meditazioni di Coltrane, ma suonate come le avrebbe potute suonare Hendrix.

JAN GARBAREK Sart (ECM). Nel 1971 Rypdal partecipo' alla realizzazione di uno degli album piu' sperimentali di un giovane Jan Garbarek. Era un Garbarek ancora molto influenzato da Ayler e dal free jazz, e l'ascolto attento di Sart e' fondamentale per comprendere le origini del jazz nordico come lo conosciamo.

JAN GARBAREK Dansere (ECM). Di tutt'altro tenore e' questo volume inciso quattro anni piu' tardi. Garbarek diventa piu' accessibile, il suo stile piu' disteso, il ritmo si fa piu' regolare, il dialogo con il piano di Bobo Stenson molto armonico, quasi melodico. Ascoltati in sequenza, Sart e Dansere permettono di cogliere il vasto spettro di influenze musicali del saxofonista norvegese.

ARIANNA SAVALL/ PETTER UDLAND JOHANSEN Hirundo maris (ECM New Series). Arianna Savall e' la figlia di Jordi Savall e Montserrat Figueras. Pensate come dev'essere crescere in una famiglia cosi'. Respiri musica, dal tuo primo giorno sulla Terra. Hirundo maris e' un disco piuttosto misterioso, sospeso tra early music di matrice colta e musiche popolari di varie regioni europee. Territori sonori esplorati da tante produzioni Alia Vox che abbiamo ascoltato insieme in questi anni, a Prospettive Musicali.

KEITH JARRETT Sleeper (ECM). Registrazione di un concerto del 1979, realizzato con la formazione che accompagnava Jarrett quando veniva in tour e a registrare qui in Europa. Album doppio, di impressionanti bellezza e eclettismo. E' un lavoro di estrema ritmicita' (soprattutto la parte iniziale del concerto), e pero' con momenti di estatica dolcezza: misurati, mai eccessivi. Al sax troviamo Jan Garbarek, e qui si chiude il cerchio.

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