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Osservazioni e ascolti

mercoledì 7 novembre 2012

[1341] Ricordi

"Tutte le cose di questo mondo un giorno non ci saranno piu', e non importa quanta voglia avremo di andare: non si potra' piu' andare.

E allora in questa vita voglio accumulare tantissimi ricordi".

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11 Comments:

Anonymous Gio said...

La foto che hai fatto alla copertina del libro è bellissima.
Il libro è altrettanto bello? Si farà ricordare?

A proposito: non vedo l'ora di ricordare la sera in cui ascolteremo il cd di Arvo Pärt che segnali nella colonna qua a destra :)
gio

giovedì, 08 novembre, 2012

 
Blogger Fabio said...

Sono contento che ti piaccia la foto. L'ho scattata ieri mattina, appena sveglio. Il libro era rimasto sul tavolo dalla sera prima. Il sole del mattino proiettava l'ombra dell'ulivo (quello che mi ha regalato Vitali) direttamente sulla copertina del libro, sulla quale si formavano disegni sempre diversi.

C'e' un punto in questa raccolta di brevi saggi che mi piace molto, ed e' dove Banana Yoshimoto scrive:

"E' per contrapporre questo modo di pensare a quello vecchio, infantile, che andro' avanti imperterrita a scrivere romanzetti, prima di tutto per la mia soddisfazione e il mio divertimento personali.

Se la gente li legge con piacere, e per un momento riesce a rilassarsi insieme a loro, allora la mia vita e' assolutamente meravigliosa".

I suoi sono infatti romanzetti, come ammette, ma a volte e' bello immergersi nelle abitudini minime e quotidiane dei suoi personaggi.

(Peraltro se a "romanzetti" sostituisci "post", quello che ha scritto lo potrei dire a proposito del piacere che provo scrivendo da 8 anni questo blog).

L'ultimo lavoro di Arvo Part strazia l'anima, che non si capacita di tanta bellezza.

E' bello che usi il termine CD. Il vinile e' cosi' di moda, e presso un pubblico cosi' insulso e modaiolo, che per la prima volta mi sto affezionando ai buoni vecchi CD, finalmente!

giovedì, 08 novembre, 2012

 
Anonymous arte said...

Buon ascolto.

giovedì, 08 novembre, 2012

 
Anonymous Marco Reina said...

Oddio, c'e' anche chi ama il vinile - come tu ed io, peraltro - e non ritiene (magari a sproposito!) di essere ne' "insulso", ne' "modaiolo".
Se poi invece, e capisco bene a chi ti riferisci, costoro lo abbandoneranno per rincorrere qualche altro manufatto (il laser-disc? Lo stereotto?) il buon disco nero continuera' a girare su milioni di piatti in tutta la terra, incurante delle mode.
Quelle passano, l'analogico resta.
(Tra l'altro anche ECM ha ripreso a stampare alcuni titoli in vinile).

giovedì, 08 novembre, 2012

 
Blogger Fabio said...

Arte -

Un ascolto molto consigliato, anche se particolarmente difficile e austero anche rispetto agli standard di Part.

Marco -

Ma certo, possiamo ripetere quello che abbiamo detto gia' tante volte a proposito della qualita' del suono, della dimensione delle copertine che ne fanno oggetti bellissimi, del fatto che proprio con il vinile abbiamo iniziato ad amare la musica e ai nostri vecchi 33 giri siamo rimasti giustamente molto affezionati.

Per questa ragione, per il rispetto che i dischi meritano, mi intristisce vedere che chi, per usare le immortali parole che Claudio mi disse molti anni fa, considera la musica un hobby e non una passione, si sia buttato a corpo morto sul revival dei 33 giri, come si trattasse non di oggetti importanti, ma di pantaloni a zampa di elefante e pettinature con il carre'.

A questo punto speriamo che il vento cambi in fretta e che questi soggetti riprendano da bravi a fare il loro bel download che tanto gli piaceva fino alla settimana scorsa, lasciando la musica a chi se ne intende.

giovedì, 08 novembre, 2012

 
Anonymous Marco Reina said...

Ma speriamo anche, invece, che qualcuno di loro - magari arrivato al vinile per moda (e mi diverte molto la tua immagine dei pantaloni a zampa di elefante e pettinature con il carre'!) - si affezioni davvero a quegli oggetti, trasformando l'infatuazione iniziale in passione.
Credo sia bene, nella musica, essere inclusivi piuttosto che esclusivi.

venerdì, 09 novembre, 2012

 
Anonymous Marco Reina said...

Una nota a margine stimolata dal commento iniziale di Gio.
Sarebbe bello se quei dischi che inserisci nella sezione "Now Playing" non sparissero e fosse possibile consultare un archivio dove di tanto in tanto ritrovarli e vedere cosa attingere da quei suggerimenti. Pensaci! ("Ascolti veloci in Engadina"?!).

venerdì, 09 novembre, 2012

 
Anonymous cameracentouno said...

C'era un periodo in cui Banana Yoshimoto andava di moda.
Tutti leggevano o avevano letto l'ultimo - e pure il precedente - di Banana Yoshimoto.
Le cose di moda, rischiano di passare in fretta di moda.
Quello che è fuori moda, resta in testa di più. O comunque, prima o poi, torna.
Vinile, CD, zampe di elefante e carré compresi.
Siamo ciclici, infondo.

venerdì, 09 novembre, 2012

 
Blogger Fabio said...

Marco -

Molto giusto quello che dici, e' giusto essere inclusivi. Let's change the world with music!

Come abbiamo detto piu' volte, piu' supporti esistono e meglio e', perche' sono assolutamente convinto che la buona musica migliora la vita delle persone, e quindi vada diffusa il piu' possibile nell'interesse della collettivita'.

Con la buona musica pensi meglio, agisci meglio, e quindi vivi meglio.

Quello che osservi a proposito della colonna a destra e' venuto in mente anche a me, e cerchero' una soluzione perche' le liste non vadano perdute. L'idea di un blog parallelo e' ottima, anche se non userei, mai, la parola "veloci" associata a "ascolti". Sono sicuro che capisci e condividi. La musica va gustata e approfondita con calma.

Cameracentouno -

Banana Yoshimoto, a giudicare dalla classifica dei libri Feltrinelli piu' venduti, va ancora assai di moda (occupa 2 delle prime 4 posizioni).

Se i suoi libri si prendono per quello che sono, sono rilassanti e piacevoli, pur se tutti uguali.

Appena finito questo, ieri mattina ho iniziato una raccolta di saggi di Vonnegut, per leggere qualcosa di un po' piu' sostanzioso.

Un po' a tutti noi capita di seguire le mode, e pero' ho molto rispetto per chi non ne e' succube.

Nella lingua inglese c'e' un'epressione, fashion victims (e la sua variante, il neologismo fashionistas), che esprime bene l'atteggiamento passivo di chi e' sempre pronto a seguire i diktat del mercato, in tutti i campi, esprimendo poco di suo.

Le pressioni al conformismo sono fortissime, e per questo l'indipendenza e' un atteggiamento che amo molto.

Su cosa sia conformismo e cosa no (perche' il conformismo si traveste spesso da anti-conformismo per rendersi piu' appetibile e cool) si potrebbe scrivere un bel post, ci penso in questi giorni.

Siamo ciclici, come dici, ma e' bello che questi cicli li decidiamo noi, e che quando non e' possibile almeno sia la natura a sceglierli per noi, e non qualcun altro.

venerdì, 09 novembre, 2012

 
Blogger The Music Is Inside said...

"Tempest" piace molto da queste parti.

venerdì, 09 novembre, 2012

 
Blogger Fabio said...

Questa volta sono pienamente d'accordo con Uncut. E' un disco da 10, un classico che ascolteremo ancora tra molti anni.

L'ultimo Dylan, quello da Love and theft a Tempest, mi piace sempre di piu'. Canta storie di respiro biblico con quella voce che mette i brividi, ruvida e sensualissima.

La sua musica sa riassumere il ventesimo secolo: jazz primitivo, blues, rock'n'roll, folk del Village, tutto reso con un tocco assolutamente unico.

Musica classica, immortale. Teniamocelo stretto Tempest.

venerdì, 09 novembre, 2012

 

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