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Osservazioni e ascolti

domenica 22 luglio 2012

Prospettive Musicali del 22 luglio 2012

1) LOUIS SCLAVIS ATLAS TRIO
Dresseur de nuages
da Sources
ECM
2012

2) AMSTEL QUARTET
Nun komm, der heiden heiland
da Amstel tracks now!
Challenge
2012

3) HEINER GOEBBELS
The fog
da Stifters dinge
ECM New Series
2012

4) TOMAS NILSSON/ CIKADA DUO
Credo in US
da VV. AA. John Cage: Will you give me to tell you
Albedo
2002

5) LOUIS SCLAVIS ATLAS TRIO
A road to Karaganda
da Sources
ECM
2012

6) HISS GOLDEN MESSENGER
Blue country mystic
da Poor Moon
Tompkins Square
2012

7) FRANK FAIRFIELD
Nine pound hammer
da Frank Fairfield
Tompkins Square
2009.

Ascolta il podcast.


Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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mercoledì 18 luglio 2012

Anteprima Prospettive Musicali

Questa domenica ascolteremo un estratto dalla colonna sonora composta da Heiner Goebbels per l'installazione Stifters Dinge, un brano dall'ultimo lavoro di Hiss Golden Messenger, e un paio di tracce dal nuovo disco dell'Atlas Trio di Louis Sclavis.


Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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martedì 3 luglio 2012

Tutti dovrebbero far parte dell'elite.
- Roman Vlad


Non so se voi che passate di qui abbiate mai aperto un blog, ne' per quanto tempo lo abbiate aggiornato e con quale frequenza. E non so nemmeno se proviate, come provo io, un senso di vertigine rispetto ai mezzi di comunicazione che abbiamo visto svilupparsi nel corso delle nostre vite. Alle infinite possibilita' di mettere in comune quello che vediamo, sentiamo, leggiamo, pensiamo. La rete, la fotografia digitale, Facebook, Twitter... tutte cose impensabili 15 anni fa, quando molti di noi erano studenti, con molto tempo a disposizione e una superiore capacita' di sorprenderci della vita.

Sta di fatto che se vado a rileggere post di 6 o 7 anni fa (questo blog ne festeggera' tra poco 8), mi rendo immediatamente conto di quanto piu' sciolta era la mia scrittura. Quanto di me rivelavo, ad esempio.

Quella capacita' col tempo e' andata perduta. Non e' che non voglio rivelarmi. E' proprio che ho perso quella naturale spontaneita'. Chiedendomi come mai, ho maturato l'impressione (dobbiamo sempre esternalizzare le responsabilita', lo sapete) che il blocco sia stato generato soprattutto da quello che mi capita di leggere in Facebook. Che, come ho gia' scritto (ma naturalmente senza anatemi, ci mancherebbe), considero un po' la degenerazione della comunicazione in rete, un delirio cacofonico di frasette suggestive, foto di bambini e animali, gente sorridente col bicchiere in mano, battute, ecc. con il quale non sono mai riuscito a scendere a patti provandone simpatia, ma che non sono nemmeno mai riuscito a evitare del tutto. Mi incuriosisce da pazzi, pur non piacendomi affatto. Come quelle situazioni dove quando vai ti trovi male, ma se non ci vai ti senti escluso, e se vai e non ti conformi, escluso ti ci fanno sentire.

Tutta questa lunga premessa, per dire una cosa semplicissima. Non so piu' bene che cosa farne, di London Calling. Potrei non farne piu' nulla, chiudere qui. Ma se rileggete la premessa, se ripensate a quel senso di vertigine che ci prende davanti alle infinite possibilita' comunicative che ci sono offerte, beh allora forse concluderete con me che chiudere un blog e' un po' un controsenso. Hai diecimila possibilita', e non ne sfrutti neanche una. Come andare a New York e chiudersi in camera a leggere il Corriere che ti hanno dato in aereo.

Piuttosto, si tratta di capire qual e' il modo migliore per fare tesoro di questi media. Potrei, come ho fatto negli ultimi tempi, tagliare fuori frequenze. Ho una competenza, la musica, e parlo di quella. Per un po' va bene. Ma non per sempre, perche' a un certo punto tutti gli altri miei interessi (il cinema, la fotografia, la politica, le persone, la vita) chiedono spazio.

La conclusione di questo post non esiste. Lo lascio aperto, in attesa che dalla confusione nasca una forma, un equilibrio, un ordine. Di solito succede, se resti in quello stato difficile da definire (attesa consapevole?) che e' ricettivo, verso la realta' e verso la fantasia.

Pensavo solo di dirvelo, perche' c'e' qualcuno che questo blog torna di tanto in tanto a visitarlo, e lo fa da anni, e mi piace condividere serenamente anche un momento come questo. E di solito, lo scambio aiuta (e se lo scambio non dovesse avvenire, sarebbe un chiaro segnale che cambiare e' necessario).

lunedì 2 luglio 2012

RIVER THAMES
June 2012


But not too many horns can make that sound
Way on downsouth way on downsouth London town.