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Osservazioni e ascolti

domenica 29 aprile 2012

Prospettive Musicali del 29 aprile 2012



1) STEFANO BATTAGLIA/ MICHELE RABBIA
Antifona libera
da Pastorale
ECM
2010

2) HESPERION XXI/ JORDI SAVALL/ GURSOY DINCER/ MONTSERRAT FIGUERAS/ LIOR ELMALEH
Segah kar kar-i ses avaz
da La sublime porte/ voix d'Istanbul 1430 - 1750
Alia Vox
2011

3) WOLFERT BREDERODE QUARTET
Common fields
da Currents
ECM
2007

4) JACOB YOUNG
Sideways
da Sideways
ECM
2007

5) STEFANO BATTAGLIA/ MICHELE RABBIA
Monasterium
da Pastorale
ECM
2010

6) GLENN GOULD
Aria/ Variation 1 a 1 clav.
da Johann Sebastian Bach: The Goldberg variations
Columbia
1955

7) BILLY HART
Song for Balkis
da All our reasons
ECM
2012.

Ascolta il podcast.



Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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mercoledì 25 aprile 2012

Anteprima Prospettive Musicali


Domenica ascolteremo insieme Johann Sebastian Bach eseguito da Glenn Gould, il quartetto di Wolfert Brederode e il duo Stefano Battaglia e Michele Rabbia.


Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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lunedì 23 aprile 2012

INCREDIBLE STRING BAND
The 5000 spirits
Elektra
1967


Dallo stesso scatolone del quale vi parlavo sabato e' uscito pure questo, che avevo cercato dappertutto e consideravo ormai missing in action. Il secondo magnifico album della Incredible String Band, che stasera ho finalmente riascoltato dopo alcuni anni.

Venne inciso (sotto l'egida di Joe Boyd e Jac Holzman, due gentiluomini come non ne fanno piu') al ritorno di Williamson dal Marocco, in duo con Heron, mentre Palmer si trovava ancora sull'hippy trail da qualche parte tra Afghanistan e India.

Non so se esiste un altro album cosi' evocativo di quegli anni. Nemmeno i dischi dei Byrds, nemmeno quelli dei Jefferson Airplane. Raga rock speziato di sitar e gimbri. Musica del mondo. Fa pensare a viaggi in motocicletta e in autostop, a vite improvvisate e bruciate in fretta.

The summer of love, ritrovata in questa piovosa primavera.

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sabato 21 aprile 2012

BELA FLECK
Double time
Rounder
1984


E scartabellando tra i polverosi archivi di Radio Engadina (in un angolo tra i piu' riposti: uno scatolone che non aprivo dal giorno dell'ultimo trasloco, 6 ottobre 2005, e che ignoravo contenesse dischi) e' saltato fuori anche questo.

Non vorrei sbagliarmi, ma credo di averlo portato qui con me quale parte della dotazione dell'immigrato: dischi che sembrano fatti apposta per neutralizzare quei momenti di malinconia e solitudine che quando lasciai l'Italia (nel 2001 e sembra ieri) sapevo sarebbero capitati. Capitarono, infatti, e a volte capitano ancora.

Per fortuna c'e' il banjo del signor Fleck a rimettere a posto le cose e a riportare ottimismo. Questo e' il suo quarto album, e si compone di duetti realizzati perlopiu' con altri musicisti bluegrass. Musica solare, che mette voglia di vivere. Sono contento di averlo ritrovato.

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giovedì 19 aprile 2012

AJOY CHAKRABARTY
In Union
Sense World Music
2002


Stasera mentre preparavo una scaletta di Prospettive Musicali, dagli archivi polverosi di Radio Engadina e' saltato fuori questo doppio volume di raga, the music of the human soul, the abode of the divine, come recitano le note di copertina.

E' la registrazione di un concerto al quale ebbi la fortuna di assistere quasi dieci anni fa qui a Islington, alla Union Chapel (anche quest'anno votata da Time Out venue dell'anno: una volta tanto sono d'accordo con loro).

Musica classica devozionale indiana: voce accompagnata da harmonium, tabla e tanpura. Quasi tre ore di concerto, passate in un istante. This awareness is a pressing need of the present, as violence and destruction of a global magnitude imperil human civilization and culture.

Lo dovreste trovare ancora, chiedendolo all'operoso signor Patel.

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martedì 17 aprile 2012

GYORGY KURTAG
Jatekok
ECM New Series
1997


Magnifica raccolta di trascrizioni bachiane e frammenti brevi dedicati a Wolff, Holderlin, Stravinsky, Scarlatti, Farkas.

Eseguono, a quattro mani, il compositore ungherese e la moglie. Le note di copertina parlano, a ragione, di composizioni floreali e movimenti di satelliti nello spazio.

Un disco da alternare al piu' impegnativo Kafka-fragmente.

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domenica 15 aprile 2012

PATTI SMITH
Dream of life
Arista
1988


Ho iniziato a sbobinare la mia conversazione dell'altro giorno con Patti. Ve ne anticipo un frammento. Al momento vi chiederei di non riprodurre in nessun modo questa anticipazione, almeno fino a quando l'intervista sara' andata in onda:


Non appartengo a nessuna Chiesa, non ho una religione. Eppure vado spesso in chiesa, mi siedo in mezzo alle persone, per pregare insieme a loro. Accendo una candela, guardo il viso della Madonna rappresentato nei quadri.

Puo' accadere che preghi anche in un museo. Mi e' successo al Louvre l'altro giorno. Guardavo un quadro di Leonardo da Vinci, che rappresenta Sant'Anna, Maria e i loro due figli. In fondo, Leonardo ha dipinto solo due donne e due bambini. Si tratta di un'immagine molto bella. Ma lui e' riuscito a elevare questo concetto, questo momento di amore.

E' un quadro umile, nello stile unico di Leonardo da Vinci. Pensa all'Ultima cena. Quanti pittori hanno rappresentato l'ultima cena... E sai perche' Leonardo da Vinci ci sembra piu' spirituale? Non perche' Gesu' e' rappresentato in modo piu' simile a Dio. Ma perche' e' piu' umano.

Qual e' la cosa piu' spirituale? Perche' San Francesco ci appare un uomo cosi' spirituale? Non perche' ha una corona con raggi di luce. Per la sua semplice umanita'. Per il suo amore per la natura. Per il suo comprendere che un cane, un uccello, una foglia, un pesce sono preziosi.

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venerdì 13 aprile 2012

PATTI SMITH
Horses
Arista
1975


Tre settimane fa suona il telefono. E' il mio caposervizio della radio. Sei a Londra la settimana del 9 aprile? Ci hanno offerto di intervistare Patti Smith, ti interessa farla tu?

La traccia d’intervista non e’ servita a niente. Lei e’ un’illuminata si vede, perche’ ha anticipato tutte le mie domande. Le dai il la e ti porta lei dove vuole, e sono territori fantastici.

Quel suo sguardo, che non dimentichero' mai, e' vecchio come il mondo e puro come quello di un neonato.

Abbiamo parlato di ambiente, poverta’, arte, ispirazione nella vita, spiritualita’, San Francesco e Piero della Francesca, Tarkovsky e Bulgakov. Di musica, pochissimo.

La risposta su cosa le da’ ispirazione nella vita e’ cosi’ bella che non riuscivo piu’ a parlare. Andrebbe fatta leggere nelle scuole.

Nei prossimi giorni sbobino l'intervista e ne copio qui qualche frammento. Non so ancora quando andra' in onda, ma sarete come sempre i primi a sapere.

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martedì 10 aprile 2012

ULRICH SCHNAUSS
Goodbye
Independiente
2008

Immaginate un ipotetico punto di incontro tra i My Bloody Valentine di Loveless e gli Air di Moon safari. Disco bellissimo, inspiegabilmente passato inosservato.

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ANDERS JORMIN
Ad lucem
ECM
2012

"The sense of eternity and mystery of this ancient language joined with the instantaneous presence and creativity of true improvisers became the inspiring framework in which the distinctive compositions came alive”.

Davvero riuscito il dialogo tra composizione e improvvisazione. Le voci femminili mi hanno ricordato parecchio la Bjork piu' astratta e onirica.

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MASABUMI KIKUCHI TRIO
Sunrise
ECM
2012

L'ultima sessione di Paul Motian. Disco di minimalismo zen.

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domenica 8 aprile 2012

Perduta in partenza

"Verso i vent'anni attraversai un breve periodo durante il quale combattei una strenua battaglia, perduta in partenza, per diventare un individuo socievole che ama la compagnia".


http://www.einaudi.it/libri/libro/jerome-david-salinger/alzate-l-architrave-carpentieri-e-seymour-introduzione/978880620871


Vi confesso che la mia incapacita' di usare i social networks mi genera un crescente disagio. Sto cercando di forzarmi a scendere a patti, ma non riesco proprio a capire cosa tante persone trovino di cosi' bello in Facebook, Linkedin, ecc.

Intanto esteticamente i social networks sono bruttissimi. Disegnati, sembra, in 5 minuti, e mai aggiornati. Prendete Facebook. E' come la carta d'identita'. Va bene, per ogni utente cambiano la foto, la data di nascita, la professione (esattamente come negli schedari dell'anagrafe), e quello che ognuno decide di postarci (anche se su questo possiamo discutere: sembra che la foto sorridente col bicchiere in mano e quella altrettanto sorridente in costume in riva al mare siano un dovere, al quale pochi, uomini e donne, giovani e âgé riescono a sottrarsi - anche perche' se non le postano loro nel loro profilo lo fa' qualcun altro "a loro insaputa").

Ma com'e' possibile che "amici" diversissimi (alcuni estremamente creativi nella loro vita) abbiano pagine graficamente identiche? Stessi colori (tristissimi, da documento di riconoscimento), stesso font, stesse dimensioni.

Cioe', tecnicamente non e' proprio cosi', lo so. Puoi scegliere tra la lista della spesa e il cosiddetto diario. Pero' poi basta, fine della personalizzazione. Nel 2004 (quindi non ieri), quando iniziai a scrivere questo blog, c'erano in blogger una quantita' piuttosto alta di modelli, e chi e' bravo con html (io no) ne sceglie uno di partenza e poi se lo puo' personalizzare, rendendo la propria pagina unica per layout, colori, ecc. Quindi cosa ci vorrebbe a rendere i social networks un po' meno omogenei?

Detto tutto questo, e' inutile negare che Facebook una sua utilita' l'abbia. Permette di tenere contatti superficiali con tante persone, mandare un salutino sotto forma di like a chi non vediamo dal 1995, condividere informazioni di base sulla propria ubicazione (con dimostrazione fotografica) e il proprio stato emotivo, sfogare ingiustizie subite, delusioni politiche e calcistiche, entusiasmi per un piatto appena gustato.

Se non ci sei, se non posti un pensierino ogni tanto, sono sicuro che molte persone si dimenticano della tua esistenza. Smetti di esistere, come se fossi morto nell'indifferenza generale. E quindi resta il disagio, proprio perche' non puoi non esserci. Non puoi non usare i social networks, perche' e' cosi' che si comunica adesso, o almeno che si mantengono le relazioni.

E quindi?

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giovedì 5 aprile 2012

John Holloway/ Lars Ulrik Mortensen/ Jane Gower, Sonate concertate in stil moderno (ECM New Series, 2012)

La mattina di Pasqua voglio svegliarmi ascoltando proprio questo disco. Sonate rinascimentali impeccabilmente eseguite al violino, al clavicembalo e alla dulciana (strumento antesignano del fagotto).

Le hanno composte due musicisti italiani dei quali sono arrivate fino a noi pochissime informazioni. Castello pare fosse veneziano, mentre Fontana si pensa fosse bresciano. Di nessuno conosciamo le date di nascita e di morte.

Vi ho gia' detto qui e alla radio quanto questa assenza di informazioni scatena la mia fantasia nei confronti di questi innovatori assoluti: me li immagino immersi in mondi loro, popolati da creature poetiche, muse capaci di ispirare composizioni al tempo stesso meditative e profondamente gioiose.

Un'altra cosa che abbiamo ripetuto spesso quando vi ho proposto musiche rinascimentali alla radio, e' che l'esecuzione di early music ha molto in comune con la musica contemporanea, dato che spesso accade in entrambe che i suggerimenti dati agli esecutori siano cosi' liberi da richiedere un'interpretazione assai personale, che sconfina a volte nell'improvvisazione.

Lasciate che ripeta quello che ho scritto qualche tempo fa a proposito della early music (il mio Santo Graal, dissi allora e confermo qui: punto di arrivo definitivo di una ricerca musicale che mi ha tenuto piacevolmente impegnato per tutta la mia vita):

Lo svolgimento libero, l'introduzione di dissonanze e di movimenti imprevedibili, i repentini cambiamenti di tono e umore, la profonda leggerezza di queste musiche generano uno stato emotivo indescrivibile, che e' insieme meditativo, sereno, gioioso. Bisogna farne esperienza per capire, perche' altrimenti non e' nemmeno uno stato immaginabile.

Non so che altro aggiungere, se non consigliarvi di procurarvi queste sonate concertate, in stile antichissimo eppure, come dicemmo qui quando grazie all'Early Music Show di BBC Radio 3 scoprii colui che cambio' per sempre il mio modo di ascoltare musica (Biber), di una modernita' che lascia senza fiato.

Mi apri' davanti mondi dei quali ignoravo l'esistenza, Biber. E cosi' facendo mi restitui' un entusiasmo che credevo di avere perso e che invece, anche grazie a un disco come questo, scopro essere piu' vivo di quanto sia mai stato.

Questa esecuzione di una sonata di Castello e' decisamente meno d'atmosfera rispetto allo stile del trio Holloway/ Mortensen/ Gower, ma possiede una vivacita' contagiosa.

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lunedì 2 aprile 2012

Wolfert Brederode Quartet, Currents (ECM, 2007)

Un altro dei dischi che mi ha recentemente passato Alessandro, e che ho molto apprezzato (e per questo lo ringrazio), e' questo.

Del quartetto del pianista danese Wolfert Brederode vi ho gia' parlato in tempi recenti, sia qui che alla radio, per cui non mi ripeto.

La musica contenuta in questo Currents e' sostanzialmente quello stesso jazz da camera che ascoltiamo spesso insieme, diretto discendente di Paul Bley, Bobo Stenson, ecc.

Se avete amato quel poetico capolavoro minore che sempre mi piace riscoprire in questa stagione, il molto citato da queste parti April di Susanne Abbuehl, all'interno del quale suonavano due componenti di questo quartetto, in questa raccolta trovate le stesse delicate, contemplative, silenziose atmosfere.

Molto appropriata alla musica, a mio parere, l'ambientazione di questo video.

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domenica 1 aprile 2012

Stefano Battaglia/ Michele Rabbia, Pastorale (ECM, 2010)

Settimana scorsa, durante una delle periodiche cene di redazione di Prospettive Musicali, Alessandro mi ha passato questo disco che chissa' perche' al momento della sua uscita non avevo notato.

Non e' mai tardi per recuperare buona musica, e questa collaborazione tra il pianista milanese Stefano Battaglia e il percussionista torinese Michele Rabbia e' davvero eccellente.

Il disco si compone di 11 soundscapes, di varia ispirazione: una traccia e' dedicata al teologo Enzo Bianchi, una alla coreografa Pina Bausch. Frequenti sono le citazioni di John Cage, Morton Feldman, Iannis Xenakis, Steve Reich, a rimarcare il debito di riconoscenza con chi ha posto le basi di improvvisazione e minimalismo in musica.

Molto interessante lo scambio tra i due musicisti, laddove il piano si fa percussione e di contro le percussioni diventano strumenti tonali, in uno scambio di ruoli che enfatizza lo spirito di dialogo che ispira queste musiche.

Questa Antifona libera, che fin dal titolo vuole evocare quella early music di ispirazione sacra della quale Battaglia e' stato esecutore ai suoi esordi, e' proprio la traccia dedicata a Enzo Bianchi.

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