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Osservazioni e ascolti

mercoledì 28 novembre 2012

A cosa serve avere un blog se non a confessare le proprie debolezze? Mi faccio forza pensando che Nostra Signora ha inciso una cover dei Tears For Fears, che la Gio ieri pomeriggio e' tornata a Milano ed e' del tutto naturale che abbia bisogno di zuccheri, convincendomi che resto comunque quello che trasmette le sinfonie di Arvo Part e venti minuti di Godspeed senza interruzione la domenica sera in una radio comunista, ma insomma oggi stavo sorseggiando una tazza di caffe' qui vicino, e a un certo punto hanno trasmesso questa canzone, che e' una canzone cosi' bella, cosi' perfettamente pop, e che mi ricorda cosi' tanto i bei tempi andati (gli odiati anni '80, per la precisione) che la devo proprio condividere con voi che ancora vi ostinate a leggermi.

You say I'm a dreamer, we're two of a kind/ Both of us searching for some perfect world we know we'll never find.

Fate finta che non vi abbia detto nulla, che se no mi tocca cancellarlo questo post. Domani si torna ai Godspeed, senza esitazioni, prometto.

4 Comments:

Anonymous Gio said...

Sarà anche una canzone degli "odiati" anni '80, ma è bella, e poi che male c'è a provare un po' di nostalgia per i nostri 20 anni? E se 20 anni li abbiamo avuti proprio negli anni '80, non è mica colpa nostra!

Le nostre debolezze ci rendono autentici. Che insulsi saremmo se non ne avessimo!

E la Gio è tornata a Milano, ma in fondo c'era negli anni '80 e continua ad esserci, quindi insomma, non c'è bisogno che ti strafoghi di dolci per compensare il vuoto...;)

E se proprio hai bisogno di conferme, sì sei proprio tu, quello che trasmette le sinfonie di Arvo Part e venti minuti filati di Godspeed in una radio comunista e che sogna di trascorrere giornate intere a guardare il mare come certi pescatori...anche se poi la Gio ti "smonta" i sogni...

E se il mondo perfetto che vai cercando (che andiamo cercando) non esiste, c'è di bello che in questo mondo imperfetto riusciamo ancora a ridere, nonostante tutto, e a trasformare le giornate di pioggia in giorni luminosi, che sia Luglio o Novembre.

E adesso sai cosa ti dico? Che me l'ascolto un'altra volta con il solo dispiacere di non essere stata anche oggi nel posto dove l'hai sentita, a sorseggiare insieme un caffè...soya milk e cannella, naturalmente.

giovedì, 29 novembre, 2012

 
Anonymous Anonimo said...

Dai Godspeed ai Thompson Twins e ritorno ... conosco il fenomeno Fabio, quel senso di struggimento e di proustiana inclinazione a tornare a un indizio di un passato intenso e felice, o vagheggiato come tale.
L'evento che fa scattare l'interruttore può essere di varia natura: un piccolo sobbalzo del cuore, il ritorno di un'idea sepolta nell'animo, la necessità di una forma di calore, reale o metaforica.
Volevo solo dirti che sono em-patico con te in questo passaggio interiore che più volte mi capita.
Quale sia il brano adatto a sottolineare questo stato è di volta in volta da decidere. Più spesso la canzone giusta si fa strada da sè.
Nicola

giovedì, 29 novembre, 2012

 
Blogger Fabio said...

Gio -

Non ne abbiamo alcuna colpa, infatti, e i decenni sono strani. Gli anni '70 in realta' finirono solo attorno al 1982 - 83 e gli anni '80 sono finiti davvero attorno al 2008, con l'arrivo di questa terrificante crisi globale.

Per capirli, i "decenni" devi aspettare che finiscano e prendere la giusta distanza, stare a vedere cosa viene dopo.

Visti dalla prospettiva del presente, li ricordo come anni molto colorati, ai quali voglio dedicare presto un post per approfondire certi ricordi meglio di come posso fare in un commento. Ci furono tragedie (l'AIDS su tutte) ma anche ottima musica, creativita' nelle arti visuali, e un senso di speranza per un futuro che ancora esisteva.

Poi chissa', forse me li ricordo cosi' perche' eravamo cosi' giovani e ci lasciavamo illudere facilmente da tante cose. Il mondo era tutto da scoprire. Londra era un posto lontano, dove saremmo stati felici. Sono strano qui, ma a Londra sono tutti come me. Tutti.

La Gio i sogni non li "smontava", perche' ne aveva tanti anche lei. Li costruivamo insieme, come continuiamo a fare ancora adesso. Qualcuno lo abbiamo vissuto, qualcuno lo stiamo vivendo.

Il mondo e' un luogo imperfetto, e lo sara' sempre, ed e' bello non farne parte completamente, come facciamo noi. Prendere a calci l'oscurita' fino a vedere la luce del sole, e farlo con chi le nostre imperfezioni e debolezze le considera umane e autentiche.

giovedì, 29 novembre, 2012

 
Blogger Fabio said...

Nicola -

Che poi, a approfondire, finisci per scoprire che i Thompson Twins erano squatter (a Clapham) e che erano grandi amici di gente come Viv Albertine (Slits), Gareth Sager (Pop Group), Charles Hayward (This Heat), Steve Beresford.

Una parabola, la loro, che mi ricorda un po' quella di Green Gartside (Scritti Politti). Anche lui prima squatter impegnato e poi, una volta scoperta la propria capacita' di scrivere canzoni perfette, trasformatosi in anomala pop star.

Stanno tutti ancora a Londra, che io sappia conducono vite normali, e mi piace pensare che in tutti questi anni mi sara' capitato di incontrarli senza riconoscerli, magari seduti vicini in metropolitana o in coda al supermercato.

E' bellissimo quello che scrivi e come lo scrivi, e la tua non e' un'empatia dichiarata, ma un'empatia che si sente in ogni parola.

Ed e' emozionante che la musica si scelga da sola in certe giornate, e scoprirne sempre il potere evocativo, sorprendendosi proprio come fosse la prima volta.

giovedì, 29 novembre, 2012

 

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